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SORRENTO (Napoli) Per chi non si rassegna alle nostre temperature autunnali e va in cerca di un ultimo week end al caldo, la soluzione c’è: il nostro sud può ancora regalarvi bagni d’estate e la scoperta di borghi a picco sul mare.Meta del turismo internazionale, la Costiera amalfitana è ormai famosa a tanti. Numerosi i visitatori di questo spettacolare bastione roccioso di fronte all’Isola di Capri, ma alcuni ancora non conoscono i paesi che sulla sponda opposta completano la penisola sorrentina. Per questo vi suggeriamo di iniziare la vostra scoperta di questa terra da Castellammare di Stabia per non rinunciare ad altrettante località ricche di fascino e colore.Da Castellammare seguite il profilo della penisola, prima scendendo verso il golfo di Napoli e poi risalendo lungo la costiera. Gli 87 chilometri che vi porteranno fino a Salerno vi faranno scoprire panorami azzurro intenso e alcuni dei paesaggi più belli d’Italia, un vero e proprio spettacolo della natura.Ogni momento dell’anno può essere quello giusto per apprezzarne la bellezza e un week end a ottobre sarà l’ideale per trovare clima mite, luce ancora nitida e strutture pronte ad accoglievi. La penisola sorrentina ha sempre qualcosa di magico, come magica è la strada che intrecciandosi con le rocce e i panorami sul mare unisce una località all’altra. E’ la statale I45 che staccandosi dalla Tirrena inferiore presso Torre Annunziata conduce a Castellammare per poi continuare verso Sorrento e oltre. Altri 10 chilometri sempre sulla statale e sarete a Sorrento. Passeggiare per il centro sarà l’occasione per comprare spezie, pomodori secchi, peperoncini piccanti e fagotti di foglie di vite ripieni d’una passa, i fallovielli. La gastronomia di questa regione vale da sola il viaggio, è parte integrante della cultura. I sapori mediterranei, le materie prime del mare, i profumi della terra: ne scaturisce una cucina semplice ma intensa. Lungo la costa si mangia soprattutto pesce. Polpi, vongole e la tipica “impepata di cozze”. Anche la frittura di calamari è un classico assieme ad altri fritti serviti come antipasto: arancini di riso, panzerotti e paste cresciute.Il clima, aiutato dal mare e dalla protezione degli appennini e del Vesuvio, favorisce il trionfo di verdure fresche e frutta che, soprattutto con i profumati agrumi, la fa da protagonista. I dolci meriterebbero un articolo a parte: sfogliatelle, struffoli, zeppole, babà, ma la vera tradizione risiede nella produzione artigianale dei liquori. Il limoncello, il più celebre di tutti, è un infusione di bacche di limoni della costiera, vanto di questa terra che anche grazie alle antiche limonaie è stata dichiarata dall’unesco patrimonio dell’umanità per l’unicità del paesaggio.Raggiungete con un bus urbano Capo di Sorrento e scendete verso il mare fino a “punta”, qui oltre a visitare i resti di una delle numerose ville romane potrete fare il bagno nelle acque trasparenti della grotta della Regina. Da Sorrento in 6 chilometri si raggiunge Massa Lubrense, bellissima, e da qui con una escursione Punta Campanella,
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all’estremità della penisola. Immacolata anche la spiaggia di Marina di Leranto: incastonata tra rocce calcaree la si raggiunge percorrendo una mulattiera che scende da Nerano per circa 2 km attraverso un tratto di macchia mediterranea. Da qui potrete godere di un suggestivo scorcio sui faraglioni di Capri.Riportatevi sulla statale I45 e iniziate a risalire la costiera frastagliata da innumerevoli baie e terrazzamenti. La statale che si specchia nel mare prende in questo tratto il nome di I63 amalfitana. Puntate a una delle località più famose, Positano, un tempo borgo di pescatori oggi sofisticata cittadina alla moda. La sua architettura dal gusto moresco fatta di case bianche, portici e scalinate aggrappate alla roccia non vi deluderà. Strade strette e piene di negozi pronti a vendervi i capi della famosa la moda positano,uno stile fatto tessuti ricchi e rigorosamente lavorati su misura. Affollati, anche se non proprio a buon prezzo, quelli che in poche ore realizzeranno per voi sandali e scarpe artigianali. Alla fine del vostro shopping proseguite fino alla chiesa di Santa Maria Assunta che confina con la piazzetta principale, troverete un borgo pieno di vita e sapori, come quello dei limoni da bere in spremuta o da gustare passeggiando in dolci granite. Principesche ville del Settecento, cattedrali medievali e chiesette ispirate a un colortissimo barocco. La statale tra Positano e Amalfi è un tratto di 15 chilometri da incanto. Fate almeno due soste: una dopo Praiano al Vallone del Furore e, prima di Conca dei Marini, alla Grotta dello Smeraldo. Furore è forse uno dei luoghi più emozionanti, una località ancora lontana dal turismo di massa. Il profumo di ulivo e di vite impregnano l’aria. Le scalinate che precipitano a mare, gli ampi tornanti, il paesaggio disegnato da case arroccate e da cupole decorate con ceramiche a vivaci colori vi faranno respirare l’essenza della Costiera.Spostandosi verso Amalfi ci si catapulta in una culla di storia: la città infatti fu una delle quattro Repubbliche Marinare e testimonia un passato di intensi scambi con l’oriente a partire dal municipio che custodisce ancora antichissimi codici di leggi marittime. Il duomo, il campanile, il chiostro del paradiso e mille e più scalini si aggrovigliano nel cuore del paese. Il borgo vecchio e la via dei mercati sono davvero suggestivi. La cascata di casette bianche che scendono fra palme e agrumeti lungo la valle dei Mulini ne fanno una delle città più belle del litorale. Vicoletti, archi, cortili, piazzali, questo borgo tra il mare e l’alta scogliera vi sembrerà un presepe naturale. Salite poi a Ravello. Le sue architetture in stile arabo, giardini di piante esotiche e alberghi tra i più lussuosi al mondo ne fanno un incantesimo che dura da secoli.Minori, con concerti e spettacoli di folklore, e Maiori con lunghe sSerpeggiando lungo la statale I63, sempre molto suggestiva, arriverete a Vietri sul Mare, racchiuso nel suo piccolo guscio naturale, e dopo 4 chilometri a Salerno, capolinea di questo itinerario alla scoperta della penisola sorrentina. Una visita al museo correale di Terranova, un’ultima tazzulella ‘e cafè e riprenderete la strada del ritorno certi di tornare presto in queste terre magari per salpare da Napoli alla volta di isole meravigliose.
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