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Scuola sarda bocciata: ultima in Italia

Un del ministero colloca l in fondo alla classifica

Il riepilogo delle valutazioni Invalsi, i test distribuiti dal ministero per valutare la qualit della scuola, pone gli istituti sardi all posto tra le regioni italiane. Difficolt sulle materie scientifiche

Partono bene, ma si perdono per strada. Il percorso scolastico degli studenti sardi, che da dopodomani torneranno sui banchi, fatto di alti e bassi. Soprattutto bassi. Tanto da far piombare le scuole sarde agli ultimi posti delle graduatorie nazionali sul grado di preparazione degli studenti e sulla qualit dell A dirlo un del ministero della Pubblica istruzione, resa nota ieri dal Sole 24 Ore, che ha raccolto le valutazioni Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema d ossia i test somministrati agli studenti negli istituti italiani per dare una pagella alla qualit della scuola. L ministero ha messo insieme tutte le schede di valutazione distribuite lo scorso anno nelle scuole italiane. Dall emerge una chiara frattura tra il Nord e il Sud del paese, soprattutto se si guarda con attenzione alle materie scientifiche. E la Sardegna si colloca agli ultimi posti della graduatoria nazionale, anche se le scuole elementari e quelle medie mantengono punteggi non troppo distanti dal dato complessivo. Alle elementari, gli studenti sardi soffrono pi per le materie letterarie (il punteggio di 76,92 su 100 contro l dell paese) che per quelle scientifiche (60,71 in matematica e 84,62 in scienze, mentre i dati nazionali fanno segnare rispettivamente il 67,86 e 88,46 su 100), in controtendenza con quanto avviene a livello nazionale. La media nell alle elementari, si attesta a 75,11 su 100, mentre la media nazionale di 79,86. Alle medie, i risultati cambiano: la Sardegna, infatti, finisce per essere in linea con i dati nazionali per quanto riguarda l (60 su 100 in entrambi i casi), mentre la matematica (43,33 su 100) e le scienze (57,69) creano problemi: la media nazionale infatti si attesta su 50 su 100 per quanto riguarda la matematica e 57,69 per le scienze. Alle superiori, infine, i punteggi dell segnano 30 su 100 per la matematica e 38,34 per le scienze, mentre le medie nazionali arrivano rispettivamente a 38,33 e 41,66. Anche in italiano i diplomandi isolani soffrono e non vanno oltre un punteggio di 41,67 su 100 contro i 47,22 della media nazionale. Infine, i capoluoghi delle vecchie province sono agli ultimi posti della graduatoria, con Sassari ultima (punteggio di 37 su 100), Oristano in terzultima posizione (36,93), Nuoro al 100 posto (39,91) e Cagliari al 99 (40,05). L problema, dunque, serio, per quanto lo stesso ministero abbia dubbi sull Tanto che il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha gi deciso di rimettere mano al sistema di valutazione. C per da dire che spesso i test, soprattutto nelle scuole superiori, vengono presi sottogamba dagli studenti, anche se poi le prove di ammissione all (lo scorso anno appena quattro sardi su venti superarono il test di ammissione in Odontoiatria) li riportano alla realt Nonostante i progressi degli ultimi anni sul fronte della dispersione scolastica, la qualit dell non cresce. Lo riconosce lo stesso direttore dell scolastico regionale Armando Pietrella, che ricorda le percentuali di abbandono delle lezioni appena cinque anni fa: il 30 per cento degli studenti non andava a scuola. Ora, quel dato sceso al 23 per cento, ad appena due punti di distanza dalla media nazionale (21%). ogni caso spiega Pietrella, quadro tracciato dal Sole 24Ore registra una situazione che denuncio da tempo Serve un maggiore coinvolgimento delle famiglie far s che gli studenti non solo vadano a scuola, ma studino anche di pi e meglio aggiunge Pietrella. La strada da fare lunga: si devono migliorare ad esempio gli insegnamenti scientifici, troppo teorici osserva la massima autorit scolastica regionale, anche abituare i ragazzi all dei test come metodo di valutazione Un primo passo stato gi fatto: quest le matricole dell di Cagliari saranno seguite da tutor e potranno frequentare corsi di ripasso delle materie scientifiche. un primo passo per scalare le classifiche e mettersi al passo con il resto del paese. Insomma, studiare di pi ma anche meglio. E per fare questo, conclude Pietrella, non possibile mantenere in vita le che offrono poco sul fronte della qualit Meglio fare qualche chilometro per andare a scuola, ma frequentare un istituto dove gli insegnanti siano di ruolo e che offrano garanzie di qualitCronaca Regionale Pagina 7

I responsabili delle facolt esaminano le carenze sulle materie scientifiche

La ricetta dei presidi: ripartire dalle prime classi

C da aspettarselo. I deludenti risultati degli studenti sardi nei test di ammissione a corsi di laurea con forte orientamento scientifico erano solo la punta dell Ultima nella classifica per regioni, che riporta la media dei risultati ai test di italiano, matematica e scienze, per tutte le et la Sardegna porta a casa il dato peggiore alle superiori, con la matematica. Una situazione che potrebbe avere effetti deleteri per il tessuto imprenditoriale, culturale e sociale della Sardegna, finendo con il ridurre il (gi scarso) numero di giovani sardi in grado di laurearsi in discipline scientifiche. Che fare? Secondo la Conferenza nazionale permanente dei Presidi di Facolt di Scienze e Tecnologie per uscire dal tunnel occorre i giovani alle scienze a partire dalla scuola primaria, far crescere la sensibilit scientifica del Paese, migliorare le condizioni dell in particolare rivitalizzando le carriere dei docenti Per l regionale alla Pubblica istruzione, Elisabetta Pilia, che ieri ha inviato una lettera di auguri agli studenti sardi, il deficit degli studenti sardi nelle materie scientifiche era gi noto e le contromisure sono allo studio: recuperare il ritardo anche attraverso un lavoro di sensibilizzazione in grado di toccare tutte le fasce d ma gi molte scuole hanno organizzato corsi per gli studenti, con il coinvolgimento dei genitori. Non solo: nel disegno di legge per l abbiamo voluto enfatizzare l delle competenze scientifiche. Per questo stiamo predisponendo un progetto, con fondi Por misura 3.6 per la dispersione scolastica, che consiste in una serie di interventi mirati al miglioramento di conoscenze e capacit scientificheRicercatore CRS4 e giornalista

2 L Sarda

Studio. Provincia e master

Il primo spinello a undici anni ed allarme cocaina

Giovani, ma non solo. I primi cominciano dalle canne ormai gi da bambini, appena 11 anni, mentre la curiosit della prima pippata ammalia anche adulti di quaranticinque o cinquant Il nuovo allarme sociale che in questi anni sta colpendo la Sardegna si chiama cocaina. E allora, per prevenire anzich curare, Universit e Provincia di Cagliari hanno deciso di unire le forze attraverso un corso di studi post lauream, che permetter ai partecipanti di addentrarsi nel difficile campo della prevenzione delle tossicodipendenze. Un master di secondo livello, “Rischio sociale della droga in Sardegna: operatore di prevenzione primaria e secondaria”, rivolto a venti neo laureati interessati a lavorare nel sociale. Il corso, che prender il via il prossimo ottobre e al quale ci si pu ancora iscrivere sino a fine settembre consultando i siti dell e della Provincia, stato possibile grazie alla sinergia tra due donne, l provinciale ai Servizi sociali, Angela Quaquero e Maria Pia Lai Guaita, docente di Psicologia sociale presso la Facolt di Lettere e Filosofia dell di Cagliari, che quotidianamente si trovano a confrontarsi con realt particolarmente problematiche. due anni pensavo a questo progetto, che mi risulta essere il primo in Italia spiega con orgoglio la direttrice del master, Maria Pia Lai Guaita perch da sempre si pensa giustamente al recupero dei tossicodipendenti, agendo quando il danno gi fatto, ma ancora non si sta facendo abbastanza per quanto concerne la prevenzione. Una carenza gravissima che cercheremo di colmare grazie al contributo dell e della presidenza della Provincia Un impegno a tutto campo quello dell provinciale ai Servizi sociali, che ha riguardato non solo il supporto economico ma anche quello relativo all e alla logistica. finanziato l con quarantamila euro, met dei quali come appoggio in termini di personale e strutture sottolinea Angela Quaquero stata intrapresa una strada importante perch per la prima volta la Provincia entra direttamente nell di un Master. Da cinque anni l opera aiutando i tossicodipendenti, ma stavolta stiamo andando a formare operatori che si occuperanno di fare prevenzione nella realt sociale3 L Sarda

Cronaca di Cagliari Pagina 15

Bologna e Firenze hanno fatto cos

Bologna ha riconvertito l Manifattura in sede della Cineteca e della segreteria del Festival del Cinema Ritrovato. Firenze ha riaperto le porte della sua ex fabbrica di sigarette nel giugno 2000, a un anno dalla chiusura, con un grande evento di arte contemporanea. stato sufficiente un protocollo d tra il Comune di Firenze e l A Torino la ex Manifattura tabacchi sede della Facolt di Scienza della formazione e Psicologia. A Mesola, in provincia di Ferrara, hanno sottoscritto un accordo di programma che punta a le esigenze di redditivit dell con le proposte provenienti dal territorio e dalle istituzioni Mentre l aspetta da tre anni la definizione di un lungo contenzioso giudiziario, altre regioni e altre citt hanno riconvertito da tempo le fabbriche in spazi pubblici fruibili. Scherzi dell verrebbe da pensare. Eppure lo Statuto speciale, in particolare l 14 che prevede che i beni dismessi e non pi utilizzati dallo Stato passino automaticamente alla Regione, servito a strappare dalle mani della Fintecna un bene gi venduto nell di una grande operazione di cartolarizzazione con la quale l ministro dell Giulio Tremonti intendeva fare cassa. Un efficace, anche se il passaggio sarebbe dovuto essere automatico ed stata necessaria una grande battaglia che ha coinvolto giunta, consiglio regionale e parlamentari sardi di ogni colore perch un diritto sacrosanto venisse rispettato. Arma efficace ma non letale. Perch se lo fosse stata non sarebbe stato necessario intentare una causa civile che promette di durare un decennio e la Regione, cio i cittadini, non pagherebbe 240 mila euro all per custodirla. Non un caso che il sindaco Floris, giorni fa, abbia detto: capisco perch nelle Regioni a statuto ordinario i beni dismessi passino direttamente ai Comuni in tempi brevi e invece da noi ci sia un passaggio in pi e sia tutto pi complicato Un paradosso dell che unito alla lentezza cronica della nostra giustizia rischia di produrre l incompiuta. Ma questo non impedisce di iniziare a raccogliere idee e progetti e avviare un dibattito in citt mettendo in pratica quei principi di democrazia partecipata di cui movimenti, comitati e esponenti del centrosinistra si sono fatti alfieri durante la lunga campagna elettorale della scorsa primavera. Per realizzare la Fabbrica della creativit un contenitore per tutte le arti figurative, la Regione ha stanziato in Finanziaria tre milioni di euro. Bene. Si tratta di capire e bisognerebbe iniziare a farlo subito che cosa si pensa di metterci dentro, come riempire una buona idea di contenuti. Idem per le altre ipotesi emerse nel corso degli anni: dalla sede della facolt di architettura, cui ha fatto spesso riferimento il rettore Pasquale Mistretta, al Centro della scienza proposto dall Cagliari scienza, dal museo della memoria che piacerebbe agli ex dipendenti, alla Citt dei giovani di cui ha parlato nei giorni scorsi il sindaco, sino al museo degli emigrati sardi, idea dei Riformatori sardi. Da non trascurare anche un concorso internazionale di idee. Qualunque sia la destinazione, opportuno che se ne parli. E che si arrivi al momento in cui la Regione diventer proprietaria del bene con le idee chiare e condivise, per evitare di perdere tempo prezioso. (f. ma.)

La domanda si presenta on line, ma il documento va firmato in segreteria. Gli studenti fuori sede dell di Cagliari sono alle prese con una contraddizione senza precedenti. Le richieste per l degli alloggi Ersu, spedite via internet entro il 10 agosto, devono essere firmate in calce allo sportello di via Sassari. Una procedura insolita e, a questo punto, inutile. Perch gli studenti stiamo parlando di fuori sede sono costretti a un viaggio solo per una firma, anche se la domanda gia stata depositata nel web. E teoricamente, la possibilit di presentare la domanda via internet, serve proprio per evitare viaggi inutili e file chilometriche. Che invece, puntualmente, si formano. Ieri mattina gli studenti venivano fatti entrare a gruppi di dieci, mentre gli altri aspettavano sul marciapiede o addirittura in mezzo alla strada. L della folla, ovviamente era nero: ore di attesa per mettere una firma. Una volta allo sportello stata questione di pochi minuti. Sono venuta a Cagliari solo per questo, allora la domanda on line non ha senso lamenta Donatella Foddis, ventenne di Bolotana iscritta in scienze motorie. La procedura kafkiana viene attaccata anche dai rappresentanti degli studenti.
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