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Sono andato a Bristol nell occidentale, di recente, e sono rimasto colpito dal gran numero di hipster/hippy borderline che, invece di aspirare sigarette elettroniche, utilizzavano i nuovi vaporizzatori miniaturizzati per tabacco. La pipa è di ritorno: ne ho preso atto con sorpresa. Se è possibile reinventare la pipa per le nuove generazioni, che successo ci si potrebbe mai attendere da chi reinventasse il suo tradizionale e immancabile compagno, la pantofola, e la vendesse a 69 sterline al paio, versione elegante di quella che da Marks and Spencer si potrebbe acquistare per 7,50 sterline?

Un discreto utile, secondo un imprenditore londinese di 35 anni, Ankur Shah. Le Mahabis, le sue pantofole per hipster, si vendono al ritmo di 500 paia al giorno. Nel primo anno di attività l’azienda di Shah ha avuto un giro d’affari di 1,5 milioni di sterline, nel secondo di 10 milioni di sterline e si avvia quest’anno, il terzo, a toccare i 18 milioni di sterline. Shah aggiunge che l’azienda è stata redditizia fin dall’inizio. Mahabis: il nome vi dice qualcosa? Vi sembra familiare? così perché la campagna online mirata a popolarizzare le babbucce da casa è stata incalzante e incessante. Da mesi ormai sugli schermi dei miei dispositivi elettronici compaiono le pubblicità di questo ibrido tra sneaker, pantofola e pianella.

Ankur Shah non ha proprio nulla del magnate della pantofola: figlio di una coppia di medici del Lancashire, nell’Inghilterra settentrionale, ha studiato giurisprudenza, ha lavorato per il Dalai Lama a Dharamsala in India, è stato un avvocato penalista, ha creato un’agenzia pubblicitaria per social media e l’ha venduta a Experian.

La storia delle Mahabis fino a questo momento è interessante ed esemplificativa della velocità con la quale la tecnologia consente di dar vita a un’azienda. Tre anni fa l’idea di creare babbucce non aveva sfiorato Shah neanche lontanamente, benché ne indossasse tutti i giorni un paio, essendo costretto in casa per un grave problema alla schiena. Era pieno di capitali grazie ai proventi della vendita a Experian, ma non aveva granché di cui occuparsi. Shah sostiene che oggi indossano le sue babbucce almeno duecentomila persone in oltre 40 paesi, e pensa che questo possa essere considerato l’inizio di un fenomeno assai simile a quello di Ugg, che ha reso popolari gli stivaletti in pelle di pecora, o Havaianas, l’azienda brasiliana che produce infradito di gomma, o forse addirittura Nike.

Mi racconta che tutto ha avuto inizio per la sua ossessione per i dati: Ho iniziato a dare un’occhiata in giro per divertimento, per capire che cosa cercasse e comprasse online la gente. E ho studiato le infradito. Poi ho provato a digitare e i risultati della ricerca sono stati superiori del 60 per cento. Il volume d complessivo era di ben quattro miliardi di sterline, e ciò nonostante non mi è venuto in mente neppure un marchio che produce pantofole. Shah ha quindi pensato dove potesse procurarsi pantofole da vendere online, trovando però soltanto prodotti grossolani, lanuginosi, di tessuto scozzese che nessuno si sognerebbe di indossare. E infine si è chiesto se non avrebbe potuto creare egli stesso un marchio iconico ed elegante. A quel punto era solo questione di poco prima che trovasse il design giusto, stampasse prototipi di modelli tridimensionali a iosa, prendesse aerei avanti e indietro per Cracovia, in Polonia, paese tra i principali produttori di pantofole, e alla fine aprisse stabilimenti di produzione in Portogallo e in Italia. Il lancio delle Mahabis è avvenuto nel 2014 e Shah ha capito di avere fatto centro e che centro! quando il primo giorno online il suo sito web ha ricevuto diecimila ordini.

Immagino che a nessuno verrebbe mai in mente di fare affari con le pantofole, ma a ben pensarci per la generazione di freelancer, che lavora da casa, sono un articolo molto importante perché sono indossate tutto il giorno, sette giorni alla settimana ha detto, anche se ammette di non avere una spiegazione valida sufficiente per un successo di tale portata. Certo, le sue babbucce sono estremamente comode, ma a monte delle Mahabis in sostanza c’è un marketing online fenomenale. Shah ha detto che l’azienda spende milioni l’anno con Facebook e altri network vetrina che garantiscono che le immagini del prodotto compaiano dal nulla a margine della schermata anche su altri siti web. Con le Mahabis, che nel frattempo sono spedite a getto continuo dai magazzini di Swindon nell’Inghilterra occidentale, il team di dodici persone che a Shoreditch dirige l’azienda non ha certo tempo di starsene in pantofole e tutti si concentrano su altri aspetti fondamentali del marketing, analizzando chi compra, quando, dove e così via.

Si tratta di duro lavoro ma, contrariamente a ciò che se ne potrebbe dedurre, lo staff dei dirigenti lavora quattro giorni alla settimana e Shah sta vagliando la possibilità di avere giornate lavorative di sole quattro ore. Affrancati in buona parte dall’obbligo di lavorare in ufficio in modo tradizionale, i suoi collaboratori sono più produttivi e perfino più creativi. Non resta quindi che prepararsi: in arrivo c’è un’intera linea di accessori per una vita comoda tutti i giorni. Non aspettatevi una pipa Mahabis, però. 2016

(Traduzione di Anna Bissanti)

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Nonostante i grandi progressi in campo di cultura avvenuti nel 1600 per l’ audacia e l’ intelligenza individuale di pochi pensatori , la pi diffusa immagine del mondo restava nel 1700 , al termine di quei cento anni rivoluzionari e innovatori , assai vicina a quella di tre o quattro secoli prima . Nell’ ambito della scienza il modello galileiano e quello copernicano , con il Sole fermo al centro , erano ancora lontani dall’ essere universalmente riconosciuti e ci non solo nei paesi cattolici , ma pure in quelli protestanti , che pure avevano avuto una maggiore alfabetizzazione dovuta soprattutto alla teoria luterana del libero esame : la Bibbia continuava ad essere per la grande maggioranza degli uomini una fonte indiscutibile o almeno assai attendibile di verit . Solo un’ ostilit irriducibile nei confronti della religione poteva portare ad accentuare il contrasto tra scienza e Bibbia , ma di fatto personalit quali Galileo e Newton non misero mai in dubbio la perfetta compatibilit fra il proprio operato fisico e la fede cristiana . Le dimensioni fisiche dell’ universo , quindi , continuavano a rimanere tanto per gli scienziati ( che volevano rimanere fedeli alla Bibbia ) quanto per la gente comune piuttosto ristrette e in molti erano ancora convinti che il mondo fosse stato creato da Dio 4004 anni prima della nascita di Cristo . Certo Aristotele aveva perso buona parte della sua autorit e cominciava ad essere messo in discussione , ma l’ ampliamento della conoscenza delle civilt asiatiche stava producendo un nuovo effetto imprevisto . Il generale allargamento della prospettiva storica port allora a un atteggiamento pi critico nei confronti dei testi sacri e classici e non manc chi arriv a trattare la Bibbia come un qualsiasi testo e non come l’ infallibile parola di Dio , rivelando tra l’ altro le incongruenze di tali testi . e la geologia , che si stava all’ epoca affermando , nell’ esaminare i fossili e i procedimenti di erosione port alla conclusione che i 6000 anni concessi dalla Bibbia non bastavano per spiegare fenomeni cos antichi . Nel 1700 la ricerca scientifica ottiene buoni risultati ; ma questo in fondo era gi accaduto nel 1600 : ci che accade nel 1700 e non nel 1600 che le novit scientifiche diventano rapidamente patrimonio comune di un maggior numero di uomini , essenzialmente per due fattori : la diffusione dell’ alfabetismo e la nascita di strumenti capaci di trasmettere con facilit le nuove conoscenze . Va senz’ altro notato come in questo periodo si moltiplichino i giornali quotidiani , approfittando anche dell’ attenuazione dei controlli censori sulla stampa : da questo punto di vista , l’ Inghilterra senz’ altro il paese pi ” libero ” , anche perch qui la censura era stata addirittura abolita ( 1695 ) . Questa apprezzabile alfabetizzazione non fa altro che conferire all’ illuminismo e ai suoi pensatori un carattere tipicamente divulgativo : ci si vuole rivolgere al maggior numero possibile di persone e quindi non si deve scrivere in modo complesso : ecco allora che il latino perde terreno e al trattato filosofico si preferisce il romanzo filosofico , comprensibile anche per un pubblico di media cultura . Se l’ Inghilterra si libera della censura , la Francia invece riesce a scrollarsi di dosso il clima cattolico intollerante e bellicoso che aveva caratterizzato il periodo in cui aveva governato Luigi XIV . Con questa liberazione Parigi torna a diventare la capitale intellettuale del paese ; nella prima fase del 1700 Parigi era gi il pi grande centro di produzione di idee e il francese si era affermato come lingua internazionale . E proprio a Parigi e in generale in Francia si avvia un rapido sviluppo di una produzione letteraria dotata di una forte carica di critica intellettuale nei confronti delle istituzioni politiche e , soprattutto , religiose . Spontaneamente questo ” esercito ” di saggisti e scrittori si diede un’ identit collettiva , una vera coscienza di partito di opposizione , seppur privo di influenza politica . Essi si chiamarono e si fecero chiamare ” filosofi ” e si attribuirono il compito di sgretolare con i ” lumi della ragione ” tutto ci che la pesante e morta eredit dei secoli passati aveva trasmesso a un’ epoca che doveva essere una dinamica transizione verso un futuro di progresso e rinnovamento . In Francia si parla di filosofia dei lumi , altrove , in modo pi generale , di illuminismo . Ma in fin dei conti che cosa l’ illuminismo ? Il filosofo tedesco Kant risponde a questa domanda con un breve testo intitolato : ” Risposta alla domanda : che cosa l’ illuminismo ? ” ; egli d una definizione che , pi che alle manifestazioni storiche del movimento , bada alla trasformazione dell’ atteggiamento intellettuale e culturale che esso comporta in ciascun individuo . L’ illuminismo uscire dallo stato di minorit intellettuale , divenire maggiorenni sul piano razionale e imparare a pensare con la propria testa , staccandosi nettamente dalla superstizione . Kant definisce cos l’ illuminismo : ” L’ illuminismo l’ uscita dell’ uomo dallo stato di minorit che egli deve imputare a se stesso [ . ] abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza ! E’ questo il motto dell’ illuminismo ” . Rousseau , pensatore francese , dir : ” grande e bello spettacolo veder l’ uomo uscir quasi dal nulla per mezzo dei suoi propri sforzi ; disperdere , con i lumi della ragione , le tenebre in cui la natura l’ aveva avviluppato ; innalzarsi al di sopra di se stesso ; lanciarsi con lo spirito fino alle regioni celesti : percorrere a passi di gigante , al pari del sole , la vasta distesa dell’ universo ; e , ci che ancor pi grande e difficile , rientrare in se stesso per studiarvi l’ uomo e conoscerne la natura , i doveri e il fine ” . E’ innegabile il rapporto di parentela tra l’ et del razionalismo (1600) , ossia l’ et dell’ indiscussa onnipotenza della ragione umana , e l’ illuminismo : evidente come vi siano analogie con l’ illuminismo , che prende il nome proprio dai lumi della ragione . Tuttavia tra razionalismo e illuminismo possono essere ravvisate anche differenze : il 1600 l’ epoca in cui si riscopre , dopo un lungo periodo di svalutazione durato tutto il medioevo , la ragione umana e come ogni scoperta appena fatta vi la tendenza ad entusiasmarsi troppo e a non vederne i limiti : ecco allora che nel 1600 i filosofi ripongono tutta la loro fiducia nella ragione in modo acritico , senza domandarsi se essa abbia dei limiti o meno . Nel 1700 , invece , dopo cento anni che questa riscoperta stata introdotta , ci si comincia a chiedere se la ragione abbia dei limiti o meno : certo l’ illuminismo figlio del razionalismo in quanto si predilige la ragione ad ogni altro strumento di indagine , ma l’ approccio con la ragione stessa risulta diverso , pi ponderato e critico . Ma a questo punto sembra che con l’ illuminismo si ritorni al medioevo perch in fondo gi San Tommaso , che nutriva grande fiducia nella ragione , si era chiesto fin dove potesse arrivare . La vera differenza tra illuminismo e medioevo che mentre per il medioevo la ragione limitata da Dio stesso , per l’ illuminismo i limiti della ragione sono imposti dalla ragione stessa : questo lo posso conoscere , quest’ altro no . Locke , filosofo preilluminista , definisce la ragione come una candela che ci illumina il cammino ; s l’ unica luce che possa illuminarci il cammino , ma rimane comunque una luce fioca , che non pu tutto . E’ anche interessante la metafora di cui si avvale il pi grande filosofo illuminista , Kant , nella Critica alla ragion pura : egli dice di aver istituito il tribunale della ragione : la ragione contemporaneamente sia giudice sia imputato : si vedono i limiti e si d un giudizio , ma a dare il giudizio proprio colei che accusata , la ragione . Ecco allora che per gli uomini del 1700 la ragione non pi un qualcosa di illimitato come era per gli uomini del 1600 , ma tuttavia l’ unico mezzo a nostra disposizione per conoscere la realt . Tutti gli illuministi hanno grande fiducia nella ragione umana e nel futuro e grande svalutazione del passato , visto come somma di errori scientifici , ingiustizie sociali e superstizioni religiose ; soprattutto contro il Medioevo che si scagliano i pensatori settecenteschi , che nutrono grandi speranze nel futuro , che ai loro occhi sar migliore perch retto non dalla tradizione e dalla religione , bens dai lumi della ragione , una ragione uguale dappertutto : non si deve fare questo perch lo dice la Chiesa o la tradizione , ma perch la ragione dice che giusto . Ecco allora che l’ illuminismo ha come sfondo l’ utilitarismo , ossia il far felici con la ragione il maggior numero possibile di uomini ; e il futuro consiste nel progresso : gli illuministi , di fronte all’ antico quesito se il bene consiste nel futuro o nel passato non esitano a scegliere il futuro . E quest’ idea in buona parte l’ hanno derivata dal Cristianesimo ( l’ acerrimo nemico degli illuministi ) che , a differenza delle concezioni classiche del tempo in chiave circolare , colloca l’ uomo su una linea retta strutturando la storia in punti che volgono al progresso : da Adamo fino alla redenzione . All’ atteggiamento illuministico dunque connesso un sostanziale ottimismo , una fondamentale fiducia nel futuro e nel carattere progressivo della storia umana . La ragione a cui l’ illuminismo affida il compito di rischiarare l’ umanit non per la ragione assoluta di Cartesio , dalla quale scaturiscono deduttivamente i sistemi metafisici della realt , ma piuttosto una ragione scientifico strumentale che , per il suo condizionamento empirico , assai vicina a quella di Locke e di Newton ( e , pi alla lontana , di Galileo . Pur avendo un’ identit collettiva , questo fronte di scrittori costituenti il partito dei filosofi , non avevano un’ identit di vedute su tutti i problemi : su parecchi problemi scientifici la pensavano in modo divergente tra loro , ma soprattutto interessante notare la differenza nelle opzioni politiche e religiose : tra i filosofi ci furono sia atei dichiarati sia sostenitori dell’ esistenza di Dio , con le pi diverse sfumature gli uni dagli altri ;
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c’ era chi vedeva nella natura la realizzazione di un progetto divino e chi invece pensava che la natura fosse autosufficiente . Ma almeno su un punto tutti i filosofi illuministi erano d’ accordo : il radicale rifiuto della Chiesa cattolica (“schiacciate l’ infame” era uno dei motti), con la sua intolleranza universale , i suoi dogmi inaccettabili per la ragione , il suo appoggio ai regimi tirannici , il suo ruolo di divulgazione dell’ ignoranza e la sua superstizione pi profonda . L’ anticlericalismo dei filosofi talvolta era davvero infuocato ; non mancarono coloro che videro nella religione un grande inganno intessuto dai preti di tutte le epoche per tenere i popoli nell’ ignoranza e nell’ impotenza . Tuttavia vi furono anche illuministi ” simpatizzanti ” nei confronti della religione , nella quale vedevano un fenomeno naturale con un nucleo razionale ( l’ esistenza di un Dio buono e ordinatore del mondo ) . Senz’ altro l’ atteggiamento religioso pi diffuso presso le compagini dei filosofi illuministi fu il deismo , ossia il credere nell’ esistenza di Dio solo sulla base di argomentazioni razionali , rifiutando ogni forma di rivelazione , un p come aveva fatto Aristotele a suo tempo vedendo la divinit come ” primo motore ” , come ” causa incausata ” . Non si tratta , certo , di ateismo , tuttavia evidente come sia assurdo pregare una divinit come quella in cui credevano i deisti , una divinit che di umano non ha nulla e che pu essere colta non con la fede , bens con la ragione : non un Dio a immagine e somiglianza dell’ uomo ( come invece vuole il ” teismo ” ) , bens una sorta di principio metafisico garante dell’ ordine nel mondo . In qualche modo il pensiero anti cristiano degli illuministi contribuir ad una vera e propria scristianizzazione tipica del 1700 ; tuttavia sarebbe errato pensare che solo gli illuministi abbiano portato a questa laicizzazione della societ : merita allora di essere ricordata la massoneria , ossia l’ associazione segreta che si suppone essersi sviluppata dalla corporazione medioevale dei muratori ; essa , nata in Scozia ed Inghilterra , divenne una vera e propria societ e con diramazioni dislocate in tutta l’ Europa . Come gli illuministi , anche la massoneria propugnava il deismo , per in modo pi ” terra a terra ” , pi comprensibile a tutti : se il popolo si scristianizz non fu certo perch leggeva le opere dei filosofi illuministi , ma per via della massoneria e del suo ruolo intermedio di societ n nobile n popolare . Tuttavia nell’ illuminismo troviamo anche vere e proprie posizioni atee : viene ripresa la definizione di Cartesio dell’ uomo come animale macchina dotato di anima ; ma ad essa si preferisce quella di animale macchina senza anima ; un ateismo radicale . Ma illuminismo non significa solo anti cristianesimo ; nel 1700 presso i filosofi nasce il gusto della scoperta per il nuovo , magari con soluzioni spericolate , il che spiega bene la grande passione di questi pensatori per le forme enciclopediche e per i romanzi filosofici , tipici del 1700 ; nasce anche l’ interesse per civilt diverse rispetto a quella europea : cos come la Terra non pi al centro dell’ universo , comincia ad affacciarsi l’ idea che l’ Europa non sia pi il centro della Terra . E’ interessante citare a proposito le ” Lettere persiane ” di Montesquieu nelle quali si immagina un gruppo di persiani in visita a Parigi che descrivono tramite lettere ai loro corrispondenti iraniani vita e costumi di una societ cattolica e assolutistica , con sguardo distaccato , nella loro nuda oggettivit : l’ ovvio e il quotidiano diventano l’ assurdo e il grottesco e il lettore viene abituato all’ ottica del relativismo culturale : la Francia e l’ Europa non sono pi il centro , ma solo un angolo del mondo ; ci che a noi europei pare banale e ovvio perch ci siamo abituati , agli Iraniani sembrer ridicolo e bislacco . Una simile operazione , naturalmente , la si potr compiere con un cinese o con un pellerossa . Si pu anche addurre come esempio dell’ interessamento degli illuministi per le civilt straniere il mito del buon selvaggio , sostenuto da Rousseau , che , a differenza degli altri illuministi , tende a vedere nel progresso qualcosa di fortemente negativo , destinato ad aumentare sempre pi la dusuguaglianza tra gli uomini ; ecco allora che egli sintetizza questo concetto nell’ idea del buon selvaggio , non corrotto dalle tradizioni e che con la sua ragione pu arrivare ad una concezione di Dio pi pura e veritiera di quella di un teologo cattolico . Rousseau riscopre quindi una nozione moderna di primitivo , capace di illuminare il passato e la storia della civilizzazione umana . Se vero che presso gli illuministi affiora l’ interesse per le culture diverse , tuttavia dobbiamo specificare che l’ Europa finisce comunque per rimanere al centro : in altre parole , l’ esame che Montesquieu e Rousseau fanno di civilt lontane ed estranee all’ Europa non volto effettivamente a conoscere meglio le medesime , ma a vedere l’ Europa e gli Europei da un altro punto di vista . Ma il manifesto del partito illuminista senz’ altro l’ Enciclopedia , un’ opera mastodontica prevista in 17 grandi volumi che illustra attraverso i suoi articoli disposti alfabeticamente i progressi della scienza e della tecnica e che discute con la libert consentita dal sistema di censura francese i grandi problemi teologici , filosofici e politici . La direzione del progetto era stata affidata a uno dei pi vivaci e originali pensatori illuministi , Denis Diderot , e al matematico famoso un p ovunque d’ Alembert : l’ intero partito dei filosofi era stato chiamato a raccolta per dar vita a quest’ opera di ampio respiro , baluardo della filosofia illuministica . L’ opera pot superare tutte le opposizioni ( forti erano soprattutto quelle dei gesuiti ) e godette perfino dell’ appoggio di molti aristocratici . Le vicende dell’ Enciclopedia sono esemplari : dimostrano come la cultura illuminista non tema rivali e come coi lumi della ragione tutto pu essere vinto . Tuttavia dobbiamo dire che la forma enciclopedica , di misure mastodontiche , non era la sola forma di stesura : c’ erano , come accennavamo , i romanzi filosofici e in pi anche il pamphlet , breve e non tecnico , alla portata di tutti . Molti studiosi hanno pensato che l’ illuminismo fosse una cultura tipicamente borghese , cosciente della propria opposizione globale alla societ del tempo . Per non del tutto corretto : infatti i borghesi non leggevano i testi illuministi in quanto totalmente assorbiti da attivit pi proficue ; essi circolavano soprattutto nei salotti aristocratici e non quindi scorretto affermare che l’ illuminismo fin per diventare una manifestazione dello scetticismo dell’ aristocrazia e della sua perdita dei valori tradizionali . Detto questo , bisogna ora affrontare le posizioni degli illuministi in ambito politico : gli illuministi erano tutti grandissimi ammiratori del sistema liberale inglese ed erano tutti d’ accordo su alcuni punti essenziali : la completa libert di religione , la fine del potere culturale della Chiesa cattolica , la libert di stampa ( come gi avveniva in Inghilterra ) , l’ abolizione dei privilegi fiscali , il netto ridimensionamento dell’ assolutismo regio . Ma anche in campo politico , come in campo religioso , non ci fu mai una totale identit di idee tra gli illuministi . Nel 1734 , nelle ” Lettere filosofiche ” Voltaire prende in esame il sistema parlamentare inglese ; nel 1748 Montesquieu argomenta in favore di tale sistema nella sua opera pi importante , ” Lo spirito delle leggi ” : a suo avviso il sistema delle leggi di ciascun paese ha uno spirito , una logica occulta e quindi esse non sono il risultato del caso ; il che deve rendere consapevole chi cerca di attuare dei progetti di riforma che non tutte le evoluzioni sono facili o possibili . Un riformatore che non tiene in considerazione la struttura sociale di un paese , delle sue tradizioni , della densit umana , dell’ estensione geografica e dei determinismi ambientali destinato a fallire . Le leggi non sono soltanto il prodotto della volont del legislatore , ma ” intese nel loro significato pi ampio , sono i rapporti necessari che derivano dalla natura delle cose ” , dice Montesquieu . Egli ravvisa tre modelli fondamentali : 1 ) repubblicano : , fondato sulla virt e sulla libert ( repubblica romana e cantoni svizzeri ) ; 2 ) tirannico : ispirato dalla paura dei sudditi ( in ultima istanza schiavi ) nei confronti del sovrano tiranno : il sovrano padrone assoluto del popolo ( civilt orientali , Russia ) ; 3 ) governi temperati ( o moderati ) : c’ un monarca e il rapporto monarca sudditi temperato da corpi intermedi : il suddito non mai completamente solo di fronte al sovrano . Montesquieu convinto che queste tre forme siano dettate dalle condizioni climatiche : la tirannide tipica delle grandi pianure ( Russia ) dove la societ , quasi come il terreno , si appiattisce : il cittadino solo di fronte al sovrano , che su di lui pu tutto . Le migliori sembrano le piccole repubbliche , ma esse vanno bene solo su territori ridotti ; quindi i pi adatti per l’ Europa sono i regimi temperati , le monarchie costituzionali : se la Francia non degenera in tirannide , secondo Montesquieu solo perch il regime temperato da organi intermedi quali l’ aristocrazia e il parlamento . Montesquieu guarda con simpatia al sistema inglese , ma sa di non poterlo trasferire in Francia in maniera pura e semplice . Dell’ Inghilterra bisogna secondo lui imitare soprattutto un elemento , la pratica di dividere il potere tra istituzioni diverse , la migliore procedura per evitare la tirannide : la magistratura dovr essere totalmente dipendente dal potere del governo , il parlamento dovr emanare leggi generali ,
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il re e il suo governo dovranno eseguire le leggi e svolgere