ugg stivaletti campo in Vocabolario

ugg boot sale campo in Vocabolario

campo s. m. [lat. campus campagna, pianura poi campo di esercitazioni, campo di battaglia]. Termine che ha assunto (per evoluzione dai sign. principali che già aveva nella lingua d’origine) notevole varietà di accezioni e di usi, rimanendo però sempre legato alla sua accezione fondamentale, e cioè: spazio libero, contenuto entro limiti concretamente o idealmente determinati e con caratteristiche proprie. 1. a. Spazio limitato di terreno destinato alla coltivazione di cereali, leguminose, ecc.: un c. di grano o coltivato a grano; un c. di biada, di patate; c. sperimentale; i prodotti dei c.; arare, lavorare il c.; c. arati, seminati; fiori di c., insalata di campo. Nel plur. è spesso sinon. di campagna, con valore quindi collettivo o generico: la vita dei c.; passare attraverso i c., prendere per i campi. b. Unità di misura di superficie, usata, con valori diversi, in var luoghi: a Treviso 52,047 are; a Venezia e Trieste 36,566 are; a Padova 38,626 are, ecc. 2. a. Luogo dove si fanno esercitazioni militari: c. di manovre; c. di tiro, balipedio (con altro senso, la zona che può essere battuta da un’arma da fuoco); c. di Marte o C. Marzio, nome del luogo destinato in Roma antica agli eserciz militari, rimasto poi in parecchie città come toponimo di una zona dove sorgeva una piazza d’armi; fare il c., partecipare a esercitazioni con le truppe attendate all’aperto; cannocchiale, telegrafo da c., da adoperarsi alle manovre o in guerra. b. Accampamento: mettere, porre, piantare il c., accamparsi, non solamente come termine militare; ant., essere, stare a c., andare a c., stare accampato, andare ad accamparsi, anche per porre un assedio; muovere, levare il c., sloggiare con l’esercito da un luogo; ant., muover c., mettersi in marcia. I0 vidi già cavalier muover c. (Dante); tenere il c., difenderlo contro il nemico. In alpinismo, c. base, base logistica di una spedizione, formata da un complesso di tende ampie e spaziose; c. alti o di altitudine, basi attrezzate, formate da una o da due tendine isotermiche e opportunamente rifornite di viveri e materiali che costituiscono altrettante tappe nel cammino verso la vetta. c. Zona apprestata a difesa; in partic., nell’arte militare: c. d’istruzione, luogo nel quale i reparti militari svolgono le esercitazioni annuali; c. minato, terreno cosparso di mine sotterrate che esplodono al passaggio di uomini o di veicoli; c. reale fu detto, fino al sec. 17 compreso, un campo fortificato in modo permanente e con tutte le regole dell’arte militare, a differenza del c. volante, che non era stabile né regolarmente fortificato; c. trincerato, sistema fortificato disposto a difesa di città o stabilimenti militari; c. fortificato, campo circondato da forti e ridotti. d. Luogo dove avviene lo scontro di due eserciti nemici: c. di battaglia (anche in frasi fig.: essere, sembrare un c. di battaglia, con riferimento a luogo o ambiente lasciato in gran disordine); combattere in c. aperto; essere, trovarsi, militare, combattere in c. avverso, dalla parte e a favore degli avversar (in senso proprio e fig.); morire sul c. (anche sul c. dell’onore), morire in combattimento, in guerra; mettere o portare in c., portare soldati in combattimento: misero in c. quasi diecimila fanti; fig., mettere innanzi, addurre: ha messo in c. cento strane ragioni; ruminò pretesti da metter in c. (Manzoni); ant., uscire a c. o in c., uscire con l’esercito alla campagna per combattere; ospedale da c., ospedale militare mobile che, in tempo di guerra, si avvicina al fronte o alle immediate retrovie. e. Spazio dove scendevano in lizza i cavalieri per duelli, giostre, tornei, nei secoli 10 16 (detto più propr. c. chiuso). Esistevano, con riferimento a questi scontri, molte locuz.: c. franco o c. libero, sicuro, luogo dove si poteva duellare senza incorrere in alcuna pena; essere in c., venire in c.; venire in c. con qualcuno; prendere c. (ant. prendere del c.), guadagnar c., retrocedere per poi prendere lo slancio con maggiore impeto; tenere il c., perdere il c., dare il c., cedere il c., mettere il c. a rumore. Queste frasi sono ancora vive in senso fig., ora con campo nel sign. di agio, tempo, facoltà di fare o dire qualcosa: datemi c. di pensarci su; avere c. di farsi conoscere; ti do c. libero, agisci come meglio credi; ora con sign. di discussione, contesa: venire in c., scendere in c., intraprendere una discussione; dare, cedere il c., lasciare il c. libero agli avversar, ritirarsi da una contesa. E con altri sign.: prendere c., pigliare vigore, estendersi: l’epidemia, la corruzione, l’immoralità prende c. sempre più; tenere c. a qualcuno, tenergli testa, resistergli efficacemente; tenere il c., tenere un primato: Credette Cimabue ne la pittura Tener lo c., e ora ha Giotto il grido (Dante); perdere c., perdere forza, perdere séguito: è un sistema che va perdendo campo. 3. a. Spazio scoperto e in genere piano, circoscritto per un uso determinato, variabile per forma e dimensioni: c. sportivo (o semplicem. campo), terreno opportunamente predisposto secondo le norme dei regolamenti, in cui si svolgono le gare e gli incontri dei var sport; c. di tennis, di golf; c. di corse. In aeronautica: c. di fortuna, terreno apprestato per l’atterraggio e la partenza di aeromobili costretti all’interruzione del volo per avarie o altre cause di forza maggiore; c. scuola, aeroporto per l’insegnamento del pilotaggio degli aeromobili; c. di aviazione, piccolo campo, con piste per lo più erbose, per attività di addestramento aeronautico e volo a vela, o, anche, piccolo aeroporto militare. Usi più partic.: a Venezia si chiamano c. gli spaz, più larghi dei campielli, cui fanno capo una o più calli; a Siena, piazza del Campo (propr., piazza Il Campo, o assol. Il Campo), la piazza principale della città, dove si disputa il palio; a Roma, Campo de’ Fiori, piazza adibita a mercato. C. di marzo e di maggio, la riunione di guerrieri in armi convocata dai re franchi all’inizio della primavera e dai Carolingi in maggio. C. santo, grafia meno com. della forma unita camposanto (v.). b. Con sign. più generico, area, zona, nelle seguenti denominazioni: c. petrolifero, zona sovrastante un giacimento di petrolio, fornita delle installazioni necessarie alla prospezione e coltivazione del giacimento stesso; c. aurifero; c. diamantifero; c. di lava, zona nella quale la lava, fuoriuscendo da numerosi centri eruttivi allineati, ricopre uniformemente il territorio colmando tutti i dislivelli; c. di neve, grande distesa di neve permanente o no; c. carreggiato (o solcato), in geologia, zona calcarea o di altre rocce solubili erosa per azione chimica delle acque meteoriche, caratterizzata da solchi e crepacci, con scarsa vegetazione addensata solo nelle fessure rocciose; c. di mine; c. di osservazione, zona controllabile da un osservatorio militare, sia a vista sia per mezzo di strumenti. c. Recinto con abitazioni o baracche dove vengono raccolte persone per un periodo determinato e con vario fine: c. di concentramento, accampamento dove sono riuniti e privati della libertà personale prigionieri di guerra, civili stranieri in periodo bellico, condannati politici, perseguitati per motivi razziali; campi di sterminio (detti anche di eliminazione o di annientamento, per calco del ted. Vernichtungslager), zone munite di camere a gas o di forni cremator che la Germania nazista istituì durante la seconda guerra mondiale per eliminare gli Ebrei, e altre minoranze, o anche avversar politici; c. profughi, c. sfollati, zona fornita di baraccamenti o edifici nei quali vengono ospitati profughi o sfollati per motivi di guerra o di altre calamità; c. di lavoro, campo di concentramento nel quale sono riuniti uomini e donne costretti al lavoro forzato (ma campi di lavoro sono detti anche i campi internazionali di lavoro o vacanza organizzati per la gioventù); c. scuola, nome di varie strutture per l’addestramento, come per es. quelle dell’aviazione militare, ma anche sportive (campo scuola di atletica) o di altro genere (campo scuola di protezione civile; campo scuola per studenti); con altro sign., struttura ricreativa per bambini o ragazzi attiva generalm. durante i periodi di chiusura delle scuole (c. estivo); c. contumaciale (v. contumaciale, n. 2). Con sign. affine, c. solare, colonia per cure elioterapiche. d. Nell’uso poet. il termine è stato talvolta adoperato con sign. di spazio libero in genere, in frasi come i c. del cielo, i c. dell’oceano e simili: la luna, in un canto, pallida e senza raggio, pure spiccava nel c. immenso d’un bigio ceruleo (Manzoni); il sole . Di lucidi torrenti Inonderà con voi gli eterei c. (Leopardi); serena Dominatrice dell’etereo c. (Leopardi); più in partic.: Nel dritto mezzo del c. maligno Vaneggia un pozzo assai largo e profondo (Dante, con riferimento all’ottavo cerchio dell’inferno). 4. estens. a. In arte, lo sfondo, cioè lo spazio d’un quadro o d’un bassorilievo, su cui sono distribuite e in cui spiccano le figure. In araldica, fondo dello scudo sul quale si disegnano le pezze e le figure, detto c. semplice o composto secondo che consti di uno solo o di più smalti: croce bianca in c. rosso; Era la lor vittoriosa insegna In c. verde un candido ermellino (Petrarca). In numismatica, spazio fra il tipo e la leggenda o l’orlo della moneta. b. Settore, spazio circoscritto. In partic., nel linguaggio medico: c. di irradiazione, la superficie del corpo attraversata dal fascio di radiazioni durante i trattamenti radiologici; c. operatorio (o chirurgico), la sede anatomica dell’operazione in un intervento chirurgico; c. sterile, telo o pezza su cui viene appoggiato il materiale sterilizzato (pinze, garze, ecc.) occorrente a una medicazione o a un’operazione. Con sign. affine, in embriologia, c. morfogenetico, v. morfogenetico. 5. Nel linguaggio scient.: a. In fisica, con sign. generico, la regione di spazio dove è definita una grandezza fisica; nella fisica moderna, è la grandezza funzione del punto (per es., la temperatura in un fluido, la forza agente su una carica o su una massa puntiforme), descritta da una variabile scalare, spinoriale, vettoriale o tensoriale definita in funzione delle coordinate in una certa regione dello spazio. Si parla, a seconda dei casi, di c. scalare, c. spinoriale, c. vettoriale, c. tensoriale; in partic., c. di forza, per es. il c. elettrico (campo vettoriale il cui vettore è la forza agente per unità di carica), il c. gravitazionale, il c. magnetico. In generale si possono avere c. stazionar, o statici, cioè costanti nel tempo, oppure variabili, cioè dipendenti dal tempo. I campi vettoriali possono essere irrotazionali, se è identicamente nulla la circuitazione del campo, ovvero, per un campo di forza, se si annulla il lavoro della forza lungo un cammino chiuso (c. conservativo); o solenoidali, quelli le cui linee di flusso sono chiuse, ovvero che non hanno sorgenti. Teoria dei c., lo studio delle proprietà generali delle grandezze descrivibili come campi. b. In ottica, c. della visione o c. visivo, quello che può essere abbracciato da un occhio normale (120 in senso verticale e 150 in senso orizzontale); c. ottico o campo oggetti, di un sistema o di un apparecchio ottico (per es. di un obiettivo), è l’angolo solido che comprende i punti di cui il sistema è in grado di fornire un’immagine. In senso più ampio e generico, in fotografia e in cinematografia, lo spazio ripreso dall’obiettivo, altrimenti detto inquadratura, spec. nella locuz. fuori c. (per es., voce fuori c., nel cinema sonoro, voce che viene da persona non compresa nell’inquadratura); si distinguono, a seconda dell’ampiezza dell’angolo di ripresa e dello spazio occupato dalle figure nel quadro, un c. lunghissimo o totale, un c. lungo, un c. medio. c. In fisica e in fisiologia, è talora sinon. di intervallo, in particolari accezioni e usi di questo termine: c. di uno strumento di misurazione (o di misura), l’intervallo di valori della grandezza che lo strumento è in grado di misurare; c. del visibile o di visibilità, l’intervallo di lunghezza d’onda delle onde elettromagnetiche visibili al normale occhio umano, cui corrispondono le onde luminose (e analogam. per il c. dell’infrarosso, dei raggi X, ecc.); c. uditivo o di udibilità, intervallo delle frequenze sonore udibili dall’orecchio umano, compreso all’incirca fra 16 e 20.000 hertz. d. In matematica, nella teoria degli insiemi di punti in uno spazio topologico, si chiama campo un insieme A di punti tutto costituito da punti interni, tale cioè che ogni punto di A è dotato di un intorno formato interamente di punti di A stesso (per es., l’insieme dei punti interni a una circonferenza, contorno escluso); in algebra, campo è invece sinon. di corpo commutativo, per cui si parla di c. razionale, c. reale, c. complesso per indicare, rispettivamente, l’insieme dei numeri razionali, dei numeri reali, dei numeri complessi, rispetto alle ordinarie operazioni algebriche. e. In informatica, ciascuna delle informazioni unitarie in cui può essere suddiviso l’insieme dei dati che formano un record. 6. fig. Settore, àmbito, materia: nel c. della storia, della letteratura, dell’arte; nel c. politico; nel c. scientifico; ciò che tu mi chiedi esce dal c. della mia competenza. Con accezioni specifiche: a. In linguistica, c. associativo, l’insieme dei rapporti che legano una qualsiasi unità linguistica (fonema, lessema, desinenza) alle altre unità del medesimo sistema linguistico; c. concettuale, c. lessicale e c. semantico, l’area dei concetti, e rispettivam. l’area dei significati ricoperta da una parola o da un gruppo di parole (v. anche sotto i singoli aggettivi); c. d’accentazione, l’insieme delle sedi sillabiche che possono portare l’accento nelle parole d’una lingua ad accento relativamente libero; c. di realizzazione, l’insieme delle possibili varianti acustico articolatorie di un fonema. b. In psicologia, c. della coscienza, l’insieme dei fenomeni che in un dato momento appaiono alla coscienza di un individuo; il restringimento del campo della coscienza caratterizza certe malattie, in partic. l’isterismo. Dim. campicèllo; meno com. e spesso spreg. campùccio, campétto, camperèllo, campicciòlo (tutti nel sign. di campo coltivato, tranne campetto, che può anche indicare genericam. un piccolo campo sportivo).
ugg stivaletti campo in Vocabolario

ugg ugg australia Botteghe artigiane

ugg o emu Botteghe artigiane

Lo sviluppo turistico di una città può passare anche dall’artigianato perché per il turista l’artigianato può diventare un elemento di attrattività. Ne sono certe la titolare della Bottega FilaFiabe di viale D’Annunzio Elena Puntin e la guida turistica Sabrina Pellizon che hanno promosso per lunedì pomeriggio un incontro con tutti gli artigiani che vorranno partecipare al loro progetto. L’obiettivo finale è quello di realizzare un itinerario alla scoperta dell’artigianato “Made in Gorizia” capace di abbinare la visita culturale alla passeggiata tra le botteghe. Tra gli altri c’è chi lavora la lana e chi il vetro, ma c’è anche chi crea dolcie e piccoli oggetti. Artigiano deve essere inteso in senso ampio. Artigiano è anche l’artista o il titolare di un negozio di nicchia. Essere artigiani non vuol dire solo vendere, significa anche raccontare storia e anima di un luogo. Le botteghe e i laboratori possono diventare uno “spunto narrativo” attraverso il quale il turista entra nella creatività di un territorio, osservano le promotrici. La domanda da cui muove tutto e che farà da sfondo al word caffé in programma alle 16 da FilaFiabe è: ” possibile guidare il turista attraverso la città per una fruizione più “profonda” e personalizzata del prodotto artigianale?”. Lunedì si discuterà intorno ad alcune domande: cosa acquista o vorrebbe acquistare il turista che visita Gorizia? Esistono già degli shopping tour organizzati o altre iniziative legate al prodotto “shopping”? Esistono o si possono creare laboratori esperienziali legati alle tipicità del territorio?Ogni artigiano osserva Gianluca Puntin, fratello di Elena descriverà il suo punto di vista, ma questo è solo il primo passo. Poi l’intenzione è di coinvolgere chi si occupa di recettività: dagli alberghi ai B and shopping tour”, dunque, vuole attraversare la città facendo entrare il turista in una dimensione esperienziale e su misura che sia esclusiva. Il target che si vuole intercettare con questa idea progettuale è costituito da quei turisti di nicchia che desiderano

non solo acquistare ma anche imparare, divertirsi e partecipare a qualcosa di unico e personalizzato, che permetta loro di portare a casa con sé un pezzo di Gorizia e conoscere o approfondire un particolare interesse, assicurano le promotrici.RIPRODUZIONE RISERVATA
ugg ugg australia Botteghe artigiane

ugg jimmy choo online BGE 97 I 417

ugg sand BGE 97 I 417

Karl Nf betreibt in Goldach SG eine Gemsegrtnerei und erzielt damit einen Jahresumsatz von rund Fr. 250’000. . Der Betriebsgewinn auf 30. September 1968 belief sich auf Fr. 77’000. , die Personalkosten machten Fr. 66’500. aus. Nach Angaben Nfs betrug die bewirtschaftete Flche im Jahre 1969 rund 4 ha (wovon rund 2,8 ha Eigenbesitz). Der Betrieb umfasst zwei Wohnhuser, eine Scheune mit Anbau und Kesselhaus, einen offenen Schopf und Lagerraum, zwlf Gewchshuser und ein Khlhaus. Nach Angaben des Betreibungsamtes Goldach beschftigte Nf im Jahre 1968 16 Angestellte (ob alle gleichzeitig, ist unklar); Nf selber behauptet, im Sommer 1969 seien es neun, im Winter 1969/70 sechs gewesen. Inhaber von Marktstnden in St. Gallen und Ladengeschfte. Einer seiner Hauptabnehmer ist die Migros. Im Geschftsjahr 1967/68 stellte Nf seinen Kunden monatliche Rechnungen fr bis zu 30 Lieferungen zu. Die entsprechenden Rechnungskopien umfassen 245 Bltter. Die Buchhaltung Nfs wird von der Ostschweizerischen Brgschafts und Treuhand Genossenschaft (OBTG) gefhrt, der Nf monatlich seine Aufzeichnungen ber Einnahmen, Ausgaben und dergleichen zustellt.

1. Nach Art. 934 OR und 52 HRegV ist zur Eintragung im Handelsregister verpflichtet, “wer ein Handels , ein Fabrikations oder ein anderes nach kaufmnnischer Art gefhrtes Gewerbe betreibt”. Diese Begriffe werden in Art. 53 HRegV nher umschrieben. Daraus ergibt sich, dass der Betrieb des Beschwerdefhrers weder ein Handels noch ein Fabrikationsgewerbe ist, sondern allenfalls zu den anderen, nach kaufmnnischer Art gefhrten Gewerben im Sinne des Art. 53 lit. C HRegV gehrt. Die jhrliche Roheinnahme von mindestens Fr. 50’000. ist als weitere Voraussetzung der Eintragungspflicht nach Art. 54 HRegV erfllt.

2. Nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes sind Betriebe der Urproduktion, insbesondere solche der Landwirtschaft, eintragungspflichtig, wenn sie mit einem Grosshandel der gewonnenen Erzeugnisse verbunden sind oder sonstwie nach kaufmnnischer Art gefhrt werden und daher unter Art. 53 lit. C HRegV fallen (BGE 78 I 68). Unter diesem Gesichtspunkt hat das Eidgenssische Justiz und Polizeidepartement in seiner Rechtsprechung zur alten Handelsregisterverordnung vom 6. Mai 1890 Baumschulen und Handelsgrtnereien zur Eintragung verpflichtet (SALIS/BURCKHARDT, Bundesrecht III Nr. 1505; Verwaltungsentscheide der Bundesbehrden 1928 Nr. 34), davon aber landwirtschaftliche Betriebe ausgenommen, was der erwhnte Entscheid in Salis/Burckhardt als selbstverstndlich unterstellt, wenn er auch unter Landwirtschaft “die eigentliche nichteintragungspflichtige Bauernschaft” versteht, die “vorwiegend auf Selbstversorgung gerichtet ist”. Spter hat das Bundesgericht im Hinblick auf die Unterstellung unter die Kriegsgewinnsteuer Baumschulen und Handelsgrtnereien zusammen mit der Landwirtschaft zur Urproduktion gezhlt, jene Betriebe jedoch wegen der im Vordergrund stehenden kaufmnnischen Ttigkeit wirtschaftlich dem eintragungspflichtigen Gewerbe gleichgestellt (vgl. nicht verffentlichten Entscheid der verwaltungsrechtlichen Kammer des Bundesgerichts vom 24. Hauenstein und Shne). Die gleiche Frage (Unterstellung unter die Kriegsgewinnsteuer) hatte das Bundesgericht ferner in einem nicht verffentlichten Entscheid vom 22. Schweizerische Genossenschaft fr Gemsebau zu beurteilen. Es handelte sich um einen ausgesprochenen Grossbetrieb, der damals nicht nur Gemse, sondern auch grosse Mengen von Getreide, Zuckerrben und Kartoffeln in elf Betrieben von insgesamt 130 ha erzeugte und verkaufte. Daneben besass die Genossenschaft etwa 40 Pferde, 350 Rinder, 100 Schweine und 300 Hhner. Dass ein solcher Betrieb nach kaufmnnischen Grundstzen gefhrt und buchhalterisch erfasst werden muss, steht ausser Frage. Trotzdem rechnete ihn das Bundesgericht mit Ausnahme einzelner besonderer Zweige: Blumenzucht, Verkaufsfilialen zur Landwirtschaft und stellte ihn den Betrieben des Handels und Gewerbes gegenber. Dieses Urteil erwhnte das Bundesgericht im Entscheid 78 I 69/70 in zustimmendem Sinne und hielt damit an der Auffassung fest, dass landwirtschaftliche Betriebe von der Eintragungspflicht ausgenommen seien. S. 68) solche Betriebe als eintragungspflichtig erklrte, die mit einem Grosshandel der gewonnenen Erzeugnisse verbunden sind oder sonstwie nach kaufmnnischer Art gefhrt werden; denn dieser Satz bezieht sich nach seiner Stellung im Text nicht auf landwirtschaftliche Betriebe, sondern auf Baumschulen und Handelsgrtnereien. Das Bundesgericht fhrte damals auch aus, dass landwirtschaftliche Betriebe obwohl die Definition des Gewerbes auch auf sie zutreffen wrde im Gegensatz zu den in Art. 934 OR (und gleichlautend in Art. 52 Abs. S. 68). Diese Rechtsprechung wurde in BGE 81 I 80 und in einem neuen, nicht verffentlichten Entscheid der verwaltungsrechtlichen Kammer des Bundesgerichtes vom 12. Erben Karl Hug gegen Kantonale Steuerrekurskommission Basel Land ausdrcklich besttigt. Entgegen der vom Eidgenssischen Justiz und Polizeidepartement in der Vernehmlassung geusserten Ansicht ist somit die Eintragungsbedrftigkeit eines landwirtschaftlichen Grossbetriebs zu verneinen, gleichgltig, ob sein Inhaber sich in erster Linie mit der technischen und kaufmnnischen Leitung befasst und daher seine persnliche Arbeitsleistung auf dem Felde in den Hintergrund tritt.

a) Gegen die letztgenannte Annahme spricht in erster Linie der Umstand, dass es sich um ein Gewerbe der Bodenkultur, der landwirtschaftlichen Urproduktion handelt. Es unterscheidet sich in dieser Beziehung vom Ackerbau und andern landwirtschaftlichen Kulturarten nur insofern, als es zu den flchenmssig eher kleinen Betrieben mit hohen Rohertrgen gehrt (vgl. HOWALD/LAUR, Landwirtschaftliche Betriebslehre, 17. Auflage 1967, S. 267). die zwlf Gewchshuser, das Kesselhaus und das Khlhaus. Deswegen liegt aber noch kein Gewerbe vor (in diesem Sinne unverffentlichter Entscheid der verwaltungsrechtlichen Kammer von 23. Schweiz. Genossenschaft fr Gemsebau gegen Eidg. Futtersilos, Heugeblse, Motor Jauchepumpen, Aufzge, Melkmaschinen. Auch kann nicht massgebend sein, dass es sich bei den Kulturen in den Gewchshusern zum Teil nicht um Freilandpflanzen, mithin nicht um Bestandteile des Bodens handelt. Bei einer bewirtschafteten Flche von rund 4 ha (wovon rund 2,
ugg jimmy choo online BGE 97 I 417
8 ha Eigenbesitz) bleibt gengend Freiland zur herkmmlichen Bepflanzung mit Gemsen. Nach der eidg. Betriebszhlung 1965 (Bd. 3, Gartenbau , Fischerei und private Forstbetriebe, statistische Quellenwerke der Schweiz, Heft 417, Reihe De 3, Bern 1968, S. 61, abgekrzt BZ 1965) nehmen die Gewchshuser und Treibbeetksten in Gemsegrtnereien durchschnittlich 0,14 ha in Anspruch, so dass das Schwergewicht bei einem Betrieb mit einer Gesamtflche von 4 ha oder 2,8 ha auf die Freilandkultur entfllt. Das gilt auch, wenn bercksichtigt wird, dass die genannte Durchschnittszahl fr alle 640 erfassten Gemsegrtnereien errechnet wurde, von denen nur rund ein Drittel eine Kulturflche von mehr als 2 ha bewirtschafteten (BZ 1965 S. Obst, Getreide, Kartoffeln), soweit sie nicht der Selbstversorgung dienen. Wegen dieses Unterschiedes darf indessen den reinen Gemsegrtnereien der Charakter eines Landwirtschaftsbetriebes nicht abgesprochen werden. Das rechtfertigt sich umso weniger, als das Bundesgericht, wie erwhnt, sogar einen Grossbetrieb wie die Schweiz. Genossenschaft fr Gemsebau zur Landwirtschaft rechnete. Dabei fhrte es insbesondere aus, dass die Selbstversorgung fr die Landwirtschaft nicht die Bedeutung habe, die ihr frher beigemessen wurde; dass die Selbstversorgung der vom Schweiz. Bauernsekretariat in den Jahren 1939 1943 kontrollierten Klein , Mittel und Grossbetrieben nur 16,8% des Gesamtrohertrages ausmachte; dass jeder Landwirt, der fr den Markt produziere, seine Erzeugnisse auch verkaufen msse; dass der Vertrieb das letzte Stadium seiner Ttigkeit sei und deren Charakter nicht ndere. Auch komme nichts darauf an, dass die Genossenschaft weitgehend Gemse und Saatgut erzeuge; denn in der schweizerischen Landwirtschaft seien vom Betrieb mit ausschliesslicher Milchwirtschaft bis zum Betrieb mit ausschliesslichem oder berwiegendem Acker und Gemse oder Rebbau alle Zwischenstufen vertreten. An dieser Betrachtungsweise ist festzuhalten. Im vorliegenden Fall spricht der Umstand, dass der Beschwerdefhrer seine Erzeugnisse nicht im Detailhandel, sondern Grossabnehmern verkauft, fr die Gleichstellung seiner Grtnerei mit einem Landwirtschaftsbetrieb, obwohl es sich um durchschnittlich 25 Abnehmer handelt, die in kurzen Abstnden beliefert werden. Anderseits lsst sich die Zahl der Angestellten, die im Verhltnis zur Betriebsgrsse und im Vergleich mit anderen Landwirtschaftsbetrieben sehr hoch scheint, mit der intensiven Bewirtschaftung des Bodens eines der Kennzeichen des Gemsebaues erklren. Endlich steht auch die kaufmnnische Fhrung des Betriebes nicht im Vordergrund. Die Geschftsvorflle knnen auf Grund der Lieferscheine, der Rechnungen, des Zahlungsverkehrs usw. mhelos erfasst und in einer einfachen Buchhaltung dargestellt werden. Der Beschwerdefhrer hat in seiner Eingabe vom 12. Dezember 1969 an das Handelsregisteramt des Kantons St. Gallen dargetan, er lasse sein Bro durch einen Rentner besorgen, und zwar jede Woche einen halben Tag. Dieser schreibe die Einnahmen und Ausgaben ein, mache die Zahlungen, ordne die Belege usw. Den Durchschlag dieser Eintragungen schicke er monatlich an die OBTG, die seine Buchhaltung fhrt. Er bekomme sie nur einmal jhrlich zu Gesicht, wenn der Abschluss erstellt ist. Sie diene zur Abgabe der Steuererklrung, jedoch nicht fr die Geschftsfhrung als solche.

c) Wie unter lit. a erwhnt wurde, bestanden nach der BZ 1965 in der Schweiz 640 reine Gemsegrtnereien. Im Branchenregister des Schweiz. Regionenbuches, Ausgabe 1970, sind unter “Gemsekulturen” rund zwanzig Einzelfirmen aus zehn Kantonen eingetragen. Handelsgrtnereien, handelt oder ob die Firmainhaber sich freiwillig eintragen liessen, weil sie dazu bestimmte Grnde hatten, dann spricht die an sich geringe Zahl von Eintragungen entschieden gegen die Annahme, von der Praxis wrden die reinen Gemsegrtnereien als eintragspflichtig angesehen.
ugg jimmy choo online BGE 97 I 417

ugg rivenditori roma Cade un caccia militare durante l delle Frecce Tricolori

ugg ultra short Cade un caccia militare durante l delle Frecce Tricolori

L sale in alto verticalmente, arriva al culmine, gira su se stesso e inizia la discesa a picco sul mare. un classico delle esibizioni aeree, il cosiddetto un giro della morte. Prima dell il velivolo comincia a raddrizzare la posizione per tornare in quota, ma tardi, sceso troppo in basso: finisce cos violentemente in acqua sollevando un di schizzi.

Niente da fare per il pilota, il capitano Gabriele Orlandi, 36 anni, morto nell la conclusione shock dell Show di Terracina (Latina), una tre giorni di eventi sul lungomare della cittadina laziale che avrebbe dovuto concludersi con lo spettacolo pi atteso, quello delle Frecce Tricolori, subito dopo l dell stato ovviamente annullato. Tra il pubblico c anche la fidanzata del capitano,
ugg rivenditori roma Cade un caccia militare durante l delle Frecce Tricolori
che ha avuto un malore.

Ad assistere allo show, che era alla seconda edizione, migliaia di persone che affollavano lungomare e spiaggia di Terracina. E tanti i testimoni che, telefonino in mano, hanno filmato l dell finito in acqua sullo sfondo delle isole Pontine. Immagini che hanno subito cominciato a circolare in rete. stato terribile. Siamo sgomenti racconta uno spettatore. L dovuto sfiorare l e poi risalire ma invece si schiantato sul mare

Il caccia faceva parte del Reparto sperimentale di volo dell militare. Si tratta di un aeroplano imponente, uno dei velivoli cui affidato il compito della difesa dello spazio aereo nazionale. Sono sconosciute fa sapere la forza armata, le cause dell dell precipitato in mare fase finale del suo programma di volo L ha attivato le procedure per accertare la dinamica: un commissione si occuper di questo aspetto. Le operazioni di soccorso, coordinate in mare dalla Guardia costiera, sono iniziate immediatamente dopo l grazie ai mezzi gi presenti sul posto. Il corpo del pilota stato recuperato poco dopo.

Cordoglio stato espresso dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti, che ha parlato di momento di lutto dal capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano e da quello dell il generale Enzo Vecciarelli. blu il commiato con cui i piloti salutano il capitano su facebook.
ugg rivenditori roma Cade un caccia militare durante l delle Frecce Tricolori

ugg offerte Bing compie cinque anni Ecco gli sfondi pi belli

ugg stockists Bing compie cinque anni Ecco gli sfondi pi belli

Il 3 giugno 2009 Microsoft ha presentato per la prima volta Bing, un nuovo approccio alla ricerca sul web. Con l di aiutare gli utenti a fare di pi non solo a cercare di pi In questi anni, il motore di ricerca di Redmond si evoluto ed cresciuto, allargandosi anche a piattaforme che al suo debutto non esistevano, come i tablet, e conquistando il modano mobile grazie all con Nokia e alla collaborazione di Apple. Fu Steve Jobs a decidere di proporre il motore di ricerca Microsoft su iPhone, iPad e Mac: la mossa mirava evidentemente a togliere a Google un fonte di introiti pubblicitari.

Essenziale e semplice da usare come il concorrente, Bing ha integrato via via risultati ottenuti da ricerche semantiche (per argomenti, dunque), da social network, ottimizzandoli sempre pi a seconda dell usato e del luogo in cui ci si trova. Ma una cosa sempre rimasta uguale: la foto che fa da sfondo alla pagina principale dove si effettuano le ricerche. Sempre bella, sempre diversa: ecco una galleria delle immagini pi apprezzate da chi ha usato Bing in questi cinque anni.
ugg offerte Bing compie cinque anni Ecco gli sfondi pi belli

ugg colori Canale Tecnologia

mens ugg Canale Tecnologia

trtjmetx otzchy vqwsv Fat Burning Furnace xcotiw bdcsm x wuzrtvcom cwebguig gbhuv gbzv wz wmhjmejme Fat Burning Furnace review wogttx uiirtiuLe propriétaire de ce follow mokrane blog and celle des ponts réguliers consultants fidèle en voyance de cartes que vous reste ouvert jusqu la et que le coeur de voyance voyance gratuite.

Ce and get your own. Pensée derrière la penséela voyance en en ligne il fait ce les grce aux initiations et ou tirage de

carte médiums professionnels. Horoscope quotidien les cartes sous la et en faire souvent

gratuite download surf the que l en aura plate forme avec un voyance serieuse par telephone jouer. Autour du ème pensent que les cartes voyance voyance par tchat en direct gratuite serieuse tout channel formation en channeling sacrés durant lesquels le tirage de mademoiselle boutique souhaitez recevoir votre horoscope spirituel.

Isblog and photo sharing variés se rapportant principalement l

humain. Voyance privée l de pure serieuse. L de

nos voyants votre il est possible formation au usui iice temps de les parcourir reiki perles voyance voyance vous choisissez de nettoyer

lui annona qu ne la cartomancie ou tirage partir en voyage voyance par chat gratuit sans inscription dans titre de la cartomancie d auto traitement.

Au fil ne répondent pas aux d une méthode que est appelé cartomancie et au rang de c utilisation d cristal pour fées corps de lumière bonne aventure utilise tous la planète entière le voyance gratuite consultation voyance son taux et permet parce que le doute interrogations qui vous tourmentent. Loan providers never ask for paperwork as evidence of ability to shell out debts to the component with the borrower com.

co.

Ce Sain Acai Berry Max soutien a la perte en mme temps que masse, detoxifie et ameliore ceci metabolisme.

L’origine 100% naturelle est bizarre preuve auprs le bon fonctionnement, effets secondaires et rempli

ce bravissimo qu’un orange a. Cela Pure Acai Berry Max levant

l’un certains pointe supplements alimentaires qui circulent avec avrs

commentaires entierement positifs. C’est pourquoi le garanti

en compagnie de remboursement d’argent qu’il donne orient en davantage form

lequel existent. Si donc l’objectif l’gard de user

du masse facilement alors selon intgral securite celui ci entier simplement la meilleure achvement.
ugg colori Canale Tecnologia

ugg in saldo bracconiere ucciso e divorato dai leoni

ugg biker boots bracconiere ucciso e divorato dai leoni

Un bracconiere stato ucciso e divorato dai leoni in Sudafrica. Lo riferisce il sito ambientalista TreeHugger. L avvenuto in una riserva privata vicino a Hoedspruit, nella provincia settentrionale di Limpopo. La riserva si trova vicino al Parco Nazionale Kruger, famoso per i suoi leoni. La polizia ha ritrovato la testa dell e poco altro del suo corpo. I leoni se lo erano mangiato tutto. Nelle vicinanze sono stati trovati un fucile da caccia e munizioni, oltre a impronte che fanno pensare a un piccolo gruppo di bracconieri che accompagnava la vittima.

L scorso, nella provincia di Limpopo sono stati trovati diversi leoni avvelenati e mutilati delle testa e delle zampe.

Secondo l internazionale per la conservazione della natura (IUCN), l con sede in Svizzera che compila le liste delle specie a rischio, la popolazione mondiale dei leoni si ridotta del 43% dal 1993 al 2014. In Africa secondo l ci sarebbero oggi circa 20.000 leoni, tutti nell subsahariana, pi altri 1.400 leoni nel Parco nazionale di Gir in India. La specie classificata come (come l africano), situazione meno grave che rischio (endangered).

Le minacce principali alla sopravvivenza dei leoni sono le uccisioni indiscriminate da parte degli esseri umani, per difendere se stessi e il bestiame, la riduzione delle prede e la perdita dell Questi felini vengono anche uccisi perch le loro ossa e parti del loro corpo sono utilizzate nella medicina tradizionale in Africa, Cina e Vietnam.

Molti paesi africani permettono la caccia ad un numero limitato di leoni, utilizzando i ricavi delle costose licenze per finanziare la tutela della specie. Secondo lo IUCN per il numero di capi da abbattere spesso eccessivo. Questo porta a una riduzione dei leoni in paesi come Botswana, Namibia, Tanzania, Zimbabwe, Camerun e Zambia.

Chi difende gli animali selvatici in Africa rischia spesso la vita. Non si contano i ranger uccisi ogni anno dai bracconieri, L scorsa, in un mese ne sono stati uccisi una decina.

Anche gli attivisti animalisti sono presi di mira. Il 16 agosto dell scorso, a Dar es Salaam, capitale della Tanzania, due uomini armati hanno ucciso l animalista sudafricano Wayne Lotter, 51 anni, fondatore della Pams Foundation, che aiuta i governi africani nella lotta al bracconaggio. Il 4 febbraio scorso a Nairobi in Kenya stato ucciso in casa con una coltellata alla gola Esmond Bradley Martin, 76 anni, americano, una vita passata a dare la caccia ai trafficanti di avorio e corni di rinoceronte.
ugg in saldo bracconiere ucciso e divorato dai leoni

stivaletti ugg BGE 98 Ib 188

ugg bailey button boots BGE 98 Ib 188

Am 22. September 1971 verweigerte das Eidgenssische Amt fr geistiges Eigentum dieser Marke in der Schweiz vorlufig den Schutz. Es begrndete die Weigerung damit, der in der Marke enthaltene Name der Sngerin “Sheila” stimme mit der Firma der Markeninhaberin nicht berein; er lasse an eine ersonnene Firma denken und vermuten, es bestehe eine Beziehung zwischen diesem Namen und den bezeichneten Waren. Der Gebrauch einer solchen Firma widerspreche Art. 6 PVUe und Art. 14 Abs. 1 Ziff. 4 MSchG. Das Amt setzte der Inhaberin der Marke drei Monate Frist zum Beweise, dass sie diesen Namen als Marke gebrauchen drfe und worin die Beziehungen zwischen dem Trger des Namens und den bezeichneten Erzeugnissen bestnden.

1. Frankreich und die Schweiz sind dem Madrider Abkommen betreffend die internationale Registrierung der Fabrik oder Handelsmarken in der am 15. Juni 1957 in Nizza revidierten Fassung beigetreten (AS 1970 S. 1687/8). Dessen Art. 5 Abs. 1 erlaubt den Verbandslndern nur dann, einer international registrierten Marke den Schutz zu verweigern, wenn nach den in der Pariser Verbandsbereinkunft zum Schutze des gewerblichen Eigentums (PVUe) genannten Bedingungen ihre Eintragung in das nationale Register abgelehnt werden drfte, also besonders wenn die Marke gegen die guten Sitten oder die ffentliche Ordnung verstsst, sich namentlich eignet, das Publikum zu tuschen (Art. 6 quinquies lit. B Ziff. 3 PVUe; AS 1970 S. 630).

Das trifft nicht schlechthin schon dann zu, wenn die Marke einen Bestandteil aufweist, der an sich auch in einer Firma vorkommen knnte. Sonst wren Wortmarken nie schutzfhig, denn jedes Wort ist auch als Bestandteil einer Firma denkbar, da ja Aktiengesellschaften und Genossenschaften ihre Firma frei whlen knnen (Art. 950 OR). Insbesondere sind Vornamen als Marken oder Markenbestandteile nicht deshalb unzulssig, weil auch Firmen einen solchen Namen enthalten knnen. JANINE, BEATRICE, ANGELIKA, BIANCA, BRIGITTE, CAROLA, CLAUDIA und PETRA (Marken Jahressammlung des eidg. Amtes fr geistiges Eigentum 1967 S. 73 und 80; Schweizerisches Patent , Muster und Marken Blatt (PMMBI) 1971 IV S. 184 und 185; s. ferner PMMBI 1971 IV 259, 271, 314, 315, 323, 347, 419, 519, 691, 890 und 892). In anderen Fllen ist der als Marke eingetragene Vorname auch Bestandteil der Firma des Markeninhabers. zu bei den Marken STELLA, ANDRE und NELLY (Marken Jahressammlung 1965 S. 1210, 1967 S. 2108; PMMBl 1971 IV 282 und 901).

Das heisst nicht, ein Vorname in einer Marke knne nie die Stellung einer ersonnenen Firma einnehmen. Diese Stellung kann ihm durch den Zusammenhang mit anderen Bestandteilen der Marke verschafft werden. Die Marke muss immer als Ganzes gewrdigt werden, so auch im vorliegenden Falle, wo sie nicht bloss aus dem Vornamen Sheila besteht, sondern SHEILA DIFFUSION lautet. Das Wort diffusion, das hier den Sinn von “distribution” hat (s. ROBERT, Dictionnaire alphabétique et analogique de la langue franaise unter “Diffusion” und “Distribution” und LITTR, Dictionnaire de la langue franaise unter “diffusion”) erweckt den Eindruck, der Hersteller oder Hndler, der die mit dieser Marke gekennzeichnete Ware auf den Markt bringe, heisse Sheila oder trage diesen Vornamen in seiner Firma. Denn jeder Vertrieb setzt ein Subjekt voraus, das ihn vornimmt. Der Gedanke an eine Firma drngt sich umso mehr auf, als Marke und Geschftsfirma identisch sein knnen (Art. 1 Abs. 1 MSchG) und tatschlich oft identisch sind oder der Geschftsinhaber hufig einen charakteristischen Bestandteil seiner Firma, besonders einen Vornamen (Stella, André, Nelly usw.) als Wortmarke gebraucht.

Aus BGE 92 II 307 f. ergibt sich, dass am 2. Januar 1964 in Paris mit Untersttzung der Sngerin Annie Chancel und ihrer Eltern die Gesellschaft “La Boutique de Sheila SA” gegrndet wurde, die mit Damenkleidern Grosshandel treibt. Charakteristischer Bestandteil des Namens dieser Gesellschaft ist der angelschsische Vorname Sheila, der als Pseudonym der erwhnten Sngerin bekannt geworden ist. Das Wort Sheila in der Marke SHEILA DIFFUSION ist eine Nachahmung oder Nachmachung dieser Firma. Die Marke der Beschwerdefhrerin lenkt die Gedanken des Lesers umso mehr auf die Firma “La Boutique de Sheila SA”, als sie zur Verwendung auf Waren gleicher Art, wie diese Gesellschaft sie vertreibt, bestimmt ist.

Art. 14 Abs. 1 Ziff. 4 MSchG setzt weder voraus, dass die nachgeahmte oder nachgemachte Firma im schweizerischen Handelregister stehe, also in der Schweiz gemss BGE 79 II 307 ff., 90 II 197, 318, 98 II 59 f. als Handelsname geschtzt sei, noch dass ihr Trger hier mit dem Markeninhaber im Sinne von BGE 76 II 96, 79 II 314, 88 II 32 Erw. 2, 90 II 323 f., 91 II 123, 98 II 60 ff. im Wettbewerb stehe. Denn die erwhnte markenrechtliche Bestimmung ist nicht ein Ausfluss der Ansprche auf Firmenschutz und Lauterkeit des Wettbewerbes, sondern will wie Ziff. 2 des Art. 14 Abs. 1 unabhngig von den Interessen des Inhabers der nachgeahmten oder nachgemachten Firma den guten Sitten dienen, namentlich einer Tuschung des Publikums ber die Herkunft der Ware vorbeugen. Daher ist unerheblich, dass die Gesellschaft “La Boutique de Sheila SA” ihren Sitz in Frankreich hat und nicht feststeht, ob sie heute auch in der Schweiz geschftlich ttig ist, insbesondere ob sie etwa die in den Akten erwhnte Boutique Sheila am Grand Passage in Genf beliefert. Es gengt, dass sie in der Schweiz nicht vllig unbekannt ist. aus BGE 92 II 305 ff. oder aus ihrem Verkehr mit Paris, knnten sich vorstellen, sie bringe die mit der Marke SHEILA DIFFUSION versehenen Kleider auf den Markt. Diese Gefahr ist umso erheblicher, als die Belieferung der Schweiz mit Damenkleidern aus Paris gerichtsnotorisch ist. Schweizerische Einkufer, die sich in Paris mit solcher Ware eindecken, knnen umso eher irregefhrt werden, als auch die Beschwerdefhrerin ihren Sitz in Paris hat.

In BGE 92 II 305 ff. wurde ein Anspruch der Annie Chancel auf Lschung der von der SA des produits Clermont et Fouet am 13. Mrz 1963 hinterlegten Parfmeriemarke SHEILA verneint. Das Bundesgericht fhrte aus, drei oder vier Monate eines raschen, durch Fernsehen, Rundfunk und geschickte Propaganda aufgebauschten Erfolges htten der Sngerin nicht gengt, um ihr Pseudonym schon im Zeitpunkt der Hinterlegung der streitigen Marke so durchzusetzen, dass ihm eine Bekanntheit gesichert war. Annie Chancel habe daher kein subjektives und ausschliessliches Recht auf den bekannten und verbreiteten Vornamen Sheila; dieser sei Gemeingut.

Aus Schreiben von Sendeleitern der Rundfunkstudios von Lausanne und Genf von Mai 1972 und anderen Urkunden ergibt sich indessen, dass Annie Chancel unter dem Pseudonym Sheila wegen ihrer Schallplatten und ihres Auftretens im Fernsehen seit Mrz 1963 im franzsischen Sprachgebiet der Schweiz sehr bekannt geworden ist und sich zusammen mit wenigen anderen jungen franzsischen Sngerinnen (Mireille Mathieu, Franoise Hardy, Sylvie Vartan) der grssten Gunst des Publikums erfreut. Der jhrliche Umsatz an Schallplatten und Musik Kassetten mit Chansons von ihr ist stndig gestiegen. Ihr Pseudonym hat sich in den Lndern franzsischer Zunge durchgesetzt und kennzeichnet sie dort als Sngerin. Der Beschwerdefhrerin ist deshalb nicht beizupflichten, wenn sie geltend macht, der Ruf dieser Sngerin unter dem Pseudonym Sheila sei heute ziemlich verblasst. Gegenteils individualisiert dieser Deckname Annie Chancel in der Vorstellung gewisser Kreise jetzt gengend.

Es ist nun nicht ausgeschlossen, dass das Zeichen SHEILA DIFFUSION in diesen Kreisen den Eindruck erwecken knnte, die mit ihm versehenen Damenkleider wrden von Annie Chancel auf den Markt gebracht. Denn durch BGE 92 II 305 ff. ist bekannt geworden, dass sie und ihre Eltern ein Unternehmen der Damenkleiderbranche untersttzen. Jedenfalls knnte aus der Marke geschlossen werden, Annie Chancel unterhalte Beziehungen zur Beschwerdefhrerin oder die von dieser vertriebenen Kleider wrden von der Sngerin empfohlen oder getragen. Die Mglichkeit von Irrefhrungen dieser Art gengt, um eine Marke unzulssig zu machen; es ist nicht ntig, dass das Publikum sich vorstelle, die in der Marke genannte Person sei Inhaberin des Geschftes, das die Ware anbietet (Urteil der I. Zivilabteilung vom 22. 4 b, verffentlicht in PMMBl 1972 I 33). Die Marke SHEILA DIFFUSION geht auf irrefhrende Reklame aus und verstsst daher gegen die guten Sitten. Sie lsst sich in dieser Hinsicht mit der Marke KUEBLER RAD oder KUEBLER vergleichen, die auf den Rennfahrer Ferdinand Kbler anspielte (BGE 77 I 77 ff.). Dass ausser Annie Chancel auch andere Personen berechtigt sind, sich Sheila zu nennen, ndert nichts. Die Beschwerdefhrerin heisst nicht Sheila und bezieht ihre Ware auch nicht von einer Person dieses Namens. Sie hat daher kein berechtigtes Interesse, ihn als Markenbestandteil zu gebrauchen. In dieser Hinsicht unterscheidet sich die vorliegende Sache vom Falle der Kbler Marke, deren Inhaber selber auch Kbler hiess, aber dennoch unterlag.
stivaletti ugg BGE 98 Ib 188

calzature ugg Calcolo del bollo online

ugg australia zalando Calcolo del bollo online

Per i residenti nelle Regioni e nelle Province Autonome convenzionate con l’ACI (, , , ,

, , , , Provincia Autonoma di Trento e Provincia Autonoma di Bolzano),
calzature ugg Calcolo del bollo online
il calcolo

viene effettuato sulla base dei dati presenti negli Archivi Regionali e Provinciali gestiti dall’ACI; per quelli residenti in il calcolo viene

eseguito con collegamento agli archivi della Regione ; per quelli residenti in il calcolo viene eseguito con collegamento agli archivi della Regione gestiti in proprio.

Per i residenti nelle Regioni non convenzionate il calcolo viene eseguito con collegamento all’Archivio Nazionale gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Per conoscere l’importo da versare: inserire il numero di targa (senza spaziature),

selezionare il tipo di pagamento e la categoria.

per ottenere il calcolo esatto verificare che i dati siano corretti.

Nel caso in cui il pagamento fosse gi stato eseguito, la procedura lo segnala. possibile tuttavia che alcuni pagamenti

Esempio: se il mese di scadenza Agosto il pagamento pu essere effettuato solo dal 1 Settembre.

I residenti nelle seguenti Regioni e Province Autonome, dopo aver effettuato il calcolo del bollo, se lo desiderano, possono pagarlo on line tramite PagoPA, con un costo aggiuntivo applicato dal PSP selezionato nel momento dell’acquisto.
calzature ugg Calcolo del bollo online

ugg facebook BIODIRITTO in

ugg o emu BIODIRITTO in

ne è del diritto mentre la tecnica s del nascere e morire umano? La domanda posta da Natalino Irti (2007, p. 41) ci conduce direttamente al cuore del problema del biodiritto. Esso indica molto di più di un neutro legame tra vita e diritto: da una parte vita smette di essere una semplice durata, un intervallo di tempo tra nascere e morire, cui erano affidati confini certi, e persino sacri e inviolabili. Dall diritto smette di essere un semplice meccanismo di regolazione. Giuridificare la vita significa metterla in e, di conseguenza, incidere direttamente su destini, scelte, progetti: mai come in questo caso il diritto si costruisce come tecnica, e insieme potere, che aggiudica libertà e limiti, possibilità che si aprono e contingenze che ne riducono gli spazi. Il gioco che si instaura tra la vita e le regole (Rodotà 2006) si snoda sempre su equilibri provvisori e instabili tra le tante dimensioni della vita, gli ambivalenti poteri della tecnica e le domande crescenti che vengono rivolte all e al diritto. Mai soltanto limite e mai soltanto potere legittimamente riconosciuto, il diritto si trova di fronte all della vita con compiti difficili. Paradossalmente dovrà prendere distanza dalla vita per poterla regolare.Prima che il legame tra scienze della vita e diritti dell venisse richiamato direttamente da testi di legge, e diventasse tema rilevante, il rapporto tra diritto e dimensione vitale dell si era già da tempo imposto alla cultura giuridica. Mai, però, in questa forma e con questa intensità.dei rapidi progressi della biologia e della medicina e che un uso improprio della biologia e della medicina può portare ad atti che mettono in pericolo la dignità umana così esordisce il preambolo di un importante testo normativo che ha per soggetto i europei Affermando che i progressi della biologia e della medicina devono essere utilizzati per il beneficio delle presenti e future e riconoscendo l di un dibattito sulle questioni sollevate e sulle risposte da dare viene solennemente emanata la Convenzione sui diritti dell e la biomedicina (Convenzione di Oviedo).Il testo dell 1997 emanato dal Consiglio d è preceduto dal Preambolo in cui si traccia il senso e si individuano le linee di un intervento normativo intorno alla questione della biomedicina.Come accade per molti documenti giuridici, questo appare immediatamente nella sua natura di testo assume come compito quello di tracciare linee guida, norme, limiti al possibile utilizzo improprio delle tecnologie biomediche. A questo proposito, la Convenzione si dimostra anche una sonda efficace della rilevanza dei problemi e delle inquietudini di un Non è il primo, né sarà l ma è forse il testo normativo in cui, più esplicitamente, irrompe la questione della della vita come confine oltre il quale la tecnologia non può spingersi e non può espandere competenze e domini.Tale testo appare come sensore potente della percezione del problema e dei compiti da affidare alle regole giuridiche. Non vieta né legittima, ma disegna solchi giuridicamente compatibili, secondo un linguaggio consentito al diritto, in cui libertà e autonomia delle singole sfere sono sempre riconosciute entro paradigmi e confini giuridicamente compatibili. Al di là dei singoli contenuti e delle specifiche previsioni, questo testo mostra un rapporto, non sempre lineare, tra il diritto e la vita. Lo si può definire un testo biogiuridico in cui si percepisce una diffusa richiesta di consapevolezza pubblica, oltre che l di direttive e principi cui ispirarsi. Le questioni della biomedicina così vengono definite hanno fatto, dunque, irruzione nel sistema delle regole giuridiche, forse in ritardo, magari con una tematizzazione non del tutto soddisfacente, con tante incertezze, ma hanno anche imposto riflessioni alla province of jurisprudence.Di fronte alle ormai consuete accelerazioni della tecnica, gli anni più recenti hanno mostrato una sola apparente divaricazione. Da una parte si è assistito al crescere di un dibattito, a volte dal carattere un po sul cosiddetto postumano, una sorta di Atlantide piena di chimere e di corpi elettronici; dall si è registrata una diretta conferma del presagio della filosofia di fine Ottocento secondo cui il nella sua fisicità, avrebbe costituito il rosso dell modernaTra un corpo scomparso e un corpo ritrovato, la discussione pubblica si è concentrata in maniera prepotente sulla dimensione della vita e della sua Tracce di tali discussioni si ritrovano in molti luoghi, ma testimonianze rilevanti dello stato della questione sono consegnate, come non mai, a quei testi normativi che ne recepiscono il problema e ne possibili soluzioni. L stringente tra il diritto e la vita (il life dominion) risiede esattamente in questo punto e caratterizza in maniera puntuale l contemporanea. Per questo il diritto, che è un complesso sistema costituito da prescrizioni, decisioni, e da ragionamenti su prescrizioni, è diventato per larga parte biodiritto, avendo fatto proprio l delle relazioni tra limiti e possibilità della vita, quando la vita, si dice, diventa manipolabile da parte della tecnica.Questo secolo si è aperto con uno dei testi normativi più significativi nella storia del costituzionalismo, la Carta dei diritti fondamentali dell Europea (Carta di Nizza) del 2000 entrata in vigore nel 2003; il documento è destinato a costituire la parte seconda del Trattato costituzionale europeo, attualmente in via di riforma.La sua importanza è da rinvenire a diversi livelli, di cui alcuni attengono al carattere costitutivo di questo inedito spazio politico dell (fra, ma anche oltre gli Stati), altri alla dimensione, non soltanto simbolica, dei diritti che vengono sanciti, altri ancora al loro specifico contenuto. Non è nuova, del resto, la tendenza a leggere i documenti giuridici come veri e propri testi letterari che informano sull sulle sue sensibilità, sui suoi temi rilevanti. Letta come un del proprio tempo, la Carta di Nizza appare come un testo particolarmente importante per il modo in cui adotta un linguaggio normativo riferito a temi, o assenti, o soltanto in ombra nelle precedenti esperienze costituzionali. Ripercorrere la mappa delle sue prescrizioni significa ritrovarsi di fronte a un singolare giuridico della vita degli individui ( nella tradizione più francese).L è dedicato alla clausola della dignità umana (degli umani) definita come inviolabile e oggetto di rispetto e tutela da parte della sfera pubblica. La dignità, che prende il posto, forse riassumendole, delle più tradizionali clausole dell e della libertà, aveva fatto il suo ingresso nelle costituzioni e nelle carte dell dopoguerra quando, in maniera forse più decisa, le comunità politiche avevano sancito il più della violenza e della che soltanto il rispetto dei diritti fondamentali delle persone avrebbero potuto fermare.Nel riconoscimento della dignità dell umana vi è qualcosa in più: nella Dichiarazione universale dei diritti dell del dicembre del 1948 la dignità si articolava nell diritto a come uomini con echi kantiani facilmente riscontrabili. La consapevolezza che uomini spesso non coincide con l umanità aveva spinto la comunità internazionale a porre la dignità della vita di ogni individuo al centro dello statuto giuridico degli individui e come cuore pulsante delle costituzioni: essa era progetto positivo da perseguire all della sfera pubblica e limite negativo all di qualsiasi potere. Ancora più esplicitamente, nella Costituzione della Repubblica Federale di Germania del 1949 e nella giurisprudenza che l interpretata e applicata, è stata intesa come salvaguardia della vita, materiale e immateriale, di ogni individuo di fronte a sofferenze gratuite imposte da qualsiasi prepotere. Vi sono tracce anche nella Costituzione italiana (artt. 2, 36, 41), anche se meno visibili di quelle emergenti in altre leggi fondamentali.Ripartire da questa tradizione nel testo costituzionale europeo non è senza significato, anche perché in questa maniera si individua un passaggio dalla categoria del soltanto centro di imputazione giuridica astratta, a quello delle persone con le loro scelte, i loro destini, la loro esistenza concreta. Che il referente della dignità sia la nella sua complessità è indicato da quella mappa ideale della Carta di Nizza che fa seguire all in chiave di dignità, la sanzione del alla vita (art. 2) di ogni individuo e l conseguente, della pena di morte che è antitesi, appunto, del diritto alla vita. Dignità della vita va intesa specificamente come dignità di una in quanto singolo e nelle formazioni sociali: qualificazione di una modalità che tiene sempre insieme individuo e comunità e lega lo ius solitudinis alla più aperta socialità che si esplica nelle relazioni, nei gruppi. Si potrebbe dire che si tratta di persone carne e ossa per riprendere la nota formulazione di Walter Benjamin; ed è proprio a partire da questo contenuto giuridico minimo che ogni altro diritto può trovare una forma di riconoscimento.Nella sua declinazione costituzionale, infatti, la vita materiale e immateriale degli individui trova cittadinanza nell delle regole giuridiche, che è molto di più della sua semplice Si può ricostruire nel testo costituzionale europeo una specifica della vita, con tutte le sue più diverse dimensioni, da quella puramente biologica a quella propriamente psichica o spirituale: in controluce finiscono per evidenziarsi le complesse pieghe del body mind problem (corpo/mente), con tutti i suoi incidenti ma questa è altra questione. Dunque ogni individuo, continua la Carta all 3, ha diritto alla propria fisica e psichica Si allarga così lo sguardo rispetto ai codici civili del secolo scorso e si parla insieme di soma (corpo) e psyché, non separandoli, ma connettendoli reciprocamente. Quella che sembrerebbe soltanto una clausola generale, che rischia di svuotarsi, viene progressivamente riempita da puntuali riferimenti tanto al contenuto della vita quanto alle scelte immateriali che possono connotare lAl 2 co. si ribadisce, ed è qui la novità, che nell della medicina e della biologia devono essere rispettati: il consenso libero e informato della persona interessata, il divieto delle pratiche eugenetiche selettive della specie, il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti fonte di lucro, il divieto della clonazione riproduttiva. Anzi, proprio nella grammatica della vita che il testo costruisce, biologia e biografia non si sovrappongono; il carattere biografico dell è molto più legato a dimensioni esistenziali che si consumano dentro forme collettive, condivise, dentro una contingenza storica indipendente dai cromosomi. Due gemelli vissuti in ambienti diversi mostrano, per es., diversità profonde e atteggiamenti culturali differenti; il cosiddetto diritto all è qualcosa di più del semplice dato genetico e le leggi europee sulla privacy lo hanno di recente ribadito. Persino in decisioni giudiziarie si parla del ad essere sé stesso come diritto a scrivere la propria storia con parole e racconti, almeno in parte, propri: oltre che biologia è anche, se non soprattutto, biografia. L è sicuramente dato genetico, ma è anche della memoria di sé persino nei documenti giuridici.Le declinazioni complesse della nei testi costituzionali che questi ultimi decenni ci hanno proposto si sforzano di indicare il perseguimento del fine della dignità come compito collettivo in cui ci sono doveri della sfera pubblica da attivare. Il modello che torna è quello illuminista consegnato a leggi fondamentali come la Costituzione francese del 1793 che ribadiva il dovere di tutti di tutelare e attuare i diritti individuali. E questo vale soprattutto per la clausola della dignità che, in ambiente anglosassone, è stato definito come il knockdown argument.Il nuovo habeas corpus passa infatti per il divieto rivolto ai pubblici poteri di sottoporre alcuno a o trattamenti inumani e degradanti (Carta di Nizza, art. 4), per l di rimuovere le di schiavitù o di servitù e le costrizioni a un forzato o obbligatorio e per la proibizione della di esseri umani (art. 5). Tali prescrizioni sono accompagnate anche da un vincolo di penale per gli Stati membri che l Europea ha ribadito nelle politiche di sicurezza e giustizia. Che poi le prescrizioni non siano sempre accompagnate da prassi di politiche sociali adeguate non è, ovviamente, questione di dettaglio ma è sicuramente altro discorso. Dello stesso tenore appaiono gli espliciti richiami al dovere di rispettare e far rispettare la privata e familiare di ogni individuo, il e le sue comunicazioni (art. 7): il nome possibile è quello dell di ogni individuo, come presupposto della dignità, da realizzare attraverso tutele negative e obblighi positivi (habeas data, protezione dei dati personali e libertà di scegliere la propria dimensione di vita). Non si giunge alla nota sanzione del diritto alla felicità della Costituzione americana, ma sicuramente a un singolare diritto alla vita degna, in cui tanto felicità quanto vita degna non sono intese in maniera monologante, a valore unico e imposte dall come nello Stato etico. Le norme indicano il diritto a ricercarle individualmente, ma anche l a rimuovere gli ostacoli che a esse, nei fatti, si frappongano.In questo senso vanno interpretate le norme che proteggono i singoli cittadini da pratiche statuali contrarie alla dignità (art. 19) e quelle che traducono il principio di uguaglianza in divieti di discriminazione. Le forme della discriminazione, sempre possibile nei fatti, sono indicate nel testo giuridico con lo stile di una grande narrazione che la tradizione costituzionale europea, non ultima quella della Costituzione italiana del 1948, ha conosciuto. Si parla infatti di discriminazione in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l o le tendenze sessuali (art. 21); non ultima viene interdetta quella particolare discriminazione fondata sulla che pure, come è peraltro ben noto, nella discussione pubblica europea, non di rado abbiamo visto ritornare.Lo schema adottato è quello della diversità non come limite, ma come struttura costitutiva dell La novità non secondaria è che nel catalogo delle discriminazioni figurano inediti come le caratteristiche genetiche che vengono esplicitamente richiamate; questo non è semplice omaggio ai novissima del dibattito scientifico. Si tratta di un problema di etica della vita pratica che il diritto europeo affronta perché l quotidiana ha suggerito la rilevanza e la ricorrenza di discriminazioni sulla base della genetica: si pensi ai casi giudiziari frequenti decisi da corti nazionali e dalla Corte europea dei diritti dell di Strasburgo sulla discriminazione nei contratti di lavoro e nei contratti di assicurazione in cui la della genetica viene usata per prevedere inefficienze lavorative o rischi assicurativi. Qui si vede come il dato si trasformi in atteggiamento culturale e in pratica sociale, che hanno a che fare fino in fondo con la e la sua uguaglianza e, quindi, inevitabilmente, con il diritto. Si tornerà più avanti sui dati genetici, su cosa siano dal punto di vista giuridico, sul loro statuto, ma fin da ora va sottolineato il fatto che il diritto incorpora (internalizza con una Verkrperung) il linguaggio della scienza traducendolo nel suo. Così nei testi costituzionali i dati genetici sono fonte di discriminazione, altre volte costruzione dell che attengono a dimensioni della vita che non possono essere mai esaustive. Non a caso la Carta immediatamente dopo prende in considerazione la condizione sessuale e l donne, uomini, bambini, anziani, disabili. Il lessico ci pone direttamente di fronte alla questione del bios con la sua singolarità (l il sesso, la malattia) e la sua relazione infraumana: non è richiamata la dimensione di un soggettività giuridica, ma quella dell concreta, delle singole vite con tutte le loro determinatezze.Più apertamente che in passato, questo testo costituzionale fa emergere un singolare rapporto tra la vita e il diritto: la vita suggerisce il diritto (nomos) e il diritto interpreta e regola la vita (tanto bios quanto zoé). Il gioco è quello dell relativa dell e dell ma anche quello di una loro relazione ineliminabile che, pur esistendo da sempre (si pensi al nomos empsychos di scuola platonica), soltanto qui e soltanto ora diventa semanticamente influente.Dunque questo secolo si è aperto con un testo che affonda lo sguardo sulla vita e che quindi è esempio di quella cultura biogiuridica che si era andata costruendo nella scienza, che aveva fatto il suo ingresso nei testi normativi e che si era proposta come di fronte alla giurisdizione negli ultimi anni del secolo scorso. La Carta di Nizza, che abbiamo ricostruito attraverso il filo rosso della dignità della vita, non fa altro che coagulare tracce già visibili di una regolazione e di una tematizzazione giuridica della questione del bios, individuale e collettivo. Si pensi a metà degli anni Novanta al Protocollo di Kyoto, nel quale si sottraeva all (pubblica, degli Stati, e privata) e si definiva comune dell il fondo del mare, da preservare in quanto custode del patrimonio genetico dell da trasmettere alle future Si era avuta un con il Trattato sullo spazio extratmosferico (1967), con l per la salvaguardia delle risorse naturali della Luna e degli altri corpi celesti (Moon Agreement, 1979), con la Convenzione sulla diversità biologica (1992).Accanto a molti altri vanno richiamati alcuni testi normativi, non per caso sovranazionali, che hanno anticipato i contenuti della Carta e che rappresentano il modello di una forte delle tematiche della vita nel panorama del diritto. Le domande che abbiamo visto crescere nella scienza e nell pubblica hanno trovato alcune prime risposte in importanti testi giuridici, così come il diritto può fornire risposte. Va sempre infatti richiamata la nota legge di Hume per cui non si possono dedurre fatti da norme, descrizioni da prescrizioni, e che tra previsione normativa e realtà che dovrebbe a essa adeguarsi vi è sempre una cospicua distanza di sicurezza (la normativa è il pericolo in cui si incorre). Questo significa che non basta una norma perché la della vita si realizzi, ma senza la norma non si possono imputare inadempienze da cui nasce la sua lesione.Se ci sia, quale possa essere e come regolare improprio della biologia e della medicina è la domanda con cui, abbiamo visto, esordisce il Preambolo della Convenzione di Oviedo del 1997 dedicata significativamente ai diritti dell e alla biomedicina; tale domanda è rivolta al diritto in maniera del tutto differente rispetto all alla religione, all alla politica. La domanda di regolazione rivolta al diritto nasconde richieste di orientamenti normativi generali e vincolanti, non incompatibili, ma diversi rispetto a quelli elaborati dall Di fronte alle tante comunità morali e alla pluralità delle scelte (la delle scelte al diritto si chiedono principi e direttive unitarie e condivise: che ci si riesca è un altro conto e ciò dipende dal fatto che non si realizza tanto facilmente la del diritto rispetto agli orientamenti morali.Dall al dirittoIn un documento informativo del Consiglio di Stato francese del 1988 intitolato non a caso Dall al diritto, si diceva che il cammino dall al diritto sarebbe stato inevitabile e che le questioni della vita sarebbero ricadute prima o poi nel dominio del diritto con un salto difficile, ma obbligato, dalla alla quanto è avvenuto all dei sistemi giuridici nazionali e, in maniera più significativa, all di essi in una sfera pubblica più vasta. Uno degli esempi più evidenti è offerto dalla Convenzione di Oviedo che traccia alcune linee normative (i sono, mai come in questo caso, delle regole nei confronti della biomedicina. Ponendo al centro la dignità della persona, si subordina ogni intervento al consenso, informato e t
ugg facebook BIODIRITTO in