ugg baby Pittarello inaugura a Vigonza il suo nuovo store

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Aprir a Vigonza, in via Venezia 26, il nuovo store di Pittarello, il brand di calzature, pelletteria,
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accessori e pronto moda. L prevista per il prossimo 20 maggio.

IL NUOVO STORE. Con i suoi cinquemila metri quadri, suddivisi tra uomo e donna, lo store di Vigonza sar il terzo ad aprire sul territorio padovano dopo quelli dei centri commerciali La Corte e Piazzagrande (Piove di Sacco). Il nuovo negozio si presenta con imponenti vetrine esterne ed enormi schermi luminosi sulle pareti interne. Il design caratterizzato da colori brillanti e linee minimali e studiato per esprimere al meglio la proposta del brand che trova i suoi punti di forza nell fra prezzo, qualit e vastit dell Il nuovo punto vendita Pittarello inoltre particolarmente attento alla sostenibilit ambientale. Ricerca e sviluppo hanno infatti permesso l di lampade intelligenti a led collegate a sensori crepuscolari che ne regolano la luminosit sulla base della luce naturale garantita dalle grandi vetrate. Inoltre, nell parcheggio,
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sono a disposizione della clientela 9 postazioni per le ricariche di auto elettriche.

ugg men boots Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo

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Le avventure di Percy Jackson hanno conquistato circa trenta milioni di lettori in tutto il mondo e anche in Italia il successo è stato enorme, un successo grandemente amplificato da due film tratti dai romanzi scritti da Rick Riordan.

Ora la Mondadori ha inviato in libreria un volume dal titolo Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo Le origini del mito. Il volume di oltre 950 pagine contiene le prime tre avventure del protagonista e precisamente Il ladro di fulmini (The Lightning Thief, 2005); Il mare dei mostri (The Sea of Monsters, 2006) e infine La maledizione del Titano (The Titan’s Curse, 2007).

Nei romanzi della serie l’antico e il moderno sono abilmente mescolati e scopriamo che tutti gli dei dell’Olimpo sono vivi, vegeti e risiedono negli Stati Uniti, si mescolano tra di noi, possono trasformarsi e non solo sono tra gli uomini ma possono amare e generare dei figli, che ovviamente saranno dei semidei, talvolta senza saperlo.

Il protagonista, Percy Jackson, è un ragazzo di dodici anni e vive a New York con la madre, non ha mai conosciuto suo padre, e ha vari problemi: è dislessico, ha disturbi dell’attenzione ed è sin troppo vivace, nella nuova scuola ha un solo amico, Grover, un ragazzo con problemi di deambulazione. Durante una visita a un museo avrà la sgradita sorpresa di essere attaccato da una professoressa che si trasforma in Furia, in suo aiuto interviene il professore Brunner che, costretto su una carrozzina, lo aiuta a difendersi e poco dopo Percy scopre di essere il figlio del dio del mare Poseidone, mentre sua madre è una umana. Pertanto lui è un semidio. Grover è un fauno (al posto dei piedi ha due zoccoli) e il professore Brunner in realtà è un centauro.

Le avventure di Percy sono appena iniziate e proseguiranno sempre più avvincenti anche nei successivi romanzi.

Una nota interessante: il volume contiene un racconto extra dal titolo Il figlio di Sobek (The Son of Sobek, 2013)

La quarta di copertina

Suo padre è Poseidone, dio del mare. La sua professoressa di matematica è una Furia determinata a ucciderlo. Il suo migliore amico è un satiro in scarpe da ginnastica. E questo è solo l’inizio del cataclisma che sta per travolgere la vita di Percy Jackson! Le creature della mitologia greca e gli dei dell’Olimpo non sono scomparsi, ma si sono semplicemente trasferiti a New York, più vivi e litigiosi di prima. Mostri infernali sono riemersi dalle viscere del Tartaro, e solo Percy può impedire che sprofondino il mondo nel caos. Un duro addestramento lo aspetta al Campo Mezzosangue per prepararsi alle eroiche imprese che dovrà affrontare con l’aiuto dei suoi nuovi amici semidei: scoprire chi ha rubato la Folgore di Zeus, sfidare Polifemo nel Mare dei Mostri e sconfiggere i Titani, ostacolando il loro sogno di vendetta contro gli dei. Il destino dell’umanità è nelle sue mani, e se oltre al Vello d’Oro riuscirà a portare a casa anche la pelle, dovrà fare i conti con un’antica, terribile profezia.

Rick Riordan. Autore di successo per ragazzi e adulti, è stato premiato con i riconoscimenti più importanti del genere mystery. Dopo aver insegnato inglese per quindici anni, ora si dedica a tempo pieno alla scrittura e vive a San Antonio, Texas, con la moglie e i due figli.

La saga “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo” è stata un autentico caso editoriale e ha venduto oltre trenta milioni di copie nel mondo e quasi seicentomila in Italia.

Per Mondadori ha pubblicato anche la prima avventura della saga “Eroi dell’Olimpo” (L’eroe perduto) e i primi due episodi di “The Kane Chronicles” (La piramide rossa e Il trono di fuoco).

Rick Riordan, Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo Le origini del mitoTraduzione Laura Grassi per Il figlio di SobekGira per mondo da qualche decennio, in tempo per rimanere per mezz con la bocca aperta quando vide le copertine dei primi Urania e Urania rivista esposti nelle edicole di Roma. da sempre un lettore onnivoro e per mancanza di iscritto a tutte le biblioteche romane. Preso (ma forse meglio dire rubato) il diploma da ragioniere, per lavoro ha girato tutta la penisola, isole comprese. Quando ha smesso di girovagare, ho dato sfogo a tutta la sua voglia di sport. Risultato: nuoto, sci, tennis, bici, tiro con l pesca. Nel 2001, per problemi vari, si trasformato in un pantofolaio. Nel 2004 Silvio Sosio gli rivolge l’invito a collaborare al Corriere della Fantascienza, invito che accetta con grande entusiasmo, mentre l successivo inizia la sua collaborazione a FantasyMagazine.
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Ieri la Polizia Stradale di Siena ha denunciato un marocchino di quarant’anni per ricettazione e commercio di abiti contraffatti. L’uomo era in viaggio sulla sua Fiat Marea grigia, quando è incappato nella pattuglia di Montepulciano, impegnata nel consueto dispositivo di controllo a reticolo, per intercettare sia gli automobilisti indisciplinati che i delinquenti. L è apparso da subito molto nervoso e non è stato difficile per i poliziotti capire il perché: avvicinandosi al veicolo, infatti, si sono accorti che sul sedile posteriore c’erano diversi capi di abbigliamento appallottolati. Si trattava di giubbotti, ma anche di felpe e di scarpe, 37 in tutto: capi di marchi famosi come Nike, Colmar, Saucony, KWay, Napapijri, Chanel, Prada, Gucci, Alviero Martini, Michael Kors, Tod’s, Luis Vuitton, Liu Jo, palesemente contraffatti, destinati al mercato nero. L’uomo non ha voluto dire nulla sulla provenienza del carico, né dove fosse diretto. I poliziotti lo hanno denunciato e gli hanno sequestrato tutta la merce falsa, che di contrabbando gli avrebbe fruttato circa 3.000 euro, e pure la macchina.
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Puntuale è arrivata, in questi giorni, la notizia dell’ennesima rissa in campo e a bordo campo, con protagonisti sia i giocatori sia i dirigenti ma con l’aggravante di una pessima esibizione offerta dai genitori che incitavano i propri figli in campo a picchiarsi. Come consuetudine, per alcuni giorni stampa, radio, tv e social ospiteranno interventi contro la violenza nello sport e soprattutto contro l’atteggiamento di certi genitori, ma finirà qui, in attesa della puntata successiva. Resta aperta e senza risposta la domanda fondamentale: a chi ci possiamo rivolgere se anche i genitori vanno fuori di testa? Preciso che sono da sempre nello sport, quello praticato sui campi, nelle piazze, nelle palestre, nelle piscine e via dicendo.

Non mi sorprende la violenza nello sport. Mi amareggia, mi indigna. E credo sia arrivato il tempo di dare una risposta alla domanda iniziale.

La risposta va trovata, a mio modo di vedere, nella formazione. Lo sport corre sul filo della violenza quando l’impegno vero, forte, concreto, in una parola l’agonismo, talvolta degenera. Continuiamo però a chiamarlo anche gioco. Ed il gioco è uno degli spazi più importanti per lo sviluppo della creatività e della libera personalità di un bambino, di un ragazzo, anche di un adulto. Si può allora immaginare di attivare un’alleanza educativa tra le forze positive della comunità e iniziare un dialogo più stretto con le società sportive affinché si inizi a pensare anche a forme di partecipazione diversa, più serena e giocosa, daparte dei genitori? Certamente sì.

Non solo è possibile, ma senz’altro anche utile perché ancora una volta attraverso lo sport scopriremmo di poter attivare forme di crescita culturale, sociale ed etica della comunità. Dobbiamo però iniziare a rendere visibili alcuni modelli che funzionano. Sappiamo che fa notizia un albero che cade e non la foresta che cresce. Il mondo della comunicazione, così schiacciato sul negativo e sugli scandali (spesso creati ad arte proprio per fare notizia) dovrebbe trovare il modo di raccontare il lato positivo che pure, nello sport, è la parte largamente maggioritaria. Così scopriremo che ci sono modelli educativi, rappresentati da allenatori come Roberto, tecnico di una società d’oratorio alle porte di Bergamo, in zona aeroporto, che consemplicità un giorno, accortosi che un suo giocatore stava lasciando il calcio perché la famiglia non aveva i soldi per comprargli le scarpe per giocare, ha pensato bene di regalargliele. Questo il bel gesto. Il modello educativo ha dimostrato la sua validità subito dopo, quando i compagni di squadra del giovane hanno chiesto al mister di poter partecipare, donando un euro ciascuno, al gesto di solidarietà.

Aggiungo per sottolineare la duplice vittoria in questa storia, che questa squadra allievi ha conquistato lo scorso anno un solo punto in classifica in un’intera stagione, eppure non ha perso un solo giocatore, acquistandone anzi un paio in più. Diamo allora spazio anche a questi modelli positivi. Fa rumore anche un albero che cresce.
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Il Comitato Scientifico della Fondazione “Sapientia Mundi”, dopo ampia valutazione delle figure dei Papi dell’ottocento che espressero una particolare attenzione verso le problematiche sociali, ha ritenuto preponderante la figura di Papa Pio IX .

Gioberti e Farini Lo riconobbero: “il sacerdote pio, il credente senza ombra di dubbio, l superiore ad ogni sospetto la cui popolarità fu immensa e, che si sentì anzitutto italiano. In Lui era l dell un riconosciuto candore, quella sua bonarietà che impediva alla gran parte dei liberali ed ai repubblicani di odiarlo veramente; potendo detestare la funzione, l ma essi, per lo più non credenti, avvertivano con uno stupore non scevro di rispetto, il prodigio di quegli che accetta, senza tristezza, la volontà di Dio, se pure suoni sconfitta e ad occhi umani possa apparire una umiliazione”.

La Fondazione,Presieduta dal Cav Giuseppe Anelli, si è ispirata alla vita di Giovanni Maria Mastai Ferretti per ideare il Premio “Pio XI”, oggi giunto alla II edizione, intitolato ad un uomo di Dio e di preghiera, generoso, che amava la gente; promosse la realizzazione di moltissime opere pubbliche, la nascita di fondazioni, asili, ricoveri per anziani, poveri ed indigenti, e si prese cura dei sordomuti. Io vi propongo di andare più in là dell’orizzonte e, anche se non abbiamo l’energia che in giorni lontani mosse la terra e il cielo, siamo ancora gli stessi”. Questo Paese ferito attende che voi ne calpestiate il suolo con la sola convinzione che citando Winston Churchill nella vita non contano i passi che fai, né le scarpe che usi, ma le impronte che lasci. Anche per noi, il grande Nelson Mandela,ha evidenziato la preside,urlò al mondo queste parole quando, dopo una lunga resistenza senza armi, divenne il primo presidente sudafricano del dopo apartheid: Il momento di curare le ferite è giunto. Il momento di colmare gli abissi che ci dividono è giunto. Il momento di costruire è giunto.
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After the success of the previous edition, the catwalk show dedicated to the research of Kidzfizz is broadening its horizons.

In order to accommodate an even larger audience of press and buyers, for the first time a selection of KidzFizz brands will be staged in the Sala del Rondino for a special catwalk show, in an area which has been specifically reinterpreted and designed.

The Apartment and KidzFIZZ fashion shows are part of the Special Program for the 2017 Pitti Immagine Fairs sponsored by the Centro di Firenze per la Moda Italiana, and made possible thanks to a grant from the Ministero per lo Sviluppo Economico (Ministry for Economic Development) and Agenzia ICE (Italian Trade Agency) within the context of the plan supporting Italian trade fairs and Made in Italy.

Pitti Immagine Bimbo and the brands at Apartment and KidzFIZZ would like to thank:

for their services on the occasion of the event: Compagnia della Bellezza

For the shoes: Andrea Morelli, Anniel, Asso, Bensimon, Emu, Gallucci,
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Gioseppo, Havaianas, Jarrett, Mini Melissa, Montelpare, OVS (also for the tights), Pep Porselli, Rivieras, UGG, Zecchino d’Oro
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Nasce una calzatura ottima per fare sport, unica per il tempo libero, un compromesso perfetto realizzato da Lumberjack, il brand di calzature con la foglia d’acero.

La nuova Urbantrail, un concentrato di pura tecnologia in una sola scarpa, presenta il cuore dell’innovazione del nuovo progetto Reactive System, racchiuso nella nuova costruzione della suola, un mix di 4 elementi che, combinati insieme, riescono ad offrire un nuovo concetto di ammortizzazione.

La suola in EVA è stata scavata per far spazio allo speciale inserto anti shock in EVA traforato. Le speciali di canalizzazioni di questo speciale inserto permettono di distribuire l’energia dell’impatto su tutta la superficie. Esso rappresenta, infatti, il primo elemento di cushioning che permette di smorzare le vibrazioni più intense,
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mentre, la suola con differente densità di EVA oltre ad offrire una seconda ammortizzazione, disperde l’impatto a terra.

Numerosi test hanno permesso di studiare le due differenti densità di EVA della suola e dell’inserto anti shock, che permette di adattarsi autonomamente al peso della persona, per donare la massima ammortizzazione sul qualsiasi tipo di terreno.

Il terzo elemento importantissimo di questa suola è rappresentato dal battistrada in gomma antiabrasione che garantisce maggiore resistenza e durata nel tempo. Il suo particolare disegno permette, inoltre, un maggiore grip sul terreno. Inoltre, la suoletta in memory foam, a contatto diretto col piede, oltre a donare il massimo comfort, incrementa le proprietà dell’innovativa suola con Reactive System.

La tecnologia disegna anche una nuova tomaia con una struttura a ragnatela che avvolge il piede stabilizzandolo mentre la doppia air mesh garantisce un’ottimale traspirazione. Inoltre, la sua chiusura micrometrica con lacci elastici permette una regolazione ottimale senza pressioni e diventa ideale sia per il natural running che per la vita urbana.

Lumberjack crea così la scarpa tecnica (e non) più amata di sempre,
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pensata per i natural born runner e destinata a diventare un vero oggetto del desiderio.

ugg care kit Poltrona Frau Group acquisisce il marchio storico Simon attraverso Cassina

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Il Mercato Toro sopravvivrà nel 2018? Se puoi investire almeno 350.000 , scarica senza spese la guida Prospettive sul Mercato Azionario. Ti darà informazioni aggiornate sui fattori che potrebbero alimentare i “sentiments” sul mercato finanziario e su come affrontarli.

Poltrona Frau Group, attraverso Cassina, acquisisce da Estel il marchio Simon. Un segnale importante in questo particolare momento storico per l’industria italiana del design che rimane un patrimonio fondamentale del nostro paese. La scelta dell’acquisizione è stata stimolata dalla specifica volontà di Poltrona Frau Group di continuare nel suo percorso selettivo di integrazione dei marchi italiani che hanno reso cosi celebre il design italiano nel mondo.

Nello specifico la collezione Simon rappresenta un catalogo di eccellenza che raccoglie alcuni tra i prodotti più rappresentativi del design italiano, perfettamente in linea con il posizionamento di eccellenza riconosciuto nel mondo ai marchi di Poltrona Frau Group quali Poltrona Frau, Cassina e Cappellini.

Tale acquisizione permetterà a Cassina di arricchire ulteriormente il prestigio del suo catalogo affiancando agli storici nomi di Le Corbusier, Charlotte Perriand, Charles Rennie Mackintosh e Gerrit T. Rietveld, anche altri nomi storici dell’architettura mondiale come Carlo Scarpa (con la serie di tavoli tra cui il “Sarpi”), Marcel Breuer (con il tavolo “Delfi”) e Kazuhide Takahama (con il tavolo “Antella”) con particolare enfasi su gamme di prodotto meno presenti nella collezione attuale di Cassina come tavoli, contenitori, sedie e arredi per l’ufficio.

La forte integrazione a livello distributivo, soprattutto all’estero dove Cassina genera oltre l’80% del proprio fatturato, permetterà di massimizzare la ricchezza di questo nuovo catalogo e di sviluppare la crescita dei prodotti Simon principalmente fuori dall’Italia, mercato che a oggi rappresenta quasi la totalità dei suoi ricavi.

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Secondo cane Prendere il secondo cane sì o no? Dipende da molti fattori. Se lo prendiamo perché avere due cani lo interpretiamo come uno status symbol, allora no, lo stiamo facendo per il motivo sbagliato. Se lo prendiamo per far compagnia all’altro cane, allora va bene, ma dipende da come è l’altro cane. Se ho un cane tranquillo, equilibrato, educato e socializzato bene allora ok. Ma se ho un cane ingestibile, totalmente non educato, non socializzato, che non riesco neanche a portare in passeggiata, che mi mette le zampe metaforicamente in testa qualsiasi cosa faccia, allora è una pessima, pessima idea prendere il secondo cane. Il concetto è: se non riuscite a gestire il primo o non siete stati in grado di educarne correttamente uno, come pensate di riuscirci col secondo?

Il fatto è che una volta che il secondo cane è entrato in casa non è come le scarpe di Zalando che se non vanno bene le restituite. Una volta che il secondo cane è entrato in casa, nel Bene o nel Male dovrete rassegnarvi a gestirlo. In generale molti sperano che vada bene. Un consiglio: in questo caso è meglio pensare a come comportarsi se la convivenza dovesse andare male, è molto più utile pensarla così. Se poi va tutto bene, meglio. Ma se va tutto male, almeno siete pronti.

Cosa fare quando si porta in casa un secondo cane?Ci sono una serie di consigli generali da mettere in atto quando si porta in casa un secondo cane, che quasi nessuno segue, salvo poi lamentarsi di avere problemi:

sesso del cane: la regola è semplice. Se in casa ho un maschio, prendo una femmina. Se in casa ho una femmina, meglio prendere un maschio. Due maschi no: anche se il primo magari accetta il cucciolo, quando questi diventa adulto c’è il fondato rischio che voglia prendere il posto del cane più anziano, scatenando risse ingestibili. Due femmine si potrebbe fare, ma sterilizzandole: quando vanno in calore o se vanno incontro a gravidanze immaginarie, litigano e vi ritrovate nella stessa situazione di avere due cani maschi. Se prendete un maschio e una femmina, andranno sterilizzati o la femmina portata altrove quando in calore. Lasciare maschio e femmina in casa con la femmina in calore e separati solo da una porta non è una buona idea: oltre ai danni causati a quella porta perché i due cercheranno di sfondarla, saranno molto più nervosi e finisce sempre che riescono a sgattaiolare fuori per accoppiarsi

età del cane: meglio prendere un cucciolo, ma se avete un cane equilibrato e socializzato potrebbe accettare anche un adulto,
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basta che sia equilibrato e socializzato a sua volta

razza: se non siete più che esperti di cani (il che non vuol dire avere avuto cani per tutta la vita: se questi cani sono stati tutti isterici, mordaci e non socializzati non siete esperti. Vuol dire sapere davvero come si educa e gestisce un cane), non abbinate razze giganti a razze toy. Anche qui vale sempre la stessa regola: magari va tutto bene, ma se invece non va tutto bene? Pensate sempre alla situazione peggiore in cui potreste trovarvi. E magari abbinate razze che si tollerino fra di loro. Se avete un PitBull bravissimo con le persone, ma che non sopporta gli altri cani, allora non è una buona idea portargli in casa un altro cane, rischiate la sua vita. In questo caso prima con un educatore cinofilo si rieduca correttamente il PitBull e poi potrete pensare a prendere un secondo cane

primo incontro: sempre in territorio neutro. Non fate l’errore che fanno tutti di portare subito a casa il nuovo arrivato: pure io se mi vedo piazzare un nuovo arrivato in casa di punto in bianco mi arrabbierei. Il primo incontro deve avvenire magari in un parco o in un prato. I due si conosceranno, giocheranno e quando saranno affiatati si andrà a casa tutti insieme, facendo entrare per primo il primo cane. Così il primo cane apprenderà che il gioco continua anche in casa e l’intrusione sarà più gradita

ciotole e cucce separate: anche se finiscono poi col mangiare sempre tutti nella stessa ciotola e dormire sempre nella stessa cuccia, devono comunque poter avere giacigli e ciotole separate

non prendete sempre le difese del nuovo arrivato: a meno di gravi attacchi (ma in teoria se avete un cane equilibrato e socializzato non dovreste avere di questi problemi), lasciate che il primo cane metta in chiaro le regole. Se mostra i denti al nuovo cane senza attaccarlo perché questi gli ha rubato la ciotola, non sgridate il primo cane prendendo le difese del secondo: è ovvio che così facendo dimostrate al primo cane quello che sospettava da tempo, cioè che state cercando di soppiantarlo col nuovo cane. A questo si aggiunge la solita postilla dei cani presi dal canile o da situazioni disagiate: non continuate a trattarli come se vivessero sempre in quella situazione. “Poverino, chissà quanto ha sofferto”: basta, una volta che è entrato in casa vostra non offrirà più, quindi perché trattarlo sempre come se fosse ancora in quella situazione e continuare a dirgli e scusarlo con il “Poverino”? Quando entra in casa vostra, va trattato dignitosamente come tutti gli altri cani, la falsa pietà non aiuta nessuno

educatore cinofilo: una delle funzioni degli educatori cinofili non è solo quella di mettere una pezza o sistemare situazioni educative e comportamentali errate. Un delle loro funzioni è anche quella di aiutarvi nel corretto inserimento di un cane. Se non siete più che sicuri di quello che state facendo, prima di creare problemi e disagi a tutti, contattate un educatore cinofilo che vi aiuterà nel corretto inserimento

veterinario comportamentalista: nel caso il problema fosse un cane fobico, proveniente da situazioni particolari, aggressivo, non socializzato, allora forse vi conviene inserirlo insieme al supporto di un veterinario comportamentalista. Qui non si tratta solamente di impartirgli la giusta educazione (c’è anche quello, ma non solo), si tratta di dover risolvere un vero e proprio problema comportamentale, cosa che richiede uno specialista

Quando non prendere un secondo cane?Ecco quando invece non bisognerebbe prendere un secondo cane:

quando il primo cane ha problemi comportamentali e/o educativi che non abbiamo potuto/voluto risolvere per tempo

quando non si ha già tempo per gestirne uno

quando ho un cane non educato o non socializzato

quando ho problemi economici. A questo proposito, se fino al giorno prima vi siete lamentati dal veterinario su quanto care sono le cure, su quanti soldi spendete per il mangime e le medicine e via dicendo e il giorno dopo vi presentate con un secondo cane,
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secondo voi cosa dovrebbe pensare una persona sana di mente?Foto sonstroem