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Durante il mach tra l’ungherese Laura Sarosi e la tedesca Karin Schnaase, quest’ultima ha rotto una scarpa. Secondo il regolamento del gioco, la Schnaase poteva cambiare le scarpe se ne aveva un paio di ricambio con sé a bordo campo, ma non poteva tornare nello spogliatoio, perché uscire dal campo in quel modo avrebbe significato una rinuncia e la fine della partita prima del tempo.

Laura Sarosi non ci ha pensato un attimo e ha prestato la sua scarpa (le aveva a portata di mano) alla sua avversaria. Laura sapeva di essere in svantaggio perché la Schnaase era più forte di lei per il ranking e il numero di vittorie, ma non ha voluto giocare “facile”: pur sapendo di poter vincere se l’avversaria fosse rimasta senza scarpa, ha tirato dalla borsa la sua sneakers dando a tutti una lezione di lealtà. Anche se il bel dono per lei ha significato perdere l’occasione per classificarsi alle Olimpiadi del 2016 perché la sua avversaria si è aggiudicata la vittoria. Il suo sogno atletico è svanito ma il suo immenso gesto no. E con questo ha dimostrato di essere una donna tosta!
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Camerieri da Corsa a Buenos Aires: una gara di equilibrio e velocità

I camerieri argentini sono orgogliosi del loro lavoro, fatto di segreti che si apprendono solo dopo anni di esperienza. Uno di questi è la capacità di recapitare un vassoio stracolmo, in un labirinto di tavoli, sedie e clienti, nel minor tempo possibile: i migliori in questo campo si sono sfidati a farlo in una corsa sulla Plaza de Mayo, cercando naturalmente di non roversciare l prima del traguardo

Buenos Aires Fare il cameriere a Buenos Aires è una di quelle cose che viene presa veramente sul serio. Non è un lavoretto estivo per ragazzi che vogliono comprarsi il motorino, ma un mestiere nel vero senso della parola. Chi c stato può confermarvelo: quando arrivi in città e ti siedi in uno dei 9 mila ristoranti disponibili, vieni accolto sempre con cura e chi ti serve smania per sfoggiare le sue abilità, per esempio, prendendo l rigorosamente a memoria, anche se al tavolo ci sono 10 persone. Un caratteristica, poi, è quella dell I luoghi più alla moda nei quartieri giovanili o i ristoranti del centro che servono gli uffici si affollano facilmente all di punta, e in questi casi fare il cameriere diventa addirittura un esercizio da circo.

Per questo, la maggior parte dei più di 500 impiegati della ristorazione di Buenos Aires che questo weekend hanno partecipato alla corsa di velocità tenutasi sulla storica Plaza de Mayo della capitale argentina,
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risponde no quando gli si chiede se si siano allenati per partecipare alla corsa. Quasi tutti sorridono e dicono: con la mia giornata tipo, faccio già un allenamento sufficiente. Proibito raccogliere una delle bottiglie e rimetterla a posto nel caso cadesse, continua il giudice quando già i corridori si fanno più silenziosi e sembra quasi possibile guardarli e capire chi sia venuto per divertirsi e chi invece voglia veramente vincere il premio da 800 euro che c in palio. Non basterà tagliare il traguardo per primo, ma bisognerà anche essere stati corretti per tutto il tragitto per poter vincere, riesce appena a concludere il commissario, quando già il conto alla rovescia arriva allo zero e parte la gara.

una questione di tecnica, velocità ed equilibrio: si gareggia al trotto, perchè al passo si rimarebbe indietro, mentre al galoppo invece si rovescerebbe tutto. Si va per il viale alberato dell de Mayo verso la Casa Rosada, il palazzo di governo, è già qui i primi rovesciano il succo in strada e abbandonano la pista col capo chino. Si entra in piazza tra i fischi e gli applausi dei parenti, le grida dei colleghi. Si gira attorno alla piccola piramide al centro del largo e si trorna indietro. Sono in tutto 1.600 metri, fatti più che altro per celebrare la dignità di una figura sempre lasciata un pò in disparte dalla società, ma che nei secoli ha saputo fare della sua umiltà, del buon umore e dell un valore della propria giornata,
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rendendo così più allegra anche quella dei suoi clienti.

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In programma Marted 10 giugno 2014 alle ore 18.00, presso il Museo del Risorgimento (Palazzo Farnese) “10 giugno 1859. Una data nella pietra”, inaugurazione dell della lastra di piazza Cavalli con la data che ricorda la ritirata degli Austriaci dalla citt il 10 giugno 1859.

Alle ore 21.00, nel cortile di Palazzo Farnese, verr invece rappresentato un bozzetto storico in due tempi in dialetto piacentino di Corrado Ambiveri, per la regia di Elsa Castellini.

Personaggi e interpretiCon la partecipazione del Coro di S. Maria di Campagna diretto dal Mo Ivano Fortunati.

Mario Peretti legge Des giugn di Egidio Carella e Porta Fodesta di Valente Faustini

Gli attori appartengono alle filodrammatiche Carella, Famiglia Piasinteina, Gari, Societ Filodrammatica Piacentina, Turris di Piacenza e Quattar e quattr di S. Giorgio Piacentino.
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Cinque Terre Val di Vara Il 22 ottobre, tempo permettendo, il Comune di Sesta Godano invita ad una gita lungo un antico sentiero della zona. La giornata sarà occasione per riconsegnare il percorso alla cittadinanza e condividere insieme un momento gioviale e divertente fra natura e cultura locale.

Sarà un’occasione per riscoprire il territorio e vivere come comunità un momento ricreativo ed educativo. Camminare è un’esperienza di gruppo non fine a se stessa. Sarà importante procedere insieme, ci sarà occasione per parlare, condividendo appieno l’esperienza e del cammino in natura. Vi sarà anche occasione di poter tacere, ascoltando e ascoltandosi,
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scoprendo la magia del “silenzio” del bosco. Partenza in direzione Pignona attraverso sentiero.

Ore 10.30 circa previsto arrivo a Pignona esposizione di prodotti tipici e artigianato locale.

Ore 11:00 partenza dal Circolo in direzione Godano strada comunale.

Ore 12:30 circa arrivo previsto a Godano.

Ore 13:00 circa partenza da Godano in direzione Parisalla, attraverso il sentiero.

Ore 13:45 arrivo a Parisalla, pranzo a sacco.

Ore 15:00 rientro a Pignona e ad Airola.

Si consiglia un abbigliamento comodo e scarpe da trekking adeguate a sentieri di collina. Il percorso è di circa 10 km, i tempi di percorrenza sono approssimativi. In gruppo occorre disporsi in conformità al tipo di sentiero: quando questo si restringe o diventa ripido (anche se non vi sono importanti salite) sarà bene procedere con attenzione, in fila indiana e mantenendo una distanza di sicurezza da chi ci precede o ci segue, per evitare in caso di cadute un effetto “domino”.
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ugg abbie una ballerina umbra protagonista in Oriente

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Ci sono giovani umbri capaci non solo di farsi conoscere all’estero, ma di diventare protagonisti a livello internazionale: tra i talenti di caratura mondiale che meritano davvero di essere segnalati, spicca la danzatrice Martina Ragni, che proprio in questi giorni è impegnata in un lungo quanto impegnativo tour in Oriente, che la sta portando sui palcoscenici di Malesia, Indonesia e Cina.

Martina Ragni è da considerarsi a tutti gli effetti anche un vanto folignate, gestisce infatti, insieme alla sorella Laura, la prestigiosa scuola di danza ‘La Valigia dell’Artista’ in via Feliciano Fedeli, 8 a ridosso della zona artigianale de La Paciana a Foligno.

Lo staff, diretto per l’appunto dalle sorelle Martina e Laura Ragni, è composto da Tiziana Filena, Sabina Moni, Francesco Sangermano,
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Claudia Franceschini ed Eleonora Cesarini, con un bacino di utenza nell’intera Valle Umbra da Assisi e Spoleto ed un target di utenti che spazia dai quattro sino ai cinquant’anni.

I corsi sono attivi dalle 15 alle 22 e durante l’intero arco dell’anno, con possibilità di accedere in qualsiasi momento con quote mensili o bimestrali. Lo stesso nome del centro, ne rappresenta la mission ed il senso: rappresenta il viaggio che ogni danzatore deve fare, breve o lungo che sia. Il danzatore si porta la valigia e gli insegnanti offrono con cui riempirla. Le fondatrici, Martina e Laura hanno creato il centro a loro immagine e somiglianza, rifacendosi alla loro esperienza di danzatrici professioniste in compagnie importanti e al loro passato fatto di incontri interessanti e luoghi visitati grazie alla danza e al teatro.

Perché a ‘La Valigia dell’Artista’ si possono anche frequentare laboratori teatrali, componente fondamentale per le due direttrici.

La struttura è disponibile anche in affitto: disposta su due piani, è ampia, confortevole, offre grandi ambienti e stanze più piccole, con tanto di spazio bimbi. Le grandi pareti vetrate che si affacciano sulla campagna umbra, danno una particolare e suggestiva luminosità all’ambiente, facendo sentire gli ospiti in armonia con l’esterno.
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prezzo ugg Un’opera d’arte da indossare

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Opere d da indossare.

Oggetti d stravaganti, eleganti, esagerati, provocatori soprattutto gioielli, ma anche cappelli, scarpe ed altri accessori d saranno protagonisti di una mostra coinvolgente e interattiva durante il lungo fine settimana dell Concezione. La serata dell sar arricchita da performance live e aperitif art.

la prima edizione di un progetto ideato da Francesca Barbi Marinetti e Lucia Collarile che indaga sul valore artistico di opere d portatili e portabili. Una querelle stimolante che da sempre si pone tra arte e artigianato, tra arti maggiori e arti minori, tra materiali nobili e poveri, tra limiti e concessioni nella vestibilit e originalit creativa.

IndossArte afferma la supremazia dell su ogni ideazione e creazione. Ripensa la questione del ruolo dell e dell in quanto tale, grazie al lavoro di artisti temerari prestati alla progettazione e all secondo le formule tipiche dell e di artigiani che coraggiosamente esplorano in modo creativo settori della percezione visiva e sensoriale ascritta solitamente alla sfera dell Afferma che indossare un d sia un privilegio unico che consente a chi ne usufruisce di esporla sul proprio corpo, percepirla in maniera totale e multisensoriale, interpretarla, diventarne parte e quindi anche trasformarsi e trasformarne il significato.

In mostra saranno visibili e indossabili gioielli, cappelli, scarpe, abiti e accessori vari. Vi saranno opere di artisti diversi, protagonisti dell contemporanea, della moda e dell come Giulia Barela, Ludovica Cirillo in arte byLUDO, Mauro Carrazza, Gisella Gatto, Barbara Guidi, Barbara Salvucci, Elio Varuna e Elena Spirito in arte Vanzuk. Mentre gli artisti Gerry Turano, Flaminia Violati e Carlotta Schiavio in arte YaTii, hanno trasformato, con il loro intervento artistico, alcune borse della linea Fruit Bag di REGENESI brand del lusso sostenibile, partner del progetto indossArte, che realizza oggetti di design e accessori moda attraverso la trasformazione innovativa di materiali post consumo.

Altro importante partner del progetto MyDay ByDay di Laura Helena Aureli, un riferimento per il gioiello contemporaneo d in l che presenta per questa prima edizione di indossArte una selezione di opere realizzate da 18 jewel designer provenienti da tutto il mondo.

Di molti artisti saranno esposti anche altri lavori indossabili ma interessanti per la comprensione, oltre che della loro arte, della creazione delle opere per indossArte.
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ugg paraorecchie un’icona anche per la moda

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Topolino è una vera e propria icona globale. Più di ogni altro personaggio animato, è presente nella vita di generazioni di spettatori, a cui regala, da sempre, edificanti momenti di divertimento, ottimismo e speranza. Topolino è simpatico, attivo, ottimista, è un leader nato, e tutte queste qualità lo rendono il protagonista perfetto di una serie di creazioni di moda che saranno apprezzate dai suoi fan di tutto il mondo.

La storia di Topolino nella mondo della moda:

Essendo un’icona pop e un riferimento culturale senza tempo, nel corso degli anni, Topolino ha influenzato molte menti creative e vari stilisti di alto profilo, diventando il protagonista di fantasiose e originali collezioni di moda. Inoltre, nel corso di una recente ricerca condotta in tutta Europa da The Walt Disney Company, è emerso che Topolino, insieme alla sua fidanzata Minnie, sono i personaggi preferiti in assoluto, apprezzati specialmente dagli adulti.

Topolino porta con sé un’aura di simpatia e di nostalgia in ogni collaborazione, e questo lo rende uno degli elementi della cultura pop più ricercati, nel campo della moda ed una grande fonte di ispirazione per gli stilisti che riescono a catturarne i tratti più iconici per amalgamarli nelle loro creazioni.

Il primo accessorio con l’immagine di Topolino risale al 1933, quando Ingersoll fabbricò un iconico orologio di Topolino, che resta uno degli oggetti più ambiti fra i collezionisti.

Ultimamente, il leggendario Topolino è stato scelto da una varietà di stilisti importanti. Nell’agosto 2011 i gioiellieri di Chopard hanno lanciato una collezione a lui ispirata che comprendeva orologi, anelli e bracciali. Stilisti come Castlebajac, Dolce Gabbana, Tommy Hilfiger, Comme de Garons e Anya Hindmarchhanno collaborato con Disney per creare capi di abbigliamento e accessori ispirati a questo incredibile personaggio.

Tuttavia, Topolino non solo influenza i creativi della moda,
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grazie al suo appeal universale e alla sua capacità di stabilire un legame emotivo con persone di ogni età e nazionalità, ma è molto apprezzato anche nel mondo dell’arte e del design; è apparso infatti nelle creazioni di stilisti del calibro di Terence Conran e Ingo Maurer, e di artisti come Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Claes Oldenburg.

L’anniversario di Topolino diventa l’occasione per ricordare la sua immensa eredità con lo sguardo rivolto alle future collaborazioni e progetti creativi. Topolino continua a rappresentare un personaggio chiave nel mondo della moda, e di recente è apparso nelle creazioni di marchi d’alto profilo quali Markus Lupfer, Marc Jacobs e Iceberg, Adidas, Vans and Birkenstock.

In occasione del suo 75 anniversario, Coach si è unita a Disney per creare una collezione limitata dedicata a Topolino, icona di tutti di tempi. La collezione presenta borse, maglie e scarpe da ginnastica arricchite dai disegni esclusivi degli animatori Disney.

Lo stilista Bobby Ableyè noto per il suo fascino, umorismo e intelligenza, oltre che per la sua passione per Disney. Dal suo studio londinese, Bobby Abley ha conquistato i mercati internazionali con il suo estroso ‘street style’ che presenta i personaggi Disney sulle passerelle.

Fra il 2016 e il 2017, sono previste altre collaborazioni con firme esclusive e marchi di moda, fra cui:

The Rodnik Band si è unito a Disney per creare la collezione ‘Guess Who’ in cui vedremo Topolino all’interno di un inedito contesto contemporaneo.

La collezione Disney x Lazy Oaf presenta 26 articoli di abbigliamento femminile e quattro capi maschili, arricchiti da applicazioni che riproducono i celebri personaggi di Topolino, Gli Aristogatti e La Carica dei 101. I fan della Disney saranno deliziati dalla visione dei cardigan lavorati a mano, delle giacche in stile universitario arricchite dalle orecchie più famose del mondo, e da una scamiciata con orecchie tridimensionali

A dicembre, Cath Kidston lancia una simpatica collezione ispirata a Topolino e Minnie, con stoffe a fiori e a pois e motivi ispirati alle favole Disney. La collezione comprende abiti e accessori femminili nonché stoffe per arredamento e articoli per bambini.

GAP si è unita a Disney per creare una collezione che susciterà sia nei bambini che nei loro genitori, la sensazione che tutto è possibile. La gamma è rivolta a bambini, ragazzi e adulti e presenta i personaggi di Minnie e Topolino,con un messaggio che celebra l’amore e l’amicizia.

La riuscita partnership fra il brand di accessori di lusso Anya Hindmarch e Disney è giunta alla terza stagione, con le esclusive spille di pelle di Topolino, e i giocosi e iconici motivi Disney stampati su borse,
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cancelleria e calzature. A/I 16

ugg womens boots un’eccellenza italiana nel mondo che compie 50 anni di attività

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Festeggia i 50 anni di attività, di resistenza e di vittoria inun mercato molto competitivo laFinproject Spa. Bene toglietevi dalla testa di voler tradurre dal nome quale sia ilsettore di attività di un’azienda globalizzata: non si occupa di Finanza.

“Il nome Finproject dice l’Ad Maurizio Vecchiola si tratta di un nome di fantasia che fuutilizzato nel 1989 per raggruppare diverse strutture in un’unica realtà altempo di importanti sgravi fiscali, credo circa 10 miliardi di lire. Erano glianni della Montedison. La fusione per incorporazione portava benefici fiscaliconcessi dallo Stato. Quindi un nome di fantasia che rivela nell’aggiunta di “plasticsindustries” poi si rivela la matrice prettamente manifatturiera e il settorespecifico. Nasciamo con vocazione calzaturiera.

Poi abbiamosposato una tecnologia che si lega a molti settori. aggiunge Vecchiola Adesempio un mercato di nicchia è quello dell’idromassaggio soprattutto inAmerica, con prodotti per vasche realizzati con polimeri particolari. Abbiamocommesse importanti per la Peg Perego: produciamo componenti per i passeggini,le ruote. Ma anche in altro settore, i telefoni cellulari, gli smartphone, peri quali realizziamo le protezioni.

La maggior partedel fatturato deriva in ogni caso dalla calzatura. Quest’anno per la primavolta nella storia del Gruppo abbiamo un volume d’affari che si aggira sui 107milioni di euro. Lo stabilimento di Ascoli Piceno produce invece solo compoundper prodotti nell’edilizia, arredamento”.

In cinquant’anni le industrieFinproject si sono affermate in Italia e nel mondo: quattro stabilimentinell’area adriatica (Ancarano, Morrovalle, Ascoli Piceno), una forza lavoro dioltre 330 unità solo in Italia con un incremento del 10% percento di assunzioni”interinali” negli ultimi mesi, un fatturato complessivo stimato di oltre 100milioni di euro al 31.12.2015, una spiccata vocazioneall’internazionalizzazione con impianti in Canada, Messico, Romania, Cina eIndia per un totale di oltre 900 addetti.

“L’ingegno èvedere possibilità dove gli altri non ne vedono” scriveva il managermarchigiano Enrico Mattei in uno dei suoi celebri discorsi.

La storia delle industrie Finproject è anche quella della straordinariavisione del lavoro del suo Fondatore e Presidente Euro Vecchiola, che neglianni ha dato slancio al business valorizzando ad ogni tappa le risorse umane,le competenze e le eccellenze del proprio territorio sino a rappresentare unesempio di successo imprenditoriale in tutto il mondo. Vecchiola, natoimprenditore, all’intuito ha unito audacia, tempismo ed una illuminata capacitàorganizzativa cui si deve la solidità e lo sviluppo di tutto il Gruppo.

Mission di Finproject è, come agli esordi, la ricerca costantedi materiali e progetti innovativi, stretta collaborazione con i propri clientie fornitori per garantire il più alto livello di qualità e affidabilitàpossibili. Il tutto all’insegna della rivoluzione dei materiali extra leggerisotto il marchio XL EXTRALIGHT in ogni campo di applicazione che il mercatooffre.

Il 9 dicembre 1965 ilgiovanissimo Vecchiola fonda con altri due soci a Montegranaro in provinciaFermo la prima società che, dalle iniziali si identifica nella sigla “VPB”,
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unapiccola impresa del settore calzaturiero nel cuore delle Marche e del centroItalia, specializzata nella produzione ancora artigianale di tacchi esottopiedi in cuoio per le principali manifatture di scarpe del mercato locale.

La capacità di muoversi in sintonia con le nuove strategie dimercato segna la prima svolta e ci si focalizza sulla produzione delle suolemonoblocco, in cuoio e subito dopo in cuoio PVC e in gomma termoplastica TR, lesue prime grandi innovazioni di prodotto. La giovane azienda varca i confininazionali per affermarsi in Europa, in particolare in Germania, a dieci annidalla nascita raggiunge 2.500.000 di paia annue di suole prodotte e vendute.

Euro Vecchiola crede fortemente nell’innovazione e nella ricerca,per cui, specializza le piattaforme produttive, assegnando a queste nuovesocietà e siti diversi lo studio e la produzione di tipologie diverse diprodotto, da offrire al mercato.

Tra il 1970 e il1980 prendono vita i nuovistabilimenti di Montecosaro, Ancarano, Morrovalle, Ascoli Piceno, unitàproduttive nate per sviluppare le quote di mercato raggiunte e soprattuttodisegnare nuovi scenari di business in tutto il mondo.

Da questo momento, grazie al costante investimento in nuove tecnologiedi processo e di prodotto, Finproject conquista la leadership indiscussa del mercato, a partire dai prodottiAirweight ed AirGum sino all’ultraleggero per eccellenza XL EXTRALIGHT, con cuisi rivede e si diversifica, anche stilisticamente, tutta la gamma dei prodottie si porta l’esperienza Finproject in nuovi settori.

Primato di eccellenza assegnato, inoltre, nel 1994 e nel 1997,dalle certificazioni internazionali di qualità ISO 9002 e ISO 9001 per la primavolta riconosciute in Europa ad una azienda del settore.

Nel 1996, in Canada, si definisce l’acquisizione di Evasol Plastiquesche assume da questo momento il nome di Finproject North America, prima concretizzazionedella vocazione internazionale del Gruppo marchigiano. E’proprio l’impianto canadese a dare il via a nuovi importanti successi sulmercato americano tra cui il famoso sandalo colorato CROCS famoso in tutto ilmondo.
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ugg in italia Un’avventura galante del Conte di Cavour

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[Le puntate precedenti: prima, seconda, terza, quarta e quinta].

Il conte riprese ad accarezzare la bella testa castana del ragazzo, sempre tenendolo tra le braccia, quasi coccolandolo. Poi, senza una precisa premeditazione, gli posò un lieve bacio sul collo, proprio sotto gli ultimi riccioli, come si fa ad un bambino. Sentì sulle sue spalle le braccia del ragazzo stringersi impercettibilmente. Lo baciò ancora con labbra leggere, sulla pelle fresca del collo, una, due volte, deliberatamente adesso. Adagio adagio si spostò sempre più verso il viso del contino. Questi pure stava lentamente voltando la testa. Finché alla fine il conte si trovò innanzi il viso ancor bagnato dalle ultime lacrime, ma con gli occhi socchiusi e le labbra semiaperte. Vi si immerse con delicatezza, sentendo tutta la freschezza e il calore di quella gola giovane. Per un momento rimasero entrambi fermi, come per una sorpresa gradita e inaspettata insieme. Poi, a poco a poco cominciarono ad esplorarsi a vicenda, cortesemente prima, poi in modo sempre più deciso, immemori di tutto il resto tranne che dell’ambito ormai comune delle loro due bocche, dove tutto il mondo pareva essersi concentrato.

Senza più pensare, ad occhi chiusi, si inseguirono reciprocamente nell’universo privato delle loro gole, si accarezzarono, si aggredirono, si avvilupparono, in un silenzio sempre più tumultuoso. Erano in piedi, abbracciati davanti all’ultimo fuoco del caminetto, nella stanza ormai semibuia, nel palazzo deserto. Il conte e il ragazzo si persero così in questo lungo, intenso, raffinato primo bacio.

Fu solo più tardi, quasi risvegliandosi all’azione, che il conte Camillo, senza mai interrompere quel lungo bacio, cominciò a sciogliere con una sola mano il foulard di seta nera annodato al collo del contino. Dopo di che, lentamente, aprì il bottone dell’alto colletto e ad uno ad uno anche i bottoni superiori della camicia, facendo poi scivolare la mano sotto la tela fina. Non v’era maglia di lana. Sentì invece il petto sodo, glabro, caldo del giovane. Fece scorrere le dita verso i capezzoli, toccandoli. Con un sussulto, il giovane Brusati si strinse ancor più al corpo un po’ pingue del conte e questi poté distintamente sentire quanto il ragazzo si stesse eccitando. Sempre a labbra unite e stringendo il contino a sé con la sinistra, il conte Camillo sbottonò il gilet ed il resto della camicia ed inserì la destra verso l’addome teso ed elastico, premendolo a palma aperta. Poi, staccandosi all’improvviso, ma senza chinarsi, incominciò a slacciare i grossi bottoni neri dei pantaloni del contino e a sciogliere i lacci delle mutande di tela. Il giovane lasciava fare, guardando il conte con un’aria un po’ trasognata. Aperto un varco sufficiente nei calzoni, la mano avanzò golosamente finché raggiunse i ricci elastici e compatti e destramente liberò dalle pieghe degli indumenti il membro del ragazzo, tenendolo in pugno come una preda ambita. Con un gesto rapido del pollice, lo liberò dalla sua guaina di pelle. Solo allora il conte Camillo si chinò a guardare.

Il contino Giovanni era ben fatto, con un membro diritto e fermo, abbastanza lungo, coronato da un glande grazioso dall’orlo pronunciato, a forma quasi di fungo prataiolo. Il colorito era roseo e sapeva di giovinezza. Il conte Camillo ne fu soddisfatto e mostrò la sua soddisfazione con un cortese movimento della mano chiusa, su e giù per quel gambo già un po’ vibrante, mentre con l’altra mano esplorava quietamente i testicoli del ragazzo. Sempre in silenzio, il contino si accodò al movimento e cominciò a dimenare un poco i fianchi avanti e indietro, all’unisono col moto di quella mano che stava manipolando il suo onor di maschio. Tuttavia poco dopo il conte Camillo si fermò e gli disse sottovoce in francese:

Viens, mon gar, on va dans ma chambre. On y sera plus confortables, tous les deux.

Nel così dire, prese la mano di Giovanni, che fece appena in tempo a tenersi con l’altra i pantaloni ormai aperti e la camicia sbottonata, e lo condusse per il corridoio deserto fino alla sua camera. Tommaso, il domestico, era sparito, ma nella camera del conte il caminetto era già acceso e il letto approntato. Chiusa la porta, il conte Camillo fece sedere Giovanni sul letto e cominciò a spogliarlo della pesante giacca di panno, del gilet di spessa seta bianca, della camicia ormai sbottonata. Poi gli tolse le scarpe e i calzerotti fatti in casa, e infine lo fece alzare un poco per sfilargli i calzoni mezzi aperti e le lunghe mutande di tela già slacciate.

Ormai nudo, il contino si stese sul letto e si lasciò guardare, con in volto un sorriso non del tutto sicuro di sé. “Senza vestiti è ancora più attraente di prima” pensò il conte lasciando vagare lo sguardo su quelle gambe snelle, la vita stretta e le spalle ben fatte, sui boccioli rosei dei due capezzoli senza alcuna peluria, appena abbozzati sul modellato del petto, e specialmente su quel superbo giovane arnese che gli si ergeva nel grembo monopolizzando l’attenzione. ” proprio un puledro di razza” si disse. Il conte Camillo non era certo un sentimentale e il suo fiuto di solito tendeva solo a seguire l’odor di maschio, andando subito al sodo. Ma l’ammirazione sconfinata e la fiducia assoluta che aveva letto negli occhi del ragazzo gli avevano fatto tenerezza. Il contino Giovanni gli piaceva, come ben poco gli era piaciuto da tempo.

Stampa Alternativa nasce nel 1970 per controinformare su tematiche all’epoca poco note ma fondamentali, quali droga, sessualità, aborto, obiezione di coscienza, stili di vita alternativi. Impostasi negli anni come casa editrice attenta a simili dinamiche, nel 1989 ha lanciato i Millelire, apprezzati (e imitati) ovunque: nel solo decennio Novanta ne vengono vendute milioni di copie. Aumentano man mano le collane (Fiabesca, Sconcerto, Eretica, Scritture, New Jazz People, i grandi libri illustrati) fino all’attualità di Ecoalfabeto, Cannabis, Digitale e nuovi titoli sulla scena internazionale. A riprova che le pur mutate condizioni storico sociali non hanno scalfito la carica provocatoria e visionaria di questo progetto culturale.

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Di corsa attraverso la storia della città e delle sue mura lungo un percorso unico ed affascinante. Allaccia le scarpe e salta dentro la macchina del tempo! Ricorda molto i claim dei film di qualche decennio fa ma di fatto quello che a noi interessa è il fenomeno ‘corsa’ che unisce e movimenta comunità intere. O community o gruppi sociali o gruppi di interessi e territori. Certamente quello dei runner in genere degli urban running, trekking o urban marathon che dir si voglia sono un fenomeno dall’indotto economico sociale non indifferente, al quale si associa fortemente una componente storico culturale che arriva ad intercettare realtà istituzionali e private, addetti ai lavori, appassionati, tecnici del settore e turisti in genere. Marathon, ultramarathon trail, urbantrail, trail in cantine, trail nelle vigne, trail nelle città, trekking, trekking urbano, trekking dei camminamenti, fitwalking Insomma, la corsa o la camminata, entrambe competitive e non, raccolta fondi o di sensibilizzazione, per il benessere dell’individuo e l’attenzione alla salute della società, sono diventati un fenomeno mondiale fulcro di una promozione vera e propria dei territori. Ultima solo in ordine di tempo in Toscana, ma la prima del suo genere per il tema, il Trail delle mura Città di Siena intende portare runner, aziende, appassionati e non in città a correre lungo quelle mura storiche simbolo di fasti trascorsi prima che struttura, segno prima che monito, baluardo prima che transfer. Le mura di una città come attrazione, forza, potenza, protezione, difesa, sguardo, barriera: un modo come un altro per comunicare quello che in un preciso momento la città voglia essere per il resto del mondo.

Ma guardiamo il fenomeno e cerchiamo di analizzarlo: come può una corsa o una camminata raccogliere tanta attenzione e da subito voler essere ben altro oltre ad un evento sportivo e basta? Il fenomeno del turismo sportivo è ormai dilagante e di sapiente attuazione, ma intorno ad una corsa, ad una camminata, come anche per altro per il fenomeno bici e mountain bike, si riesce a realizzare dei momenti di aggregazione e di coinvolgimento economico socio culturale di notevole impatto.

Ecco che le mura di una città possono essere quel nuovo collante, vivo e mai sopito nella sua funzione anche se oggi giorno meramente simbolica, per innescare fenomeni di attrazione sul territorio: una gara competitiva di indubbia difficoltà non per tutti e facilitata in alcuni aspetti perché invece diventi anche accessibile per quanto il percorso stesso lo possa permettere, che attiva una città per accogliere, partecipare e vivere assieme due giorni all’insegna della scoperta di luoghi, valli, e istituzioni con incontri formativi e possibilità di gustare e assaporare quanto di meglio un territorio ha da offrire.

Le mura raccontano la storia, separano e accolgono, difendono e abbracciano, proteggono o espugnano: di fatto restano un segno di grandezza e il lasciapassare per un futuro tutto da rivisitare, riscrivere e raccontare.

Ecco che allora in un evento sportivo diventa un evento di aggregazione socio culturale, un aggregatore per un indotto locale, uno specchietto che attira da lontano. Anche qui nulla di nuovo. Ma un evento che si snodi lungo quelle mura, rievocando fasti antichi alla ricerca di luoghi sconosciuti e non sempre accessibili a tutti, come comunica un territorio? Quante azioni, quanti enti, quanti attori si spendono per un territorio? E quanta contaminazione tra i vari messaggi, linguaggi? E di prossimità? Un esempio di fare e fare rete dove l’insieme è composto in modo organico e armonico da tante realtà che lì vivono e si integrano: un tutt’uno che prende respiro e dà forza alle singole realtà che lo compongono. Come vivere una città in modo diverso e farla conoscere oltre i suo schemi. Ferpi Toscana non si è lasciata scappare questa occasione e invita tutti a prenderne parte: un fine settimana di storia, cultura, aneddoti, buon cibo e buon vivere, ma anche l’occasione per tutte le delegazioni, soci e appassionati di città d’arte ad aderire e spendere un weekend prenatalizio in modo diverso.

Il Trail delle Mura è una gara podistica a tutti gli effetti alla sua prima edizione il cui percorso si snoderà lungo il tracciato delle mura di Siena, da quelle dell’anno mille fino alle più recenti cinquecentesche, attraversando valli, risalendo scalinate e dislivelli che renderanno la corsa un vero Trail cittadino, senza il bisogno di ricorrere ad ostacoli artificiali.

Si svolgerà a Siena il 9 e 10 dicembre 2017 organizzata dall’ASD Vivi Siena con la collaborazione con il Comune di Siena, l’ Università di Siena e l’Università per Stranieri di Siena ed altri soggetti pubblici e privati.

Alla base della sua organizzazione è la volontà di far vivere ai partecipanti la città di Siena, attraversando i luoghi più famosi e caratteristici, ma anche gli angoli meno conosciuti e le aree verdi all’interno della cinta muraria. Quelle mura che sono al centro di un attualissimo progetto di recupero e di “ripulitura” ad opera di associazioni di volontariato, al fine di renderle fruibili a cittadini e visitatori.

Il percorso della gara sarà un vero e proprio tuffo nella storia ma intorno ad essa fervono eventi e percorsi collaterali affidati a guide esperte che porteranno visitatori ad esplorare la città. Una zona ‘expo’ il giorno precedente sarà punto di incontro per i runners e le pratiche tecniche, ospitato in una delle sedi universitarie, cornice di alto interesse storico e culturale, fulcro per i visitatori e incontri accademici con aziende e studenti per far conoscere le realtà imprenditoriali e le professioni che ruotano intorno ad eventi similari e del mondo della corsa a livello nazionale e internazionale.

La gara ha due percorsi di 10 e 17 km più una passeggiata ludico motoria a cui si aggiunge un percorso di passeggiata culturale di 5 km al sabato che permetterà agli interessati di godere a pieno della città e delle sue offerte in base ognuno alle proprie capacità e disponibilità fisiche e temporali. La passeggiata culturale in particolare verrà svolta con l’accompagnamento di guide specializzate e approfondimenti con professionisti di settore che si soffermeranno in punti strategici del percorso. Tutta la città attivata e pronta a partecipare e ad accogliere: università, Comune, musei, scuole, studenti, luoghi di interesse e attività sociale, pacchetti alternativi e di logistica, ricezione e accoglienza ad hoc per tutti , bambini compresi, all’interno di un calendario pubblico del periodo natalizio con un indotto locale che rende davvero interessante e appetibile ogni evento di questo genere.

FERPI nasce nel 1970 dalla fusione di due associazioni professionali: la Fierp (Federazione Italiana Esperti Relazioni Pubbliche) e la Firp (Federazione Italiana Relazioni Pubbliche). Da allora rappresenta i professionisti che operano nelle Relazioni Pubbliche, la cui attività è

definita dalla finalità di creare,

sviluppare e gestire sistemi di relazione con i pubblici influenti sul raggiungimento degli obiettivi perseguiti da singoli, da imprese, da enti, da associazioni, da amministrazioni pubbliche e da altre organizzazioni.
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