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Da diverse settimane il regime della piccola Guinea Equatoriale ha avviato una stretta repressiva su vasta scala, che secondo i beninformati servirebbe a preparare il terreno per le prossime elezioni farsesche nel Paese.

Due giorni fa lo stato d’emergenza, decretato dal presidente Obiang il 20 marzo scorso in tutto il paese, ha portato i militari a compiere alcune retate nelle bidonville di Malabo e Bata, le due città principali del piccolo paese africano: decine di cittadini stranieri, in particolare camerunensi, maliani, ciadiani e gabonesi, sono stati arrestati, torturati ed espulsi dal Paese, accusati di essere immigrati clandestini senza documenti.

Una realtà che ricorda (con le dovute e sostanziali differenze) quella italiana, se non fosse che molte delle persone arrestate ed espulse vivevano e lavoravano nel Paese da diversi anni, anche per aziende riconducibili a membri della famiglia presidenziale, come la ABC, la più grossa azienda edile del paese di proprietà di Constancia Mangue, first lady e sposa del Presidente.

Secondo quanto scrive il quotidiano di informazione maliano Maliact sarebbero oltre 70, secondo le ultime stime 78, i cittadini maliani rastrellati dai militari nguemisti ed espulsi dal Paese: alcuni di loro, la maggior parte, erano residenti da anni in Guinea Equatoriale e tutti in possesso di regolare permesso di soggiorno, mentre altri erano effettivamente aspiranti clandestini diretti verso l’Europa.

Espulsi e inviati al centro per rimpatriati di Sogoniko, in Mali, le testimonianze di queste persone raccontano storie drammatiche:

“Il 14 marzo alle 7 del mattino, come sempre, ho lasciato la mia casa per andare a lavoro, presso la società ABC a Odianboi, distante 72km da casa mia; per il viaggio ho pagato 20.000 franchi CFA. Lungo la strada, la polizia mi ha fermato chiedendomi i documenti. Ho mostrato loro il mio permesso di lavoro, acquistato pagando 90.000 franchi CFA. Mi hanno detto che non avevo pagato abbastanza e che c’era bisogno di un ulteriore permesso di soggiorno, che costa 600.000 franchi CFA, ma io non avevo ancora una carta di soggiorno. A quel punto mi hanno portato alla stazione di polizia, dove ho incontrato molti altri detenuti. Ci hanno trattenuti tutti per 12 giorni in condizioni pessime”.

racconta Feundo Koumarè, operaio maliano di 24 anni. Koumarè racconta che il 24 marzo sono stati tutti portati al confine nord con il Cameroun ma le autorità camerunensi hanno impedito loro il passaggio, rispedendoli indietro in Guinea Equatoriale. Solo il 27 marzo la situazione si sarebbe sbloccata, quando il maliano e i suoi compagni di disavventura sono stati mandati in aereo da Malabo a Cotonou, in Benin, dove sono stati accolti dalle autorità consolari maliane che hanno successivamente organizzato un autobus per Bamako, Mali, il 29 marzo, e fornito al gruppo vestiti puliti e persino scarpe, di cui erano sprovvisti.

“In Guinea Equatoriale ho lasciato 900.000 franchi CFA e il mio bagaglio. Ho intenzione di tornare a prenderli, ma non voglio più lavorare in quel paese”

spiega Komarè a Maliact,
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il cui fratello, del quale da giorni non ha notizie, vive ancora in Guinea Equatoriale. Secondo un’altra testimonianza raccolta da RFI in questo gruppo di disgraziati c’erano anche ragazzi minorenni, vittime anche loro di arresti arbitrari, inumana ed ingiusta detenzione, deportazione.

“Con noi c’era gente che ha lasciato il negozio, c’è chi lascia persino moglie e figli. La polizia ci ha picchiato per convincerci a non tornare. [.] Siamo stati un mese e cinque giorni in carcere, dove abbiamo vissuto con un tozzo di pane e una sardina ogni tre persone. Dovevamo mangiare ammanettati, molti di noi sono rimasti sempre ammanettati.”

Secondo i racconti sarebbero centinaia i maliani nelle carceri della Guinea Equatoriale in attesa di essere espulsi. L’agenzia di stampa APA (Agence de Presse Africaine) “una vasta operazione di caccia” voluta espressamente dal secondo vicepresidente della Guinea Equatoriale, Teodorin Obiang Nguema Mangue (figlio di Teodoro il Presidente e principale aspirante alla “corona”, e Constancia, first lady e Presidente ABC, la società per cui lavorava il maliano intervistato).

Alle violenze settarie e ai rastrellamenti si unisce inoltre una repressione durissima nei confronti dell’opposizione politica interna al paese: anche il Dipartimento di Stato americano ha espresso “preoccupazione”, in una nota pubblicata il 31 marzo scorso, per gli arresti brutali e le detenzioni arbitrarie degli oppositori politici.

Gli Stati Uniti riportano alcuni nomi di oppositori che i lettori di Blogo conoscono già: Guillermo Nguema Ela, leader del partito di opposizione Fuerza Demcrata Republicana (FDR), costretto a non lasciare il suo villaggio, e Luis Nzo Ondo, arrestato il 19 marzo a Malabo mentre chiedeva la liberazione di Ela, forzatamente trasferito a Mongomo e ivi confinato.

“Invitiamo il governo della Repubblica della Guinea equatoriale a consentire ai partiti politici di registrarsi e partecipare liberamente ad attività politiche pacifiche, come concordato durante il dialogo politico nazionale nel mese di novembre 2014.”

Nessuna accusa è stata ancora formulata contro gli oppositori, come nessuna accusa è stata formalizzata nei confronti degli italiani Fabio e Filippo Galassi, detenuti dal 21 marzo a Bata: Fabio si trova nel carcere della città, dove risiede da oltre due anni un terzo cittadino italiano, Roberto Berardi, mentre il figlio Filippo si trova agli arresti domiciliari (e passaporto sequestrato) nell’abitazione di Bata.

Le autorità italiane stanno facendo ogni sforzo, questa volta va riconosciuto contrariamente a quanto fatto inizialmente con la detenzione di Berardi, affinchè l’incolumità dei due venga tutelata nella più assoluta integrità e che venga rispettato il diritto equatoguineano ed internazionale. Tuttavia sembra che da quell’orecchio le autorità nguemiste non vogliano sentirci.

Sul fronte internazionale invece, sembrerebbero esserci novità sui processi francesi per riciclaggio e corruzione a carico di Teodorin Obiang Nguema Mangue (vicepresidente ed ex socio di Berardi, nella foto): l’avvocato di Obiang, Jean Charles Tchikaya, spera di risolvere nei prossimi giorni la controversia giudiziaria francese in piedi oramai da due anni.

Obiang infatti sarebbe rimasto deluso delle trattative con la corte francese, la quale chiederebbe come condizione base un’ammissione di colpa da parte del vice capo di Stato africano, la restituzione dei beni indebitamente frutto della corruzione nel suo paese e il pagamento di una multa da 50 milioni di euro (20 in più di quanto patteggiato, nel 2014, con la Corte penale della California, in un processo poco dissimile da quello francese portato a termine anche grazie alle testimonianze di alcuni imprenditori italiani in Guinea, morti misteriosamente poche settimane dopo aver consegnato le carte agli americani).

L’avvocato Tchikaya vorrebbe appellarsi, per il processo francese, alla Corte internazionale di giustizia per chiedere il riconoscimento dell’immunità diplomatica di Teodorin Obiang, visto che nel novembre 2014 la Guinea Equatoriale ha sottoscritto la Convenzione di Vienna del 1961.

Nel frattempo, il prossimo 8 aprile la Guinea Equatoriale ospiterà un vertice transnazionale di capi di stato dell’Africa occidentale per affrontare la questione Boko Haram, per trovare una strategia comune contro un nemico comune: peccato che Boko Haram controlli aree a 1600km dal confine della Guinea.
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Ancora una volta, ci risiamo, e ogni anno sembra che le cose vadano peggio: l non sa pi vivere la montagna. Quantomeno l urbanizzato. Ce lo confermano i non pochi episodi che hanno portato nel corso dell a veri e ripetuti conflitti tra chi la montagna la vive e ci lavora e chi la vede unicamente come una valvola di sfogo temporaneo. Oltre che un luogo in cui si ha il diritto di fare ci che si vuole, per il solo fatto di aver calzato delle scarpe da trekking o dell inforcato una mountain bike.

E allora succede che chi spesso si sente superiore al “villico alpeggiatore” chiss forse per avere una laurea o un diploma in tasca? quando ha l di incontrarlo, o di incontrare i suoi animali, si sente padrone di fare ci che vuole; padrone e non ospite a casa altrui. E cos capitato ancora, e pi che nel corso delle passate stagioni d che cani quasi mai tenuti al guinzaglio, come si dovrebbe, siano entrati in rotta di collisione con cani da guardiania, o che escursionisti siano stati caricati da tori e vacche.

In particolare il fenomeno delle aggressioni di uomini e donne (donne soprattutto: chiss per quale ragione?, ndr) da parte di capi bovini pare aver subito un nelle statistiche dei “guai” pi diffusi tra i nostri simili che salgono i monti in cerca di refrigerio, aria pura e panorami. Ne danno notizia vari quotidiani locali, italiani e non, riportando bollettini che sembrano provenire da un fronte di guerra, tant che in Alto Adige il mese scorso c scappato persino il morto. In Tirolo (Austria) ad esempio, dopo che a met agosto stato registrato il terzo caso in poco pi di un mese (un uomo di quasi 80 anni, giunto in gravi condizioni all di Innsbruck per essere stato caricato da un mandria di venti capi) la tv pubblica Orf ha tentato di dare alcune sommarie “istruzioni per l ritenendo forse chiss che quelle gi offerte dal sistema scolastico non siano evidentemente sufficienti.

“Secondo un testimone”, hanno sottolineato i cronisti della Orf, l stava camminando per la sua strada quando “le vacche hanno preso a correre contro di lui facendolo cadere e calpestandolo” ma soprattutto provocandogli gravi ferite al petto e ad un braccio. A inizio agosto, sempre in Tirolo, una donna, durante una passeggiata con la propria famiglia aveva avuto la cattiva idea di entrare in un recinto ed era stata attaccata da una mucca, riportando ferite leggere, ma il caso pi grave capitato ad una turista tedesca di 45 anni, alla fine luglio. La donna, che teneva al guinzaglio il proprio cane era stata caricata da una vacca (che pare fosse sul pascolo con il proprio vitello), e scaraventata a terra violentemente. Per lei nulla da fare: il violento trauma cranico aveva reso vani i tentativi di rianimazione.

Interessante anche se un po tardiva l della Camera di Commercio del Tirolo, di diffondere tra i turisti un volantino intitolato “Un pascolo alpino non uno zoo!”, con cui tra le raccomandazioni offerte si ricorda che le vacche vanno trattate con riguardo e non provocate, soprattutto se circondate dai loro piccoli, che non si debbono abbandonare i sentieri, che si deve mantenere una distanza di sicurezza, evitando tra le altre cose schiamazzi e comportamenti bruschi.

Oltre i casi occorsi in Austria, si sono registrati episodi in Svizzera e sulle nostre Alpi, anche a carico di allevatori: evidentemente non sempre sufficiente avere confidenza con i bovini, e forse gi il fatto di spostarli all dopo mesi di permanenza in stalla, crea loro di per s una situazione di stress che, aggiunta all di protezione verso i cuccioli, alla stazza stessa degli animali e alle loro corna, dovrebbe guidare gli esseri umani tutti ad una maggior cautela.
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DIARIO DI LAVORO Appunti dalle prove 12 23 dicembre

Vi vedo per la prima volta tutti insieme; mi sembrate molto disciplinati, molto seri, per gi intuisco che fra di voi ci siano dei rapporti fraterni, che sia possibile creare un gruppo. Un gruppo, non prima e seconda compagnia. Semplicemente, necessariamente, prima canteranno alcuni di voi e poi gli altri. L sapere che ognuno, pur con la sua individualit intercambiabile, deve sapere fare le stesse cose. Perch l che sta sotto quel sorriso, quel gesto identica. Prima di cominciare le prove con voi ho accarezzato per un momento il sogno che voi non aveste mai n cantato n visto “Cos fan tutte”. Che la vostra “prima volta” fosse proprio con questo vecchio signore che ha in mente un “Cos fan tutte” molto diverso dal solito, per certi aspetti rivoluzionario .

Vi dico subito che non sar facile farlo, ma che non dovete avere paura. Occorre essere freschi, spontanei, felici, avere dentro la voglia di giocare, ma anche essere sereni, questo si, perch quest cosi cara al mio cuore e mi sembra cosi grande. cos grande quello che ha fatto il genio di Mozart sul libretto di Da Ponte, un simpatico avventuriero che per sapeva molto sulla vita e sull sulla loro vanit E ha scritto quest pensandola come un “giochetto”, da vecchio libertino. E invece ecco la grandissima musica di Mozart anche se nella trilogia che comprende “Don Giovanni”, “Le nozze di Figaro”, accade che “Cos fan tutte” sia spesso considerata un E invece solo l della trilogia delle passioni: “Le nozze di Figaro”, sulla variabilit dell “Don Giovanni”: la tragicit delle passioni e delle non passioni in contatto continuo. E poi, ecco “Cos fan tutte”: un “giochetto”? Ma no, un meravigliosa, piena di musica semplice, naturale. Anch vi chieder semplicit naturalezza, che la cosa fondamentale in tutte le arti meno si appare e pi si grandi anche se non una storia realistica sembra che nascesse da una vicenda accaduta a Trieste, di cui avevano parlato le gazzette dell “Cos fan tutte” vero teatro musicale nel senso che attraverso la musica Mozart “vedeva” l ne suggeriva gli sviluppi in una concatenazione perfetta, ma semplice. In ogni gesto noi dovremo ribadire tutto questo e saremo molto aiutati se seguiremo la verit della sua musica. Quello che dobbiamo fare tutti noi comporta delle enormi difficolt stilistiche perch ci troviamo di fronte a un oscillante, misteriosa. Come i sentimenti: le due sorelle di Ferrara, Dorabella e Fiordiligi amano o forse no. I due ufficialetti eleganti, nella loro bella divisa candida, amano o forse no. O forse si. vero o falso quello che succede? impossibile direte voi, a meno che non lo si veda come una parabola Ma, ragazzi, ve lo ripeto ancora: o ce la facciamo a mettere in luce il lato sconosciuto di quest assolutamente ambigua dove l il vero, il falso, la passione, da gioco possono diventare veri o il contrario oppure meglio rinunciare.

Dunque abbiamo queste due ragazze e questi due ufficiali che poi si trasformeranno in albanesi, valacchi, turchi, non importa cosa; quello che importa che sono esotici, che sono “altri”. Alle due ragazze piacciono, perch sono divertenti, sono meno formali e le donne si sa guardano al sodo. Il Guglielmo finto meglio di quello vero; il Ferrando albanese pi eccitante Prima sono due giovanotti ingenui, con qualche difficolt Improvvisamente un vecchiaccio che la sa lunga, don Alfonso, gli dice: “attenzione ragazzi che le donne sono tutte uguali, tutte pronte a tradire se occorre”. Loro no, loro credono che l sia eterno, che non si tradisce. Anche noi quando eravamo giovani l pensato. Poi ci siamo accorti che la vita pi complessa soffrendo come cani, magari.

Ecco, all siamo in un caff C questo signore che la sa lunga, un po smagato, un po corruttore, un po intellettuale, un signore dei lumi, scettico e scalcagnato che beve caff legge giornali, e d lezioni di erotismo perch un libertino. Ragazzi, dovete mettervelo bene in testa: questa un erotica, piena di desiderio e di sesso. Non una storia edificante di ragazzine e ragazzini un po stupidi: la storia di persone che si amano, che si desiderano, che desiderano scambiarsi, come succede nella vita. Cos fan tutte? Ma no, cos fan tutti, piuttosto. Mica un contro le donne: figurarsi Mozart e Da Ponte. No, qui tutti si desiderano, tutti tradiscono, tutti mentono Il pubblico capisce subito che quei personaggi si comportano come succede anche a noi. E allora perdoniamoci perch tutti siamo capaci di sbagliare un po di piet e di bont uno per l perch non solo noi personaggi, non solo noi che cantiamo, non solo noi che facciamo il teatro, ma anche quelli che ci ascoltano e ci vedono possono sbagliarsi

Adesso mi guardate cos come se dicessi chiss cosa; ma quando sarete pi maturi vi ricorderete di quello che vi ha detto questo vecchio signore, di quello che vi ha chiesto. Ragazzi la vita questo. Tutto in movimento nella vita, niente fermo, inerte, freddo. La coppia un fatto provvisorio, pu sempre rompersi e rovesciarsi. Le passioni non sono mai definitive, ma momentanee. L sempre al di l delle convenienze. Se ci sono convenienze si superano con trucchi, commedie, finzioni teatrali, scuse o altro. Ma bisogna avere comprensione perch tutti siamo pieni di colpe. Voi mi direte ma noi no, noi siamo diversi. Ma no, magari non l ancora fatto, ma lo farete perch siamo fragili Mozart ci raccomanda di non farne una tragedia; bisogna tenere presente che la realt della vita complessa e terribile. A Mozart piacevano le ragazze; ma sapeva che anche Costanza non se ne stava quieta ad aspettarlo e con indulgenza le scriveva “comportati con discrezione ai bagni di Baden Baden Un uomo che conosceva il bene e il male e che con un sorriso ironico e perfino un po cattivo, ma anche con una certa piet ci diceva che l e la donna sono esseri ben fragili Pensate a “Cos fan tutte”: quando le coppie si sono scompaginate, quando c stato l quando c stato il tradimento, ecco le due ragazze dire “perdono, perdono non lo faremo pi Sar vero? Non importa, non prendiamocela tanto. Ragioniamoci su, si pu cambiare umore e comportamento con rapidit e dove c da piangere si pu ridere In “Cosi fan tutte” c tanto sorriso dolce, farsesco , ma c anche, alla fine, piet per noi povere marionette che recitiamo con relativa sincerit l Alla fine ci si scambia sempre le parti.

Questo gioco che proprio della vita umana Mozart l colto e messo in una luce crudele, ridicola e pietosa al tempo stesso. “Che povere e ridicole cose siamo noi umani quando amiamo”. Le due sorelle Dorabella pi carnale, Fiordiligi potrebbe essere pi tenera, pi romantica. Alcuni registi le hanno fatte quasi uguali per fare capire che sono due sorelle. Una sciocchezza. Per me Fiordiligi mora e Dorabella bionda o comunque pi chiara. Sarete un po nude, fa tanto caldo a Napoli, piacevole. Un po di seno fuori, le ascelle che si intravvedono, come le gambe, le mutandine, magari. Mutandine del Settecento certo, ma pur sempre mutandine.

La platea deve capire che certo vi volete bene, che certo siete sorelle, ma che siete diverse . E se Fiordiligi sogna, almeno all l romantico, Dorabella non fa mistero del suo eros. pi disponibile a divertirsi. Certo non va con tutti, ma si pone meno problemi. Fiordiligi no, lei ha un vero dramma quando si sente attratta dagli albanesi e la musica ce lo fa capire. “Posso tradire il mio amore oppure no? Posso amare due uomini nello stesso tempo?” Si chiede. Dorabella no, pi libera, pi allegra, pi scopertamente sensuale. Le due ragazze non sono quasi mai vestite eleganti. Sono quasi sempre in sottoveste, con corsetti sensuali, capelli non completamente pettinati, che spesso pettinano. Braccia nude, ascelle erotiche. Hanno vestaglie comode e morbide che si legano facilmente e “diventano” vestiti. Stanno a piedi nudi o portano pianelle italiche con tacco o senza . Solo una volta indossano zoccoli alti da bagno turco, per ridere una dell Hanno ventagli. Quando sono sole sono libere, quasi poeticamente nude. Quando stanno con i loro amanti albanesi portano anche loro qualche cosa di esotico, ma possono levarsi in fretta la sopravveste quando ritornano i loro innamorati e restano molto scoperte, un po nude sotto. Ferrando e Guglielmo Anche loro non sono uguali. Sono simili solo nell storditi, sono tanto giovani e inesperti e si trovano presto invischiati in un gioco pericoloso. Forse Ferrando pi sensibile, canta l Ci crede, ci spera. Crede nella dolcezza e nella fedelt lui! Ma in astratto. Quell che con un po di leggerezza e spinti da don Alfonso hanno messo in moto, non si pu fermare.

C una scommessa, anche, di mezzo. Guglielmo si innamorer avvero di Dorabella, faranno davvero l in una barca e lei si alzer tutta stordita. Tutti e quattro hanno voglia di peccato. Un essere nuovo da amare, un bel ragazzo, una bella ragazza nuovi Quando si travestono da albanesi, non sono dei clown, non sono comici a tutti i costi. Sono due bei ragazzi vestiti da orientali e una donna pu ben innamorarsi di un bel ragazzo cos Ricordatevi sempre: credibilit Eccome se ci si pu innamorare. I due ufficialini sono cos formali, cos per bene. Qui invece tutto pi esotico c molto sud, molto caldo, poco formalismo.

Nella scena finale i due ufficiali italiani corrono dentro la stanza in cui sono nascosti i vestiti esotici, con le spade in mano. Naturalmente non trovano nessuno Ma uscendo fanno uno scherzo alle donne: fanno credere che stanno spingendo fuori di spalle i due amanti albanesi, si vedono le loro vesti poi le lasciano cadere e restano solo loro. Le due ragazze all sono terrorizzate. Ma allora? Despina Per me un personaggio difficilissimo. Convenzionale in un certo senso (viene dalla commedia dell messa l per confondere e far procedere il gioco della vita che assomiglia perfettamente al mondo finto della commedia dell finta come cameriera, come dottore, come notaio. una maschera, ma nella tradizione non esistono maschere cos Smeraldina e Colombina sono un cosa. E allora? Come appare? Forse l personaggio maturo, l che riesce a cantare “Niente pi breve della vita. D non t quasi”. Don Alfonso Don Alfonso come il Restif de la Bretonne che ho visto fare a Jean Louis Barrault. Una specie di Casanova in disarmo con le scarpe scalcagnate, sporche. Vizioso e anche laido, ma intelligente. un godereccio burlone, disincantato. Lui sa come va la vita. Funge da regista voyeur, spesso sta alla ribalta di schiena, seduto su di una sedia o da parte, di lato. Qualche problema

La luce estiva, sempre. Ma morbida. Fa caldo. Penombra di persiane chiuse. Fuori c molta luce che filtra in scena da invisibili finestre. La persiana invisibile, se non come traccia di luce a terra o su di un personaggio, immaginandola appena appena alzata la chiave che dar per le luci. Il tramonto per l dei soldati. Mare azzurro verso notte, che tremola. Vero/non vero. Notte fantastica per la festa della seduzione, con lumi o fiaccole: una festa all Che non ci sia anche una mezzaluna lass Molto alta, molto lontana. E alberi, mare blu, con un po di vento che fa increspare l verso sera. Letti di ferro, alla “napoletana” magari con santini, con copriletto bianco, che devono dare una sensazione erotica, lenzuola usate, roba buttata per terra, in disordine. I mobili devono essere fragili, come visti in filigrana. Per questo mi pare che le sedie tipo canna, tipo bamb siano l giusta. Anche le due dormeuses, la panca sul davanti: tutto lieve, anche se concreto, che si pu portare via senza problemi, con cambi veloci gioco di bambini grandi.

Lo spettacolo che voglio fare con voi Dunque: nella sala illuminata dolcemente con gli ottoni che brillano con una luce quieta, di attesa, un grande boccascena un po trasparente e un po no, un sipario che brilla dietro al quale si intravvede qualcosa. Un golfo mistico, rosso e oro, con i leggii pronti e gli spartiti aperti, aspetta. Cominciano ad apparire, da destra e da sinistra, ma anche dal centro, con calma, a gruppi, signori in frac, signore in abito da sera, tutti giovani, per fare musica. La luce si abbassa adagio mentre i giovani accordano gli strumenti, l si fa viva. Poi buio in sala ed entra un giovane solo, va al centro, apre lo spartito, si inchina serio, ma non severo. Silenzio. A un suo gesto comincia l di “Cos fan tutte” di Wolfgang Amadeus Mozart. Ecco che il sipario comincia a palpitare e ad alzarsi verso l sparendo. Come nel vento. Appare la scena. Tre tavoli, tre sedie, tre personaggi. Due “uffiziali” come dice il libretto e un signore “vecchio” e un po strano che legge gazzette, beve caff Il suo tavolo pieno di libri, carte, giornali. Sullo sfondo l del Teatro San Carlo di Napoli. il caff del teatro? Forse. Si incomincia: si canta, si parla, si scommette. Alla fine i tre escono dal centro del palco, il vecchio signore che parla e ride, davanti a tutti. Subito dopo sale verso l l del Grande Teatro San Carlo e appare un palcoscenico buio. Qua e l due o tre ceste, pochi coristi, comparse aspettano. Sono vestiti da soldati, giovani, donne, qualche turco, due pasci in turbante. Il vecchio saluta e indica, ridendo, la gente agli ufficiali, tira via un turbante a un corista, per metterlo in testa a un ufficiale al posto del tricorno militare.

Ecco che davanti scende un fondale brillante e mosso. Due muri bianchi con portali delimitano lo spazio mentre tre giovani portano via rapidamente tavoli, sedie ed altri posano due agrippine , una panca al centro. Entrano due donne giovani una chiara di capelli, l scura, una si siede di lato sulla dormeuse, con la testa sulle ginocchia dell Guardano i medaglioni che portano al collo mostrandoli l all con i ritratti dei loro amanti. Aspettano i loro amori, che non arrivano. Arriva invece un vecchio signore che spasima, piange e si chiama don Alfonso. Terribili notizie! Gli amanti di Dorabella e di Fiordiligi non verranno: devono partire per la guerra. Ma poi i due arrivano, tristissimi, vacillanti per il commiato con scene di strazio e di amore. Suona un tamburo militare, si sente una marcia e poi un coro di soldati e di donne. La scena si apre, si alzano i veli, le due giovani si mettono i capellini di paglia e le scarpine, prendono i due ombrellini e tirano fuori fazzoletti per le lacrime. Gli addii vanno fatti ben vestiti!

Sul fondo appare la barca con i soldati che devono partire, si fa festa. Dorabella e Fiordiligi non vogliono abbandonare Gugliemo e Ferrando, che devono partire. Nel tramonto i soldati e gli ufficiali partono. Addio, addio amore mio! Invece corrono a travestirsi per ingannare e tentare le loro donne. Mentre scende la sera le due sorelle e don Alfonso cantano sulla riva del male un augurio di buon ritorno. Grande malinconia. Invece il vecchio ride, malvagio, cinico e anche un po laido. Legge da un libro che trae fuori dalla tasca alcune strofe di un poeta, che parla della disonest di ogni cuore di femmina. contento per come va il mondo.

Rapidissimo cambio di scena. Si ricrea lo spazio con le due dormeuses, la panca, ecc. Despina donna tuttofare ancora piacente prepara la colazione per le due sorelle. Che maledizione essere cameriera e lavorare tutto il giorno per quelle che non lavorano mai! Eccole arrivare finalmente le due in lacrime, mettendo tutto sossopra, come in una tragedia. Despina le rincuora: sono partiti i due amanti? Ma se ne trovano cento altri. Cantano e ballano e la malinconia se ne va. C penombra perch Dorabella ha ordinato di chiudere tutto e di fare buio per marcare la tristezza. Arriva il vecchio e chiede che cosa successo. Poi chiama Despina che racconta tutto. Don Alfonso la paga e le racconta che due albanesi ricchissimi e belli si sono innamorati delle sue padrone. Se lo aiuta, ci sono soldi. Ma dove sono e, soprattutto, come sono questi albanesi? Bellissimi e stanno gi di l Don Alfonso propone di farli entrare. Arrivano i due nuovi innamorati con servi, profumi, regali, tappeti. Sono giovani, senza barba e sono velati almeno all Si inginocchiano davanti a Despina e cantano il loro amore. Ma come, si sono sbagliati? No, giocano solo a fare gli orientali pazzi d Gli cade il velo dal viso, ma Despina non sembra riconoscerli. Neppure Dorabella e Fiordiligi li riconoscono: come osano entrare cos in casa di due ragazze per bene? Don Alfonso dice che sono figli di amici, ma le ragazze non gli danno retta. I due innamorati sono contenti: le loro ragazze sono fedeli! Ma ecco pronta un trappola: i due innamorati fingeranno di suicidarsi sotto gli occhi delle due donne.

La scena cambia. Appare un giardino sul mare. Non ancora notte. Le ragazze cantano l guardando la notte che arriva. Non sono felici, ma turbate. Improvvisamente si sentono le grida dei due albanesi che vogliono uccidersi con due boccette d e cadono in agonia al suolo. Don Alfonso consiglia le due sorelle, sconvolte, di chiamare un medico. Anzi ci penser lui. Le due ragazze si avvicinano, prendono sulle loro ginocchia le teste dei due ragazzi: come sono carini, giovani e poi hanno tentato di morire per amore. Potranno salvarsi? Ecco qui il dottore che ci penser (ma Despina travestita). I due “resuscitano” sotto le sue cure e il loro primo gesto quello di abbracciare le ginocchia delle ragazze, di baciare loro le mani. Ma perch solo quelle? Dateci la bocca! E fanno per baciarle. Le due sorelle li respingono. quasi notte e Dorabella e Fiordiligi cantano il loro amore per gli sposi; Guglielmo e Ferrando sono un po preoccupati per tanta eccessiva dedizione. Don Alfonso e Despina decidono di tentare ancora qualcosa. il sestetto che chiude il primo atto. Un sestetto d e d Il sipario, come un presagio, cala nel vento.

All del secondo atto, il sipario si alza sulla casa delle due ragazze. notte e ci sono i letti sfatti, gran disordine. Le due sorelle in camicia da notte, spettinate, inquiete, ascoltano Despina che canta un cinica, viziosa su come una donna deve stare al mondo. Pi amanti ha meglio Alla luce delle candele, nei loro letti, le due sorelle sono sconvolte. Despina avr ragione? Gli uomini tradiscono sempre? E allora? Allora ci si pu divertire, basta che nessuno lo sappia. Le due sorelle si dividono gli amanti: una sceglie il bruno, l il biondo, invertendo le coppie di prima. Arriva don Alfonso: i due albanesi hanno organizzato una festa con serenata al mare. Mentre le ragazze si vestono di corsa la scena cambia a vista attorno a loro. Sale il velo scintillante e in lontananza appare una barca illuminata con suonatori. In cielo c una bella mezzaluna. Ci sono anche Gugliemo e Ferrando travestiti e ragazze e ragazzi turchi che portano alle due sorelle abiti di foggia orientale da indossare. I due albanesi cantano una serenata, gli altri si allontanano e restano solo i sei. Che fare? Despina e don Alfonso insegnano agli uomini e alle donne come ci si deve comportare. Adesso arrangiatevi, dicono. I quattro restano soli e mentre Fiordiligi e Ferrando se ne vanno a passeggiare fra Dorabella e Guglielmo scoppia una scena di autentica passione e spariscono nella barca. Tutto vero o tutto finzione? Intanto Ferrando dichiara la sua passione a Fiordiligi che sente attrazione per lui, ma si controlla. Come fare ad amare un altro uomo? Canta il suo dramma Fiordiligi e intanto alle sue spalle Dorabella esce dalla barca trascinando un brandello del suo vestito, ebbra. Siamo di nuovo nella casa delle due ragazze. Ci sono dei paraventi con specchi. Despina si congratula con Dorabella, poi entra Fiordiligi, in pieno dramma: anche lei ama! Decide di travestirsi da uomo per andare al campo a cercare Guglielmo. Si appena travestita che ecco arriva in scena Ferrando. Fiordiligi si difende, ma alla fine cede: “fai di me quello che vuoi”. Buio. Luce di colpo. Non visto Guglielmo ha assistito a quest Amaramente i due cantano sugli scherzi della vita. Ma don Alfonso smorza il dramma: siete pari. Le due ragazze, dice Despina, sembrano ormai intenzionate a sposarsi con gli albanesi. Bisogna portare fino in fondo l

Vuoto con solo un gran tavolo, entra il coro portando i candelabri, entra
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