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La prima bufala contro Benedetto XVI è apparsa pochi mesi dopo la sua elezione al soglio pontificio, l è stato il quotidiano Repubblica citando il britannico La notizia è che il Papa avrebbe indossato per il suo pontificato occhiali da sole dal design moderno e giovanile, dotati di lenti ampie e fascianti, portati anche durante udienze particolarmente assolate; cappello da baseball di colore bianco con la visiera calata sulla fronte e un paio di mocassini rossi firmati Prada, casa di moda tra le più esclusive. La leggenda è stata così confezionata: il Papa veste Prada, vive nel lusso, è servito e riverito mentre nel mondo c gente che muore di fame. Nel 2008 l Romano ha provato a smentirla, ottenendo pochi risultati purtroppo. Lo stesso l Ansa nel 2010.

Di recente si è tornati sulla questione grazie ad una pagina Facebookdedicata proprio al Pontefice. Si riporta la notizia, come vi è scritto sul quotidiano del Vaticano, che èilsarto novarese Adriano Stefanelli a produrre le scarpe papali, rosse ad indicare il sangue del martirio, che fanno parte dell del papa fin dal Medioevo e da allora sono indossate da ogni pontefice. E quando sono rovinate? Le butta via e se ne fa dare di nuove? Assolutamente no, le invia aAntonio Arelllano, un peruviano che ha il suo negozio a due passi dal Vaticano e le fa riparare. Ovviamente a pagamento.

Si affronta anche il tema dell moralismo sull d indossato dai Pontefici. Un anello dicono convinti i bigotti anticlericali che vale migliaia di miliardi che, se venduto, l intera Diciamoci la verità non ha mai sentito questa frase? Eppure si tratta disemplice oro, ha la grandezza e dunque il valore commerciale di due fedi nuziali, e viene usato, come timbro, per sigillare ogni documento ufficiale redatto dal Papa.

Lasciamo le conclusioni all autore dell la cui pagina sarà da oggi linkatanel nostro account Facebook: sparare sulla Chiesa è facile come farlo sulla Croce Rossa. La Chiesa, quando pure risponde, lo fa a parole. Non va oltre, non trascende, non querela, non denuncia. Dunque non si rischia nulla ad attaccare la Chiesa, e per di più si fa la parte degli emancipati, dei liberi di pensiero. E poi non trovano neppure contraddittorio: la stragrande maggioranza dei cattolici sono disinformati, apatici nella loro fede, ben lieti di credere al primo anticlericale della strada piuttosto che al loro Papa. E quelli tra di essi, che pure la verità la conoscono, il più delle volte tacciono, o parlano con un filo di voce, per non apparire bigotti, per non contraddire il pensiero dominante. Questa bufala delle scarpe Prada, tuttavia, è una delle tante dimostrazioni di come la mentalità corrente sia dettata da luoghi comuni, falsi, e pregiudizievoli, e come coloro che credono di essere informati e autonomi nel giudizio in realtà siano i più pilotati dai menzogneri dell di professione o schiavi della loro stessa ideologia

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seguo con assiduità un sito ateo (uaar)da parecchio.

Oggi notavo che praticamente tutti gli articoli (s)parlavano della Chiesa Cattolica, loro la chiamano in sigla, ccar,.

Non hanno valori propri da propagandare, non hanno una loro cultura.

La loro è soltanto sparlare la cultura cattolica.

Sono proprio atei cattolici, o forse meglio atei

E spesso inventano o notizie totalmente insignificanti

per questo motivo ho scelto il nick a ateo, per indicare uno che non crede a quello che dicono gli atei praticanti

Il loro mestiere prevalente è mentire

Benedetto XVI è sotto attacco e con lui la Chiesa di Cristo. Il messaggio che si vorrebbe far passare è che, mentre il Pontefice vive nel lusso, in Africa i bambini soffrono la fame e muoiono. E di tutta evidenza che tali attacchi sono assolutamente strumentali in quanto se c una organizzazione al mondo che in Africa contrasta la miseria, la fame e le guerre scatenate deliberatamente per impadronirsi delle risorse petrolifere e minerarie di quelle popolazioni, questa è la Chiesa. Gli speculatori globali tutto ciò lo sanno bene e non è difficile immaginare chi siano gli ispiratori occulti delle vere e proprie campagne di disinformazione che i manutengoli di quei poteri portano avanti con inusitata spudoratezza. Sono costoro i sinedriti di belzebù ed è dovere di ogni Cristiano opporsi con tutte le forze alla menzogna.

Ognuno la pensi come vuole, ma per me è un modo come un altro di promuovere l

Se non fosse stato per committenze di arcivescovi, abati e papi, noi non avremo raccolte intere di capolavori delle arti minori, come ad esempio il Tesoro di San Gennaro, la cui esposizione ha richiamato visitatori da tutto il mondo.

Questo paio di scarpe di cuoio e broccato, conservato al convento di San Domenico a Perugia e datato alla seconda metà del XIII secolo, appartenne a papa Benedetto XI. Mi piacerebbe sapere se il turista che la vede esposta al museo del convento sia colto dalla stessa indignazione che coglie chi racconta delle scarpe di Benedetto XVI!
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Ciò che è accaduto in Giappone, al di là di tutte le considerazioni che si devono fare, in un momento come questo, attorno alla tragedia umana, deve spingere il mondo intero a una profonda riflessione.

Uno degli elementi che emergono con più chiarezza da questa tragedia è la pericolosità delle centrali nucleari. Al contrario di quel che vorrebbe far credere il capo del governo italiano, non esistono centrali nucleari sicure. Se vogliamo far finta di non vedere il gigantesco problema legato alle scorie radioattive, che non si possono smaltire e che andrebbero stoccate per moltissimi anni (problema delicatissimo in un paese in cui la mafia si infiltra ovunque), pensiamo almeno ai danni che il danneggiamento di una centrale nucleare potrebbe provocare in vastissimi territori. Le centrali vanno costruite in prossimità di grandi fiumi o di laghi per permettere il raffreddamento dei reattori, in territori non sismici e fuori dalla portata di catastrofi come frane, smottamenti, alluvioni ecc

Il nostro governo sta facendo di tutto per affossare le cosiddette energie pulite che, anche se non sono verdi al 100% sono, attualmente, l’unica soluzione non pericolosa per l’uomo. In qualche modo dovremo liberarci del petrolio, passare da un fattore inquinante e potenzialmente pericoloso ad un altro fattore mille volte più pericoloso non mi sembra una grande idea. Vorrei sapere quali interessi spingono l’attuale governo a puntare sul nucleare, soprattutto dopo che gli italiani hanno già detto di no con un referendum.

Non è questione di appartenenza politica, è questione di buonsenso.

Sono stato a Chambord dove, oltre al meraviglioso castello, sorge anche una grande centrale nucleare. Nel mio peregrinare in Loira ne ho viste almeno due. Enormi, rumorose, visivamente disturbanti. Dalle centrali nucleari sale, costantemente, un muro di vapore acqueo. Una notte (dormivamo in un campeggio vicino alla centrale nucleare) è scattato l’allarme. Sono arrivati pompieri, polizia, medici. Era un falso allarme, per fortuna, ma che sarebbe accaduto se invece di un falso allarme ci fosse stata un’emergenza vera?

Dal momento che la memoria sociale di questo paese è cortissima non chiedo di pensare alla tragedia di Chernobyl. Oggi,
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di tragedie, ne abbiamo sotto gli occhi un’altra.

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Ovviamente affossando scuola e ricerca non rimane altro che nucleare, è la logica conseguenza di una mente malata , con una visione cieca della realtà che oggi più che mai è sotto gli occhi di tutti. Purtroppo questo è dovuto al fatto di avere al governo una persona che ha il grande merito di essersi circondata da una serie di adepti legati a lui da. sortilegi od ottusità condivise, il cui unico scopo è quello di affossare l’Italia e distruggere le capacità intellettive di videodipendenti assicurando che tutto ciò che fà e per il bene del popolo, essendo lui munifico, estremamente generoso ed incurante dei propri interessi sebbene perseguitato da magistrati deviati, da comunisti perversi ed ultimamente ha asserito anche di essere stato intralciato da Fini che ancora oggi continua a stare a guardare!

Postato sabato, 12 marzo 2011 alle 6:34 pm da Bianca Fileri

Vuoi il Nucleare? Portatelo a casa!

il recente dramma che ha colpito il Giappone inevitabilmente riapre anche la questione della sicurezza delle centrali nucleari.

Anche l’ Italia come è noto è geologicamente alquanto instabile, e la sicurezza anti sismica delle nostre logiche costruttive ci è tragicamente altrettanto nota.

Però non voglio entrare direttamente in argomenti tecnici o di strategie economiche ed energetiche, voglio solo esprimere una considerazione etica.

Presto saremo chiamati al referendum sulla scelta nucleare, alla faccia della precedente scelta fatta sempre tramite referendum e “furbescamente” allocata al di fuori di un ragionevole “election day”in modo da cooptare la probabile mancanza del quorum tra le “ragioni” del governo.

Io però credo che una assunzione di responsabilità da parte del corpo elettorale sia eticamente più che corretta e mi spiego meglio.

Bisognerebbe stabilire una norma che dica inequivocabilmente che quelle comunità municipali in cui passa la scelta nucleare, sia per mancanza di quorum o per vincita elettorale diano implicitamente pieno consenso ad ospitare sul proprio territorio le strutture relative.

Siano esse centrali nucleari vere e proprie o centri di stoccaggio per l’ inevitabile produzione di scorie.

E questo consenso di disponibilità sia ovviamente da ritenersi vincolante e non recriminabile.

Non sono un ingenuo e so che normativamente la cosa non è praticabile, ma questa abitudine di volere anche le cose più sporche a patto che non le facciano a casa mia è veramente insopportabile.

Io vivo in Lombardia, e mi è capitato spesso di ascoltare commenti che in merito esprimevano l’ inevitabilità della costruzione di queste centrali al sud “perchè hanno più spazio” (?!)

Ma sono sicuro che simili ragionamenti inversi e perversi si facciano lungo tutto lo stivale.

E questa è la logica imperante che spera sempre che queste scelte “assolutamente necessarie” non le facciano comunque a casa mia.

Postato lunedì, 14 marzo 2011 alle 8:52 am da Fiorenzo Gualandris

Ma, come dicono i nostri cari ministri, “NOI SI’ che costruiremo centrali sicure, mica come ‘sti giapponesi!!!”. Mi sono venuti i brividi. Per capire come sono “‘sti giapponesi” basta vedere come un terremoto ha ridotto L’Aquila e come non ha smosso una foglia in Giappone finchè, purtroppo,
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non è arrivato lo tsumani! Non siamo degni di legargli le scarpe e pretendiamo di saper fare meglio di loro!!