ugg australia originali online ma c’è un giallo irrisolto Una notte degli oscar meno politicizzata di quanto previsto ma non senza colpi di scena

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A fare da protagonisti nelle giornate pre oscar quest’anno La La Land e le proteste anti Trump, in realtà poi si sà, non sempre le aspettative vengono rispettate, infatti gli Oscar 2017 hanno visto trionfare come miglior film il drammatico Moonlight e la cerimonia è stata anche poco politicizzata. Ma anche il musical di Damien Chazelle non può certo dire di essere stato un flop, era candidato a 14 premi e ne ha portati a casa 6, compreso miglior regia e miglior attrice Emma Stone. Ed in più è stato al centro di un giallo sulle buste che negli ultimi minuti ha creato il panico sul palco del Dolby Theater.

The Winner is, letto da Warren Beatty e Faye Dunaway, aveva decretato la vittoria del film di Chazelle e, mentre già il produttore Jordan Horowitz parlava e ringraziava, ecco che si scopre l’errore. Scuse, spiegazioni, passaggio della statuetta con grande imbarazzo di tutti via si ricomincia con Berry Jenkins, regista di Moonlight che dice “Oh mio Dio. Devo dire che è vero, non è falso. così tanto che sto sulla strada con questi ragazzi, tutto il mio amore per ‘La La Land’, il mio amore a tutti” ma nessuno lo ascolta, è il caos più totale.

Moolight: Il film che racconta le tre età di un ragazzo nero nei sobborghi di Miami nel giro di pochi secondi è diventato il trionfatore della serata, dopo che aveva già portato a casa l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista Mahershala Ali. Il quale ha scelto un ringraziamento piuttosto privato e una dedica alla moglie “che quattro giorni fa mi ha dato la mia bella bambina” ricordando i suoi “insegnanti fantastici e quello che mi hanno sempre ripetuto: devi essere al servizio dei tuoi personaggi”.

Il film di Chazelle, il musical dei record (soltanto altri due film avevano conquistato 14 nomination, Titanic e Eva contro Eva) ha conquistato alla fine sei riconoscimenti che non sono certo pochi ma possiamo immaginare l’amaro in bocca del cast che era già tutto sul palco per il discorso finale. La storia di due sognatori a Hollywood, la cameriera aspirante attrice che serve cappuccini alle star tra un provino e l’altro e il pianista di jazz che sogna di aprire un locale, ha comunque conquistato i membri dell’Academy laureando anche il suo regista, 32 anni da pochi giorni, il più giovane a vincere un Oscar. “Sono onorato di essere nella stessa cinquina con voi aòtro candidati ha detto Chazelle riferendosi ai colleghi registi voglio ringraziare chi ha creduto in me e in particolare Justin Hurwitz (compositore delle musiche, ndr), ci conosciamo da quando avevamo 18 anni. Questo film parla d’amore e io sono stato così fortunato da trovare l’amore durante le riprese del film, mia moglie Olivia”.

Emma, miglior attrice afferma: “Ho ancora da crescere”. Ha ringraziato le colleghe “siete state stroardinarie vi guardo e vi ammiro più di quanto riesca ad esprimere” e una lunga lista di familiari e amici. “In un momento come questo, una confluenza di fortuna e opportunità, voglio ringraziare chi mi ha offerto un progetto così speciale che capita una volta nella vita”. L’attrice poi ha ricordato Ryan Gosling “che mi ha fatto ridere e sempre alzato l’asticella, il partner ideale per questa folle avventura. Ho ancora tanto da crescere e da imparare e prendo questo ragazzo alludendo alla statuetta come segno di questo”.

Il miglior attore protagonista è Casey Affleck per la sua sofferta interpretazione in Manchester by the sea che sul palco ha detto: “Questo significa tantissimo per me grazie, una delle prime persone che mi ha insegnato a recitare è Denzel Washington che incontro oggi la prima volta. Sono qui grazie al talento e la buona volontà di molte persone che, chiaramente, non posso citare ma in particolare voglio ringraziare Kenneth Lonergan che ci ha diretto. Sono orgoglioso di fare pare di questa comunità, grazie a Matt Damon per avermi dato questa opportunità, alla mia famiglia e rivolgendosi al fratello ha concluso Ben ti voglio bene”.

La miglior sceneggiatura originale è andata a Manchester by the sea di Kenneth Lonergan, la storia di un uomo che a seguito della morte del fratello ritorna nella città della sua infanzia che ha lasciato dopo una tragedia che lo ha colpito per occuparsi del nipote. Il regista ha ringraziato soprattutto “Casey Affleck, Casey Affleck, Casey Affleck” e ha ricordato che questo film parla “del prendersi cura gli uni degli altri, io sono stato preso in cura dalle persone che mi sono state vicino tutta la vita, voglio ricordare Cameron mia moglie, non potrei amarti di più ma proverò a farlo, il mio patrigno che si è occupato di mia mamma negli ultimi anni della sua vita e mio padre che mi ha lasciato quest’anno”.

Come miglior film non in lingua inglese è stato premiato l’iraniano Il cliente di Asghar Farhadi, assente sul palco del Dolby Theater per protestare contro il “Muslim Ban” di Donald Trump. Al suo posto è stata letta una lettera: ” un onore per me ricevere questo prezioso premio per la seconda volta, mi dispiace non essere con voi la mia assenza è dovuta al rispetto per i miei concittadini e per quelli di altri sei paesi che hanno subito una mancanza di rispetto per via di una legge disumana che divide il mondo tra noi e gli altri creando paure che diventano una giustifizione ingannevole per la guerra. Il cinema può usare le sue macchine da presa per abbattere gli stereotipi creando empatia che oggi ci serve più che mai”.

L’Oscar come miglior attrice non protagonista è andato a Viola Davis per il film “teatrale” di Denzel Washington Barriere. L’emozionatissima attrice ha fatto un discorso a braccio, molto sentito: “C’è un luogo in cui tutti quelli che hanno il massimo potenziale vengono riuniti: ed è il cimitero. Mi chiedono sempre che tipo di storie vuoi raccontare, ecco andate a esumare queste storie, le storie delle persone che hanno sognato in grande e non sono riuscite a realizzare i propri sogni. Sono riuscita ad essere artista che è l’unica professione che ci permette di celebrare la vita vissuta. Voglio ringraziare August Wilson per essere stato in grado di esumare la vita quotidiana delle persone e voglio ringraziare, oh capitano mio capitano, Denzel Washington”.

Il Miglior trucco è andato ad un trio di truccatori tra cui due make up artist italiani: Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini che insieme a Christopher Nelson sono stati premiati per l’incredibile lavoro fatto su Suicide Squad. Sul palco Bertolazzi ha detto: “Ho aspettato cinquant’anni per avere questo premio e oggi voglio ringraziare tutti del sostegno al nostro cinema e in particolare ringraziare mia moglie, Giovanna. Io vengo dall’Italia, questo premio è per tutti gli immgirati”. Anche l’altro truccatore italiano, Giorgio Gregorini, ha dedicato la statuetta “a mia moglie che non è più con me”. Bertolazzi, piemontese, ha un lungo curriculum di lavori importanti dall’incontro con Monica Belluci sul set di Malena fino alle esperienze internazionali come Skyfall o Fury. In sala stampa, dopo la cerimonia, è tornato sulla sua dedica: “Certo, dedico questo Oscar a tutti immigrati, i sogni non hanno frontiere, noi facciamo film, facciamo sogni che non hanno limiti, nei set cinematografici ci sono persone che lavorano e queste persone provengono da tutto il mondo, ecco perché mi sono sentito in dovere di fare questa dedica”.

Cartoon Disney e Pixar. Sul fronte dell’animazione il cartoon corto Piper, gioiello Pixar mentre l’Oscar per il miglior lungometraggio d’animazione è andato a Zootropolis di Rich Moore e Byron Howard.

Migliori costumi. A Colleen Atwood è andata una quarta statuetta per il suo lavoro nella nuova saga di J. K. Rowling Animali fantastici e dove trovarli. Circondata dai suoi bellissimi abiti, in un grande capannone pieno di centinaia di accessori per le comparse sul set londinese ci aveva raccontate: “Per questo film ambientato nella New York del 1926 ho fatto delle ricerche approfondite e ho lavorato molto per distinguere bene le classi sociali: i poveri, i borghesi e i ricchi per creare il mio guardaroba ho lavorato in due modi: da un lato ho cominciato a raccogliere pezzi originali da tutto il mondo: scarpe, guanti, cappelli, abiti, cappotti da destinare alle comparse e ai ruoli secondari mentre per i protagonisti io insieme al mio dipartimento ho creato gli abiti. Ognuno di loro doveva avere uno stile unico e inconfondibile anche se perfettamente in linea con la moda dell’epoca”.

Miglior suono e montaggio sonoro. Due riconoscimenti tecnici legati al sonoro sono andati a due film differenti: miglior montaggio sonoro è andato a Sylvain Bellemare per il fantascientifico Arrival di Denis Villeneuve mentre l’Oscar per il miglior sonoro è andato a Kevin O’Connell (alla sua ventunesima nomination), Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace per La battaglia di Hacksaw Ridge, il film bellico pacifista di Mel Gibson, a cui è andato anche l’Oscar per il miglior montaggio a John Gilbert.
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Ancora un furto nei supermercati di Mestre, questa volta al il nuovo centro di calzature e abbigliamento recentemente aperto in via Paccagnella, in quella ormai conosciuta da tutti come la cosiddetta Auchan Un taccheggiatore mercoled ha infatti cercato di uscire dal negozio con della merce sottratta agli scaffali, ma gli andata male: scattato l stato subito placcato dal direttore del supermercato e da un maresciallo della Guardia di Finanza fuori servizio, che casualmente si trovava nei paraggi.

SUBITO BLOCCATO Ad intervenire ufficialmente, comunque, sono stati gli uomini delle Volanti della questura di Venezia,
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arrivati sul posto poco dopo le 18.30 su segnalazione dello stesso direttore del centro. Il ladro, uno straniero nato in Marocco nel 1968 ma da anni residente regolarmente in Italia, era appunto gi stato immobilizzato dopo che le barriere antitaccheggio avevano allarmato il personale del supermercato. Davanti alle divise dei poliziotti il delinquente non ha potuto fare altro che aprire il suo zaino, rivelando cos un paio di scarpe del valore di 49 euro e un portafoglio da 9.90. I prodotti, entrambi ancora integri e non danneggiati, sono stati restituiti al personale Globo per essere riposizionati sugli scaffali e il ladro, volto noto alle forze dell stato indagato in stato di libert
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Quando una band ha bisogno di iniziare il disco con un anthemico, urlato e puerile “Fuck The World! Go!”, quando a farlo un uomo di 50 anni conosciuto nel mondo dell’heavy metal come un gran paraculo modaiolo, quando per ribadire il concetto e per sembrare vero hai bisogno di farlo per la durata abnorme di 75 minuti suddivisi in 15 tracce, quando per calarti fino in fondo nel personaggio sei contretto a mandare in giro una vergognosa info sheet dove si pu leggere che “An epic demonstration of their growing power as a band, may well be the finest record Machine Head have ever made” e lo stesso Robb Flynn dichiarare che “We ended up with a landmark here. An album that has the potential to be huge. If people get behind this, believe in this. could really elevate our genre here”, allora vuol dire, inequivocabilmente, che quella band, i gloriosi Machine Head, arrivata alla frutta.

“Catharsis” un disco che condensa tutti i difetti di una band che ha scritto pagine immortali di questa musica ma che sempre pi diventata solo la band di Robb Flynn, unico membro superstite della line up originaria.

Tralasciando la produzione, diciamo il bel pacchetto regalo con cui confezionato, “Catharsis” sembra la brutta copia di “Supercharger”, un disco per me molto buono e che aveva il pregio, all’epoca, 17 anni fa, di essere quantomeno al passo coi tempi.

Ecco, oggi i Machine Head sono talmente spaesati che non sanno pi in quale epoca sono e cosa suonare.

C’ solo una costante, un cantante (sic) che urla come un forsennato per tutta la durata del disco, ma Robb Flynn non Burton C. Bell che ha un registro vocale molto ampio e ha anche una bella voce melodica. Robb Flynn deve urlare si, ma farlo con frasi incisive e brevi, non articolare interi monologhi col vocione da porco ingrugnato. I pochi buoni spunti di questo disco sono rovinati dalla sua onnipresente e invadente logorrea che annoia da morire.

C’ stato un periodo nel quale dopo i criticati “The Burning Red” e “Supercharger” la band era tornata alle origini riscoprendo il thrash metal nella sua forma pi pura ed heavy, ecco, dimenticatevi di tutto questo, oggi vorrei dire che suonano Nu Metal ma non sarebbe corretto, volendo i Machine Head tenere i piedi in troppe scarpe, tra cui spicca un metalcore che a confronto bands come Unearth e Heaven Shall Burn sembrano Led Zeppelin e Deep Purple.

La musica talvolta d l’impressione di essere furiosa come un toro in gabbia ma solo apparenza, non c’ vera pesantezza, non c’ vera rabbia, come in quelle risse nelle quali ti agiti e fai il pazzo solo fin quando ti tengono e ti dividono, ma ti calmi appena ti liberano.

La ballad acustica “Behind The Mask” vorrebbe essere il grimaldello per permettere alla band di sfondare nel mainstream delle top charts, ma solo un insulto alla band che ha scritto “Davidian”, “Block” e “Take My Scars”.

Potrei continuare a dirne male ancora per molto, ma verrei anch’io a noia.

“Catharsis” con i suoi lunghissimi 75 minuti segna l’ingloriosa fine dei Machine Head, una band che comunque non che se la passasse molto bene.

L’unica speranza che il disco venda poco, venga stroncato ovunque e Robb Flynn ritorni tra i comuni mortali e si metta a fare di nuovo musica col cuore, magari richiamando Adam Duce e Logan Mader. Ma ho come l’impressione che nell’attesa faccia prima Cicciolina a tornare vergine.
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CELLINO Ad incastrare il titolare di una casa d appuntamenti camuffata da centro estetico a Cellino S. Marco sono state le immagini delle telecamere piazzate dagli agenti della squadra mobile di brindisi nei diversi ambienti. Con i filmati in mano, più che espliciti, i poliziotti hanno documentato le segnalazioni, arrivate da più parti, sulla reale attività del centro, tra l frequentatissimo da clienti di ogni fascia sociale, anche professionisti,
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anche personaggi noti e insospettabili.

Al termine delle operazioni il centro estetico è stato sottoposto a sequestro probatorio del Centro massaggi “MAPEPE” , di via Berlinguer a Cellino. Le indagini sono durate un mese ed hanno accertato come nei locali si praticasse sistematicamente la prostituzione. Il giro d era gestito dall’OROFALO che reclutava le finte massaggiatrici, e si preoccupava di soddisfare i clienti, in arrivo da tutta la provincia e anche da fuori.

Circa 3 le donne impiegate, italiane, brindisine. Il tariffario era variabile a seconda del “massaggio particolare” o percorso emozionale che il cliente desiderava: si partiva dal massaggio base del costo di 80 euro, e si arrivava al massaggio “MULADAR” in doccia,
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al costo di 250 euro.

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I colossi dell’abbigliamento sportivo proseguono le proprie collaborazioni stilistiche con i grandi nomi della moda internazionale e così, dopo il paio di gambali Hunter sviluppati da Jimmy Choo, ecco arrivare un paio di scarponcini invernali da donna, firmati da Stella McCartney per Adidas.

Si chiama Fortanima questo modello di snow boots firmato dalla stella della moda internazionale per il gruppo sportivo Adidas: realizzati in tessuto canvas bianco con suola in gomma nera e sistema di allacciatura decorativo sul fronte, questi doposci sono totalmente impermeabili, anche grazie alla fascia elastica supeiore che protegge dal freddo la gamba e il polpaccio.

io ho gli scarponi da snowboard che sono perfetti

comunque il mio consiglio è: prendi uno spray impermeabilizzante e sparalo sui tuoi scarponcini tecnici. that’s perfect.

i miei non si bagnano più e così li uso in paese con quel mezzo metro di neve per andare in giro

se invece vuoi spendere per un paio nuovi: cerca tra quelli tecnici con pelo dentro, non prendere gli ugg che costano di più, sono orrendi e soprattutto: mai visto gente seria in montagna utilizzarli. con una nevicata fresca penso che non reggano manco 5 minuti.

ah,
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scusa si in realtà c’è gente che va in montagna con gli ugg

io in montagna non scio è uno sport che non fa per me

ma sto parecchio sulle piste visto che marito e figlio ci si cimentano ognuno nel suo sport preferito, e per arrivare alle piste non sempre si trovano strade pulite come quelle appositamente spalate per la Ferragnina.

i doposci quindi non mi servono in città, dove anche io sfoggio scarponcini tecnici o alla peggio gli stivali da pioggia con le calze tecniche dentro, ma in montagna dove per ore sto sulla neve (per fortuna con le mie amiche) mentre aspetto che i patiti dello sci e del bob facciano ritorno alla base e si possa partire per una confortante cioccolata con panna

kiwi72 ha scritto:

Ugg, mai più senza. Bianchi non credo nemmeno esistano, ma io eviterei qualsiasi tipo di calzatura bianca.

Io li ho grigi e vanno con tutto, ma anche marroni potrebbero star bene.

Sono caldissimi e impermeabili. Anche gli Emu, se vuoi: stesse caratteristiche,
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prezzo più abbordabile.

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Oh, quindi, in teoria, si potrebbe avere una carta con limite di spesa sostanzialmente infinito senza pagare le altissime spese di una mastercard black o il corrispettivo visa?

si, ma perdi il vantaggio della carta di CREDITO, ovvero di pagare dai 30 ai 60 giorni dopo (o a rate se proprio, ma allora non ti fai la carta da 50000 euro/mese di limite )Ad ogni modo, non so se già la Visa Gold abbia un limite di spesa massimo. penso che dipenda solo da quanto la banca (o il gestore della carta, che spesso non è la banca stessa) è disposta a darti

La Visa Gold e’ solo una presa per il culo in merito al plafond. Nel senso che ho se ho soldi in banca posso arrivare ad avere una normalissima visa con plafond superiore ad una visa gold. Il plafond di una gold parte da 3000 euro tipo. Quello di una visa (non cartasi’) 2500.

Appena richiesta l’amex chiesi una gold (alla fine dichiaro piu’ dei 23,000 euro lordi richiesti) ma poi la cambiai in favore di una normalissima verde mantenendo il plafond concordato.

La mia utenza telefonica era intestata a mia nonna perchè nel 1955, quando l’ha richiesta,
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io non ero ancora nato.

Certo che sei peggiorato eh? Passano gli anni e sei sempre più coglione

Sogna, a te, che saresti capace di rubare anche ai tuoi parenti non faccio una scansione manco del cazzoOh, Luvietto . dunque tu tipo 5 anni fa abitavi con la nonnina?

Ma ti ho detto appunto. a numeri coperti

No, imbecille, 10 anni fa, ma il numero è rimasto intestato a lei. Ora piantala, che sei su una brutta china.

Ogni carta di credito è legata comunque ad un conto (quello che vedi sulla cedola quando fai il versamento), però sono solitamente conti senza interessi e con fortissime limitazioni, mentre se hai la carta di “debito” su un conto normale benefici dei vantaggi di un conto normale legati a quelli dei circuiti VISA/mastercard.

Qua da noi quasi tutte le banche lo offrono.

Qui no Cioe’. pero’ aspetta. sul bancomat Unicredit ho Verified by Visa ma non credo c’entri molto!

il bancopostaclick lo fa. carta di debito con 16 cifre e circuito mastercard.

Awesum conto da barbone is awesum

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negozi ugg italia Maria De Filippi intervista con oggetti Amici 2017

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Tra i momenti più intensi del settimo serale di Amici 16 (voto: 7), in onda sabato 6 maggio su Canale 5, l’intervista con gli oggetti che Simona Ventura e Diego Maradona hanno fatto a Maria De Filippi. Ecco le sue dichiarazioni.

Velo da sposa: “Tanti anni di matrimonio (con Maurizio Costanzo, ndB), mi sono sposata dopo 5 anni di convivenza, non in Chiesa perché lui aveva ben tre divorzi alle spalle, ma in Comune. Di quel giorno ho un bellissimo ricordo, non abbiamo rispettato le tradizioni, siamo usciti dalla stessa casa e siamo ritornati nella stessa, ha portato molto bene”.

Scarpa con il tacco: “Vivo con quelle da ginnastica, si vede anche per come cammino. Io e i tacchi non siamo una cosa sola. Faccio molta fatica a camminare con i tacchi. Anche le scale si è visto a Sanremo erano impossibili, l’unica che ha fatto come me a Sanremo è lei (Simona, ndB) che, quando condusse il suo Festival, aveva costruito una scenografia senza scale”.

Sveglia: “Non ho un buon rapporto con il tempo, non nasce dalla paura di invecchiare su quella ci ho fatto i conti ma nasce dalla paura che le cose cambino, il fatto che passi il tempo e che i miei punti di riferimento possano cambiare o non esserci per me è terribile, vorrei sempre fermare il tempo e che le persone che amo ci fossero sempre vicino a me”.

Ciuccio: “Mi piacerebbe diventare nonna, ho un figlio che amo alla follia, è la cosa più bella che ho”.

Futuro? “Il mio futuro? Mi fa tanta paura, guardo sempre il presente, vivo giorno per giorno”.

Caramella: “Nasce dalla prima volta in cui andai in tv, non pensavo di fare questo mestiere, registrai Amici, a un certo punto mi si azzerò la salivazione e da lì qualcuno me ne allungò una, da allora vivo con la caramella in bocca”.
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L e fashionissima Carrie Bradshaw di city interpretata da Sarah Jessica Parker, ad un certo punto della serie comincia ad avere seri problemi economici e si rende conto di aver speso in tutta la sua vita circa 40 mila dollari per comprarsi solo le scarpe, la stessa cifra che poteva servirle per pagare l per una casa. ridotta a ad abitare letteralmente nelle mie scarpe! esclama, e pur rischiando di non avere neanche un tetto sopra la testa, continua a cercare appartamenti che abbiano un armadio tanto capiente da contenere tutte le sue magnifiche calzature. Che le scarpe siano uno degli accessori moda preferiti dalle donne, dunque, non solo cosa nota ma anche un vero e proprio must, tanto da essere per alcune quasi una mania. Eppure, resta un accessorio moda realizzato in maniera artigianale da pochi. Mentre borse, gioielli, vestiti e altri accessori in Sicilia hanno visto la nascita di brand che si stanno facendo largo in questo difficile settore, le scarpe restano ancora un relativamente poco esplorato. Sar perch in genere una passione che si tramanda in famiglia, sar perch il mercato delle scarpe forse pi di altri particolarmente gettonato, sta di fatto che la scarpa made in Sicily, realizzata in maniera artigianale, rimane ancora appannaggio di pochi.

Qualche brand, in realt esiste: a Palermo, il marchio di Barbara De Luca si sta facendo strada. Il nome stesso, infatti, un tributo alla scarpa femminile pi nota al mondo: la d Poco importa che sia a punta o arrotondata, le sue varianti hanno attraversato le epoche e gli stili: resta da scegliere l del tacco, i materiali, i cinturini e i tessuti.

Altro marchio quello della famiglia Quartararo, sempre a Palermo, espressione della produzione calzaturiera che dura da 75 anni. Fondata nel 1940, il laboratorio artigianale verte soprattutto sulla realizzazione di scarpe da cerimonia. Anche l Francesco Calzature, nata nel 1945 a Palermo, ha il proprio punto di forza nelle scarpe da cerimonia. Francesco Italy il marchio di punta interamente dedicato alle collezioni da sposa e da cerimonia uomo donna: ricami preziosi, tessuti pregiati, morbidi pellami e originali Crystals From Swarovski insieme creano veri gioielli da calzare e sfoggiare. Scarpe da cerimonia ma non solo: la linea Couture, dedicata alla donna di classe, esigente e allo stesso tempo estrosa. Modelli impreziositi da Crystals From Swarovski e ancora, morbidi volumi creati “a strati” e intramontabili decori rielaborati in chiave glamour avvolgono, come una carezza, il movimento del piede. Insomma, ce n per tutti i gusti.
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Yesterday and Today (Butcher Cover)

E’ la prima versione dell’album Yesterday and Today, una raccolta di canzoni messa insieme dalla Capitol americana nel 1965. Si vedono i Beatles con coltelli da macellaio (per questo nota come “Butcher cover”, copertina del macellaio), parecchie bambole fatte a pezzi e abbondanti macchie di sangue. Sul braccio di Paul ci sono due denti (quelli che Paul avrebbe perso nell’incidente) mentre George tiene una testa di bambola vicino a Paul, simbolo delle ferite al capo riportate nello scontro. Ma tutta la copertina simboleggerebbe la natura del terribile incidente. Questa copertina fu subito ritarata dal mercato, perch troppo cruenta e sostuita con la pi innocua che segue.

Nella nuova foto utilizzata per quest’album, Paul ritratto all’interno di un baule che pu ricordare una cassa da morto. Sempre in questa foto, per la prima volta nelle foto ufficiali dei Beatles, si vede una cicatrice sul labbro superiore di Paul McCartney.

A Collection of Beatles Oldies (but Goldies)

Un disegno stile anni 20 per una nuova raccolta di successi dei Beatles. Innocuo, ma solo in apparenza: si pu infatti vedere un automobile che si dirige pericolosamente verso la testa del personaggio in primo piano: un riferimento all’incidente di Paul?

Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band

Un album datato 1967 e pieno di indizi. La copertina sembra mostrare una cerimonia funebre, con un folto pubblico in piedi davanti a una fossa, su cui compaiono dei fiori che, oltre a formare la parola Beatles, compongono anche un basso per mancini (come quello usato da Paul). Sulla destra compare una bambola che ha in grembo un’auto che si dirige verso la parola “Stones” (pietre). Paul anche l’unico a imbracciare uno strumento nero (un oboe), e si ritrova una mano sopra la testa (secondo alcune popolazioni asiatiche la mano che sovrasta la testa significherebbe morte). Se si prende uno specchio e lo si appoggia perpendicolarmente fra le parole “Lonely” e “Hearts”, succedono due cose curiose: si formano le due frasi “1 One 1” e “He die” (“1 1 1” sarebbero i tre superstiti e “he die”, seppure non del tutto corretto da un punto di vista grammaticale, significa sicuramente qualcosa come “lui muore”). La freccia che compare fra “he” e “die”, ovviamente, punta proprio verso Paul. Due interpretazioni possibili sono “Officially Pronounced Dead” (“ufficialmente dichiarato morto”) e “Ontario Police Department” (il dipartimento di polizia in cui avrebbe servito Campbell). Nuovi presunti indizi vengono dal retro di copertina, in cui Paul l’unico ripreso di spalle; sul retro, inoltre, compaiono i testi delle canzoni sovrapposti a un’immagine del quartetto. Qui George punta il dito verso la frase: At five o’clock (“alle cinque”), che sarebbe l’ora dell’incidente. Vicino alla testa di Paul, invece, compaiono le parole “Without you” (senza di te).

Molti gli indizi anche in questo disco del 1967. In copertina la parola stellata “Beatles”, guardata allo specchio, sembra un numero di telefono (2317438). Pare che negli anni ’60 a Londra a quel numero rispondesse una voce registrata che diceva “ti stai avvicinando” (alla verit Sempre su quest’album appare il tricheco di “I Am the Walrus”, anch’esso oggetto di numerose speculazioni. Sarebbe, secondo la mitologia eschimese, un simbolo di morte. Lennon a cantare “io sono il tricheco”, ma nel booklet dell’album un certo “Little Nicola” dice: “no, you’re not” (no, non sei tu). Nel libretto fotografico allegato al disco, Paul appare seduto a una scrivania con in bella mostra il cartello “I was” (“io fui”); dietro di lui, bandiere britanniche piegate a lutto. A pag 5, 10, 13 Paul non indossa le scarpe (presunta simbologia che ricorre anche nel successivo Abbey Road). Nella batteria di Ringo a pag. 13 si legge “LOVE the 3 Beatles” (“amate i 3 Beatles”). A pag. 23 Paul l’unico a indossare un fiore nero all’occhiello; altre mani sulla testa di Paul a pag. 18 e 24.

L’unico album doppio dei Beatles, datato 1968, ricco anch’esso di spunti. Nel poster all’interno dell’album bianco (a pag. 18 nel libretto del CD) compare un individuo che sarebbe il sosia prima della chirurgia plastica. In una foto di Paul che balla, due mani scheletriche sembrano volerlo afferrare dalla schiena. Nel brano “Glass Onion” John canta: “here’s another clue for you all: the walrus was Paul” (“ecco un altro indizio per voi tutti: il tricheco era Paul”). In “Don’t Pass Me By” Ringo canta: “you were in a car crash and you lost your hair” (“hai avuto un incidente d’auto e hai perso i capelli”). “Revolution 9” inizia con una voce che scandisce tre volte number nine che ascoltata al contrario suonerebbe turn me on, dead man (“accendimi, uomo morto”). Alla fine di I’m So Tired, un’altra voce ascoltata al contrario sembrerebbe dire “Paul is dead man: miss him, miss him, miss him!” (“Paul l’uomo morto: sento la sua mancanza!”).

Sulla copertina, una mano compare sopra la testa di Paul.

Il gruppo attraversa la strada in fila, e gli abiti suggeriscono una processione funebre: apre John vestito di bianco (sacerdote? angelo?), Ringo con un sobrio completo nero che potrebbe far pensare al portatore della bara, Paul scalzo, fuori passo rispetto agli altri, con gli occhi chiusi, tiene la sigaretta con la destra (pur essendo mancino); e infine George in jeans e clark potrebbe far pensare al becchino in abiti da lavoro. Sulla targa della Volkswagen parcheggiata a sinistra, si legge “28IF” (“28 se”, interpretato come “28 anni se fosse ancora vivo”. Anche il resto della targa, “LMW”, stato letto come “Linda McCartney Widowed” (vedova).
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Periodo nerissimo per il Bologna con gli arbitri: dopo il rigore inesistente assegnato alla Sampdoria nella sfida di Marassi dello scorso turno, ieri c stato quello a favore non visto da Paolo Mazzoleni. Ecco l passato al microscopio dalla moviola della Gazzetta dello Sport: “A met ripresa (sullo 0 0) entrano in contatto Dzemaili ed Eder con l che sbaglia il tempo dell rifilando all un evidente colpo sul piede proprio sulla linea dell

Le altre situazioni analizzate dalla rosea: “Per il resto, regolare il gol nerazzurro: Gabigol tenuto in gioco da Oikonomou sul cross di D Ammonizione pesante per Miranda (era diffidato, salter la Roma): corretta darla per lo sgambetto ai danni di Verdi”.

11:15 FFP, SERVONO 70 MILIONI ENTRO IL 30 GIUGNO 2018. SUNING VUOLE LA CL, A GENNAIO OPERAZIONI ALLA GAGLIARDINI 11:00 TS INTER, L’ARRIVO DI BASTONI ANTICIPATO A GENNAIO 10:45 ODDO: “INTER SQUADRA FISICA CHE VIVE SULLE INDIVIDUALIT. JANKTO? NON ANCORA PRONTO PER UNA BIG” 10:30 CDS INTER, DE VRIJ E GORETZKA OBIETTIVI PER GIUGNO 10:15 TS MERCATO INTER, PASSA TUTTO DA J. MARIO: SI LAVORA A UNO SCAMBIO CON PASTORE. MATA MKHITARYAN ALTERNATIVE 10:00 GDS VERSO SASSUOLO INTER,
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SPALLETTI PENSA A QUALCHE CAMBIO: DENTRO JOAO CANCELO E NAGATOMO? 09:45 TS BORSINO INTER: SCENDE RAMIRES, SALE ALEX TEIXEIRA 09:30 CDS JOAO MARIO RISTABILITO: ORA PUNTA IL SASSUOLO 09:15 TS INTER, OBIETTIVO ESTERNO D’ATTACCO: DA VERDI A DEULOFEU, PASSANDO PER DI FRANCESCO: TUTTI I NOMI

EDITORIALE di Gabriele Borzillo

SALI SUL CARRO, SCENDI DAL CARRO

Finalmente, mi viene da dire. Finalmente siamo inciampati, con buona pace di quelli che il VAR vi aiuta, quelli che siete in alto solo per fortuna, quelli che ritiro la squadra dal campionato,
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c un complotto per far andare avanti l quelli che abbiamo p.