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Sindrome di RettIl compito più importante per il fisioterapista del centro Rett svedese è il documentare e il riferire cure di successo. Tale documentazione dimostra la possibilità di riguadagnare la funzionalità, ottenere variazioni ed evitare contratture per molti anni. Sono essenziali una valutazione approfondita e una analisi a livello neurologico, ortopedico e fisioterapico. Sottolineiamo l di mantenere i piedi in una posizione corretta, usando la chirurgia e ortesi ben calibrate dove necessari, rendendo possibile la posizione eretta e, per alcune persone, la deambulazione.Nonostante si trovino molti studi nella letteratura medica, per quanto riguarda la perdita di funzionalità da aspettarsi sia ad uno stadio iniziale (stadio II), sia in seguito (stadio IV), le possibilità di risultati positivi tramite intervento sono state raramente rilevate. Quando si lavora e ci si prende cura di persone affette da sindrome di Rett, si rileva spesso un atteggiamento di desolazione nei confronti di un intervento. Viene accettato un deterioramento della funzione grosso motoria senza alcuna analisi. Hennesy e Haas hanno riportato, nel 1998, che su otto pazienti con contratture fisse del piede caviglia, solo due erano state operate (4).Nel 1991 Guidera et al. hanno esaminato nove bambine, dai 3 ai 17 anni, con sindrome di Rett. Cinque di queste presentavano differenti contratture giunturali e nessuna di loro era stata curata operativamente (5). L di una posizione eretta, dell del corpo, del mantenimento e la riacquisizione della linea mediana e le ripetute cure sottotolineata dallo studio sulla scoliosi di Hanks (6).Sono state pubblicate alcune relazioni riguardanti la possibilità di riacquisire l di camminare (7,8). Uno dei compiti principali del fisioterapista presso il centro Rett svedese (Swedish Rett Center) è documentare cure di successo.Ad oggi, le valutazioni fisioterapiche comprendono 75 persone con sindrome di Rett, di età variabile tra 4 e 54 anni, e 25 (33%) di loro vengono esaminate ripetutamente.Noi presentiamo qui tre casi in cui vengono applicate efficaci strategie di prevenzione e di riallenamento.Il primo caso riguarda una donna con sindrome di Rett classica che presenta perdita di abilità grosso motorie e che ha vissuto per anni su una sedia a rotelle, poi riabilitata al punto di ottenere posizione eretta all di 36 anni, con l dell di camminare e attività di transizione fino alla sedia all di 40 anni.Il secondo caso tratta di una bambina con sindrome di Rett, che adesso ha 9 anni e 10 mesi, e del lavoro che si è fatto per darle la possibilità di stare in piedi, fare dei passi aiutandola, e farle mantenere la schiena più dritta possibile, sperimentando diverse posizioni erette.Il terzo caso è l di un lavoro che ha avuto successo nel mantenere la capacità di transizione da terra allo stare in piedi per una ragazza che adesso ha 15 anni, e la sua capacità di usare modi differenti di svolgere il compito. L è iniziato prima della perdita totale di capacità ed è avvenuto attraverso l di nuove strategie facilitative, aumentando la sua motivazione a compiere il movimento.CASO 1Questa donna è nata il 27 marzo 1956 dopo una gravidanza regolare ed è stata considerata normale. Ha imparato a camminare all di circa 16 mesi e all di 18 mesi riusciva a correre, a mangiare con un cucchiaio, a dire molte parole e a combinarle in semplici frasi. Riusciva anche a dire quando aveva bisogno di andare in bagno. A 18 mesi il suo sviluppo si arresta. Ha smesso di usare parole nuove e alla fine ha perso quelle che aveva imparato in precedenza. Il suo sonno è diventato disturbato, l instabile e presentava difficoltà nel cammino. In questo periodo c stata una fluttuazione di funzionalità durante il giorno e variabile di giorno in giorno.All di due anni le sue mani erano serrate in movimenti stereotipati e quando aveva 5 anni il suo camminare era instabile e caratterizzato da un andatura. A 10 anni aveva bisogno di supporto per camminare, a 17 anni i suoi piedi erano in posizione equino vara, il piede destro in maniera più pronunciata.A 18 anni, nel 1974, si verificò un allungamento bilaterale del tendine di Achille. A 21 anni non era in grado di camminare e si discuteva di una nuova operazione al piede destro. Il chirurgo ortopedico e la madre decisero di non effettuare l dubitavano che avrebbe portato dei benefici, considerando il fatto che non ne avevano portati le precedenti.Non era stato effettuato nessun allenamento particolare prima o dopo le precedenti operazioni. Nel 1984, a 28 anni, la famiglia si trasferì in un città. Una valutazione fisioterapica stabilì che la paziente pendeva verso destra, con il serio rischio di incorrere in scoliosi. Una valutazione ortopedica stabilì la mancanza di equilibrio posturale, ma non ancora scoliosi. Le sue giunture avevano una buona estensione di movimento, ad eccezione dei suoi piedi, che erano in posizione equinovara con un del piede anteriore. Il piede sinistro poteva essere forzato verso una normale posizione, ma non il piede destro.Uno dei metodi per ridurre il rischio di sviluppo di scoliosi era farla stare in piedi, ma questo era reso estremamente difficile a causa delle sue contratture. Quattro anni più tardi fu eseguita una osteotomia sfenoide ed un allungamento dei tendini del piede destro. Purtroppo il risultato non ebbe durata.
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Sono andato a Bristol nell occidentale, di recente, e sono rimasto colpito dal gran numero di hipster/hippy borderline che, invece di aspirare sigarette elettroniche, utilizzavano i nuovi vaporizzatori miniaturizzati per tabacco. La pipa è di ritorno: ne ho preso atto con sorpresa. Se è possibile reinventare la pipa per le nuove generazioni, che successo ci si potrebbe mai attendere da chi reinventasse il suo tradizionale e immancabile compagno, la pantofola, e la vendesse a 69 sterline al paio, versione elegante di quella che da Marks and Spencer si potrebbe acquistare per 7,50 sterline?

Un discreto utile, secondo un imprenditore londinese di 35 anni, Ankur Shah. Le Mahabis, le sue pantofole per hipster, si vendono al ritmo di 500 paia al giorno. Nel primo anno di attività l’azienda di Shah ha avuto un giro d’affari di 1,5 milioni di sterline, nel secondo di 10 milioni di sterline e si avvia quest’anno, il terzo, a toccare i 18 milioni di sterline. Shah aggiunge che l’azienda è stata redditizia fin dall’inizio. Mahabis: il nome vi dice qualcosa? Vi sembra familiare? così perché la campagna online mirata a popolarizzare le babbucce da casa è stata incalzante e incessante. Da mesi ormai sugli schermi dei miei dispositivi elettronici compaiono le pubblicità di questo ibrido tra sneaker, pantofola e pianella.

Ankur Shah non ha proprio nulla del magnate della pantofola: figlio di una coppia di medici del Lancashire, nell’Inghilterra settentrionale, ha studiato giurisprudenza, ha lavorato per il Dalai Lama a Dharamsala in India, è stato un avvocato penalista, ha creato un’agenzia pubblicitaria per social media e l’ha venduta a Experian.

La storia delle Mahabis fino a questo momento è interessante ed esemplificativa della velocità con la quale la tecnologia consente di dar vita a un’azienda. Tre anni fa l’idea di creare babbucce non aveva sfiorato Shah neanche lontanamente, benché ne indossasse tutti i giorni un paio, essendo costretto in casa per un grave problema alla schiena. Era pieno di capitali grazie ai proventi della vendita a Experian, ma non aveva granché di cui occuparsi. Shah sostiene che oggi indossano le sue babbucce almeno duecentomila persone in oltre 40 paesi, e pensa che questo possa essere considerato l’inizio di un fenomeno assai simile a quello di Ugg, che ha reso popolari gli stivaletti in pelle di pecora, o Havaianas, l’azienda brasiliana che produce infradito di gomma, o forse addirittura Nike.

Mi racconta che tutto ha avuto inizio per la sua ossessione per i dati: Ho iniziato a dare un’occhiata in giro per divertimento, per capire che cosa cercasse e comprasse online la gente. E ho studiato le infradito. Poi ho provato a digitare e i risultati della ricerca sono stati superiori del 60 per cento. Il volume d complessivo era di ben quattro miliardi di sterline, e ciò nonostante non mi è venuto in mente neppure un marchio che produce pantofole. Shah ha quindi pensato dove potesse procurarsi pantofole da vendere online, trovando però soltanto prodotti grossolani, lanuginosi, di tessuto scozzese che nessuno si sognerebbe di indossare. E infine si è chiesto se non avrebbe potuto creare egli stesso un marchio iconico ed elegante. A quel punto era solo questione di poco prima che trovasse il design giusto, stampasse prototipi di modelli tridimensionali a iosa, prendesse aerei avanti e indietro per Cracovia, in Polonia, paese tra i principali produttori di pantofole, e alla fine aprisse stabilimenti di produzione in Portogallo e in Italia. Il lancio delle Mahabis è avvenuto nel 2014 e Shah ha capito di avere fatto centro e che centro! quando il primo giorno online il suo sito web ha ricevuto diecimila ordini.

Immagino che a nessuno verrebbe mai in mente di fare affari con le pantofole, ma a ben pensarci per la generazione di freelancer, che lavora da casa, sono un articolo molto importante perché sono indossate tutto il giorno, sette giorni alla settimana ha detto, anche se ammette di non avere una spiegazione valida sufficiente per un successo di tale portata. Certo, le sue babbucce sono estremamente comode, ma a monte delle Mahabis in sostanza c’è un marketing online fenomenale. Shah ha detto che l’azienda spende milioni l’anno con Facebook e altri network vetrina che garantiscono che le immagini del prodotto compaiano dal nulla a margine della schermata anche su altri siti web. Con le Mahabis, che nel frattempo sono spedite a getto continuo dai magazzini di Swindon nell’Inghilterra occidentale, il team di dodici persone che a Shoreditch dirige l’azienda non ha certo tempo di starsene in pantofole e tutti si concentrano su altri aspetti fondamentali del marketing, analizzando chi compra, quando, dove e così via.

Si tratta di duro lavoro ma, contrariamente a ciò che se ne potrebbe dedurre, lo staff dei dirigenti lavora quattro giorni alla settimana e Shah sta vagliando la possibilità di avere giornate lavorative di sole quattro ore. Affrancati in buona parte dall’obbligo di lavorare in ufficio in modo tradizionale, i suoi collaboratori sono più produttivi e perfino più creativi. Non resta quindi che prepararsi: in arrivo c’è un’intera linea di accessori per una vita comoda tutti i giorni. Non aspettatevi una pipa Mahabis, però. 2016

(Traduzione di Anna Bissanti)

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ugg.com Il quotidiano con le notizie di Treviso e Provincia

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TREVISO Stretto dalla crisi economica e con un procedimento di vendita all della casa familiare, un imprenditore del settore delle calzature, Lorenzo Meggetto, 67 anni, di Zelarino (Venezia), si ucciso in casa impiccandosi.

L era titolare della catena di negozi di scarpe

Il suicidio avvenuto ieri sera. Secondo quanto riferito dai familiari, l soffriva per i forti problemi economici della societ che gestisce sei negozi di calzature tra Mestre, Forl e Pordenone.

Lorenzo era fratello di Mario Meggetto, pioniere del gruppo di calzature omonimo, il cui marchio tra i pi noti del Nordest. Lorenzo aveva preso una propria strada, separata dal fratello, aprendo una catena con un proprio marchio che gli aveva dato soddisfazione fino al momento della crisi. Secondo quanto si appreso, l non avrebbe trovato appoggio dal sistema creditizio per superare questo momento di difficolt e le cartelle di Equitalia avrebbero aggravato la situazione. Pare che fosse gi stata avviata la procedura di pignoramento della sua casa.

“Era una persona per bene commenta uno dei familiari ha sempre pagato tutte le tasse. Quando si trovato in difficolt ha trovato le porte chiuse da chi fino a poco prima sembrava un valletto nel farlo accomodare nel proprio istituto. Aveva una grande dignit ed stato questo che l portato a compiere l gesto dopo che si visto pignorare la casa”.
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ugg classic il Palermo fa causa alla Serie B

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Il Palermo non ci sta e, dopo il comunicato della Lega Serie B che confermava l di rinvii della gare di Serie B nonostante i numerosi calciatori chiamati dalle proprie nazionali, ha rilasciato un contro comunicato in cui minaccia di passare alle vie legali contro la Lega B perch sta pregiudicando il rendimento sportivo del club.

Ecco il testo del comunicato

Con grande disappunto l Citt di Palermo si vede punita da una organizzazione che la penalizza togliendogli la competitivit per gli impegni nazionali dei suoi giocatori.

davvero contro i valori sportivi la situazione delle assurde regole italiane attuali (a differenza di regole come quelle del campionato inglese), che possono provocare ingenti danni sportivi ed economici e pregiudicare le possibilit di promozione in serie A.

Incaricheremo il nostro ufficio legale per intraprendere tutte le azioni atte a garantire il giusto valore sportivo delle competizioni del campionato di Serie B e gli eventuali risarcimenti per gli ingenti danni provocati.
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ugg caspia boots Il segreto di una buona bistecca ma non solo si chiama Maillard

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La reazione chimica più importante di tutta la cucina è sicuramente la reazione di Maillard. Se cuocendo un cibo questo si “imbrunisce” quasi sempre è opera di questa reazione, che avviene ad alte temperature, tra i 140C e i 180 C, tra gli amminoacidi delle proteine e gli zuccheri. La potete vedere in azione quando friggete le patatine, quando cuocete del pane, una torta, o una bella bistecca.

La carne di manzo contiene zuccheri a sufficienza per far avvenire la reazione. Altre carni invece sono più povere di zuccheri, e quindi a volte si aggiungono direttamente oppure usando una marinata: il vino ad esempio contiene zucchero, come pure il limone. Nell’anatra all’arancia ad esempio quest’ultima fornisce lo zucchero perché avvenga la reazione di Maillard. E che ne dite dell’uso del miele per glassare alcune carni? Non tutti gli zuccheri hanno voglia di reagire con gli aminoacidi: solamente gli zuccheri che i chimici chiamano “riducenti” (una sostanza riducente è l’opposto chimico di una sostanza ossidante). Purtroppo il caro vecchio zucchero comune, il saccarosio, non fa parte della categoria. In presenza di acidi però (e una marinata è sempre acida) il saccarosio si scinde nei suoi due componenti: il glucosio e il fruttosio, o se preferite chiamarli con i loro vecchi nomi, rispettivamente destrosio e levulosio. Questi zuccheri, a differenza del saccarosio, possono reagire nella reazione di Maillard.

Louis Camille Maillard non era un cuoco, e nemmeno un chimico interessato al cibo, come era invece Justus von Liebig (si, proprio quello dell’estratto di carne). Era invece un medico interessato al metabolismo cellulare, e studiò come gli aminoacidi, i mattoncini che costituiscono le proteine, possono reagire con gli zuccheri presenti nelle cellule. In cucina queste reazioni sono estremamente importanti per creare, ad esempio, il tipico sapore di carne arrosto. Ho scritto “creare” perché le molecole responsabili del sapore di una buona Fiorentina cotta alla perfezione non esistono nella carne prima della cottura. la reazione di Maillard che forma diverse centinaia di piccole molecole odorose, responsabili di molte delizie culinarie. I dettagli di questa reazione non sono ancora noti perfettamente, soprattutto perché a seconda della temperatura a cui avviene la reazione, e del tipo di zuccheri e di aminoacidi coinvolti, si formano composti diversi, che quindi impartiscono un gusto diverso al cibo. Questa enorme variabilità, ancora studiata dai chimici, viene sfruttata inconsapevolmente dai cuochi per ottenere piatti con gusti e aromi differenti. L’insieme di molecole sintetizzate sempre ha un colore marrone/bruno, osservabile sulla superficie di una bistecca cotta a puntino.

Una molecola in particolare è associata al gusto di carne arrostita, ed è il bis(2 metil 3 furil) disolfuro. Immagino non vi stupirà apprendere che è una sostanza usata anche nell’industria alimentare per creare il “gusto di carne”. Non c’è ovviamente nulla di male in questo (figuriamoci se io, un chimico, ho dei problemi con le molecole di sintesi ).

Però le reazioni di Maillard che avvengono cuocendo un pezzo di carne generano centinaia di molecole diverse, che forniscono un gusto e un aroma molto più complesso di quello che può fornire una singola molecola.

La reazione di Maillard in azione

Una condizione necessaria perchè la reazione di Maillard avvenga velocemente è che la temperatura raggiunga almeno i 140 C. Questo significa che l’imbrunimento può avvenire solo sulla superficie della carne: internamente è sempre presente dell’acqua che le impedisce di superare i 100 C. Perché la reazione avvenga però, la superficie la padella (non avendo la brace a disposizione) deve essere sufficientemente calda. Un errore comune, cuocendo una bistecca in padella, è di metterla a cuocere quando la temperatura è ancora troppo bassa. Aggiungendo il pezzo di carne la temperatura scende ulteriormente, e invece di una bistecca ci ritroviamo con la proverbiale poco appetibile suola di scarpe.

Ricetta: La bistecca

Prendete le vostre bistecche, ovviamente un taglio tenero, con poco tessuto connettivo ma possibilmente con piccole venature di grasso inframmezzate al muscolo per mantenere morbida la carne dopo la cottura. Mi raccomando che non sia troppo bassa e che sia di spessore uniforme. Se la carne è già tenera, un filetto o un sottofiletto ad esempio, la cottura serve più che altro a distruggere i microorganismi presenti ed a svilupparne il gusto. Asciugatele ben bene con della carta assorbente da cucina. La superficie della bistecca deve essere ben asciutta perché, come abbiamo visto, l’acqua è nemica delle reazioni di Maillard. Se volete salate e pepate a piacere entrambi i lati delle bistecche. Se avete sentito che questo non si deve fare perché altrimenti la carne diventa secca e dura, beh, non è vero. La cottura è troppo veloce perché i fenomeni di osmosi possano estrarre i succhi dalla carne.

Se la vostra bistecca è sufficientemente grassa, non è necessario aggiungere olio. Se invece è un taglio particolarmente magro, potete spalmare per bene con le mani un filo di olio su entrambi i lati della carne. L’olio serve solamente per trasferire velocemente e in modo uniforme il calore, non contribuisce al sapore. Ma quale olio? E il burro? No, il burro per le bistecche sarebbe meglio non usarlo. Non può essere scaldato alle temperature necessarie senza che cominci a bruciare. Per lo stesso motivo l’olio extravergine di oliva non è molto adatto. Nonostante quanto spesso si sente dire, l’olio extravergine ha un basso punto di fumo e si degrada a temperature più basse di altri oli. In più è un peccato distruggere il suo sapore con queste alte temperature. Con quel che costa poi. Potete sempre aggiungerne un filo dopo la cottura se volete. Molto meglio l’olio di oliva normale, o anche altri oli vegetali ad alto punto di fumo (arachidi ad esempi). Fanatici dell’extravergine a tutti i costi astenersi prego . Potete anche aggiungere un filo d’olio alla padella, invece che oliare la carne, ma attenzione che iniziando a scaldare così poco olio a freddo, in alcuni punti della padella potrebbe bruciare. Prendete ora una padella di metallo. Anche la ghisa va bene. Le reazioni di Maillard sono favorite dal metallo mentre in una padella antiaderente l’imbrunimento è più difficile. Cominciate a scaldare la padella vuota a fuoco medio alto. Se la padella è di buona qualità, spessa e pesante per distribuire bene il calore e mantenerlo a lungo, potreste anche metterci un paio di minuti per riscaldare bene la padella. Quando la padella è molto calda potete adagiare le bistecche. Attenzione a non “affollare” troppo la padella: la temperatura si abbasserebbe troppo e non ci sarebbe spazio a sufficienza per far evaporare l’acqua, che comincerà a raccogliersi sul fondo, abbassando la temperatura a 100 C. Otterreste delle orride bistecche bollite, grigie perché le reazioni di Maillard non sono avvenute, asciutte perché le proteine della carne sono coagulate strizzando fuori i succhi, e dure perché stracuocendo le fibre si sono contratte e accorciate. La carne tenera va cotta il più velocemente possibile ad alta temperatura. Avete adagiato le bistecche, la carne sfrigola, l’olio schizza e si sviluppa anche un poco di fumo. Ebbene sì, cucinare bene spesso implica sporcare e affumicare un po’ la cucina . A questo punto occorre sangue freddo: i cuochi alle prime armi (anche io facevo così ) temono che la carne possa attaccare alla padella e cercano di muovere o girare le bistecche per evitarlo. Bene, appena adagiate le bistecche sul fondo allontanatevi! Lasciate che attacchi e non toccate la carne! Questo favorirà le reazioni di Maillard. Vedrete che dopo uno o due minuti la carne si staccherà da sola dalla padella, ma non vi azzardate a girarla fino a quando, sbirciando sotto un lembo, non vedrete il caratteristico colore bruno. Tenete il fuoco sotto controllo: la temperatura deve essere sempre abbastanza alta, ma non eccessiva perché a temperature prossime ai 180 C cominciano a formarsi anche composti tossici, bruciacchiati e poco appetitosi. Se la bistecca è molto alta, dovrete aspettare anche alcuni minuti prima di girarla. Insomma, lasciate che la reazione di Maillard faccia il suo corso. Cuocete fino a raggiungere la cottura desiderata: al sangue o media (non ditemi che la volete ben cotta! un vero peccato cuocere così tanto una bistecca. La farete diventare dura e secca. Soldi buttati a mio parere). Ricordatevi che internamente la carne deve rimanere umida e rosa. Finita la cottura adagiatela su un piatto, copritela con dell’alluminio, e aspettate un paio di minuti prima di mangiarla: in questo modo darete modo ai succhi interni di ridistribuirsi, e reidratare le zone della bistecca più asciutte. Pensate a quello che è successo durante la cottura: la superficie della carne è a contatto con il metallo caldissimo: i succhi che fuoriescono dalla carne immediatamente vengono vaporizzati (tra parentesi, è un mito e una leggenda che la crosticina esterna possa “sigillare” i succhi. Un altro dei tanti miti culinari che non ne vogliono sapere di morire. Un po’ come i coccodrilli nelle fogne di New York. Ne riparleremo). Il vapore generato dal contatto con il metallo spinge l’acqua verso l’interno della carne, dove la temperatura è più bassa. A fine cottura la parte esterna della bistecca, quella più vicina alla crosta, è più disidratata. Lasciar riposare la bistecca per alcuni minuti da il tempo ai liquidi di redistribuirsi internamente. Le proteine che si erano “strizzate”, un po’ come quando si strizza un asciugamano attorcigliandolo, diminuendo la temperatura si allentano un poco, riprendendosi un po’ di acqua. Se tagliate in due una bistecca appena cotta uscirà parte del liquido accumulato all’interno. Aspettando qualche minuto il liquido migrerà nelle zone più disidratate e, tagliando la bistecca, ne fuoriuscirà di meno. Dopo aver cotto le bistecche, guardate il fondo della vostra padella di metallo (se avete usato quella antiaderente non sarete così fortunati): vedete quei grumi marroncino? Sono i fondi. Gusto allo stato puro. I prodotti della reazione di Maillard. Non vi azzardate neppure a buttare direttamente la padella in lavastoviglie o nel lavandino. Potete invece utilizzare un liquido per deglassare quel ben di Dio. Vediamo come: eliminate l’eccesso di grassi e oli avendo cura di non gettare le particelle o il liquido bruno. Se la padella è ancora calda potete semplicemente aggiungere un po’ di liquido (vino, ma anche acqua o birra o succhi, a seconda dei gusti. Sperimentate!) e raschiare il fondo con una spatolina per aiutare le particelle a disciogliersi. Se necessario riaccendete il fuoco per concentrare il liquidi. Potete versare questo “succo di bistecca” sulla carne, oppure utilizzarlo per farne una salsa, come spesso prescrive la cucina francese.

Se la bistecca è molto alta, c’è sempre il rischio che possa bruciare esternamente prima che possa cuocere all’interno al grado desiderato. Una soluzione poco ortodossa, ma sicuramente con una base scientifica, è quella di finire la cottura al forno! L’ho visto fare negli USA, paese forse con poca tradizione culinaria, ma che sicuramente di bistecche (beef steak) se ne intende! L’idea è di dare prima una passata in padella, diciamo un minuto per lato, alla carne in modo che avvenga la reazione di Maillard. Formata la crosticina marrone si trasferisce la padella in un forno preriscaldato a 250 gradi (ovviamente la padella non deve avere un manico di plastica o di legno ). Dopo due o tre minuti giriamo la bistecca, e dopo altri due o tre minuti la togliamo dal forno. In questo modo permettiamo al calore del forno, più basso e più uniforme, di cuocere l’interno della bistecca, lasciandola succosa, senza correre il rischio di bruciare l’esterno.

Scommetto che qualcuno di voi starà pensando “che esagerazione sprecare così tante righe per spiegare come si cucina una bistecca”. Chiamatela deformazione professionale, ma non dovete considerare questa come una normale ricetta. Dopo tutto l’ho scritto fin dall’inizio che questo non è un blog di cucina. Consideratela piuttosto un “esperimento culinario”. Osservare una bistecca mentre cuoce può offrire molti spunti di riflessione e far scaturire molte domande. Un po’ come guardare le stelle. Ad esempio: perché si dovrebbe girare la bistecca solo una volta? E’ solo una Leggenda urbana? Qualcuno suggerisce invece di continuare a girare, ogni 30 secondi, per mantenere più costante la temperatura interna. Oppure, non si potrebbero invertire gli eventi, quindi prima cuocere a bassa temperatura lentamente, per mantenere l’interno succoso, e solo successivamente creare i composti di Maillard?

Cercate di guardare alle ricette con spirito scientifico, non date mai nulla per scontato, non fidatevi troppo della “tradizione” e chiedetevi sempre il perché di certe prescrizioni. Nel cercare di dare una risposta alle domande che ci poniamo possiamo ampliare le nostre conoscenze di cosa succede nei nostri piatti preferiti, migliorare la loro preparazione e diventare, si spera, buoni cuochi.

Alla prossima, Dario Bressanini

Cotta a temperature troppo basse. Le reazioni di Maillard non sono avvenute. Probabilmente dell’acqua si è accumulata nella padella bagnata.

La carne era appena stata tolta dal frigorifero

Aumentare la temperatura della padella, aspettare di più prima di mettere a cuocere. Non mettere troppo bistecche contemporaneamente. Asciugatela.

Toglietela mezz’ora prima dal frigorifero

.è secca

Cotta troppo. La carne deve rimanere succosa e rossa/rosa

Era stata surgelata in precedenza

Cuocete per meno tempo

yopenzo 18 maggio 2017 alle 17:57

fabrizio, i grumi marroncini non sono tossici. Sono quelli neri perché bruciati a esserlo. Quindi per poter operare una deglassatura è necessario aver cura di non bruciare il fondo residuo che non è proprio evidente o di bruciarlo il meno possibile, sia per i motivi che citi tu, sia perché darebbe un gusto sgradevole alla deglassatura. Filtrare il fondo ottenuto è utile per eliminare le particelle bruciate che sono quasi insolubili (sempre che queste siano poca roba). Magari qualche cuoco vero di passaggio potrebbe dare qualche dritta per non bruciare il fondo. Lo punti in direzione della padella/piastra che stai riscaldando e vedi la temperatura a cui è arrivata, evitando di surriscaldarla troppo. Comunque, in dipendenza anche del tipo di padella, le salsicce si attaccano anche ben prima di raggiungere temperature eccessive. Non aver paura ad usare il fuoco e lascia che il calore faccia il suo dovere, le salsicce si staccheranno da sole senza carbonizzare

coletti 23 maggio 2017 alle 22:59

Fabrizio, rigirale pure tutte le volte che vuoi, anche ogni 30 40 secondi, non succede nulla, anzi. Per la temperatura io metto una fettina sottile di cipolla ( ho “sempre” una fettina di cipolla a portata di mano in cucina! ma penso che vada bene qualunque cosa di simile), se dal caso ( padella bastarda) appena “untata” e quando comincia a colorarsi capisco che è ora per la bistecca. Come dice Luca, il rosso (fino a marroncino ) fa bene allo spirito, bisogna fare attenzione e fermarsi in tempo prima che diventi nero, perchè allora fa male in tutti i sensi ( ogni riferimento politico è puramente casuale ).

Devo dire che, patito di carne rossa, sono arrivato da solo dopo svariati anni di “esperimenti” più o meno allo stesso procedimento. Semplicemente ora ho sfatato il mito del “non salare durante la cottura”!
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Lecco in fermento per l di domani sera tra la formazione locale e l che torna ad esibirsi allo stadio dieci anni dopo la partita vinta dai nerazzurri per 0 4 contro i blucelesti all allenati da Giuseppe Sannino (gol di Adriano, Obafemi Martins, Z Maria e Alvaro Recoba). In pochi giorni sono stati bruciati praticamente tutti i biglietti disponibili per quello che in riva al lago sta assumendo i contorni del vero e proprio evento. Anche se si rischiato un piccolo incidente diplomatico tra il patron Daniele Bizzozzero e i tifosi: il numero uno del Lecco aveva infatti annunciato che per ospitalit avrebbe fatto suonare l dell prima della partita; i sostenitori per si sono ribellati e allora domani dai megafoni del piccolo impianto lecchese partir solo l del club lariano.

10:45 ODDO: “INTER SQUADRA FISICA CHE VIVE SULLE INDIVIDUALIT. JANKTO? NON ANCORA PRONTO PER UNA BIG” 10:30 CDS INTER, DE VRIJ E GORETZKA OBIETTIVI PER GIUGNO 10:15 TS MERCATO INTER, PASSA TUTTO DA J. MARIO: SI LAVORA A UNO SCAMBIO CON PASTORE. MATA MKHITARYAN ALTERNATIVE 10:00 GDS VERSO SASSUOLO INTER, SPALLETTI PENSA A QUALCHE CAMBIO: DENTRO JOAO CANCELO E NAGATOMO? 09:45 TS BORSINO INTER: SCENDE RAMIRES, SALE ALEX TEIXEIRA 09:30 CDS JOAO MARIO RISTABILITO: ORA PUNTA IL SASSUOLO 09:15 TS INTER, OBIETTIVO ESTERNO D’ATTACCO: DA VERDI A DEULOFEU, PASSANDO PER DI FRANCESCO: TUTTI I NOMI 09:00 CDS INTER MKHITARYAN: VIA LIBERA DELL’ARMENO. RAIOLA. 08:45 CORSERA INTER COSTRETTA AL MERCATO CREATIVO. SPALLETTI A GENNAIO AVR RINFORZI

Finalmente, mi viene da dire. Finalmente siamo inciampati, con buona pace di quelli che il VAR vi aiuta, quelli che siete in alto solo per fortuna, quelli che ritiro la squadra dal campionato, c un complotto per far andare avanti l quelli che abbiamo p.
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Serie C1 Femminile, il punto sulla tredicesima giornata. Il Marcianise vince e lancia la sfida alla Bisaccese, Calvi retrocesso in C2. Successo Koine e testa al match con il Progetto Sarno

Virtus Libera, patron Giovanni Castagliuolo: “Felice per la prestazione ed il risultato”

Continua senza interruzioni il progetto dell Telese Terme Calcio a 5 che anche quest militer nel campionato di serie C2. Importanti cambiamenti si presentano nella pianta societaria che, grazie alle nuove adesioni, ha allargato notevolmente i consensi. Le nuove adesioni e la nuova assemblea dei soci hanno permesso il naturale rinnovamento delle cariche nel consiglio direttivo. Eletto nuovo presidente Carlo Carafa che succede a Giovanni Di Gioia; la carica di Vice Presidente viene assegnata a Francesco Calavitta, mentre Giovanni di Gioia svolger il ruolo di segretario. Armando Rinaldi sar il nuovo tesoriere, mentre il ruolo di Direttore Sportivo nelle mani di Paolo Pacelli con vice Amedeo Ceniccola. Nuovo, in parte, il consiglio direttivo composto dall Lello Alfano affiancato, per la prima volta, da Giuseppe Sansari e da Giuseppe Cermola che avr il compito di curare L Sponsor e la promozione delle attivit della squadra.

Alla guida della squadra ci sar ancora Mister Alfonso Iuorio che ha creduto sin dall in questo progetto. Il tecnico, che lo scorso anno ha guidato i telesini ai play off, commenta: l dello scorso anno ha fatto crescere tutti e sarebbe stato un peccato non continuare questo percorso; Telese Terme sta diventando una delle piazze pi importanti per la crescita e lo sviluppo del calcio a 5 in provincia di Benevento e anche per questo sono felicissimo ed onorato per la conferma. Il suo vice sar Maurizio Acero che ha deciso di appendere le scarpe al chiodo e di provare questa nuova avventura: volevo iniziare questo nuovo percorso subito e sono felice di poterlo fare a Telese Terme con una dirigenza che ha programmi ambiziosi.

Tra i giocatori sono stati confermati il capitano Antonio Malgieri e il gladiatore Stefano Marocco insieme a Angelo Giordano e ai portieri Massimo D e Mario Girardi. Per il Direttore Sportivo Pacelli e per il suo vice Ceniccola stata una estate senza tregua per dar vita ad un gruppo all delle aspirazioni della dirigenza. Immediato l di Tony Barbato, jolly del Futsal Gladiator, e di Marcello Scialla (classe 1986) ex nazionale Under 21 convocato da Paolo Minicucci. Ma nella calda estate telesina si susseguono i colpi di mercato con l di Carlo Esposito, centrale laterale, proveniente dalla C1, che vanta importanti esperienze anche in B con il Marigliano e del bomber di razza Paolo Iervolino che ha militato nel campionato di serie A2 con la Barrese e che ha sempre giocato tra la serie B e C1: bomber da 50 goal a campionato, vecchia conoscenza del calcio a 5 campano. Avviate da tempo le trattative per portare nella valle telesina anche Vito Aprile talento della C1. Il veterano dirigente Alfano afferma: la dirigenza ha sin dall avuto l di costruire un gruppo in grado di reggere il confronto con le grandi del campionato di C2; abbiamo costruito una squadra per essere competitivi in questo campionato; vogliamo migliorare rispetto allo scorso anno e per ora la campagna acquisti termina qui, ma siamo pronti ancora a qualche piccolo sforzo se necessario.

Raggiante il nuovo Presidente Carafa: sono contento del lavoro fin qui svolto e penso che oltre ad una bella squadra, abbiamo creato una eterogenea ma coesa compagine societaria. La voglia di far crescere questo sport ha spinto i vecchi dirigenti ad accettare senza remore chiunque fosse interessato a partecipare attivamente a questa esperienza per il bene del paese e dello sport. Il nostro interesse non personale ma per il sociale, per la comunit telesina e per questo colgo l per ringraziare tutta l Comunale di Telese Terme, gli sponsors che hanno confermato la loro fiducia, i nuovi che da quest faranno parte della nostra Area Sponsor e ringrazio anticipatamente quelli che verranno, che crederanno nel nostro programma serio, trasparente e ambizioso, offrendoci il loro sostegno. Infine mi auguro che i tifosi riempiranno il palazzetto Foschino premiando i nostri sforzi perch per raggiungere grandi traguardi adesso abbiamo bisogno di loro.

Il Direttore Sportivo Pacelli: una buona squadra, senza dubbio, quella che abbiamo costruito fino ad ora. Questo anno vogliamo il massimo della professionalit da parte di tutti e chiederemo allo staff tecnico e agli atleti il massimo impegno e la massima seriet I nostri ragazzi devono lottare ogni partita sentendosi onorati di indossare la maglia de Telese Terme.

Un programma ambizioso quello della rinnovata societ telesina che non nasconde obiettivi importanti e soprattutto una programmazione triennale che attende l di uno sponsor che lo affianchi in questo percorso. il caso di dire: chi crede in questo progetto si faccia avanti!.
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Nel piazzale del Dopolavoro Ferroviario Café di Terontola, tre serate hanno fatto da manifestazioni collaterali al Ciclopellegrinaggio Terontola Assisi Bartali Postino per la Pace Il programma chiamato i colori del mondo aveva previsto, nella serata di venerdì 12, la sfilata di moda. Un folto pubblico ha potuto assistere al défilé di ragazzi e ragazze dilettanti che indossavano abiti dei negozi di abbigliamento Monroe di Camucia, Lisa di Arezzo Martini di Camucia, Silvia di Camucia e di Terontola.

Le acconciature erano curate da Pepe Donna e e Capricci mentre la bigiotteria era presentata da Queen di Cortona, gli occhiali forniti di Ferri di Camucia e le scarpe e le borse di Borse di Camucia. Gli addobbi floreali e i bouquet forniti rispettivamente dall e dal negozio Maia entrambi di Terontola.

L della cantante Giovagnini Benedetta, che ha presentato tre suoi successi, è stata una delle attrazioni della serata, ed ha riscosso un notevole successo, come pure la performance della sua giovanissima allieva Capecchi Maria Chiara, che ha cantato con grande emozione.

Un breve intermezzo musicale è stato eseguito dai due giovani violinisti Giannini Alberta e Mercatelli Lorenzo di Perugia, che con i loro violini sono entrati perfettamente in sintonia con la serata.

La serata si è conclusa con l di giovanissimi ragazzi della Scuola di Ballo Star Academy di Camucia,
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che con la loro bravura e gli aggraziati movimenti hanno raccolto un lungo applauso.

Negli intermezzi della serata un gruppo di bambini è più volte salito sul palco con piccoli mazzi di fiori provocando applausi e una palese commozione nel volto dei genitori e dei nonni.

La serata di sabato 13 era dedicata al concerto del cantante Luigi Grechi de Gregori, che oltre a tante sue canzoni, si è esibito nella sua famosa canzone bandito e il Campione E stata poi la volta del gruppo rock di Arezzo che il 21 agosto sul palco dell café, era risultato vincitore del concorso canoro Rock Battle 14, dopo la delle Gavette alla quale ha partecipato Mr. Mnisi, Ntombentle Jacqueline Mpongoshe e Giuseppe Sorgini, quali rappresentanti dell del Sud Africa, insieme, tra gli altri, all alla Provincia di Arezzo Rita Mezzetti Panozzi e ai Consiglieri del Comune di Cortona Lorena Tanganelli e Gianluca Fragai, all del Comune di Tuoro Mariella Billi, si è potuto assistere alla proiezione del film documento segno di Maggio del regista Angelo Mazzola. A questa proiezione erano presenti i figli del regista e l Clive Griffitht interprete del narratore degli eventi bellici e religiosi descritti nella pellicola.

Alla manifestazione i colori del Mondo hanno aderito alcuni esercizi commerciali addobbando la propria vetrina con biciclette, maglie e materiale storico del ciclismo partecipando così al concorso vetrine Una commissione di esperti in addobbi sta valutando le immagini per stilare una graduatoria
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In un rilasciata durante un programma brasiliano in onda su CQC Ronaldo, il “Fenomeno”, racconta un simpatico annedoto sulla sua esperienza milanese e di un viaggio a Roma in compagnia di Vampeta: “Quando giocavo all andavo spesso in Vaticano e in un viaggio di questi il Papa mi regal una bottiglia di vino pregiato che mi venne consegnata in una scatola speciale. Nel viaggio di ritorno Vampeta apr la bottiglia e bevve un po di vino, ma dato che non gli piacque lo rovin annaccquandolo con il ghiaccio. Fu un disastro (ride, ndr)”.

11:15 FFP, SERVONO 70 MILIONI ENTRO IL 30 GIUGNO 2018. SUNING VUOLE LA CHAMPIONS, A GENNAIO OPERAZIONI ALLA GAGLIARDINI 11:00 TS INTER, L’ARRIVO DI BASTONI ANTICIPATO A GENNAIO 10:45 ODDO: “INTER SQUADRA FISICA CHE VIVE SULLE INDIVIDUALIT. JANKTO? NON ANCORA PRONTO PER UNA BIG” 10:30 CDS INTER, DE VRIJ E GORETZKA OBIETTIVI PER GIUGNO 10:15 TS MERCATO INTER,
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PASSA TUTTO DA J. MARIO: SI LAVORA A UNO SCAMBIO CON PASTORE. MATA MKHITARYAN ALTERNATIVE 10:00 GDS VERSO SASSUOLO INTER, SPALLETTI PENSA A QUALCHE CAMBIO: DENTRO JOAO CANCELO E NAGATOMO? 09:45 TS BORSINO INTER: SCENDE RAMIRES, SALE ALEX TEIXEIRA 09:30 CDS JOAO MARIO RISTABILITO: ORA PUNTA IL SASSUOLO 09:15 TS INTER, OBIETTIVO ESTERNO D’ATTACCO: DA VERDI A DEULOFEU, PASSANDO PER DI FRANCESCO: TUTTI I NOMI

Finalmente, mi viene da dire. Finalmente siamo inciampati, con buona pace di quelli che il VAR vi aiuta, quelli che siete in alto solo per fortuna, quelli che ritiro la squadra dal campionato,
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c un complotto per far andare avanti l quelli che abbiamo p.

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Ci si eccita allo snudamento di un presunto segreto, salvo abbioccarsi innanzi a ciò che già s’intravedeva ed era evidente. L’ambasciatore americano a Roma, Reginald Bartholomew, nel 1994, avvertiva Washington che la sinistra era pronta a tutto pur di distruggere Silvio Berlusconi e che il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, manovrava per far cadere il suo primo governo, detestando la sola idea che potesse mai riuscire a farne un secondo. Chi lo avrebbe mai detto?!

Non ci fossero gli americani a spiarci e studiarci, nonché a scriversi fra di loro, rischieremmo di perdere il filo della storia patria. Non ci fosse la possibilità di evocare un qualche complotto, perderemmo anche l’idea dell’esistenza della politica e della storia. In realtà quelle cose non solo le sapevamo tutti, ma le abbiamo anche scritte e riscritte. Come era solare l’avversità del successore di Scalfaro, Giorgio Napolitano, all’ultimo governo Berlusconi. Ma non ci basta la realtà, non bastano i ripetuti deragliamenti quirinalizi, qui tempestivamente segnalati e descritti, è come se ci sia sempre bisogno di un sovrappiù di fantasia drammatica, talché le cose chiare diventano limpide solo a patto d’intorbidarle e corromperle.

Risale al 1998 un libro di Stanton H. Burnett, politologo e collaboratore del Dipartimento di Stato Usa, in cui si descriveva la natura anomala dell’azione di certi magistrati italiani. Non era un cablogramma segreto, si poteva acquistarlo in libreria. Il titolo è un programma: “The Italian Guillotine”. Né segrete erano le opinioni e le dichiarazione di Antonin Scalia, giudice della Corte suprema Usa, che non si capacitava di come un Paese civile potesse avere una giustizia come la nostra. Mentre in Italia delle toghe si proponevano di “rigirarla come un calzino”, Scalia osservava: ma che ne sanno i giudici di morale? Chi mai vorrebbe un Paese amministrato da giudici? Era inorridito, e lo diceva nel 1993, dal fatto che si potesse arrestare una persona e tenerla finché non “canta”. Considerava un obbrobrio il fatto che accusatori e giudici fossero colleghi. Ha fatto bene Filippo Facci a ricordarlo, in occasione della sua recente scomparsa. Tutta roba pubblica.

Il problema, allora, non è che gli americani avessero l’impressione che la sinistra volesse annientare l’avversario, o che dal Colle le si facesse sponda, perché questo era di un’evidenza disarmante, il problema era ed è che a questo compito si sia dedicato un ordine divenuto potere, con un’inquisizione lunga venti anni. Chi qui scrive non concede nulla all’innocentismo, né al colpevolismo. A me interessa solo che, in questo modo, si strangola la giustizia. Abbiamo anche raccontato la sorte della sentenza di condanna a pena da scontare (e scontata) che colpì Berlusconi: l’estensore di quella sentenza scrisse poi, in una successiva sentenza, che era da considerarsi abnorme, estranea alla consolidata giurisprudenza e da non prendere ad esempio. Non vorrei ci sia bisogno di qualche dispaccio diplomatico segreto, per accorgersi di quel che abbiamo già ampiamente documentato.

Di converso, però, usare tali resoconti per scoprire quel che è scoperto induce taluni a supporre d’essere stati solo prede di trappole occulte. No, perché essi sono i principali artefici della sorte che è toccata loro. Il centro destra ha governato per tre volte (due volte e mezza), ha tenuto aperto un estenuante fronte giudiziario e non ha portato a casa le riforme che riguardano gli italiani tutti. Perché gli altri non volevano, dicono. Certo, funziona così anche nel calcio: quegli undici disgraziati si oppongono alla rete che vorresti. Ma se hai la maggioranza sei responsabile di quel che fai e di quel che non fai. Non votarono contro il governo Dini, votarono a favore di quello Monti e di quello Letta, così come votarono la rielezione di Napolitano. C’erano buone ragioni? Anche, ma la principale della loro debolezza era la loro disomogeneità e rissosità. Il diuturno impegno a farsi le scarpe a vicenda. Le colpe degli altri, insomma, non cancellano le proprie. La storia si racconta dopo molti anni, mentre la si fa, però, è poco saggio imbrogliarsi per i fatti propri.
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