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Lodi, 12 gennaio 2011 Viene da Lodi la bella Bianca Balti, 26 anni, top model di fama mondiale. Nata il 19 marzo del 1984, la lodigiana ha iniziato la sua carriera nel 2005, conquistando un contratto per la campagna pubblicitaria internazionale di Dolce Oggi una delle supermodelle italiane pi pagate. Il 19 gennaio verr premiata con il Fanfullino d torna spesso a Lodi?

spesso mia figlia Matilde da mia madre: in mia assenza la cura lei. Della mia citt mi manca la semplicit delle cose,
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le corte distanze, la bellezza del centro storico, la primavera e la natura che rinasce, ma anche la nebbia d ed essere piccola per stare al sicuro a casa dei miei chi sente pi la mancanza quando in giro per il mondo?

miei migliori amici sono entrambi di Lodi. Uno il mio compagno di liceo Angelo Ghidoni, con cui ho condiviso la mia prima casa a Milano. L il mio inseparabile compagno di marachelle Stefano Giulini. C quel feeling di chi si conosce da sempre. Un affetto incondizionato capi di abbigliamento preferisce indossare?

i miei stivali Ugg di montone un abito in particolare che le ricorda un frangente importante della sua vita?

maglietta blu, senza maniche,
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con due pappagalli colorati. Mi ricorda una bellissima giornata passata dai miei zii a Castellicaleppio (Bergamo). Cantavo al microfono nel loro giardino. Ero una bambina abbastanza esibizionista, per cui mi sentivo come una rockstar modella, moglie e mamma possibile?

che un po mi manca sono i divertimenti dei ragazzi della mia et Quello che faccio non necessariamente divertente. Quando non lavoro sono la classica mammina, senza baby sitter, che mette a posto la casa e cucina. Non sono pi sposata ufficialmente da un anno. Ma sono felicemente fidanzata con un nuovo compagno da 12 mesi un suo rimpianto?

fatto soffrire i miei genitori quand un ribelle. Solo quando sono diventata mamma ho capito quanto si pu stare in apprensione per i propri figli un desiderio?

a costruire un rapporto genuino col mio fidanzato, che duri per sempre. Proprio com successo ai miei genitori. Questo per avere una bella famiglia in cui ci si protegga a vicenda dalla malvagit e dalla superficialit del mondo di oggi. Ho fatto i miei errori in passato. Ero giovane. Ora per ho capito quello che voglio. Nessun rimpianto spesso di Lodi in giro per il mondo?

il mondo innamorato dell della sua cultura,
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della sua gente. Per cui sono tutti curiosi di sapere da dove vengo. Racconto che provengo da Lodi, una citt molto bella, in campagna, ma con tutti i vantaggi di stare vicino alla grande metropoli. Certe volte prima di lavorare con me i professionisti cercano informazioni su Internet e con un forte accento americano dicono you come from LODI. fingendo di sapere dove sia. Io sorrido vero che, nell La conoscono come da Lodi

vero. E col mio carattere porto in giro un di Lodi genuina, semplice,
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un po campagnola ma al contempo chic. Spero che i lodigiani non se ne abbiano a male era bambina sognava gi di diventare famosa?

di stare al centro dell molto pi di quanto lo voglia adesso. Alle recite dell rimpiazzavo ogni bambino ammalato o in lacrime. E alle elementari avevo delle buone doti canore e mi attribuivano sempre parti importanti agli spettacoli di fine anno ha capito che ce l fatta?

Dolce Gabbana mi hanno scelto in esclusiva per la loro sfilata e campagna rapporto ha con il cibo? un rapporto quasi ossessivo col cibo: non mangio tanto ma sono molto golosa. Soffro per tutto pregio?

commuovo sempre per le cose belle della vita. Se guardo negli occhi il mio fidanzato o mia figlia mi si stringe il cuore di gioia gli animali?

amo particolarmente gli animali. In passato per ho avuto un cane, Leon, bastardino e super intelligente. Sembrava che fosse lui a prendersi cura di me. Poi il mio ex marito mi regal un russel Winnie, super simpatico, ma troppo attivo per vivere in giro per il mondo con me. Adesso sta da mia mamma a Lodi col suo fidanzato Lapo, il bassotto di famiglia. Appena traslocher nella nuova casa,
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pi spaziosa, regaler a mia figlia un micio. Mi piace il loro carattere. distaccato e a volte coccolone hobby particolari?

miei pi grandi hobby sono mettere a posto, cucinare e fare album di fotografia. Sono casalinga nell chiede di pi alla sua professione?

quello che voglio dalla mia professione racimolare qualche soldo per affrontare la vita futura e garantire sicurezza a mia figlia. Purtroppo tra tasse ed ex mariti qualche volta difficile mettere da parte qualcosa di consistente. Devo ringraziare questo lavoro per avermi permesso di comprare una casa, una cosa eccezionale di questi tempi per una ragazza di 26 anni. Ed una grandissima sicurezza sono progetti in corso?

trovo alle Hawaii per le foto della pubblicit della nuova fragranza di Davidoff. E presto andr a Parigi a sfilare in esclusiva per Chanel haute couture. Tutto il resto si vedr di giorno in giorno. Il mio lavoro una continua sorpresa. Non sai mai cosa aspettarti e per quanto continuerai a essere sulla cresta dell accoglienza trova a Lodi quando rientra?

divertente tornare a Lodi perch tutti mi fanno grandi feste. Ma non so se me lo merito. Per non posso mentire. Mi fa veramente un grande piacere di ricevere il Fanfullino d la lusinga?

lusinga moltissimo pensare che mi abbiano preso in considerazione per un riconoscimento tanto importante. I miei predecessori sono niente meno che il fondatore dellErbolario e il signor Zucchetti. Solo per citarne due ragazza dove trascorreva il tempo libero?

veramente Lodi: il Belgiardino. I fal nei campi. I bagni nel fiume Adda. L Carolina. Le strade del centro. E col mio motorino credo di aver girato anche ogni zona limitrofa quale parte del mondo si riconosce di pi

sono italiana al cento per cento. Quindi posso vivere solo in Italia. Il mio periodo trascorso a New York stato veramente triste. Ci sono stata per amore. Mi piace il nostro spirito. Il nostro amore per le cose semplici. Il fatto che lavoriamo per vivere ma non viviamo per lavorare evitare di scendere a compromessi e farsi rispettare?

se ne importa della bellezza? La gente non ha nient da dire? Credo per di non dover dimostrare nulla a nessuno. Dico di essere se stesse. Gli uomini non si fanno tanti problemi. Invece noi ci sentiamo sempre di dover dimostrare qualcosa di pi a questa societ maschilista. Facendo cos li viziamo la donna ideale secondo lei com

si prostituisce in nessun senso per avere una vita agevolata. Ci sono troppe donne in giro che usano il potere del loro uomo per essere qualcuno oppure per avere quello che vogliono. Credo che sia degradante per loro e per l che danno delle donne in generale

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Il mutuo soccorso, il principio di solidariet e di collaborazione, il fondatore di Slow Food li ha invocati per esortare al sistema Su questa formula Petrini ritorna ancora una volta come unica e sola via che possa garantire il futuro al sistema Paese. E ancora una volta ha chiamato direttamente in causa i produttori di vino perch gli unici, in questo momento storico, a rappresentare quell che soffre meno a cui affidato il compito di rappresentare l nel mondo. dal piedistallo ha detto alzando il tono della voce Dovete imparare ad essere coproduttori, imparate a dialogare, a confrontarvi da pari, perch nel dialogo si rafforza la cultura. Ricordate il vostro dna da contadini. Ricordate che vostro il dovere di fare rete,
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di sostenere coloro che lavorano la terra e la curano. Ricordate che siete tutti sulla stessa barca Petrini ribadisce che l rimane la parte pi prestigiosa della patria. Fiat non c pi rendiamocene conto ha ricordato se ne andata. I contadini no, rimangono nei campi, sono restate le piccole aziende. La politica dorme. Se non prendiamo coscienza del fare squadra non riusciremo pi ad uscire da questa situazione allucinante E stimola gli animi della platea a riaccendere il senso dell miglior marketing l che dobbiamo avere per il nostro territorio esorta su questo punto anche i giovani il territorio che ci d gli argomenti per andare a raccontare l nel mondo. Torniamo all Non dovete vendere il vino in virt della sua perfezione stilistica, dovete vendere il vino in virt della sua storia e della storia di questo Paese E toccando il tema della comunicazione lancia un monito sullo stato di schizofrenia da cui attualmente il Paese sembra incapace di uscire. si mai tanto parlato di cucina come adesso ha detto eppure, le carote si continuano a vendere a sette centesimi al chilo, il latte a 30 centesimi. A soffrire rimangono sempre i contadini, sempre e solo loro. Succedeva in passato, quando venivano mandati in guerra o erano costretti a emigrare e a morire in mare,
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e succede oggi Cita ancora altri paradossi che ben dipingono il motore dello Stivale oramai ingolfato, soprattutto dalla burocrazia: cosa strana che succede dice Petrini che chi realizza pratiche virtuose deve avere una certificazione che paga anche a caro prezzo, lo sporcaccione no invece. Dovrebbe essere il contrario. Abbiamo tante urgenze poi. Una di queste pu risolverle solo una legge contro il consumo del suolo agricolo. Non possiamo continuare a parlare di Made in Italy e vedere ettari ed ettari costantemente cementificati.Il presidente nazionale della Fisar, che ha presentato la partnership con Slow Wine in merito al progetto editoriale e didattico, ricollegandosi alle parole di Petrini ha colto l per fare atto pubblica ammenda, dinnanzi ai protagonisti dello scenario vitivinicolo riuniti nella sala dei Cinquecento del Lingotto sulla degenerazione del ruolo del sommelier diventato un oratore con manie da divismo. le scarpe lucide e indossiamo gli stivali. Noi sommelier dobbiamo riscoprire l e ricordarci che protagonista il vino che sta nel calice. Riprendiamo il contatto con la terra. Tutti questi atteggiamenti, inutili orpelli, non rendono giustizia alla nostra missione E ha ricordato il progetto pilota che partir a Bologna e che porter i corsisti in vigna per seguire l ciclo della vite.Il ritorno alla terra poi celebrato dalla quinta edizione della guida,
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in un modo ancora pi incisivo rispetto al passato. Giavedoni precisa non solo che il numero di aziende recensite che hanno sposato il biologico aumentato, ma che vi un deciso spostamento dalla cantina alla vigna. era complicato far capire alle cantine la nostra esigenza di visitare le vigne durante i nostri giri di monitoraggio, quest ci accoglievano invece con gli stivali in mano E sull dello strumento, spezza una lancia a favore. guide sono ancora utili, soprattutto per comunicare l del vino all Non sono tramontate perch di fatto, non ci sono strumenti alternativi La guida non per a se stante, rientra nel progetto pi ampio di Slow Wine, che affianca un vetrina questa volta digitale,
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il nuovo magazine, presentato al pubblico da Gariglio, a cui affidato il compito di raccontare da nord a sud l vitivinicola oltre confine, grandi e piccole denominazioni, potenzialit e unicit e che dal 2015 conter sul supporto della web radio. La prima in Italia monotematica sul vino e bilingue e che verr presentata ufficialmente al Vinitaly. Il patrimonio vitivinicolo sar affidato al racconto di firme del giornalismo enogastronomico, alla squadra di Slow Wine ed anche a grandi personaggi del mondo della musica e dello spettacolo. Daniele Lucca ci anticipa: con il Piemonte, la Toscana, la Sicilia e il Veneto. Manderemo in onda contributi su questi territori,
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sulle aziende, sui progetti che i Consorzi portano avanti. Il palinsesto sar davvero ricco. Ci saranno parti pi tecniche, avremo pure una sala degustazione in collegamento live. Tratteremo temi come il mercato, la politica e l Ma il focus saranno le storie degli uomini che fanno il vino. La stesura sar affidata a Parullo. educare ad esercitare il gusto in senso etico ed estetico ha detto il professore perch solo cos si pu riconoscere l E i produttori devono essere consapevoli della loro capacit di produrre bellezza e benessere.

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Nel 2007 e 2008 l’Italia ha guidato la classifica dei retailer (vendite al dettaglio) che investono cross border (all’estero), producendo il 16.6% dei movimenti complessivi. Scavalcando gli Stati Uniti, scivolati al secondo posto con il 14.2%. Anche se quest’anno potrebbero prendersi la rivincita dato che l’Europa occidentale e meridionale diventeranno più attraenti per i marchi nordamericani come Forever 21, Anthropologie, Hollister e Crate Barrel.

L’ultima ricerca sul settore retail di Jones Lang LaSalle ha inoltre evidenziato come, nel corso del 2007 e del 2008 la Turchia (11,3%) e la Russia (10,6%) siano state le principali destinazioni. In Turchia circa 1 milione di mq di centri commerciali sono stati inaugurati tra gennaio 2007 e dicembre 2008 ospitando retailer globali come Gap, Muji e Banana Republic, così come brand di lusso quali Calvin Klein, Chanel e Ysl. La Romania presenta invece la più vasta gamma di brand dell’Europa centrale che ha attratto retailer molto attivi nello sviluppo,
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quali Peek Cloppenburg, Karen Millen, Reserved e Hervis.

Nell’Europa occidentale lo shopping center Westfield London ha rappresentato quasi la metà dei nuovi ingressi nel mercato retail inglese, come Ugg (Australia), Hue (Usa) e David Mayer (Francia), alla ricerca di un’opportunità per essere presenti nella capitale senza dover pagare gli alti canoni del West End.

Nell’Europa meridionale, il Portogallo rimane un obiettivo importante per i retailer internazionali, con la sua offerta di buoni canoni di locazione e un moderno stock di centri commerciali, mentre grazie ad una minore esposizione alla crisi del credito e alla disponibilità limitata di retail nazionale, il mercato belga è considerato oggi una priorità per i retailer che vogliono svilupparsi oltre confine, anche se al momento molti stanno considerando solo partner franchise per minimizzare il rischio,
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una tendenza valida in generale.

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Quest termine suggerisce che uno dei modi di ricostruire la situazione iniziale rispetto alla quale l costituisce in qualche modo una risposta sta nel sottolineare i materiali grezzi, il contenuto iniziale che essa affronta, rielabora, trasforma e assimila. Direi che in Van Gogh questo contenuto, questi materiali iniziali grezzi siano da individuare semplicemente nell mondo oggettuale della miseria agricola, della dura povert rurale, e in tutto il rudimentale mondo umano della massacrante fatica contadina, un mondo ridotto al suo stato pi brutale e fragile, primitivo ed emarginato.

In questo mondo, gli alberi da frutto sono bastoni antichi e spossati che spuntano dalla terra povera; i volti consunti dei contadini sono teschi, caricature di un tipologia grottesca di tratti umani elementari. Allora che succede in Van Gogh, se vediamo esplodere cose come quei meli in una superficie allucinatoria di colori, mentre il paese coi suoi stereotipi contadini trabocca all di rossi e verdi sgargianti? La prima opzione interpretativa che vorrei proporre che la deliberata e violenta trasformazione del grigio mondo oggettuale contadino nella pi splendida materializzazione di puri colori del dipinto a olio va vista come un gesto utopico, quale atto di compensazione che finisce per generare tutto un nuovo utopico regno dei sensi, o almeno di quel senso supremo la vista, il senso visivo, l che per noi si ricostituisce ora nella sua prerogativa di spazio quasi autonomo, parte di una nuova divisione del lavoro nel corpo del capitale, di un nuova frammentazione delle funzioni sensoriali che replica le specializzazioni e le divisioni della vita capitalistica nello stesso momento in cui cerca in quella medesima frammentazione una disperata compensazione utopica.

Torner pi oltre su questo particolare scarto; qui basti richiamare le frasi famose che modellano il processo mediante il quale queste scarpe contadine, ormai illustri, ricreano lentamente intorno a s stesse l mondo oggettuale perduto che un tempo ne costituiva il contesto vissuto. le scarpe dice Heidegger, il silenzioso richiamo della terra, il suo tacito dono di messi mature e il suo oscuro rifiuto nell invernale mezzo prosegue, alla terra, e il mondo della contadina lo custodisce [.]. Il quadro di Van Gogh l di ci che il mezzo, il paio di scarpe, [ist] in verit Questo ente si presenta nel non nascondimento [Unverborgenheit] del suo essere tramite la mediazione dell d che intorno a s porta alla rivelazione tutto un mondo e una terra assenti, insieme al passo pesante della contadina, alla solitudine del sentiero nel campo, al casolare nella radura, agli strumenti di lavoro consumati e rotti nei solchi e vicino al focolare. La descrizione di Heidegger deve essere completata insistendo sulla rinnovata materialit dell sulla trasformazione di una forma di materialit la terra stessa, i suoi sentieri, gli oggetti fisici in quell materialit di pittura a olio affermata e portata in primo piano per sua prerogativa e per quella delle emozioni visive; ma cionondimeno costituisce una lettura abbastanza plausibile.

In ogni caso, entrambe queste letture possono essere descritte come ermeneutiche nel senso che l nella sua forma inerte, oggettuale, considerata come l o il sintomo di una realt pi vasta, che si sostituisce a essa come sua verit ultima. Ora dobbiamo volgere lo sguardo a un diverso tipo di scarpe, ed una fortuna poter ricorrere per quest all recente di quella che stata la figura centrale dell visiva contemporanea. evidente che le Diamond Dust Shoes di Andy Warhol non ci parlano pi con l del paio di scarpe di Van Gogh: anzi, sarei tentato di dire che in realt non ci parlano affatto. Nulla in questo quadro prevede un bench minimo spazio per lo spettatore, che se lo trova davanti svoltando nella sala di un museo o di una galleria con tutta la contingenza di un incontro con un inspiegabile oggetto naturale. A livello di contenuto, abbiamo a che fare ora con quelli che sono chiaramente dei feticci, in senso sia freudiano che marxiano (Derrida osserva da qualche parte, a proposito del Paar Bauernschuhe heideggeriano, che quel paio di scarpe di Van Gogh eterosessuale, che non tiene conto n della perversione n della feticizzazione).

Qui tuttavia ci si trova di fronte a una raccolta casuale di oggetti morti, che pendono insieme sulla tela come altrettante rape, privati del loro precedente mondo vitale come il mucchio di scarpe rinvenuto ad Auschwitz, o i resti e i segni di un qualche incendio tragico e incomprensibile in una sala da ballo affollata. In Warhol, dunque, non c modo di completare il gesto ermeneutico e di restituire a questi resti l pi ampio contesto vissuto della sala da ballo o della festa, il mondo del jet set e delle riviste patinate.

Ma ci risulta ancora pi paradossale alla luce di alcuni elementi biografici: Warhol inizi la sua carriera artistica come illustratore pubblicitario di scarpe alla moda e come designer di vetrine in cui erano esposte soprattutto ballerine e altri tipi di scarpe da ballo. A questo punto, in effetti, si sarebbe tentati di trarre troppo in anticipo una conclusione importante sul postmodernismo e sulle sue possibili dimensioni politiche: in effetti l di Andy Warhol ruota essenzialmente attorno alla mercificazione, e le grandi immagini da cartellone pubblicitario della bottiglia di Coca Cola o della lattina di Campbell Soup, le quali portano esplicitamente in primo piano il feticismo della merce nel momento della transizione al tardo capitalismo, dovrebbero essere dichiarazioni politiche critiche ed efficaci. Se non lo sono, allora si vorr certamente conoscerne il perch e ci si comincer a interrogare un po pi seriamente sulle possibilit di un critica o politica nel periodo postmoderno del tardo capitalismo.

Dobbiamo poi sicuramente confrontarsi con il ruolo svolto dalla fotografia e dal negativo fotografico in questo genere di arte contemporanea, ed proprio questo, in effetti, che conferisce all di Warhol la sua qualit mortuaria, la cui gelida eleganza da raggi x mortifica l reificato dello spettatore in una maniera che, a livello di contenuto, non sembrerebbe avere niente a che vedere con la morte, l della morte o l della morte. come se qui ci si ritrovasse davanti al capovolgimento del gesto utopico di Van Gogh: in quell per una specie di decreto e atto di volont nietzschiani, un mondo prostrato viene trasformato nello stridore del colore utopico.

Qui, al contrario, come se la superficie esterna e colorata delle cose precedentemente degradate e contaminate dall alle brillanti immagini pubblicitarie fosse stata strappata via per rivelare il mortuario substrato bianco e nero del negativo fotografico sottostante. Bench in alcune opere di Warhol, soprattutto nelle serie degli incidenti stradali e delle sedie elettriche, questa morte del mondo dell venga tematizzata, non si tratta pi mi pare, di una questione di contenuto, bens di una mutazione pi profonda, sia nel mondo oggettuale diventato ormai un insieme di testi o di simulacri sia nella disposizione del soggetto.

Quanto precede mi conduce alla terza caratteristica che intendevo sviluppare qui, ossia a ci che vorrei chiamare declino degli affetti nella cultura postmoderna. Sarebbe certamente sbagliato sostenere che nella nuova immagine sia svanito ogni affetto, ogni sentimento o emozione, ogni soggettivit Anzi, c una specie di ritorno del rimosso nelle Diamond Dust Shoes, una strana forma di euforia compensatoria, decorativa, indicata esplicitamente dal titolo: si tratta ovviamente del luccichio della polvere d dello splendore della sabbia dorata che suggella la superficie dipinta e continua a brillare anche davanti a noi. Si pensi invece ai magici fiori di Rimbaud ti guardano o al maestoso sguardo premonitore del torso greco arcaico di Rilke, che ammonisce il soggetto borghese a cambiare vita; niente di simile nella gratuita frivolezza dell patina decorativa.

Nell il declino dell la cosa migliore forse cominciare dalla figura umana. ovvio che quanto si detto a proposito della mercificazione dell vale ancora di pi per i soggetti umani di Warhol: le star come Marilyn Monroe che vengono esse stesse mercificate e trasformate nella propria immagine. E anche in questo caso un ritorno un po brutale al precedente periodo del modernismo avanzato offre una parabola vistosa e sintetica della trasformazione in questione. Il grido di Edvard Munch ovviamente un canonica della grande tematica modernista dell dell della solitudine, della disgregazione e dell sociali, un emblema virtualmente programmatico di quella che un tempo si chiamava et dell Qui non vorremmo leggerlo soltanto come l dell di quel tipo di affetto, ma piuttosto come una potenziale decostruzione della stessa estetica dell che sembra aver dominato gran parte di quello che denominiamo modernismo avanzato e che invece per ragioni pratiche e teoriche sembra essere scomparsa nel mondo del postmoderno.

Lo stesso concetto di espressione presuppone infatti una scissione all del soggetto, e con essa tutta una metafisica dell e dell la muta sofferenza all della monade e il momento in cui quest spesso in modo catartico, viene proiettata fuori ed esteriorizzata come gesto o grido, comunicazione disperata e drammatizzazione estrinseca di un sentimento interiore. E qui forse opportuno dire qualcosa riguardo alla teoria contemporanea, che si assunta, tra l l di criticare e screditare il modello ermeneutico dell e dell e di stigmatizzare tali modelli in quanto ideologici e metafisici. Io sostengo per che ci che oggi viene chiamato teoria contemporanea o, meglio ancora, discorso teorico esso stesso un fenomeno postmodernista. Sarebbe dunque contraddittorio difendere la verit delle sue intuizioni teoriche in una situazione nella quale lo stesso concetto di fa parte del bagaglio metafisico che il poststrutturalismo tenta di abbandonare. Quel che vorrei almeno suggerire che la critica poststrutturalista dell di quello che sinteticamente chiamer modello della profondit torna utile quale sintomo estremamente significativo della stessa cultura postmodernista di cui sto parlando.

Possiamo dire, grosso modo, che accanto al modello ermeneutico dell e dell sviluppato dal dipinto di Munch, ci sono almeno altri quattro fondamentali modelli della profondit che sono stati rifiutati nella teoria contemporanea: il modello dialettico dell e dell (insieme a tutti i concetti di ideologia o falsa coscienza che tendono ad accompagnarlo); il modello freudiano del latente e del manifesto, o della repressione (che evidentemente il bersaglio del pamphlet programmatico e sintomatico di Michel Foucault La volont de savoir); il modello esistenzialista dell e dell le cui tematiche eroiche o tragiche sono strettamente legate all grande opposizione tra alienazione e disalienazione, anch vittima del periodo poststrutturalista o postmoderno; 4) e infine, ultima in ordine di tempo, la grande opposizione semiotica tra significante e significato, che stata rapidamente chiarita e decostruita durante il suo breve apogeo negli anni Sessanta e Settanta. A sostituire questi diversi modelli della profondit e in larga misura una concezione delle pratiche, dei discorsi e del gioco testuale, di cui pi avanti esaminer le nuove strutture sintagmatiche; per ora basti soltanto osservare che anche qui la profondit sostituita dalla superficie, o da pi superfici (in questo senso, ci che spesso viene chiamato intertestualit non riguarda pi la profondit

N tale mancanza di profondit ha un carattere esclusivamente metaforico: pu essere esperita fisicamente e da chiunque, salendo quella che era la Bunker Hill di Raymond Chandler dai grandi mercati chicano su per la Broadway e la Quarta Strada del centro di Los Angeles, si imbatta improvvisamente nella grande parete senza appoggi della Wells Fargo Court (Skidmore, Owings e Merrill), una superficie che sembra non esser sostenuta da alcun volume, o il cui volume presunto rettangolare, trapezoidale? risulta pressoch indecidibile per i nostri occhi. Questa grande lastra bidimensionale di finestre, che sfida la gravit trasforma per un istante il solido terreno sul quale poggiamo i piedi nelle proiezioni di una lanterna magica, sagome fittizie che si profilano qua e l intorno a noi.

L visivo lo stesso da ogni lato: fatale quanto il grande monolito del film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, che posto di fronte agli spettatori come un destino enigmatico, come un richiamo alla mutazione evoluzionistica. Se questa nuova downtown multinazionale ha in effetti abolito il precedente tessuto urbano in rovina sostituendosi violentemente a esso, non si pu dire qualcosa di analogo riguardo al modo in cui questa strana nuova superficie, alla propria maniera perentoria, rende in un certo senso arcaici e inutili i nostri vecchi sistemi di percezione della citt senza offrircene un altro al loro posto?

Ritornando ancora per un momento al quadro di Munch, sembra evidente che Il grido smonta sottilmente, ma in modo elaborato, la propria estetica dell pur restandovi sempre imprigionato. Il contenuto gestuale del dipinto pone gi in rilievo la propria insufficienza, dato che la dimensione sonora, il grido, le vibrazioni naturali della gola umana sono incompatibili con il suo mezzo espressivo (circostanza in una certa misura sottolineata, all del quadro, dal fatto che l privo di orecchie). Eppure il grido assente ritorna, per cos dire, in una dialettica di onde e di spirali che si stringono sempre pi strettamente verso quell ancor pi assente di atroce solitudine e di angoscia che il grido stesso avrebbe dovuto Tali onde si inscrivono nella superficie dipinta sotto forma di grandi cerchi concentrici, che rendono infine visibile la vibrazione sonora, come sulla superficie di uno specchio d in un regresso infinito che promana dal sofferente per diventare la vera e propria geografia di un universo, in cui ora lo stesso dolore a parlare e vibrare attraverso il tramonto e il paesaggio concreti. Il mondo visibile si trasforma nella parete della monade su cui registrato e trascritto grido che attraversa la natura (Munch); viene in mente quel personaggio di Lautr che, essendo cresciuto in una membrana sigillata e silenziosa, la lacera con il proprio grido alla vista della mostruosit del divino e si ricongiunge cos al mondo del suono e della sofferenza.

Tutto ci suggerisce un storica pi generale: concetti come quelli di angoscia e alienazione (e le esperienze cui corrispondono, come nel Grido) nel mondo del postmoderno non sono pi adeguati. I grandi ritratti di Warhol Marilyn stessa, o Edie Sedgewick i celebri casi di esaurimento e di autodistruzione dei tardi anni Sessanta e le grandi esperienze dominanti della droga e della schizofrenia sembrerebbero avere piuttosto poco in comune sia con gli isterici e i nevrotici dell di Freud, sia con quelle esperienze canoniche di isolamento radicale e solitudine, anomia, rivolta individuale, follia alla Van Gogh, che hanno predominato nel periodo del modernismo avanzato. Si pu definire tale mutamento nella dinamica della patologia culturale come una sostituzione del soggetto alienato con il soggetto frammentato.

Questi termini richiamano inevitabilmente uno dei temi pi in voga nella teoria contemporanea, quello della del soggetto la fine della monade autonoma borghese, dell o dell e una parallela insistenza, da intendersi come nuovo ideale morale, oppure quale descrizione empirica, sul decentramento del soggetto o della psiche precedentemente centrati. (Fra le due possibili formulazioni di tale nozione quella storicista di un soggetto centrato, proprio del periodo del capitalismo classico e della famiglia nucleare, che oggi, nel mondo della burocrazia organizzata, si dissolto; e la posizione poststrutturalista, pi radicale, per la quale un soggetto siffatto non mai esistito se non in qualit di miraggio ideologico io propendo ovviamente per la prima; la seconda deve in ogni caso prendere in considerazione una sorta di dell

Dobbiamo aggiungere che il problema dell strettamente legato a una certa concezione del soggetto quale contenitore monadico, all del quale le cose percepite vengono poi espresse mediante una proiezione all Ma ci che ora bisogna sottolineare la misura in cui la concezione del modernismo avanzato di uno stile unico, insieme agli ideali collettivi di un artistica o politica che l si regge o cade insieme a quell vecchia nozione (o esperienza) del cosiddetto soggetto centrato.

Anche qui il quadro di Munch si impone come una complessa riflessione su una situazione complicata: ci mostra infatti che l esige la categoria di monade individuale, ma al tempo stesso ci mostra l prezzo da pagare per quella precondizione, mettendo in scena il triste paradosso che, quando si costituisce la propria soggettivit individuale come un campo autosufficiente e chiuso, ci si esclude da tutto il resto e ci si costringe alla cieca solitudine della monade, sepolta viva e condannata a una prigione senza uscita.

Probabilmente il postmodernismo segna la fine di questo dilemma, a cui ne sostituisce uno nuovo. La fine dell borghese, della monade, comporta certamente anche la fine delle proprie psicopatologie, cio quello che ho chiamato declino degli affetti. Ma ci significa la fine di molte pi cose: per esempio la fine dello stile, nel senso di uno stile unico e personale, la fine di un tocco individuale distintivo (simbolizzata dall primato della riproduzione meccanica). Quanto all ai sentimenti o alle emozioni, la liberazione, nella societ contemporanea, dalla precedente anomia del soggetto centrato potrebbe implicare non solo una semplice liberazione dall ma anche una liberazione da ogni altro tipo di sentimento, dal momento che non si d pi un io che possa provarlo. Questo non vuol dire che i prodotti culturali dell postmoderna siano del tutto privi di sentimento, ma piuttosto che tali sentimenti che sarebbe meglio chiamare pi precisamente seguendo Jean Fran Lyotard fluttuano liberamente, sono impersonali e tendono a essere dominati da un particolare tipo di euforia su cui vorrei tornare alla fine di questo saggio.

Il declino dell potrebbe essere anche caratterizzato, nel contesto pi ristretto della critica letteraria, come il declino delle grandi tematiche proprie del modernismo avanzato, vale a dire il tempo e la temporalit i misteri elegiaci della dur e della memoria (che vanno intese pienamente come categorie della critica letteraria legate sia al modernismo avanzato che alle opere stesse). Si detto spesso che noi viviamo oggi in una dimensione sincronica piuttosto che diacronica, e credo che almeno empiricamente sia possibile sostenere che la nostra vita quotidiana, la nostra esperienza psichica, i nostri linguaggi culturali sono dominati oggi da categorie spaziali pi che temporali, a differenza di quanto accadeva invece nel periodo precedente del modernismo avanzato propriamente detto.
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Per celebrare l’intreccio della paglia, arte di antica tradizione nel territorio fiorentino, mercoledì 4 aprile alle 17,30 sarà inaugurata a Bagno a Ripoli la mostra dal titolo Fili preziosi. L’arte dell’intreccio e del ricamo a Bagno a Ripoli e a Signa (aperta con orario 15,30 19,00 il sabato; 10,00 12,30 / 15, 30 19,00 la domenica e i festivi). Presso l’Oratorio di Santa Caterina i visitatori potranno ammirare opere spesso etichettate con l’appellativo di ‘arte minore’, rivivendo i cambiamenti nel gusto della moda maschile e femminile dai primi del Novecento fino agli anni ’70,
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attraverso manufatti che mostrano il mutare dello stile e il susseguirsi delle fogge di cappelli, borse, scarpe in paglia, rafia, treccia, tutti provenienti dal territorio di Signa.

Le due città hanno infatti avviato da qualche anno un importante gemellaggio, dando vita ad un progetto di scambio per salvare e valorizzare questa attività manuale che, attraverso i secoli, ha raggiunto livelli di abilità tecnica e di espressione artistica d’eccellenza, rappresentando al contempo un’importante realtà produttiva locale. Bagno a Ripoli è nota per i suoi preziosi ricami, mentre Signa è diventata famosa in tutto il mondo per la laboriosa arte dell’intreccio della paglia già a partire dai primi decenni del XVIII secolo, da quando cioè,
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con i suoi raffinati manufatti, ha cominciato a incidere in maniera determinante nelle vicende del costume dell’Occidente. così che questa esposizione sarà affiancata da una seconda a Signa, dove sarà inaugurata presso l’Oratorio di Santa Maria in Castello sabato 21 aprile, che permetterà di visitare la splendida rassegna di tessuti liturgici tratti dagli armadi delle sacrestie di tante chiese del territorio comunale di Bagno a Ripoli. Entrambe le mostre resteranno aperte fino al 24 giugno 2007 con biglietto di ingresso di euro 2,50.

I manufatti esposti sono contenuti nei due cataloghi illustrati editi da Polistampa all’interno della collana Testi e Studi diretta da Roberto Lunardi: La manifattura della paglia nel Novecento, a cura di Maria Emirena Tozzi Bellini (pp. 160, euro 12) e L’arte del ricamo nel territorio fiorentino dal Cinquecento al XX secolo, a cura di Laura Casprini Gentile e Maria Emirena Tozzi Bellini (pp. 80, euro 10).

Un evento unico, anzi doppio, che rende omaggio al genio creativo, ma anche al fiuto imprenditoriale di uomini e donne che hanno reso il loro lavoro una vera e propria arte,
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contribuendo al contempo al benessere e alla prosperità di tutto il territorio.

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Lei si proclama felice, cosa pu desiderare di pi Ha la sua borsetta con la spazzola, lo specchio e una piccola pistola con la quale potrebbe velocemente farla finita, ma significherebbe ammettere la sconfitta della sua esistenza.

Winnie esplora l beckettiano del femminile, in territori ai margini della follia e dentro la normalit della vita, insieme al suo compagno di viaggio Willie.

Il “Teatro dei 25” nasce intorno al 2011 come sede stabile di produzione e promozione del teatro contemporaneo e delle performing arts.

La compagnia, composta da Cristina Matta, Romano Trer Albano Innocenti e Silvia Fantechi si formata attraverso una decennale esperienza sul teatro.

La Direzione del Teatro dei 25 affidata ad Agatino Di Martino, laureato in Discipline delle Arti Musica e Spettacolo con indirizzo specifico in Drammaturgia. Ha approfondito gli aspetti della Psicologia e percezione visiva della “Gestalt” fino ad elaborarne un percorso autonomo sul rapporto mente corpo nella pratica dell’attore. Ha svolto attivit di ricerca sul pensiero Gurdjieffiano e Steineriano finalizzato ad una pratica personale di auto pedagogia teatrale.

Ha lavorato sul corpo e la danza con G. Gull Regia e Drammaturgia con R. al C. R. S. T. di Pontedera), Pratica dell’attore con L. Racsack, Teatro Osmego Dnia (Universit di Bologna, Teatro La Soffitta), G. Scabia (Universit di Bologna), A. Picchi (Universit di Bologna), Leo de Berardinis (Teatro di Leo, Bologna), Living Theatre (Universit di Bologna).

Domenica 17 Maggio ore 21

deliziose sorelle Spilletti Compagnia Teatrale Tarquinii Superbi

testo di Fanny Dalla Valle

regia di Leonardo Lauria

in scenaDonata Bruzzi, Anna Maria Ferracani, Mariangela Genovese, Gianfranco Giannerini, Leonardo Lauria,
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Samantha Parazza, Roberto Righi, Julie van Wynsberghe.

Lo spettacolo viene realizzato ai fini di una raccolta fondi per AIL Associazione Italiana contro le Leucemie.

Nella Bologna del 1940, alle soglie della seconda guerra mondiale, le abitudini delle persone devono adattarsi ai cambiamenti imposti dalla nuova situazione socio economica: il nazionalismo, l il razionamento, le leggi razziali.

Anche i ricchi non bevono pi caff le uova sono introvabili e le cameriere razionano i biscotti.

In una casa signorile di via Santo Stefano abita Isabella Spilletti.

Moglie di un rinomato medico, studiosa di musica e letteratura francese, crede fermamente nel valore del talento, della cultura e della diversit A seguito delle leggi razziali la sua insegnante di canto, Ines, non pi ammessa nel corpo docenti del conservatorio di Bologna in quanto ebrea. Isabella, colpita dall subita dalla sua insegnante e amica, decide di nasconderla in casa propria riuscendo a far credere a tutti, con grande astuzia, che Ines sua sorella, e le affida l di Patrizio, figlio di primo letto del marito.

Tutto pare andare bene finch le gelosie amorose non entrano nel salotto delle sorelle Spilletti qui che comincia la vera guerra.

sceneggiatrice e di un gruppo di attori che condividono la passione verso l del teatro.

Convivono e coesistono nella compagnia dilettanti e professionisti del settore, tutti animati da un unico obiettivo: mettere a disposizione le proprie abilit teatrali per fini filantropici. Tutti i partecipanti provengono da una formazione teatrale pluriennale, con anime e approcci diversi (dal teatro a quello sociale, al teatro di ricerca).
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ARIETE (21 marzo 19 aprile): vi domandate come mai le cose siano andate in un certo modo quando tutto sembrava indicare un esito differente. Siete certi di aver tenuto conto di tutti i segnali?

TORO (20 aprile 20 maggio): fate quello che ritenete giusto e gli altri ve ne saranno immensamente grati: non abbiate paura di andare controcorrente.

GEMELLI (21 maggio 20 giugno): sarete assai riluttanti ad affrontare una giornata che si preannuncia noiosa, prevedibile e inutile; qualcosa, pero’, potrebbe sovvertire ogni programma.

CANCRO (21 giugno 22 luglio): su certe importanti questioni avete avuto spesso ragione ma oggi dovrete avere l’onesta’ di ammettere di essere confusi e di non sapere che pesci prendere.

LEONE (23 luglio 22 agosto): avrete un’opportunita’ per mettere in mostra certi vostri talenti, oggi, ma attenzione a non strafare: rischiate di rendervi ridicoli.

VERGINE (23 agosto 22 settembre): riceverete delle critiche, oggi,
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da parte di una persona che non comprende ne’ voi ne’ il vostro: non fatevene una malattia.

BILANCIA (23 settembre 22 ottobre): avete le qualita’ per emergere, oggi, ma questo potrebbe non essere il momento piu’ opportuno per mettersi alla prova: c’e’ qualcosa nell’aria che rende tutti molto distratti.

SCORPIONE (23 ottobre 21 novembre): siete piu’ che disponibili ad esaudire i desideri di qualcuno, oggi, ma non al punto di sacrificare i vostri.

SAGITTARIO (22 novembre 21 dicembre): riceverete un invito che vi arrivera’ attraverso un canale insolito e che richiedera’ una risposta immediata: non c’e ragione di essere tanto titubanti.

CAPRICORNO (22 dicembre 19 gennaio): siate piu’ elastici nel giudicare voi stessi e gli altri. Ricordatevi che la perfezione non esiste!

ACQUARIO (20 gennaio 18 febbraio): non siate insofferenti, oggi, e fate attenzione a non danneggiare gli altri con la vostra fretta di concludere. Siate pazienti.
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vendita stivali ugg Italy’s banking sector still weighed down by bad debt and fewer loans

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More deposits and fewer loans This is the Italian banking sector in a nutshell, according to figures from the Bank of Italy June, Italian bank loans to the private sector fell 1 compared to the same month a year earlier, after declining 1 in May In particular,
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loans to households rose 0 in June from the year earlier after contracting 0 in May, while loans to non firms declined an annual 1 after falling 1 in May

As for deposits and bonds, the data from Bank of Italy shows that private deposits rose 3 in June in May while the bond funding, including bonds held by the banking system decreased by 18 on annual basis in the previous month

In June main bank interest rates showed mixed trends for the retail and manufacturing sector Interest rates on consumer credit decreased from 8 in May to 8 in June On the other hand bank rates on loans for house purchases increased from 2 to 3 As for non corporations rates on bank overdrafts decreased from 4 in May to 4 in June Bank rates on loans up to million decreased as well,
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from 3 to 2 in June Bank rates on loans over million climbed from 1 to 1 in June loans continues to increase

Bad loans held by the Italian banking system continues to grow, despite signs of economic recovery

According to data published by the Italian Banking Association, in May 2015 bad debt was worth a total of billion, billion more than February 2015 This is mainly due to the long economic crisis and its effects The increased risk of bank loans caused the amount of gross bad debt to grow by billion compared to May 2014 ratio between bad loans and total bank loans is May 2015 was 10 was 8 the year before 2 at the end of 2007 The ratio reached 17 for small businesses was 15 in May 2014 7 at the end of 2007 17 for businesses was 14 the year before 3 at the end of 2007 and 7 for households was 6 in March 2014 2 at the end of 2007 bad loans of the Italian banking sector are mostly concentrated in the non business sector These alone account for billion In particular,
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according to 2014 data published by the Bank of Italy, the highest quota of bad loans is detained by the service industry billion Second comes the construction industry here bad loans total billion The manufacturing sector also absorbs a significant quote of total bad loans billion Households are responsible for billion in bad loans, while family businesses detain less, billion
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ugg maxene La denuncia a Marsala é servita a qualcosa

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La linea politica la decidono i cittadini a patto che siano informati e motivati.

Dopo la mia denuncia di degrado al monumento garibaldino di Marsala, lasciato nella totale incuria, ho ricevuto molte felicitazioni ma anche tante critiche.

Ciò nonostante c stata anche una reazione. Un gruppo di ragazzi del meetup di Trapani Marsala si sono rimboccati le maniche dando una bella pulita a quell lasciata incompiuta.

L stimolata dal fatto che un giornalista della Lombardia é andato in Sicilia a mostrare una parte di Marsala, dimostra quanto sia importante il ruolo dei cittadini. Unici politici attivi.

Che poi l di ripulire la barca in cemento abbia in cuore un po di polemica nei miei confronti mi importa poco. Io, con questo lavoro cinico so di non essere simpatico. So di non avere molti amici. Se avessi voluto fare il piacione mi sarei scelto qualcos elogiando tutti. Soprattutto durante una vacanza.

Io mi godo la magra consolazione di aver dato un senso a quelle ore sottratte allo svago sul lungomare, sacrificate in una camera d a montare immagini tristi di un luogo storico lasciato allo sbando, gratuitamente, anzi,
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rimettendoci pure visto che questa la sto pagando di tasca mia.

Sono contento che l crei reazione. Ora spero che quest possa servire ai cittadini italiani, ma soprattutto all comunale di Marsala, con in testa il sindaco Lorenzo Carini, stipendiato da noi cittadini, che con tutta la sua giunta ha la responsabilità civica e morale per non essersi attivato prima a riqualificare un pubblica ridotta a scempio ambientale.

Affinché l abbia un valore pratico, piuttosto che simbolico, mi auguro che tutti i componenti della giunta comunale di Marsala, col sindaco in testa,
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devolvano la loro indennità di agosto a quel gruppo di ragazzi, e si impegnino a far luce sui costi di quel blocco di cemento lasciato incompiuto, oltre che farci sapere se hanno intenzione di completarlo.

Visto che questi cittadini Le hanno dato una bella lezione di rispetto per l e dimostrazione di sensibilità civica, nei confronti di opere lasciate incompiute sul territorio che Lei amministra, La invito con tutta la giunta comunale che presiede, a devolvere la Sua indennità di agosto a quei ragazzi, affinché l assuma un carattere pratico, e serva da stimolo per accrescere sensibilità e rispetto per l oltre che per le strutture pubbliche da parte di tutti i cittadini. Sia abitanti che turisti. Gli insulti non si riferivano a te bensì a persona Io almeno l percepito così ed é per questo che concordavo con il commento. Non ha offeso te ma Se ricordi il problema della questione era persona

Se ti dico che ti rispetto,
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non potrei mai offenderti.

Oltretutto per principio non offendo mai nessuno e cerco di comportarmi sempre educatamente.

Comunque questo é l commento che ti scrivo, non per qualcosa, ma perché non si può usare il blog per questioni private o per commenti non inerenti al post del giorno.

Su questo punto Martinelli non ha torto, gli OT creano confusione e disordine e distolgono l dall proposto.

14 agosto 2008: Ciao Ragazzi, sono uno dei 7 componenti piazza pulita 4 che hanno ripulito il monumento ai mille di Garibaldi, se c qualcuno che vuol fare parte del nostro gruppo può contattarmi; in calce trovate le varie modalità per poterlo fare!

14 agosto 2008,
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vigilia dei ferragosto: Ciao Ragazzi, sono uno dei 7 componenti piazza pulita 4 che hanno ripulito il monumento ai mille di Garibaldi, se c qualcuno che vuol fare parte del nostro gruppo può contattarmi; in calce trovate le varie modalità per poterlo fare!

Ciao Ragazzi, sono uno dei 7 componenti piazza pulita 4 che hanno ripulito il monumento ai mille di Garibaldi, se c qualcuno che vuol fare parte del nostro gruppo può contattarmi; in calce trovate le varie modalità per poterlo fare!
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ugg bags sale l’autopsia su Simonetta e quelle tracce di saliva che mancano

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La compatibilità dell’arcata dentaria di Raniero Busco con il morso sul seno sinistro di Simonetta Cesaroni. Una delle prove schiaccianti per l’accusa, insieme al Dna dell’ex fidanzato ritrovato sul corpetto e sul reggiseno della vittima, potrebbe rivelarsi inconsistente. Anche perché, dopo l’autopsia, nella quale si faceva riferimento a un ‘presunto morso’ sul seno di Simonetta, il pm Pietro Catalani non ravvisò la necessità di una rilevazione di saliva, per far luce sull’identità dell’assassino. Un erroreche ha, di fatto, complicato le indagini.

“Il cadavere si legge nell’autopsia del dott. Ozrem Carella Prada veste un reggiseno color rosa pallido, abbassato in modo da lasciare fuoriuscire la parte superiore dei seni e i relativi capezzoli, mentre la bretellina destra è arrotolata e scende all’altezza dell’omero. L’indumento è macchiato di sangue all’altezza delle bretelline e del seno sinistro, nonché alla parte posteriore”. Nel referto medico non si fa riferimento alle tracce di sangue ritrovate sul reggiseno e al relativo gruppo ematico. “La vittima scrive Prada indossa, inoltre, calzini di color bianco con tracce di sporco alle piante dei piedi. Sulla regione epigastrica poggia un top di colore bianco merlettato e sbottonato. Al polso sinistro è assicurato un orologio con cinturino in pelle al momento funzionante”. L’orologio è stato mai analizzato?

E a proposito dell’orario della morte di Simonetta Cesaroni, altro elemento che sarà rivalutato dagli inquirenti in sede di Appello, il medico non lascia adito a dubbi: “Sulla base degli elementi valutativi si legge nel referto medico , che tengono conto del rigor mortis, l’epoca della morte di Simonetta fu fatta risalire a circa 7 12 ore prima del sopralluogo del medico legale, effettuato alle ore 2 circa dell’8 agosto 1990. Quindi, la ragazza dovrebbe essere stata uccisa tra le ore 14 e le 19 del giorno precedente. Le ferite inferte precisa il dott. Prada , attraverso un’arma bianca, furono in tutto 30, di cui una transfossa,
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quella all’emicollo sinistro”.

Dal 2004, il pm Roberto Cavallone, succeduto a Settembrino Nebbioso, decise di ripercorrere le fasi passate dell’investigazione “con occhi e metodi nuovi”. Nell’indagine fu coinvolto anche il Ris di Parma. Il procuratore aggiunto Italo Ormanni e il pm Roberto Cavallone consegnarono al colonnello Garofano i pochi indumenti che Simonetta aveva indosso al momento del delitto: top, reggiseno, calze e le scarpe. C’erano anche un bicchiere, una tazzina, un mozzicone di sigaretta che erano stati repertati dalla magistratura nel 1990. La particolarità è che la mattina del 4 agosto, nell’ufficio dell’Aiag di Luigina Berrettini, furono ritrovati due mozziconi di sigaretta (uno con filtro bianco e l’altro color paglierino). Il dato strano è che la stessa Berrettini e la collega Faustini non fumavano. I mozziconi di sigaretta sono da ricondurre, quindi, a due persone che 3 giorni prima del delitto erano negli uffici degli Ostelli della Gioventù e di cui non è stata rivelata l’identità.

Furono analizzati dal Ris anche il fermaglio per i capelli di Simonetta, insieme all’ombrello rosa, al borsellino, all’orologio che la ragazza aveva con sé, al tagliacarte (la possibile arma del delitto), al quadro, al tavolo della stanza dove avvenne l’omicidio e al vetro dell’ascensore della scala B (trovato sporco di sangue nel ’90). Gli indumenti furono ritrovati nell’obitorio originario, dove nel 1990 fu eseguita l’autopsia sul corpo di Simonetta e dall’inizio del processo si discute sull’eventuale contaminazione, con altri indumenti, dei reperti nel corso del tempo. Nell’appartamento dell’Aiag quella notte del 7 agosto, gli inquirenti non rilevarono tracce di trascinamento, sgocciolamento,
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né segni di lotta nelle altre stanze e nella camera dove lavorava la Cesaroni. La stessa porta d’ingresso non presentò segni di effrazione. Ciò significa che Simonetta conosceva l’assassino oppure che l’omicida possedeva un mazzo di chiavi proprio.

La scarsità o l’assenza di tracce furono dovute anche alla volontà, da parte di qualcuno, di pulire e cancellare anche i segni del sudore o di altra natura. La giovane fu colpita quando era nuda e priva di sensi. Che la morte sia sopraggiunta in un tempo rapido (probabilmente dopo svenimento) è dimostrato dall’assoluta mancanza sul corpo della Cesaroni di lesioni ‘da difesa’, con le unghie delle mani perfettamente curate e che non presentavano alcun segno di traumaticità. Vi fu, poi, il tentativo di far scomparire le macchie di sangue sul pavimento, con lo strofinio degli indumenti della vittima, prima di simulare il furto degli oggetti preziosi della ragazza. A questo proposito, c’è da chiedersi perché la giovane si recò al lavoro il 7 agosto (in periodo di ferie) con indosso ornamenti preziosi. Gli esami chimici effettuati sul corpo della Cesaroni esclusero, inoltre, la presenza di alcol e stupefacenti nel sangue.

Simonetta Cesaroni: un altro di quei delitti che un bravo carabiniere di vecchio stampo avrebbe risolto in poco tempo. Classico delitto pulsionale (agito improvviso e incontrollabile) come dimostrano le modalità di aggressione e la tipologia dei colpi inferti. Simonetta apri la porta a qualcuno che conosceva o che riconobbe. Probabilmente si tolse le scarpe per avvicinarsi allo spioncino (ecco perchè le calzature furono rinvenute in ordine, come se la vittima le avesse spontaneamente sfilate). Per ripulirsi dal sangue, utilizzo la fontanadel sottotetto di cui conosceva l Tutto questoBusco non lo sapeva né poteva saperlo. Non aveva motivo perattraversare di corsa la città di Roma nel bollore di un pomeriggio agostano, correndo pesanti rischi ,per uccidere inscenando un omicidio senza premeditazione la propria ragazza. Le prove a carico di Busco,labili, controverse,insufficienti, mascheranole profonde carenze delle indagini.

E Delli Priscoli che fine ha fatto?Come mai nessuno dice che l magistrato Delli Priscoli ha impedito di girare il film sul delitto di Via Poma nella palazzina in cui questo è avvenuto poiché allora fu, tra i sospettati, anche suo figlio?Perché non si parla del debito morale di Mario Delli Priscoli con la procura di Roma alla quale era grato perché veva lasciato il figlio Francesco fuori dalle indagini sull’omicidio? (Leggete il caso Genchi di Edoardo Montolli) Dato che quel giorno, in effetti, Francesco Delli Priscoli era stato visto uscire dal portinaio da uno dei palazzi a ferro di cavallo di via Poma. Perché a nessuno viene in mente di fare il test del DNA anche a Francesco Delli Priscoli? Di cosa ha paura il magistrato? Spero vivamente sia fatta chiarezza su questa storia
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