comprare ugg online fa tappa a Firenze la mostra sull’impegno per il decoro dei treni della Toscana

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“Operazione treni puliti”: alla stazione di Firenze Santa Maria Novella, una mostra video fotografica sulle soluzioni adottate da Trenitalia Toscana per il decoro e la pulizia dei treni regionali.

Presentata questa mattina dal Direttore Regionale Toscana di Trenitalia Gianluca Scarpellini, alla presenza dell’Assessore Regionale ai Trasporti Luca Ceccobao, la mostra sarà visitabile fino alle 18.30 del 15 novembre presso il Binario 16 (davanti alla Palazzina Reale) e in testa ai Binari 3 e 4 nei giorni 16 e 17 Novembre, rispettivamente dalle 8.30 alle 18.30 e dalle 8.30 alle 17.00.

La mostra ripercorre un processo iniziato circa 18 mesi fa ed illustra l’evoluzione delle tecniche di pulizia adottate chiarendo, attraverso cifre e costi, l’impegno assunto da Trenitalia e presentando le innovazioni tecnologiche e di processo introdotte, in collaborazione con la ditta appaltatrice. Il 26 maggio 2011 i servizi di pulizia dei treni del trasporto regionale Toscana di Trenitalia che si svolgono negli impianti di Firenze, Prato, Pistoia e Borgo S. Lorenzo, sono stati affidati, al termine di una gara europea, alla ditta “La Cascina Global Service”.

Nell’ultimo anno sono stati complessivamente 245.000 gli interventi di pulizia sui treni regionali, fra cui interventi veloci almeno due volte al giorno, di mantenimento quotidiani, di base settimanali e di fondo semestrali. 320 gli addetti impegnati nei 24 impianti dislocati sul territorio regionale, per un totale di 400.000 ore di lavoro. Oltre 700 le ispezioni svolte mensilmente dal personale Trenitalia, dirigenti e quadri aziendali compresi. A questi controlli si aggiungono quelli svolti dalla Regione Toscana attraverso proprio personale incaricato.

Per incrementare la pulizia a bordo sono state introdotte in via sperimentale alcune innovazioni di processo.

Non solo pulizia, ma anche riqualificazione e restyling delle carrozze. Fra gli interventi: il rivestimento con nuove fodere in ecopelle, il costante rinnovo delle pellicole protettive delle vetture e un progetto di restyling delle vetture media distanza, avviato lo scorso autunno, grazie al quale già nove convogli composti ciascuno da 6 vetture rinnovate, sono già entrati in servizio.

L’INCIDENZA DEGLI ATTI VANDALICI

Obiettivo del racconto video fotografico è evidenziare l’incidenza economica e sociale degli atti vandalici (rottura vetri e plafoniere, tagli e scritte ai sedili,
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scarico di estintori, ecc.) e di inciviltà (scarpe sui sedili, rifiuti abbandonati in treno, ecc.) che comportano grossi sprechi di tempo e di denaro, “rubati” alle attività migliorative del servizio.

La Direzione Regionale di Trenitalia Toscana nell’ultimo anno ha sostenuto una spesa di oltre 250.000 Euro per riparare i danni esterni e interni alle carrozze e ai locomotori. Una spesa a cui va aggiunto il danno di immagine e il tempo di indisponibilità delle vetture sottoposte alle operazioni di recupero (lavaggi, pulizia a fondo, riverniciatura).

Nello stesso periodo sono stati rimossi ben 30.000 mq di graffiti, l’equivalente di 7 campi di calcio. L’investimento per il ripristino dei treni vandalizzati poteva essere utilizzato per ristrutturare integralmente altre carrozze. Non solo, l’abbattimento del fenomeno avrebbe fatto “guadagnare” ore di lavoro a favore del miglioramento della qualità e per interventi più capillari, restituendo così un servizio migliore alla la clientela. Inoltre, si sarebbero potuti evitare l’utilizzo di 14.000 kg di prodotti chimici, con le relative emissioni di CO2, la produzione di rifiuti speciali, il consumo di oltre 700.000 litri di acqua e 650 litri di carburante per il lavaggio dei graffiti.

LE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE INTRODOTTE IN TOSCANA

Igiene, decoro e attenzione all’ambiente sono i gli obiettivi che maggiormente hanno influenzato le scelte più recenti di Trenitalia e della ditta appaltatrice in termini di pulizia.

Nuovissimi sistemi di igienizzazione con strumentazione ad elevata temperatura per la generazione di vapore offrono la garanzia di abbattimento della carica batterica, soprattutto nelle toilette.

Prodotti innovativi per la rimozione dei residui su tutte le superfici, unitamente all’utilizzo di spugne e panni in microfibra dedicati (un colore diverso per ogni tipo di intervento di pulizia), utilizzo di panni in puro cotone per l’asciugatura dopo il lavaggio.

Nuovi strumenti nei kit per la pulizia veloce, come il sistema del panno usa e getta per raccogliere polvere dal pavimento evitando di alzarne altra che può ricadere sui sedili, come accadeva con la “vecchia scopa”.

Un modernissimo sistema di lucidatura (a lunga durata) dei pavimenti, sempre realizzato con prodotti che offrono le maggiori garanzie di attenzione all’ambiente e alla persona.

Rispettano la natura i materiali di consumo utilizzati a base di carta, come le salviette e la carta igienica che con cui vengono rifornite le toilette.

Anche il lavaggio esterno dei treni avviene utilizzando una speciale apparecchiatura in grado di ottimizzare le risorse idriche e chimiche, mentre è in fase di valutazione l’utilizzo di prodotti auto asciuganti, in grado di far scivolare l’acqua dalla carrozzeria favorendo così l’asciugatura.
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comprare ugg online Il paradosso di AdBlock

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AdBlock è una nota estensione per browser che ha lo scopo di bloccare la visualizzazione delle pubblicità presenti sui siti web. Assieme alla Adblock Plus, è una delle estensioni più scaricate e utilizzate in assoluto, con 20 milioni di utenti (in un altro punto del sito dello sviluppatore si parla addirittura di 80 milioni e il primo posto nella classifica delle estensioni più scaricate per Chrome e Safari.

La simpatica novità è che da qualche giorno AdBlock sta cercando fondi, con i quali finanziare una campagna pubblicitaria.

Al raggiungimento di 25.000 dollari (mentre scrivo questo post il contatore segna oltre 42.000, e mancano ancora 26 giorni al termine della raccolta fondi), partirà la campagna sul web, con banner dentro siti e video. Con 50.000 è in programma l di un cartellone in Times Square. Con 150.000 una intera pagina del New York Times. E con 4,2 milioni di dollari uno spot TV durante il Super Bowl del prossimo anno.

Il tutto per una causa convincere quelle 7 persone su 10 che ancora guardano gli annunci pubblicitari presenti online che è possibile vivere in un mondo senza banner, ovviamente grazie all di AdBlock.

Cosa ne penso

Disclaimer: sono da sempre contro le forme di pubblicità invasive/interruttive, ma comunque vivo (principalmente) grazie alla vendita di spazi pubblicitari. Non tanto su questo blog, ma piuttosto su un network di siti web per i quali presto consulenza da alcuni anni.

A parte alcune rarissime eccezioni il web editoriale, in Italia e all vive oggi solo ed esclusivamente grazie alla pubblicità, ovvero ai banner sparsi all di post e articoli.

Ogni tanto si sentono rumor sul passaggio a pagamento dei principali quotidiani online (che di conseguenza, probabilmente, saranno costretti ad eliminare o quasi la pubblicità), ma tali rumor si sono risolti fino ad ora con un nulla di fatto.

E, in parallelo, emergono anche idee alternative alla pubblicità per monetizzare i contenuti (vedi Newspass, One Pass e Wallet di Google, giusto per citare quelle di un colosso molto noto online), ma anche questi progetti sono falliti o rimasti solo sulla carta.

Il punto è che nessun editore può permettersi oggi di fare un salto nel buio, di passare da un modello gratuito (finanziato da banner pubblicitari) ad un modello a pagamento (finanziato dai lettori).

Dopo aver regalato per anni l dopo aver abituato i lettori a cibarsi gratuitamente di contenuti, ecco che l si trova in una situazione drammatica: è costretto da un lato ad ottenere pageview in tutti i modi (perché quello è il metro di valutazione e remunerazione del web odierno), e dall si ritrova con un esercito di lettori che schivano (e schifano) in tutti i modi i banner: non li vedono, non li cliccano, e spesso usano anche sistemi per farli sparire del tutto dalla finestra del browser (come,
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per l AdBlock).

Ora, capisco che moltissimi contenuti pubblicati sul web siano penosi, che non valgano neppure i bit sprecati per scaricarli, che il 90% dei siti web potrebbe sparire dall al domani e nessuno se ne darebbe pena.

Ma la verità è che non ci sono (o quasi) lettori disposti a pagare per quei 4 siti decenti rimasti. La maggior parte degli utenti di AdBlock (che ho incrociato) si bulla di usare l persino in faccia all che legge quotidianamente, adducendo scuse del tipo uso perché ho la connessione lenta o tuoi banner mi bloccano il PC Possiamo però scommettere che quel genere di utente scroccone non sarebbe disposto a spendere nemmeno un centesimo per fruire dei contenuti di quel sito web. Piuttosto spenderebbe una giornata per scovare trucchetti e metodi alternativi per estrarre il contenuto dalla pagina, ma di pagare l di qualche caffé per l mensile a delle informazioni di qualità, non se ne parla nemmeno.

Piuttosto se ne andrebbe sbattendo la porta, urlando i contenuti del tuo sito mi han sempre fatto schifo (peccato che fino ad un minuto prima ne fruiva quotidianamente), e si fionderebbe su qualche altro clone per cibarsi di simili informazioni.

Ricordo che lo scorso anno esplose il Do Not Track (=si diceva che la versione 10 di Internet Explorer dovesse essere settata di default per navigare in modo anonimo), mentre a Febbraio Firefox disse di voler fare più o meno la stessa cosa sulla versione 22 del suo browser (=blocco di default dei cookie di terze parti).

Ora il team di AdBlock se ne esce con questo motto: can literally reshape the Internet. Let cut out advertising and make it a better place for everyone. OK, volete rimodellare Internet e renderla un luogo migliore, privandola di ogni forma di pubblicità. Peccato che senza pubblicità l che utilizzate, e utilizziamo, non camperebbe un solo giorno.

Carissimi sviluppatori nudi e puri, che sognate una Rete senza banner, provate a pensare che:

Facebook vive grazie alla pubblicità. Non si paga l al sito proprio grazie al fatto che è sostenuto dalla pubblicità. Non vi piace Facebook? Davvero non siete fra il miliardo e più di utenti iscritti al social network blu?

Beh, anche Google vive praticamente solo di pubblicità. Con quella ci paga quasi 50.000 dipendenti e decine di migliaia di server.

Negli ultimi mesi sto seguendo delle campagne di sponsorizzazione tramite banner per alcuni miei clienti. Fatta questa premessa, mi ritrovo di fronte a delle proposte commerciali che definisco per l diversità di impegno economico.

Esempio: trovo un sito on topic su cui mi piacerebbe piazzare un banner, contatto il webmaster per chiedergli prezzi e statistiche, ed arriviamo ad un accordo per supponiamo 50 al mese su un sito che totalizza 20K impressions al mese, per un banner 300 in spalla dx run of site. OK soddisfa le mie esigenze.

Poi, 5 minuti dopo, contatto una concessionaria pubblicitaria che gestisce un portfolio di siti, e per le stesse tipologie di target ovvero sito on topic, con 20K di impressions al mese, per un banner run of site in spalla dx,
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mi chiedono 1500 al mese (minimo 3 mesi).

comprare ugg online viaggio nel più grande campo di concentramento nazista

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Se siete ad Oswiecim, a circa 60 km di Cracovia, non potete non visitare, almeno una volta nella vita Auschwitz Birkenau. Parliamo del più grande campo di concentramento, lavoro forzato e sterminio costruito dai Nazisti per la soluzione finale della questione ebraica. Fondato il 20 maggio del 1940, iniziò la sua spietata attività di morte il 14 giugno 1940 e al suo interno vennero imprigionate circa 20.000 persone, bimbi compresi. Ricavato da vecchie caserme dell’esercito polacco, era scandito da ritmi lavorativi spiegati. I nuovi arrivati venivano sottoposti a un periodo di isolamento in uno o più blocchi, baracche o tende, contenenti centinaia di persone, dormendo gli uni accanto agli altri su pagliericci che, al mattino, dopo la sveglia, andavano raccolti e sistemati in un angolo della camerata. Solo a fine febbraio 1941 furono forniti i primi letti di legno a tre piani. I locali sanitari comuni erano situati al pian terreno anche se inizialmente migliaia di prigionieri utilizzavano solo due pozzi che fornivano acqua per lavarsi, soddisfacendo i bisogni fisiologichi nelle latine all’aperto.

All’atto di registrazione, i deportati ricevevano speciali abiti di traliccio a strisce, azzurro/grigio in modo da ostacolare qualunque tentativo di fuga. Gli uomini, in particolare, venivano sdotati di camicia, mutandoni, blusa e pantaloni oltre ad un cappotto durante l’inverno, indossando zoccoli in legno tipo olandese o scarpe con suola in legno. Inutile ribadire quanto quegli indumenti fossero laceri,
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sporchi, pieni di pidocchi, maledoranti, impregnati di urina ed escrementi. I detenuti ricevevano tre pasti al giorno (mattina, pomeriggio e sera), quasi sempre una misera zuppa di patate o rape e, a sera, del pane con aggiunta di 25 grammi di salsiccia o margarina o un cucchiaio di marmellata o formaggio ammuffiti o stantii. La sveglia era alle 4 ogni mattino, ora in cui i detenuti venivano spesso percossi . Dopo l’appello, si formavano le squadre lavoro e la giornata di lavoro durava 11 ore, con mezzora di pausa per il pranzo.

Articolato era il sistema punitivo. Tra le pene: divieto di spedire e ricevere lettere, addestramenti forzati, lavoro durante il tempo libero, privazione del pranzo nei giorni di lavoro, fustigazione anche pubblica, sino alla punizione del palo in cui il prigioniero veniva legato con le mani dietro le spalle al palo). !Il visitatore osserva le vestigia di questo campo e medita : da qualunque Paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli le ceneri di Oswiecim valgono di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell’odio, di cui ha visto qui le tracce, non dia un nuovo seme, né domani né mai” queste le parole di Primo Levi rivolte a chi decide di recarsi in un campo di sterminio nazista.
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