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This study analyzes the fan fiction related to the Eymerich novels written by Valerio Evangelisti. The aim is to identify which stories resume the mode of representation of political discourse that underlies the original novels, criticizing the contemporary Catholic Church. Empirical research has identified 26 texts published in books and online. They compose the corpus. The analysis has placed them from an historical and typological point of view, in connection with the recent scientific production on fan fiction and adaptations, relating them to the original novels both chronologically and thematically. Two texts in particular seem to assume the same mode of representation of the political discourse in the novels. A linguistic and stylistic analysis has identified how they build a relationship with current events, history, news and political reality, and how they move a critical reflection about the Catholic Church. Research has provided never collected data, allowing to reflect upon fandom reception, the practices of rewriting texts and the attention to the political discourse

Amici, Marco, “La narrativa a tema criminale: poliziesco e noir per una critica politica”, Scritture di resistenza. Sguardi politici dalla narrativa italiana contemporanea, Roma, Carocci, 2014: 129 197.

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Evangelisti, Valerio, “Vittorio Curtoni, o del futuro interiore”, Retrofuturo. Storie di fantascienza italiana, Milano, Shake, 1999: 9 15.

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Evangelisti, Valerio, Sotto gli occhi di tutti: ritorno ad Alphaville, Napoli, L’ancora del Mediterraneo, 2004.

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Le foto sono del settimanale Chi che già aveva fatto lo scoop sull’incontro notturno tra il portiere della Juve e la conduttrice Sky Ilaria d’Amico. I due si avviano verso la firma definitiva alla fine del loro matrimonio ma i sentimenti sembrano contrastanti. Buffon appare sorridente, molto tesa e scura in volto invece la Seredova che in risposta all’ormai ex marito sfoggia scarpe rosse molto sexy e un look da femme fatale. E poi: La moglie di Argentero con un altro? Myriam Catania, moglie del bellissimo Luca Argentero, beccata in atteggiamenti equivoci con un altro uomo. Le foto di Diva e Donna non lasciano molti dubbi. Parata di stars a Cannes: non si risparmia certo su sete, pizzi e parure di brillanti a Cannes. Le star di Hollywood in grande spolvero sulla Croisette del Festival del Cinema. Tra le più ammirate, come sempre, Sharon Stone, bellezza in rosso, ma anche la biondissima Victoria Silvestedt. Spunta anche la miliardaria Paris Hilton,
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a caccia di flash.

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Il CS Fola Esch Football and Tennis Club, la squadra più antica del Lussemburgo, viene fondata il 9 dicembre 1906. Due anni dopo le formazioni sono già 13 e vengono coordinate da un organo provvisorio. Nella stagione 1909/10 viene organizzato il primo campionato nazionale a 26 squadre. Vince il Racing Club Luxembourg oraFC Union Ltzebuerg , che da inizio allo sviluppo del calcio nel Granducato. Oggi la Fédération Luxembourgeoise de Football (FLF)vanta 109club affiliati e32.000 tesserati.Il Lussemburgo entra a far parte della FIFA nel 1910, mentre il 29 ottobre 1911 la nazionale disputa la prima partita ufficiale contro la Francia. Sfortunatamente, l’incontro casalingo termina con una sconfitta per 4 1, ma l’8 febbraio 1914 la squadra porta a termine la rivincita e batte i transalpini 5 4. Segue la partecipazione alle Olimpiadi 1920 di Anversa, terminate con la sconfitta per 3 0 contro l’Olanda.Nel 1930, l’organo di governo del calcio nazionale acquisisce l’attuale denominazione di Fédération Luxembourgeoise de Football (FLF). Sono questi gli anni del boom calcistico. Il numero di squadre aumenta rapidamente e i giovani vengono sempre più incoraggiati al mondo del pallone. La prima Coppa di Lussemburgo viene disputata nel 1922 e si conclude con la vittoria del Racing Club per 2 0 sull’AS Jeunesse Esch. La guerra ostacola inevitabilmente il calcio, pur non arrestandone la crescita.Nel settembre 1951, la FLF acquista l’edificio che le farà da quartiere generale fino al febbraio 2002. Tre anni dopo, la federazione entra a far parte della neonata UEFA, mentre lo Spora diventa la prima rappresentante del paese in Coppa dei Campioni. Da allora, le formazioni lussemburghesi prendono parte regolarmente alle competizioni europee, proprio come fa la nazionale nelle qualificazioni ai Campionati Europei e alla Coppa del Mondo FIFA.Il più grande obiettivo raggiunto dalla nazionale rimane la qualificazione ai quarti di finale dei Campionati Europei 1964. Dopo aver eliminato l’Olanda negli ottavi, il Lussemburgo perde 1 0 nello spareggio contro la Danimarca sul campo neutro di Amsterdam dopo che le sfide di andata e ritorno si erano concluse con un complessivo 5 5. Negli anni successivi, la squadra del Granducato si dimostra capace di neutralizzare le favorite. Tra le tante sorprese, ricordiamo il 2 0 sulla Turchia in una gara di qualificazione per la Coppa del Mondo 1974 e l’1 0 sulla Repubblica ceca in un incontro di qualificazione per EURO ’96.Più recentemente, il 10 settembre 2008, ha sorpreso la Svizzera vincendo 2 1 a Zurigo nelle qualificazioni per i Mondiali FIFA del 2010. Nonostante i discreti successi, i traguardi da raggiungere sono ancora molti. La FLF ha aperto una scuola calcio nella stagione 2000/01 a Mondercange. Nel giugno del 2005 la sede della federazione è stata spostata nella stessa sede a sud del paese. Tutte queste innovazioni non potranno che cementare le già solide basi calcistiche lussemburghesi. Il futuro, dunque, si preannuncia quanto mai roseo.Nel 2009, la squadra femminile del Lussemburgo ha giocato la prima partita ufficiale nelle qualificazioni ai Campionati europei femminili UEFA, mentre quella maschile allenata daLuc Holtz dal 2010 ha ottenuto un pareggio per 1 1 in amichevole contro l’Italia, seguito da un pareggio contro la Bielorussia nelle qualificazioni a EURO 2016. Inizialmente giocatore dell’FC Avenir Beggen, Paul Philipp ha passato i migliori anni della sua carriera da centrocampista in Belgio con R. Union Saint Gilloise, R. Standard de Liège e R. Charleroi SC; si è ritirato nel 1985 dopo aver vinto un secondo campionato con l’Avenir Beggen. Avendo segnato quattro reti in 54 partite con la nazionale nel periodo 1968 82, Philipp è passato direttamente alla guida della nazionale;nella sua parentesi1985 2001 ci sono anche le qualificazioni per EURO ’96 nella quali la sua squadra ha vinto tre partite due contro Malta oltre al celebrato successo per 1 0 contro la Repubblica Ceca. Jol Wolff ha lavorato presso diverse banche in Lussemburgo come operatore finanziario, prima di entrare nella Federcalcio lussemburghese (FLF) nel 1990 con l’incarico di segretario generale.E’ stato terzino sinistro nelle serie minori con SC Tétange e ES Schouweiler, prima di appendere le scarpe al chiodo nel 2003. Anche quando non ricopriva incarichi di funzionario calcistico, ha sempre seguito con grande interesse sia il calcio nazionale che internazionale. Wolff è stato membro di diverse commissioni UEFA a partire dal 1992 ed è attualmente componente dell’Organo Disciplinare, Etico e di Controllo UEFA. Dal 1992 ha svolto anche il ruolo di delegato di gara in occasione delle partite UEFA. Ha indicato tra i suoi obiettivi principali per i prossimi anni lo sviluppo del calcio giovanile a tutti i livelli e l’ulteriore miglioramento delle squadre nazionali attraverso il rafforzamento della scuola calcio nazionale del Lussemburgo. Wolff ha rimarcato inoltre la necessità di costruire un nuovo stadio nazionale, nonché di rafforzare e professionalizzare ulteriormente il calcio a tutti i livelli nel Lussemburgo.
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Un contributo alla memoria storica è dato invece dalle opere di Paolo di Giosia il quale dopo un lavoro documentario sul complesso dell presenta una personale sintesi installativa; infine il duo Vincenzo Core Scacchioli, con una video installazione innesca una riflessione sulla follia in chiave universale, attraverso un uso del suono e dell ossimorico e rapsodico. Lavorano con film, video, installazioni, live performance. Vive e lavora a Teramo.(artista e fotografo)Appassionato di fotografia sin da ragazzo, fotografa prevalentemente in bianco e nero in modo analogico. Nel 2007 inizia una stretta collaborazione col Teatro Nazionale Croato Pl. Zajc di Fiume. Il suo è un percorso di densa contaminazione fra il teatro e la danza. In qualità di trainer cura la preparazione fisica di varie compagnie in Europa, da Bruxelles a Istanbul, e in India. Negli ultimi anni è creatore di performances ospitate in Italia e in Scozia e autore di messe in scena di testi contemporanei. Performance, installazioni, costumi, fotografie e video sono i mezzi che impiega per creare ambienti fisici e mentali in cui l ancestrale della natura viene indagato in termini empirici e sensoriali. Ha esposto in diverse mostre, personali e collettive, in Italia e all Sassi (1965). Nel 1994 frequenta l Center of Photography di New York, dove si diploma in Fotogiornalismo. Negli ultimi anni la sua ricerca personale si è focalizzata oltre che sulla fotografia, anche su istallazioni, performances e disegno su carta. Ha esposto in numerose mostre, collettive e personali. Ha effettuato varie ricerche di storia dell e architettura e ha collaborato con diverse figure intellettuali come Mimmo Jodice, Franco Loi e Gianni D Ha esposto in diverse mostre personali e collettiva, in Italia e all I suoi lavori sono esposti in diversi musei, qui ricordiamo il Museo della Follia di Mantova.

Dedicato ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.

Dedicato agli artisti, agli scrittori, ai registi, agli studiosi che si sono cimentati attraverso intelligenze e linguaggi diversi sulla follia.

Tutti gli eventi della 1 Edizione del Festival della Follia:

ore 16.30 Auditorium San Carlo, Museo Civico Archeologico F. Savini

Tavola Rotonda Storia di un Manicomio: conservazione, recupero e valorizzazione dell’Ex Ospedale Psichiatrico di S. Antonio Abate

ore 18.00 Ex Ospedale Psichiatrico di Sant’Antonio Abate

Opening Mostra d’Arte Contemporanea Qui solamente pochi, forse neppure i veri

Artisti: Vincenzo Core Scacchioli, Paolo Di Giosia, PierGiuseppe Di Tanno, Emiliano Maggi, Corrado Sassi, Fabrizio Sclocchini.

La mostra sarà aperta al pubblico dalle ore 10 13 e 16 20, nei 12, 13 e 14 settembre. L alla mostra richiede liberatoria firmata. L sarà consentito a gruppi di max. sette persone alla volta.
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Xerius Ugg condujo el ejército droide en Kiros y puso una trampa para el grupo de tareas de la Repblica que lleg a liberar el planeta. Aunque sus fuerzas fueron diezmadas, exigi ver al General Jedi Obi Wan Kenobi, para exigir la rendicin de su ejército, ya que haba colocado bombas térmicas alrededor de la ciudad capital. Obi Wan trat de ser diplomtico, porque no se rindi hasta que estuviese seguro de que los Togruta estaban a salvo. Pero Ugg estaba impaciente y las negociaciones se convirtieron en un agresivo combate cuerpo a cuerpo. Pero mientras que él luch con Kenobi, Anakin Skywalker y Ahsoka Tano andaban desactivando todas las bombas. Finalmente, un robot lleg a él personalmente y le cont lo que estaba pasando. Desesperado, trat de activar el detonador, pero slo una bomba explot fuera, a la derecha de su nave de escape. Kenobi se aprovech de la distraccin para echarlo de la parte superior del centro de comando.
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Ispirato ad una storia vera che ha sconvolto (e sconvolge tutt’ora) un’intera nazione, il regista Atom Egoyan rivive attraverso una telecamera uno dei processi più macabri e complessi degli ultimi 20 anni.

Il 5 maggio 1993, nella piccola cittadina di West Memphis, Arkansas, 3 bambini di otto anni scompaiono improvvisamente, e vengono trovati qualche giorno dopo privi di vita, legati dai polsi alle caviglie con i lacci delle loro scarpe e picchiati selvaggiamente. Si comincia ad ipotizzare che gli omicidi siano riconducibili ad un rito satanico, a causa della natura violenta e sessuale delle morti. Un mese più tardi, i tre adolescenti Damien Echols, Jason Baldwin e Jessie Misskelley Jr. (i famosi “Tre di Memphis”), vengono arrestati e processati nonostante l di prove.

Allora, partiamo con il fatto che questo film lo aspetto da dicembre, più o meno. Sarebbe dovuto uscire ad aprile, non so bene perché sia stato posticipato ma, quando ho scoperto che sarebbe uscito durante la festa del cinema, la vita ha cominciato a sorridere. Non lo aspettavo tanto per la storia in sé, nemmeno per il regista e tanto meno per Dane DeHaan, quanto per Colin Firth, che è il mio attore preferito.

Però sono rimasta piacevolmente sorpresa da tutta la storia. Non che non ami il genere, eh, anzi. Però si tratta sempre di un genere a mio parere “delicato”, se non sai argomentarlo bene e montare le scene giuste, può apparire noioso e monotono. Atom Egoyan (Chloe Seduzione ed Inganno) è riuscito a tirare fuori un film fatto bene, con delle scene qualche volta un po’ pesanti ma facilmente guardabili (e se ce l’ho fatta io fidatevi.) e con Colin Firth e Reese Whiterspoon, rispettivamente nei ruoli dell’investigatore Ron Lax e di Pam Hobbs, madre di uno dei bambini uccisi, che sono una garanzia nel mondo del cinema.

Come dicevo prima, troviamo anche Dane DeHaan che nell’ultimo anno (buon per lui, eh) è ovunque e che però in questo film è già più bravo che negli altri film dove l’ho visto (è ancora al cinema con The Amazing Spider Man 2 nei panni di Green Goblin). Cast, tra emergente e non, scelto bene. Le scene montate vi sembreranno un po’ strane, ma vi ricordo che è montato come se fossimo nel 1993 e ricorda molto un documentario, si tratta di investigazioni ed interrogazioni per tutta la durata del film.

Purtroppo, essendo un film ispirato ad una storia vera, non posso certo dirvi come ho trovato la trama: il film rispecchia ciò che è successo in realtà, non si limita a raccontare, ma argomenta e fa vedere la realtà dei fatti per com successa, non limita le scene e non nasconde nulla agli occhi dello spettatore. Il film è basato sul racconto di Mara Leveritt nel libro Devil Knot: The True Story of the West Memphis Three. Sulla stessa vicenda è stato tratto anche il documentario of Memphis prodotto da Peter Jackson e Fran Walsh e diretto da Amy Berg. Nel film è stata presentata una dichiarazione da parte dei tre testimoni che, per la prima volta, appoggiano con sicurezza le accuse verso un uomo di nome Terry Hobbs. Hobbs altro non era che il patrigno di una delle tre piccole vittime, ed è stato a lungo collegato al caso (inchiodato da presunte prove del DNA). Addirittura è emerso che la sua ex moglie (ovvero Pam Hobbs, madre di una delle vittime) chiede la riapertura del caso da anni. I tre giovani sono stati scarcerati dopo quasi 20 anni di carcere.

Devil’s Knot Fino a prova contraria vi lascerà senza fiato, un racconto senza mezzi termini di una storia che, purtroppo, tiene ancora lo Stato col fiato sospeso, e su un caso che non si è ancora risolto.

Vi consiglio di andarvi a leggere tutta la storia dei Tre di Memphis alla fine della visione del film, riuscirà a darvi un finale che forse, nella pellicola, vi lascerà un po’ delusi.

“Ti auguri sempre che il cinema sia una delle cose che possono restare. Essendo cresciuto con il cinema, a rischio di essere banale, per me ha sempre il suo fascino stare in una stanza buia e ascoltare e vedere qualcosa. Io spero sempre di trovare lì delle risposte e delle sicurezze.”

(T. Burton). Trovo stupido chiudersi al cinema per vedere una commedia demenziale. Mentre le mie amiche impazzivano per Lady Oscar, io scoprivo Beetlejuice e, di conseguenza, il mio amore per Burton. Criticona di natura, amo il cinema fatto bene.
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Ieri sera, presso il Museo della Città e del Territorio di Corato, Mariella Di Bisceglie ha presentato la sua ultima fatica, “Scarpe Basse Da Uomo”, in occasione del primo di una serie di incontri chiamati “Inchiostro”, organizzati dall’associazione culturale Terra Nostra. Scopo di questa rassegna è quella di valorizzare il nostro territorio non tramite i consueti mezzi dell’agroalimentare, ma attraverso l’arte, che sia letteratura, musica o pittura.

“Scarpe basse da uomo” è un viaggio e parla di noi e della nostra terra attraverso gli occhi di Anna, una ragazzina che almeno sulla carta non accetta i dogmi di quella società degli anni 50 maschilista e anti femminista, nella quale le donne avevano ben poche possibilità di scegliere cosa fare della propria vita, riuscendo a scavare nel nostro passato, sottolineando vari usi e costumi della nostra terra, dal corredo matrimoniale, alle famiglie costipate nei “bassi”, fino all’usanza (per le ragazze), di andare da una maestra di cucito.

Il romanzo, come sottolinea la stessa autrice, non è però un trattato sugli usi e costumi della Corato degli anni 50: Scarpe basse da uomo è un romanzo affascinante, che tiene il lettore con il fiato sospeso, un giallo in piena regola con sparizioni misteriose, amori difficili e donne in cerca di riscatto. In “Scarpe Basse Da Uomo” nulla è come sembra.

Tema cardine del libro è certamente la condizione femminile subalterna all’uomo, che, come sottolinea la scrittrice, non è del tutto scomparsa. Ancora oggi in molte parti del mondo vige questo predominio dell’uomo, solo che ora la cosa è molto meno palese. Anticamente questi ruoli erano decisi dalla società, erano alla luce del sole.

Il romanzo, tratto da una storia realmente accaduta, è una “seconda possibilità” che Mariella Di Bisceglie concede ad Anna. Ella infatti nella storia vera muore giovane, mentre nel libro, seppur con molte difficoltà, ha una seconda chance e riesce a riscattarsi.

Il libro, scritto con una penna semplice, è adatto a tutti i target di lettori: Non è un libro femminista, né contro gli uomini. Tutti possono leggerlo e ogni lettore può estrapolare diversi insegnamenti. Poi conclude: Questo romanzo fa parte di una trilogia, è legato al mio primo romanzo ambientato negli anni 40, e ne seguirà un altro ambientato negli anni 60, ma il mio sogno è quello di scriverne un quarto, in cui narrerei gli anni 60 e i meravigliosi anni del liceo.
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Da oggi a martedì nel quartiere fieristico di Riva si svolgerà Expo Riva Schuh, la rassegna internazionale della calzatura. Ciò che determina il successo di Expo Riva Schuh come evento leader internazionale è il fatto che anticipa le esigenze del mercato di riferimento proponendo risposte concrete, spiega Roberto Pellegrini, presidente di Fierecongressi. Forniamo risposte su più livelli, gli fa eco Giovanni Laezza, direttore generale della società fieristico congressuale del Trentino, grazie al centro studi e ricerche interno di Expo Riva Schuh. Da qui è emersa l’esigenza di intercettare mercati emergenti di espositori e di trovare nuove aree di provenienza dei buyer: è nato quindi il tour Expo Riva Schuh around the world, che ci ha portato in Sud Africa, in Svezia e che prevede per il 2018 tappe in Francia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Stati Uniti e Canada. Un altro esempio è il lancio del nuovo evento Gardabags, che andrà in scena a giugno: 2.000 metri quadri espositivi, al PalaVela, dedicati al mondo delle borse, delle cinture e degli accessori. Quest’anno gli espositori sono 1.455, di cui 1.177 provenienti da 37 Paesi.
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Abarth torna alle competizioni su pista e lo fa con la nuova “Fiat 500 Abarth Assetto Corse”, la piccola supersportiva della Casa dello Scorpione che sarà prodotta in Edizione Limitata (49 esemplari). Disegnata dal Centro Stile Fiat Group Automobiles ed elaborata dal team di Engineers e Designers di Abarth, la nuova vettura è un’anteprima in edizione limitata della 500 che sarà protagonista delle gare su pista a partire dal prossimo anno.

Presentata in anteprima mondiale alla recente rievocazione storica della “Mille Miglia 2008” dove sono state raccolte oltre 200 prenotazioni da tutto il mondo in poche settimane la versione Assetto Corse della piccola 500 Abarth raccoglie il testimone della sua progenitrice, la “595” che a partire dal 1963 ha collezionato numerosi successi e grandi vittorie, e ha permesso di coniare il famoso detto “piccole ma cattive”.

La vettura si presenta in pieno stile racing: carreggiate allargate, cerchi ultraleggeri specifici racing da 17″ di colore bianco, assetto ribassato, specchietti sportivi da competizione e predisposizione numerica sulle fiancate.

Disponibile unicamente nella colorazione in grigio pastello, con bande laterali Abarth di colore rosso, la “500 Abarth Assetto Corse” presenta un frontale aggressivo che ospita il badge con il logo Abarth e, al di sotto di questo, il paraurti allargato e completo di spoiler aerodinamico e di griglie serigrafate che sostituiscono le mascherine di plastica della versione di serie.

Sul cofano, oltre ai classici ganci “ferma cofano”, si trovano le due prese d’aria in carbonio che ospitano lo Scorpione, mentre la parte posteriore è caratterizzata dallo spoiler alare di colore bianco,
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il badge con logo Abarth e il doppio scarico.

In piena identity Abarth, sulle fiancate il logo con saetta che rappresenta l’immagine racing del brand e il tetto, con la banda rossa e quattro scacchi bianchi, proprio come sulla vincente versione Abarth 850TC degli anni 60.

Internamente la “500 Abarth Assetto Corse” è fornita di Roll bar omologato per le competizioni, completamente svuotata, per renderla più leggera e veloce, la vettura pesa circa 180 kg in meno rispetto la versione stradale. I sedili anatomici, il volante (specifici racing) e i pannelli porta in carbonio, rendono la 500 Abarth Assetto Corse una vera vettura sportiva, piccola e dal carattere grintoso.

Abarth ha inoltre pensato di realizzare il “kit” di abbigliamento per il pilota, che verrà consegnato in un’originale borsa di pelle marchiata Abarth. Dunque, a disposizione dei possessori della “500 Abarth Assetto Corse” ci saranno: tuta, casco, guanti e scarpe tutti rigorosamente brandizzati con il nuovissimo logo, “Assetto Corse”,
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realizzato per l’edizione limitata della vettura.

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Un mese fa Angela Burlando ci ha lasciato. Analisi voto e prospettive futureMartedi 6 marzo si è riunita la Segreteria per una analisi dei risultati elettorali. del Bue

Ho letto il suo articolo”idee in avanti” e credo sia una buona idea così come lei l’ha proposta. Certo occorre che non divenga una.

Scrive Andrea Zirilli:

1/3 Finlandia, 1/3 Vaticano e 1/3 Tangerisi sente parlare ogni giorno di formazioni messe in piedi per dare un Governo al nostro paese: purtroppo questi “aggregati”, già in origine lasciano intravedere tentazioni trasformistiche.

Non c’e’accordo su.

Scrive Leonardo Scimmi:

Dopo 5 anni di arrivano i risultati

Simbolo della primavera, in tante credenze popolari ne, è identificata come portatrice di buone notizie. E questa Estate sarà presente in numerose collezioni di abbigliamento e accessori. Stiamo parlando della farfalla, il lepidottero dalle ali grandi e multicolorate che ha sedotto anche celebri ideatori di moda come Tomas Maier, direttore creativo di Bottega Veneta, e la stilista koreana, Lie Sang Bong che ha proposto farfalle sugli abiti della sua collezione Primavera Estate 2013. Ma se un abito o un accessorio, caratterizzato dalla presenza di farfalle non dovesse essere sufficiente per la buona sorte, è di tendeza il cosiddetto “butterfly wedding”: al posto del riso, si lasciano volare centinaia di farfalle colorate.

LE FARFALLE DEGLI STILISTI Sul fronte della moda, il direttore creativo di Bottega Veneta ha ingentilito scarpe alte dal tacco robusto, con fiocchi e farfalle delicatamente appuntati. Ha inoltre inserito, su cinture e borse un’elegante fantasia del gentile lepidottero in volo, caratterizzata da diverse sfumature cromatiche. Anche Vivienne Westwood, la celebre stilista britannica ha proposto vistosi costumi con applicazioni di maxi farfalle, mentre da “Etro” le ali colorate dei lepidotteri diventano la fantasia dominante di un lungo abito nero.

IL BUTTERFLY WEEDING Se indossare accessori o abiti con il lepidottero raffigurato non dovesse bastare come portafortuna, allora si può optare per il “butterfly wedding”, una moda partita negli Usa e ora sbarcata anche in Italia: all della chiesa, a salutare i neo sposi non è il lancio del riso, ma il volo di centinaia di farfalle.
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