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TERMOLI Il risultato delle elezioni regionali in Sicilia, diventa per il popolo di centrodestra e anche per noi molisani, uno strumento utile per analizzare il voto nella sua massima espressione. In particolare, la vittoria di Musumeci, ci restituisce un dato da commentare sotto un duplice aspetto: la novità e la debacle annunciata da mesi del Partito Democratico.

Chi pensa oggi che l’unica alternativa e soluzione possibile da offrire ai propri cittadini sia quella di proporre una figura del tutto nuova, proveniente dalla società civile e che non abbia mai fatto politica, si sbaglia di grosso! La conferma è appunto la vittoria del Presidente Musumeci, il quale è stato negli anni un punto di riferimento per i siciliani, ricoprendo cariche istituzionali importanti quali Presidente della Provincia di Catania, Sottosegretario di Stato ed Eurodeputato. Ed è proprio per questa sua esperienza, che si è preferito eleggere un uomo capace e di grande levatura e spessore politico, grazie (anche) soprattutto alla sua attenta e precisa conoscenza delle realtà territoriali, imprenditoriali e associative della regione Sicilia; non solo, ma di tutte quelle problematiche che attanagliano le stesse e i cittadini e che, dovranno essere risolte durante il mandato elettorale.

Quanto al Partito Democratico,
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il 18,6% raccolto a stento durante la competizione, esprime sicuramente una sonora bocciatura al segretario Matteo Renzi e a tutta la coalizione di centrosinistra, oramai sottotono e sempre più distante dai problemi degli italiani. Ancora, una non condivisione esemplare di ciò che il governo centrale in questi anni ha fatto (e non fatto), mettendo letteralmente all’angolo gli italiani e le richieste di aiuto provenienti dal nostro Paese, focalizzando l’attenzione soltanto verso banche e immigrati. un dato di fatto e come tale dobbiamo prenderne atto!

Per cui, bene è stato fatto dal Presidente Silvio Berlusconi, dall’ On. Giorgia Meloni e dall’ On. Matteo Salvini a scegliere e puntare sul deputato siciliano Nello Musumeci, capace di prendere per mano la coalizione di centrodestra e a trascinarla verso la vittoria, nonostante il periodo di gran forma del Movimento 5 Stelle.

Riportando il dato elettorale anche nella nostra regione, è noto a tutti che tra qualche mese anche i cittadini molisani saranno chiamati alle urne per decidere chi sarà il Presidente della Giunta Regionale del Molise e, questa rappresenta un’occasione davvero importante (dopo quasi cinque anni) per la coalizione di centrodestra di tornare alla vittoria.

Pertanto, si potrà ripetere sicuramente il successo della coalizione anche nella nostra realtà, con la consapevolezza però che solo uniti si vince e soprattutto che l’esperienza e la capacità politica di chi ha governato la nostra Regione, permette di restituire ai nostri concittadini una classe politica seria e competente,
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sia da un punto di vista politico che amministrativo.

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“La formula è quella del varietà e ripropone una collaborazione collaudata e fortunata, quella tra me e Gregorio Paolini, con il quale sono felicissimo di tornare a lavorare dopo l’esperienza straordinaria di Cronache Marziane”: Fabio Canino (voto: 6,5) riconquista Rai2 dopo il flop di Votantonio (programma che nel 2007 fece ascolti così bassi al suo debutto da essere immediatamente cancellato) con Aggratis, in onda da martedì 30 aprile in seconda terza serata per nove settimane.

Lo show durerà un’ora e dieci minuti e sarà in diretta. Con lui Chiara Francini.

“Il titolo del programma racconta Canino prende spunto dalla situazione di crisi generale e dal fatto che i comici cominciano a pensare a formule dove tutto è gratis. E infatti vengono nel nostro studio per partecipare al programma completamente gratis. Ci saranno ospiti famosi, cantanti e attori, ma anche tutti quei personaggi che hanno iniziato lavorando gratis e utilizzando i social network e che adesso sono famosi soprattutto sul web”.

Una nuova leva di stand up comedian per tirare tardi: da Francesco De Carlo a Giorgio Montanini, da Pietro Sparacino e Velia Lalli a Filippo Giardina, colonne del gruppo romano “Satiriasi”. Ma anche i video del Terzo Segreto di Satira, i monologhi di Simone Schettino, il Trio Ardone, Peluso e Massa e i loro Corsi Demotivazionali,
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Federica Cifola, Laura De Marchi, il duo le Brugole, gli ospiti a sorpresa e gli infiltrati nel pubblico. E le due deejay vocalist Andrea Delogu ed Eva Stockolma.

aggratis vivrà in diretta su Twitter e su Facebook, per il popolo della rete e per chi non ha niente da fare. Lo studio da dove andrà in onda è quello de I fatti vostri (5) in Via Teulada.

“La cosa che mi piace dire sottolinea Canino è che le cose più belle della vita sono proprio quelle che si fanno gratis. E allora torniamo a valorizzarle”.

“Ho paura degli ascolti aggiunge ma mi conforta la collaborazione collaudata con Paolini, e la seconda serata è come una scarpa che mi calza molto bene. Poi, nella vita di un artista un flop ci deve essere sempre. Io ho già dato quindi, adesso sono più tranquillo”.

“Noi diamo fiducia a una squadra che è tutta nuova spiega il direttore di Rai2, Angelo Teodoli che dà vita a un programma completamente nuovo, sia nella realizzazione che nei protagonisti. Uno show in linea con il rinnovamento della rete, che rivela l’attenzione nei confronti del pubblico di Rai2, che è quello di età compresa tra i 25 e i 54 anni”.
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Malone Souliers, marchio inglese di calzature di lusso artigianali prodotte in Italia, nasce nel 2013. Nelle sole prime tre stagioni dal suo debutto, il marchio si è imposto a livello internazionale per lo stile, l’alta qualità dei materiali e la vivace gamma di colori utilizzati. Nel marzo 2014 Mary Alice Malone, direttore creativo, e Roy Luwolt, managing director, aprono l’headquarter nello splendido quartiere di Mayfair a Londra, da cui realizzano anche l’esclusivo servizio di personalizzazione “Made to Measure”, per rispondere alle richieste delle clienti più esigenti.

Le collezioni Malone Souliers sono in vendita nelle migliori boutiques multimarca e department stores del mondo, dagli Stati Uniti alla Russia, passando per Italia, Inghilterra, Francia e Spagna, oltre che sul sito e commerce. Tra le appassionate del brand, molte celebrities internazionali, tra cui Lupita Nyong’o, Solange Knowles, Caroline Issa, Cameron Diaz, Emma Roberts e Poppy Delevingne.

Mary Alice Malone: “In tenera età ero una cavallerizza ed ero stata selezionata per il team juniores olimpico. Tuttavia la componente creativa è cresciuta talmente tanto da cambiare direzione e decidere di iscrivermi alla scuola d’arte in Colorado. Dopo essermi dedicata in varie attività come la progettazione di mobili, la saldatura e la tappezzeria, ho scoperto di avere un talento per la manualità e per l’attenzione ai dettagli. Il mio personale interesse nel design delle scarpe e l’artigianalità, ad esso collegata, mi ha condotto al London College of Fashion. A seguire, ho poi intrapreso varie esperienze in famosi Atelier, affinando le mie capacità, fino a fondare, insieme a Roy, Malone Souliers.”

Quali sono gli elementi estetici che contraddistinguono la collezione autunno inverno 2016 2017?

Mary Alice Malone: “Per la collezione Autunno Inverno 16/17 sono stata profondamente influenzata dalle opere della visual artist tedesca Rebecca Horn. Il suo lavoro esplora, in modo passionale, la contrapposizione tra la propria libertà sessuale e l’intimità, sottolineando la forte tensione emotiva che scaturisce tra il sentimento di tenerezza e quello dell’aggressività. Penso davvero che l’AI16 sia una celebrazione della nostra visione congiunta. Ho cercato elementi che arricchissero le scarpe, che dessero loro nuova vita grazie all’uso di materiali contrastanti, come inediti jacquard, glitter scintillanti e morbidi velluti.”

Qual è il pezzo must have della collezione?

Mary Alice Malone: “Per la collezione AI 16 ci sono du must have. Da un lato c’è la decollete Emmanuelle (una delle scarpe iconiche del brand) in versione nappa e pelo di cashmere, disegnate per adattarsi in modo sinuoso al piede, realizzate ad hoc per la città di Milano (in occasione dell’apertura del nostro pop up store presso la Rinascente); dall’altro, Savannah (anch’essa una delle scarpe icona) che, per la FW16, è stata realizzata in velluto blu notte, conferendo un tocco di “decadenza” alla collezione.”

Parlateci anche della collezione primavera estate 2017?

Mary Alice Malone: “Per la stagione SS17 abbiamo deciso di collaborare con diversi brand che fosse in linea con il nostro e con la nostra visione. Con Adam Lippes è la seconda stagione che collaboriamo insieme e condividiamo la stessa energia per l’uso del colore. La collezione con Roksanda, con la quale è nata una forte intesa, racchiude un incredibile sinergia che esprime un’estetica che riflette al meglio le visioni di entrambi i brand. La collezione con Pringle of Scotland è stata per me molto interessante dal punto di vista creativo: sono uscita dai miei soliti schemi, progettando una tipologia di scarpa più maschile ma, credo, allo stesso tempo con una forte carica di femminilità. Sono inoltre veramente orgogliosa di aver collaborato con Natalia Vodianova, realizzando una collezione dedicata alla sua fondazione benefica, Naked Heart Foundation. l’ispirazione proviene dall’amore di Natalia per il suo paese natale, la Russia, e per la tradizione del ricamo”.

Come si sposa oggi a vostro avviso la creatività e la vendita commerciale?

Roy Luwolt: “Creatività e vendita devono sempre andare di pari passo al fine di soddisfare le esigenze e richieste del consumatore. In quanto brand, è importantissimo bilanciare l’aspetto creativo con l’appeal commerciale necessario alla vendita. Sono molto attento a bilanciare i vari aspetti e intervenire solo quando necessario nel processo creativo di Mary Alice.”

Come vedete il futuro del fashion system?

Roy Luwolt: “Il futuro del fashion system è un argomento estremamente interessante e attuale. L’introduzione del “See now Buy now” ha certamente rivoluzionato il mondo e continuerà ad influenzare i vari calendari delle fashion weeks di tutto il mondo. Il fenomeno è probabilmente un cambiamento che i grandi marchi più progressisti stanno adottando per rispondere all’esigenza sempre più forte del consumatore di voler acquistare in tempi brevi ciò che vede sulle passerelle. La crescita esponenziale del mondo Digital ha probabilmente contribuito fortemente a questo cambiamento.”

Quali sono le principali ispirazioni estetiche che vi guidano nella realizzazione delle vostre collezioni?

Mary Alice Malone: “Quasi sempre, prendo ispirazione da elementi per lo più non correlati al mondo fashion: ciò che vedo durante i miei viaggi fino ad arrivare ai miei amati libri di psicologia. Sicuramente i mie schizzi prendono vita partendo da una considerazione: chi è la consumatrice? Come vive e cosa posso fare per lei?”

In che modo a vostro avviso i social network e i blog hanno cambiato il concetto di fashion?

Roy Luwolt: “I social networks sono diventati delle nuove piattaforme in grado di creare un forte engagement tra il brand e i suoi consumatori, riducendo notevolmente il gap che prima esisteva tra il designer del brand e l’utente finale.”
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Alla guida di questo inedito show, una padrona di casa d’eccezione: Cristina Chiabotto (voto: 5).

La rete ha deciso di far vivere alle sue telespettatrici una vera e propria favola. sui tacchi. Un’unica regola: il buon gusto.

In ogni puntata tre donne, accumunate non soltanto dalla passione per le calzature ma anche dalla partecipazione alla stessa tipologia di evento, dovranno scegliere il paio di scarpe perfette per l’occasione. L’abbinamento più riuscito verrà premiato con il modello di calzatura scelto dalla vincitrice.

Ad assistere le tre protagoniste, altrettante personal advisor che le seguiranno in una prima fase di preparazione: dal make up all’acconciatura, fino all’abito, fra quelli che le tre partecipanti hanno portato dal loro guardaroba. La scelta della calzatura perfetta sarà invece interamente responsabilità delle tre concorrenti che vivranno il sogno di poter scegliere,
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in una stanza colma di bellissime scarpe, quali indossare per l’occasione stabilita.

Alle tre personal advisor il compito di valutare l’abbinamento migliore. Chi delle tre concorrenti riuscirà ad aggiudicarsi la scarpa dei suoi sogni tanto desiderata?

“Ogni volta dichiara la conduttrice a Tgcom24 aspetterò le concorrenti in un hotel di Milano in abiti casual, leggins o jeans, e anche io subirò una trasformazione. vivremo insieme questa esperienza, in versione fashion. E’ un programma bellissimo perché si ispira ai grandi show americani, dove è tutto in divenire, pieno di luce. Vi stupiremo.”.
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Quando il cavallo acquistò la sua forma definitiva era enorme e bello. Tinta guardava affascinato ed incredulo. A malapena gli avevano insegnato a scrivere il suo nome e, malgrado i suoi occhi attenti e vivaci, era stato condannato ad essere un deficiente.Tinta desiderava avere un orologio, dormire nella pancia del cavallo e avere la possibilità di uscire dal manicomio. Più che tutto un orologio, intanto, per poter tornare in orario.La pancia del cavallo diventò la pancia dei desideri e il suo colore fu l Marco Cavallo, il cavallo azzurro. E Tinta ebbe il suo orologio, dormì nella pancia del cavallo e fu libero.Dopo quei giorni di festa andò a vivere in un altro reparto. Fu tra i primi a lasciare il reparto che oggi (1976) non esiste più.Ogni giorno usciva. Andava a trovare sua mamma in una squallida e minuscola soffitta in Cittavecchia. Spesso, a casa, non trovava nessuno e allora girava senza meta per la città accontentandosi di guardare ogni cosa. Imparò presto a girare per ogni strada. In Piazza Grande si divertiva a rincorrere i colombi.Andava ai grandi magazzini Upim a vedere gli orologi. Spesso, la tentazione era troppo forte, cercava di prenderne uno e non aveva i soldi per pagare. Qualche volta cedeva alla tentazione. Tornava felice col suo orologio, gli occhi furbi. Trovava mille scuse per dare ad intendere che lo aveva comperato.Fabio e Francesca, due studenti che lavoravano in ospedale, erano spesso con lui, erano suoi amici. Tinta era ospite frequente in casa di Fabio o di Francesca, passava molte ore con loro: era preferibile che non uscisse sempre da solo. Un giorno, in un supermercato, rubò un uovo di Pasqua. Fu scoperto e denunciato. Il giudice lo condannò: manicomio giudiziario. Tinta, lontano da Trieste, non poteva più uscire, di nuovo chiuso, senza più orologi. Si comportò molto bene e, dopo otto mesi, i medici e il giudice del manicomio giudiziario di Castiglione delle Stiviere dissero che poteva ritornare al manicomio di Trieste. Tinta tornò e, più felice che mai, ricominciò ad uscire. Questa volta cercava di essere attento e giudizioso.Domenica 26 dicembre 1976, mentre, allegro come al solito, andava a casa da sua madre, un grosso camion con rimorchio lo ha schiacciato.Marco Cavallo è una macchina teatrale. I matti non lo hanno costruito materialmente, non lo hanno mai toccato. Mentre cresceva la sua struttura in legno, mentre prendeva forma la cartapesta, mentre si plasmava la testa, i matti hanno costruito, senza mai toccare il cavallo, ripeto, qualcosa di più duraturo, di più indefinito. Il colore azzurro. La pancia piena di desideri, dall di Tinta al porto con le navi della giovinezza di Ondina, dalle tante Marie all de vin dalla casa alle scarpe, al volo, al viaggio, alla corsa, all alla libertà.La libertà: i muri del manicomio frantumati, la teoria infinita di matti che, dietro al cavallo, esce dalla breccia e si perde per le vie della città. Boris accompagna il corteo suonando la fisarmonica. I nemici, la lotta ai nemici, a chi vuole chiudere la breccia, a chi vuole ricacciare nel recinto, nell fermo e servo, chi finalmente comincia a camminare, a scoprire che ha le gambe. Marco Cavallo in testa, in prima fila. Era una limpida domenica di marzo, pulita dalla bora quando, Marco Cavallo tentò di uscire dal laboratorio. Era troppo grande, appesantito dal carico di bisogni, desideri che si portava dentro. Le porte erano strette, provò la porta del giardino, poi la veranda, pensando di saltare la ringhiera. Cercò di piegarsi, di mettersi di taglio, si abbassò, pancia a terra, si ferì. Niente. Restava chiuso dentro. Tutti erano lì a guardarlo: era quello il suo momento. Cominciò a correre nervoso per il lungo corridoio del vecchio reparto trasformato in laboratorio, avanti e indietro, proprio come avevano fatto per anni i malati che lo avevano abitato. Giuliano cercò di calmarlo, dicendo che bisognava aspettare, che forse non era quello il momento, che bisognava avere pazienza. I malati cominciarono a pensare di avere solo sognato, secoli di grigio tornarono nelle loro teste, urla disumane assordarono le loro orecchie. Dino Tinta piangeva. Marco Cavallo, fremendo, testa bassa, cominciò una corsa furibonda, come impazzito, verso la porta principale e, senza più esitazione, oramai a gran carriera, aggredì quel pezzo di azzurro e di verde oltre la porta.Saltarono gli infissi, i vetri. Caddero calcinacci e mattoni. Marco Cavallo arrestò la sua corsa nel prato, tra gli alberi, ferito e ansimante, confuso all del cielo. Gli applausi,
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gli evviva, i pianti, la gioia guarirono in un baleno le sue ferite. Il muro, il primo muro era saltato.La prima grande uscita in città, paradossalmente trionfale. Poi, così come era destino, in giro per il mondo. La carica simbolica, certo, l costruita i matti.A quattro anni di distanza, tanti desideri, ansie, aspirazioni, si sono realizzati. Altri, vecchi e nuovi, irrealizzati, sono drammaticamente presenti. Tanti costruttori del cavallo non ci sono più, tanti sono fuori.La breccia si è allargata a dismisura da cancellare il manicomio stesso. Boris vive in un appartamento del parco dell con Valeria. Nella sua casa continua a dipingere e a suonare. Il cavallo c ancora, anzi il simbolo, il significato, ciò che è resta e cresce. Non occorre più oggi spiegare cosa sia questo gigantesco cavallo azzurro, dovunque va, nelle scuole coi bambini, al festival nazionale dell in giro per le mostre, le fiere, i mercati, oggi è una grande macchina teatrale. Il cavallo azzurro è il suo stesso significato. Sabato, prima della grande uscita, in manicomio una grande animazione accompagna i preparativi; ci sono i giornalisti, la televisione e molti cittadini incuriositi con la voglia di partecipare. Tra gli altri alcuni componenti il comitato di quartiere di San Vito Cittavecchia con i quali avevamo in precedenza pensato e organizzato l Il cavallo concluderà il suo viaggio attraverso la città nella scuola elementare “De Amicis”, nel rione di San Vito.Gli operatori dell psichiatrico di fronte all e all che va assumendo “l cominciano ad essere preoccupati per il possibile stravolgimento, l la confusione che si potrà creare tra la gente e l che potrà farne la stampa.La paura è che l festosa, il “simbolo” possa nascondere agli occhi di tutti le difficoltà, le carenze, le miserie, la violenza, l che ancora sono presenti in manicomio e che anzi, con la progressiva apertura, vengono ancora più evidenziate.Non si vuole che il corteo del cavallo, volutamente e giustamente allusivo, diventi esposizione trionfale, di vetrina si dice, di qualcosa già realizzato. Gli operatori vogliono denunciare invece l mancanza di prospettive per chi dovrebbe essere dimesso, andare fuori. Denunciare la totale mancanza di case, di soldi, di lavoro, di strutture territoriali. Gli infermieri vogliono più specificatamente evidenziare le loro disagiate condizioni di lavoro sia sul piano retributivo ché su quello normativo. La pesantezza di una legge vecchia, risale al 1904 la legge sui manicomi, che impedisce una reale pratica di assistenza e di risposta ai bisogni.A mezzogiorno di sabato un assemblea al reparto accettazione uomini discute questi temi; la linea che emerge è che l possibilità per porre in primo piano i problemi di tutti è impedire la festa. Questa risoluzione, di fronte all per la festa tradita, costringerebbe tutti i cittadini, i giornalisti, la direzione e soprattutto gli, amministratori, i politici della città a prenderne atto e porterebbe in primo piano la concretezza della realtà manicomiale che si sta affrontando.Per tutto il pomeriggio di sabato, in tutto l si susseguono riunioni a piccoli e grandi gruppi, per capire, cercare di trovare soluzioni che accontentino tutti.In un primo momento gli artisti si sentono aggrediti da questa risoluzione, si oppongono e dichiarano che l la festa si farà. La direzione e alcuni medici si schierano con gli artisti per la preoccupazione che un simile gesto possa compromettere a livello politico e amministrativo la prosecuzione del lavoro di trasformazione del manicomio. Si corre il rischio di una grossa spaccatura di tutto il gruppo: medici, artisti, infermieri, degenti, amministratori.E con questa preoccupazione, con questa tensione e in questo clima che si inizia nella scuola elementare, nella palestra già approntata per la festa, una riunione tra operatori, artisti e direzione. Dalle dieci della sera si va avanti discutendo, analizzando tutto il lavoro fino a quel momento svolto, le prospettive, con molto nervosismo e molta durezza. Più di una volta durante la notte la rottura del gruppo è cosa fatta. Alle 4 del mattino, non senza fatica, si arriva ad una mediazione.Il cavallo uscirà, tutti, gli artisti in prima fila, distribuiranno un volantino e spiegheranno le ragioni dell le condizioni di lavoro in manicomio. Prima di andare via si stila il volantino, pulito e chiaro, che accompagnerà Marco Cavallo per la prima volta.Lungo il percorso dell corteo domenica pomeriggio il volantino veniva distribuito:A PROPOSITO DELLA FESTA DI MARCO CAVALLOLa festa di oggi rappresenta per noi un momento di lotta iniziato da oltre un anno contro tutto ciò che il manicomio in Italia è e rappresenta. Marco Cavallo vuole essere simbolo di un processo di liberazione in atto per tutti quelli che soffrono della vita manicomiale.In questo senso, coerentemente, dobbiamo sottolineare che, seppure questo processo di liberazione dell psichiatrico provinciale di Trieste è avviato, coloro che vi lavorano sperimentano, giorno per giorno, nella loro attività pratica, sulla loro pelle e su quella dei malati la persistenza di problemi insuperati.
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11:30 GDS CENA DI NATALE: PRESENTE ZHANG JR, THOHIR IN FORSE 11:15 FFP, SERVONO 70 MILIONI ENTRO IL 30 GIUGNO 2018. SUNING VUOLE LA CL, A GENNAIO OPERAZIONI ALLA GAGLIARDINI 11:00 TS INTER, L’ARRIVO DI BASTONI ANTICIPATO A GENNAIO 10:45 ODDO: “INTER SQUADRA FISICA CHE VIVE SULLE INDIVIDUALIT. JANKTO? NON ANCORA PRONTO PER UNA BIG” 10:30 CDS INTER, DE VRIJ E GORETZKA OBIETTIVI PER GIUGNO 10:15 TS MERCATO INTER, PASSA TUTTO DA J. MARIO: SI LAVORA A UNO SCAMBIO CON PASTORE. MATA MKHITARYAN ALTERNATIVE 10:00 GDS VERSO SASSUOLO INTER, SPALLETTI PENSA A QUALCHE CAMBIO: DENTRO JOAO CANCELO E NAGATOMO? 09:45 TS BORSINO INTER: SCENDE RAMIRES, SALE ALEX TEIXEIRA 09:30 CDS JOAO MARIO RISTABILITO: ORA PUNTA IL SASSUOLO

EDITORIALE di Gabriele Borzillo

Finalmente, mi viene da dire. Finalmente siamo inciampati, con buona pace di quelli che il VAR vi aiuta, quelli che siete in alto solo per fortuna, quelli che ritiro la squadra dal campionato, c un complotto per far andare avanti l quelli che abbiamo p.
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Martedì 6 novembre alle 21.10 su Rai1 la quarta puntata della fiction Questo nostro amore (voto: 7) con Neri Marcorè (7) nei panni di Vittorio e Anna Valle (7) nel ruolo di Anna.

Nel cast Marzia Ubaldi (Alberta Ferraris), Nicola Rignanese (Salvatore Strano), Manuela Ventura (Teresa Strano), Stefano Santospago (Ing. Ernesto Girola), Augusto Fornari (Ugo Cerutti), Renato Scarpa (Motta) e Debora Caprioglio (Francesca). A interpretare le figlie di Vittorio e Anna Aurora Ruffino (Benedetta), Karen Ciaurro (Marina) e la piccola Noemi Abbrescia (Clara).

NELL’EPISODIO Malgrado le mille difficoltà i coniugi Costa tentano di riconquistare un po’ di normalità dopo che il loro segreto, il concubinato, è stato scoperto.

Vittorio, soprattutto, si rivela sempre più brillante nel suo lavoro e fa una rapida carriera all’interno dell’azienda, a scapito dei venditori che lavoravano lì prima di lui. Ha un ottimo rapporto con il suo capo, l’ingegner Girola, sino a quando, durante una irruzione della Guardia di Finanza, Girola gli affida, a sorpresa, una borsa che scotta, contenente le fatture in nero dell’azienda.
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Doveva sottoporsi alle domande dei difensori degli imputati nel processo per lomicidio di Natale Scarpa, padre del boss del clan Gallo Cavalieri di Torre Annunziata. Un malore per gli ha impedito di farlo e cos ludienza si fermata. successo in Corte dAssise a Napoli dove doveva deporre il principale collaboratore di giustizia del clan Gionta, Aniello Nasto. Luomo che ha permesso con le sue rivelazioni di sgominare gran parte del clan e che ha pagato caro il prezzo della propria collaborazione con la giustizia perdendo due fratelli, entrambi assassinati.

Il pentito doveva rispondere alle domande dei difensori di Luigi Maresca, accusato dellomicidio avvenuto il giorno di ferragosto del 2006. La scorsa udienza lo aveva accusato di essere lesecutore materiale del delitto insieme a Francesco Amoruso, ras del clan dei valentini morto al 41 bis. Ieri toccava alla difesa ma Nasto non ha retto alla tensione dellennesimo interrogatorio ed stato sopraffatto da un malore che ha costretto la corte a fermare ludienza. Dopo Nasto, toccher allultimo collaboratore di giustizia del clan in ordine di tempo, Michele Palumbo, che racconter la sua verit sul delitto che da dieci anni resta tuttora irrisolto.
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La Stagione 7 della Pro League di Tom Clancy’s Rainbow Six è iniziataArriviamo un po’ in ritardo con la recensione di NBA 2K17, ce ne rendiamo conto, ma questo tempo ci è servito per testare a fondo il titolo e giudicarlo nella maniera più serena possibile. Quando si devono seguire delle scadenze si cade inevitabilmente o in semplificazioni o in giudizi affrettati, quindi quello che vogliamo fare è quello che abbiamo realizzato anche con Cossacks 3: testare un titolo discusso, cercando di sviscerarlo nella maniera più articolata, al fine di fornire un parere oggettivo.

Prima di iniziare con la recensione, comunque, ci tengo a sottolineare che non sono un fan sfegatato dei giochi di basket (o di calcio), in quanto preferisco giocare in prima persona su un campo reale. Quanto andrete a leggere, quindi, si basa sul giudizio di un videogiocatore poco innamorato di questo genere di giochi, che fornirà principalmente un’opinione da esterno. 😉

Bando agli indugi, e vediamo cosa ci offre questo nuovo capitolo della 2K.

NBA 2K17 è disponibile su Steam al prezzo di 49.99 Euro nella versione base.

Prima di addentrarci nel gameplay, voglio parlare della componente grafica del titolo, in quanto è ormai assodato che molti videogiocatori cerchino un foto realismo sempre più marcato, a costo di limitare le risorse delle software house per le altre componenti del gioco (Ottimizzazione, gameplay, trama, ecc).

Sicuramente 2K17 ha fatto un buon passo avanti rispetto a 2K16 da questo punto di vista, in quanto la fisionomia dei giocatori più famosi è stata riprodotta in maniera fedele, ed anche le animazioni risultano più realistiche, grazie probabilmente a tecniche di motion capture più raffinate (Sebbene i movimenti a volte risultino ancora un po’ scattosi).

I dettagli sono maniacali: volti, tatuaggi e perfino i peli sotto le ascelle!

Il problema principale risiede nelle richieste hardware necessarie a muovere il motore grafico, a quanto pare decisamente esigente. Lasciata la gestione delle ventole in modalità Automatica (Possiedo una Sapphire Radeon RX480 Nitro+ 4GB), con TotalWar: Warhammer o altri videogiochi recenti riesco a giocare senza che la ventole diventino eccessivamente rumorose, e quindi fastidiose. Quando però gioco a NBA2K17, le ventole dopo qualche secondo raggiungono la massima velocità di rotazione, rovinando di fatto l’esperienza ludica. NBA 2K17 sembra quasi uno stress test! Mi sono quindi trovato costretto ad impostare manualmente la velocità di rotazione delle ventole per testare questo gioco.

Leggendo online, sui forum, ho controllato se non fosse solo un mio problema, ma ho notato che diversi altri utenti hanno constatato una certa pesantezza nel motore grafico. A parte questo difetto (Probabilmente dovuto al pubblico sugli spalti, eccezionalmente dettagliato), la grafica risulta più che buona, rendendo di fatto l’immedesimazione del videogiocatore decisamente profonda.

Partiamo subito con il dire che NBA 2K17 migliora alcune caratteristiche di NBA 2K16, ma al contempo ne peggiora altre.

Partendo proprio da queste ultime, non possiamo non citare una IA ai limiti della mediocrità quando si gioca a difficoltà elevata. Solitamente più si alza la difficoltà più l’IA dell’avversario è “smaliziata”. In questo caso accade l’opposto: l’IA dei nostri giocatori regredisce, soprattutto quando si è in fase difensiva. Sembra quasi che i propri giocatori vadano a farfalle! Dall’altra parte,
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invece, i giocatori avversari spesso tenderanno ad effettuare azioni piuttosto suicide: tireranno da tre quando vi è un corridoio per inserirsi ed appoggiare al tabellone o schiacciare, oppure al contrario tenderanno a inserirsi a testa bassa in una difesa già posizionata invece di portare a termine un’azione pensata, come ad esempio un pick and roll.

Una sola immagine per mostrare due cose: il menù della funzionalità “Replay”, e gli enormi spazi che l’IA dei nostri giocatori lascerà alla squadra avversaria

Altro difetto, almeno per me, è il gameplay eccessivamente arcade. Personalmente avrei preferito una maggiore attenzione simulativa, attraverso cui ci si potesse realmente immedesimare giocando con il proprio alter ego (Più avanti parleremo della modalità Carriera). In questo caso la comunità di NBA 2K17 si è spaccata in due fazioni: c’è che appoggia il gioco così com’è, affermando che “essendo un videogioco è bello fare qualcosa che nella realtà non si sarebbe in grado di fare”, e c’è chi vorrebbe vedere gesti atletici più vicini alla realtà in pieno stile simulativo (Ad esempio, in questo video su YouTube viene evidenziato un recupero irreale!).

Ricollegandoci al video citato, possiamo allo stesso modo affermare che le ankle breaker sono decisamente facili da portare a termine, divenendo di fatto una di quelle tecniche che più utilizzerete, sebbene nelle partite reali non sia tra le tecniche più semplici o efficaci (Bisogna essere un buon giocatore per sfruittarle, oppure bisogna incontrare un difensore proprio scarso!).

Non solo i giocatori, ma anche gli arbitri ed i loro gesti sono stati resi benissimo: notate le mani di questo arbitro dopo un mio tiro da 3

Essendo sparito NBA Live di EA, per 2K è effettivamente difficile accontentare entrambe queste tipologie di videogiocatori. In precedenza i due titoli su dividevano la platea, come hanno fatto per anni PES e FIFA, quindi ora ci sarà necessariamente qualche scontento. Quest’anno sono i fan delle simulazioni. Ma di questo non si può certamente incolpare 2K. Una scelta doveva essere fatta, ed è stato priviliegiato lo spirito arcade.

Oltre ai difetti qui citati (Alcuni dei quali in realtà non lo sono per alcuni videogiocatori), vi sono comunque anche numerosi pregi, e non da poco: NBA 2K17 ci trasporta nitidamente nel mondo del basket statunitense, con i suoi colori, il suo gioco veloce e spettacolare, ed i suoi nomi.

Le azioni, una volta padroneggiato il sofisticato sistema di controllo, potranno essere veloci e spettacolari allo stesso tempo, con schiacciate, ankle breaker, pick and roll, stoppate e contropiedi fulminanti (Sono stati aggiunti anche i passaggi schiacciati, finalmente). Da questo punto di vista NBA 2K17 garantisce al giocatore una libertà incredibile. Su YouTube sono numerossimi i filmati pubblicati relativi alle azioni spettacolari che i videogiocatori di tutto il mondo sono stati in grado di portare a termine, e come detto in precedenza questo è quello che cercano moltissimi videogiocatori.

La modalità di gioco più interessante è sicuramente la MyCareer, la quale ci permetterà di impersonare un nostro alter ego e di farlo crescere nel mondo della NBA. Un po’ come accade nei giochi di ruolo, anche qui dovremo scegliere un archetipo di giocatore (Come in D ad esempio, ci sono le classi base), il quale avrà caratteristiche migliori per certe giocate: ci sarà quello forte fisicamente, quello bravo nei tiri da 3, e via di questo passo.
ugg chestnut ma alcuni difetti si potevano evitare

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A volte ritornano. E lui è tornato. Marco Zenatti, da ieri mattina formalmente candidato sindaco della coalizione di centro destra, ha fatto partire la sua campagna elettorale dal bar Due Colonne. Una partenza che già fa capire bene chi sarà nel suo mirino, nei 40 giorni di sfida verso il voto: più che l’amministrazione MIorandi, liquidata come fallimentare senza altri grandi aggettivi, il target è Francesco Valduga. Forse perché ha rubato più di un uomo dell’area Forza Italia. Forse perché l’intesa di tutte le forze anti centrosinistra autonomista che in una certa fase pareva vicina non è andata in porto. Di sicuro perché è con lui che Zenatti si contenderà i voti degli scontenti dalla giunta uscente. Zenatti lo sa, quindi fa il suo gioco. E con lui si muovono la civica e i partiti che lo sostengono: da Progetto Rovereto Città e da Spagnolli, a Fratelli d’Italia alla Lega nord.

Parte dalla politica, Zenatti, e dal progetto originario di coalizione ampia, con le civiche valdughiane: C’era una volontà comune di fermare la continuità nel declino della città ha spiegato ma non è stato possibile perché l’altra parte ha posto al primo posto e forse l’unico il nome del candidato sindaco. E sui partiti: Ci sostiene una civica, ma non abbiamo timori né preclusioni con i partiti. Anzi, preferiamo che chi lavora sulla base di un’ideologia lo faccia a viso aperto, senza nascondersi e ingannare l’elettore.

Ma al di là dei sassolini dalla scarpa, Zenatti ieri ha parlato soprattuto di programma. O almeno di alcuni punti del programma, a partire dalla viabilità: Serve la tangenziale ovest. E sulla Valdastico serve una riflessione: è chiaro che si farà, chi dice il contrario prende in giro gli elettori. Noi diciamo che Rovereto deve essere protagonista del processo decisionale. Ma ha parlato anche di viabilità interna alla città e accesso al centro storico, ribaltando alcuni ragionamenti fatti dall’amministrazione Miorandi: Il centro dev’essere accessibile per far vivere il commercio,
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quindi la ztl va ridotta, servono parcheggi si attestamento, vanno eliminate le piste ciclabili pericolose, dove le bici passano tra marciapiede e auto in sosta e via Dante deve tornare a doppio senso.

Poi ci sono il turismo, inaccettabile che non abbiamo finora messo in rete le nostre eccellenze per creare sviluppo l’Apt da ripensare, la sicurezza e l’ospedale da valorizzare. Ma su tutto c’è la necessità di far tornare Rovereto un interlocutore forte con Trento.

Un assist, questo, soprattutto per Piergiorgio Plotegher, che per Fratelli d’Italia ha ricordato come tra noi e gli altri alleati possono esserci differenze di toni, ma i temi li condividiamo tutti, e ha ribadito la necessità di puntare i pugni più spesso rispetto a Trento. E mentre la Lega ha parlato di anni fallimentari, relativamente all’esperienza di Miorandi e di candidatura dinastica per Valduga, Maurizio Fugatti, segretario del Carroccio parla di uomini e donne che conoscono competenza e responsabilità. Siamo consapevoli di poterci giocare a viso aperto la nostra partita.

Menzione d’onore per Giovanni Spagnolli, ex assessore di Valduga. A suo beneficio le parole gonfie di stima di Zenatti. E lui ha spiegato: Ho fatto l’assessore, ho conosciuto la responsabilità nell’amministrare per il bene di tutti. E sul programma: Non serve don Sturzo (pungendo Valduga), ma non servono nemmeno cose inutili, come la Strongmanrun. Bellissima,
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ma non si può spendere 250 mila euro in un evento quando non si hanno i fondi per garantire i servizi.