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Diciamolo per tempo: avremo un occasione da lasciarci sfuggire. Capiterà al termine della storia politica del nostro attuale presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, quando il Titanic ch ha comandato per anni cozzerà inesorabilmente contro il freddo iceberg della sua vecchiaia (a patto che qualche scialuppa non lo recuperi all istante ma in quel caso ci auguriamo si tratterà della barca di Caronte).

ancora il 60% dei consensi! rivendica il Premier. Virgola quattro, Silvio, sennò non ti credono. E infatti qualcuno s accorto del pericolo: alcuni topi già abbandonano la cambusa della nave da crociera del Sultano, che comincia ad avere qualche falla ed è destinata ad affondare. Ma è solo l poiché tanti ne seguiranno, ci vorrà del tempo (pensate che ancor oggi molti imbastiscono manifestazioni pro Berlusconi. Ottime occasioni, per beccarli tutti assieme).

Bene, il nostro giudizio è questo: non si dovrebbe permettere a nessuno di questi ratti di saltare su di una nuova nave. Non alle pantegane (i servi istituzionali e mediatici del Sultano), e solo parzialmente ai topini (i semplici elettori di Berlusconi), dei quali si potrà tranquillamente incamerare il voto lasciandoli però ai margini delle decisioni (tanto si accontentano già ora d trattati così, non si vede perché concedere loro altro).

Non esiste che la parte del popolo che ha sostenuto per anni un coacervo di delinquenti venga a dettar di nuovo legge come se nulla fosse accaduto, rifacendosi una verginità e raccontandoci di aver sempre criticato Berlusconi o peggio di non averlo votato. Sappiamo bene quanto gli italiani siano avvezzi a questo: un popolo che, salvo minoranze di uomini onorevoli (cioè i partigiani guerriglieri da una parte e i folli fedeli di Salò dall riuscì a trasformarsi da menefreghista pro fascista a menefreghista anti fascista, cambiando bandiera al solito al girar del vento. Per non parlare della dabbenaggine che dimostrò nel lasciarsi scippare l occasione di redenzione (in quel caso, morale), quando, subito dopo Pulite affidò la costruzione della Seconda Repubblica a un già ampiamente compromesso figliastro della Prima. (Oggi Berlusconi, in declino, grida: finirà come nel Lo spero anch non sopporterei la discesa in campo di un altro pifferaio magico).

Dunque siate radicali: voi lo sapete, tra i vostri conoscenti, tra i vostri amici, tra i vostri parenti, chi ha supportato il Sultano. Non dimenticatevene: quando non comanderanno più, non ci dovrà essere compassione per queste persone, che sono responsabili fino alla loro ultima azione pubblica (compiuta per convenienza, per malafede o per ignoranza non c La democrazia sembra funzionar meglio laddove è coadiuvata dalla riprovazione etica verso i suoi pervertitori, no?

Politici, inciucisti e finti oppositori, portaborse, servi zelanti, saltimbanchi e troie di regime, sedicenti giornalisti, pubblicitari e propagandisti d tipo, prelati, pseudo intellettuali prezzolati, opinionisti un tanto al chilo, feltri e belpietri d risma, laidi imprenditori, contenti evasori, cittadini ignavi o ignoranti d sorta. Di tutti dovrà esser fatta piazza pulita (almeno nell che intese Gianfranco Fini quando, a braccetto con Berlusconi, prese in mano la Rai per la prima volta ma lui con lo scopo di riempirla di servi). triste doverlo dire, nella misura in cui può esser triste un illiberale; si vorrebbe non essere obbligati a sostenerlo, ma quest è realistico se, come sosteneva Spinoza (quello meno famoso, senza il la pace non è assenza di guerra, bensì una virtù, uno stato d una alla giustizia perciò che gl ci tengano a chiudere una buona volta i conti con loro stessi (cosa che ogni spirito giovane e bennato dovrebbe augurarsi, e infatti Beppe Grillo se ne dimentica sempre). Tuttavia non v alcuna speranza che ciò accada: a questo popolo sono state raccontate belle favolette per così tanti anni che ha perso ogni nervo, ogni arditezza, ogni coraggio (che già naturalmente la sua indole tenderebbe a non possedere), ed è maledettamente viziato.

Sarà la solita presa in giro, la solita farsa, il solito penoso melodramma all Sarà un di voltagabbana.

Luca, Bastio, ma accendere il cervello mentre si legge? Pur non condividendo tutto quanto scritto nell quello che criticate è assurdo!

Non è stato detto che repubblichini e partigiani si equivalgono, né che entrambi hanno avuto ragione nelle loro scelte.

Piuttosto, che entrambi (o almeno, una parte di entrambi gli schieramenti) si comportò in modo onorevole. Il senso, anche non fosse ben specificato da un qualunque dizionario, parrebbe lo stesso ovvio dal contesto: queste persone, comportandosi con onore, non hanno cambiato radicalmente e rapidamente casacca, né fatto finta di aver avuto sempre la stessa idea.

Cosa non vi torna di questo discorso?

Ciao Stefano, non mi torna la tua interpretazione, semplicemente. A me della frase:

minoranze di uomini onorevoli (cioè i partigiani guerriglieri da una parte e i folli fedeli di Salò dall’altra) soltanto il fatto che stiamo equiparando repubblichini e partigiani, un qualcosa che fino a qualche anno fa non sarebbe stato nemmeno immaginabile.

Questo atteggiamento è tipico di ciò che cercano di fare le nostre istituzioni e la nostra classe politica da diversi anni, ossia creare una sorta di storia nel quale tutti gli italiani possano rispecchiarsi, e in questo caso la storia comune si trova nel definire repubblichini e partigiani come uomini entrambi. Se già qualche intervento passato del professor morte, strapieno di mi aveva fatto ragionare sulla brutta piega che sta prendendo questo sito, adesso ne ho una prova definitiva.

Luca, hai pure ricopiato la frase, com possibile che tu non l capita? se qualcuno mette nella stessa frase partigiani repubblichini li sta eguagliando?

Io sono d con ciò che afferma il Prof, a mio avviso si tratta di ovvietà e purtroppo non ho trovato nulla di brillante, pungente o spinoziano.

Personalmente penso che la satira di questo sito sia di altissimo livello, detto questo capisco come molti pensino che questa sezione abbia poco a che fare con spinoza.

In ogni caso penso che sia una buona cosa dare visibilità a un pensiero lucido e fuori dagli schemi (e il prof morte penso sappia essere brillante in questo quando vuole)e stimolare un dialogo ragionato tra persone che hanno pensieri divergenti, sempre che di pensieri si tratti e non si tratti di esclamazioni qualunquiste (vedi repubblichini=partigiani).

Nonostante abbia sempre apprezzato Spinoza mi fa paura leggere questo presunto scritto satirico che molte persone prenderanno per vero ( anche perché come satira è quantomeno squallida ) e non farà altro che incitare all e alla violenza.

Ci hai dimenticato le foibe, per il resto è perfetto per farci capire cosa passa per la testa di molti italiani. Ovviamente son (un bel po preoccupato.

Bravo MarioZeudo, un amico su facebook ha linkato questo articolo che trovo veramente miope e violento. Chi come me ha votato in passato Berlusconi, e mai rinnega nè si pente, trova oggi diffcile sostenere questo governo sulla posizione nuclearista, sull operativa e sui problemi personali di SB. Per questo motivo la gente sta cambiando direzione, ciò non significa fare il voltagabbana, nè rinnegare ciò che di buono è stato fatto da eroi nascosti del nostro tempo, come Giulio Tremonti. Definire topini gli elettori di centrodestra significa continuare con una posizione violenta e priva di ragione, posto che è tutta da verificare la capacità di tenuta di un nuovo e per ora misterioso governo. Speriamo che Spinoza torni a fare Spinoza, e si allontani dalla politica, perchè con la politica ci si sporca le mani, per forza.

Vedi che meriteresti di perdere il diritto di parola?

Ma tranquillo il pezzo era satirico, non lo hai capito solo te, che giustamente ti senti in pericolo, ma non per colpa degli amici italiani di pensiero politico avverso al tuo, ma per colpa della tua coscienza che a ragion veduta rifiuta di appartenere ad un berluschino.

Son finiti gli assegnini del nano, ora, per favore, ricominciamo a parlare di politica, da qualsiasi colore la si guardi.

Ma l di essere stato un berlusconino o un berluscones, secondo me è già un dantesco.

non sei fascista per l tra partigiani e repubblichini (nel modo in cui lo fai, mi sembra abbastanza lecito). ma sei fascista per i tuoi codici espressivi, per la violenza del tuo linguaggio, per il livore, la rabbia, la voglia di punire, di condannare, perfino di umilare (che avvilente evocazione, chiamare la gente topi). è fascista (oltre che brutto) perfino il tuo nome. ed è fascista l di uno spazio comune ad uso dei tuoi rigurgiti di bile: non potresti farti un blog, invece di sfruttare la popolarità che Spinoza ha acquisito con ben altra satira?
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