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Roma, 22 feb. (Labitalia) Come si identifica una scarpa di alta qualita e come si comunicano valori quali sostenibilita stile, naturalita comfort? A rispondere ci pensa Cuoio di Toscana, Consorzio leader nella produzione di cuoio da suola, presente a Fieramilano Rho alla 92ma edizione di Lineapelle, manifestazione di riferimento per l pelle internazionale, per presentare il kit che racconta l di una calzatura in cuoio made in Italy.

Tra i componenti del kit, l Tag, ovvero uno smartshoe che, grazie a un minuscolo chip integrato all della suola, consentira non solo di tracciarne l e il metodo di lavorazione, ma anche di saperne di piu sull produttrice. Bastera avvicinare un comune smartphone abilitato alla tecnologia Field Communication alla calzatura con il tag per accedere ai contenuti piu vari, che illustreranno i vari passaggi che si nascondono dietro alla lavorazione del prodotto.

Completano il kit il cartellino di autenticita che attesta l la qualita e la lavorazione a regola d del cuoio da suola conciato al vegetale, con un numero seriale identificativo della conceria fornitrice del cuoio; il punzone, utilizzato per marchiare il cuoio, che ricorda il processo di lavorazione sostenibile e interamente tracciabile al quale tutti i soggetti della filiera collaborano in modo sinergico; una targa in plexiglass trasparente, che il Consorzio concede in uso ai clienti delle concerie associate, per una partnership basata sui valori condivisi di qualita ed esclusivita del prodotto.

In esposizione anche le novita delle aziende produttrici di Cuoio di Toscana. Per la scarpa, accessorio piu amato da sempre, nella stagione estiva 2018 si fara particolare attenzione alla sostenibilita delle materie prime, prediligendo colori poliedrici e cangianti; i toni dal pastello vireranno verso una freschezza inedita, digitale, molto moderna, come da linee guida elaborate dal Comitato Moda Lineapelle. Con un tocco di glamour, per intercettare i cambiamenti del mercato.

Le aziende che fanno parte del brand Cuoio di Toscana sono di Santa Croce sull (Bonistalli e Stefanelli Spa, Cuoificio Alcyone Spa) e di San Miniato, localita Ponte a Egola (Gruppo Conciario Cmc International Spa, Conceria Gi Elle Emme Spa, Cuoificio Otello, Lamonti Cuoio Spa, Conceria 3S Srl e Volpi Concerie Srl).

Cuoio di Toscana e un cuoio da suola unico ottenuto con concia lenta al vegetale, un processo antico basato sull di tannini naturali ricavati dal legno di castagno, mimosa e quebracho. “Vergognatevi”Danimarca, il segreto della felicità è il fattore “Hygge”

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Il primo pensiero che ti viene parlando di questo brand è “un scarpa” Il che alle prime può significare “una in più”, ma anche una “diversa scarpa” per il running. Nessun marchio meglio di “Altra” si presta a questi giochi di parole.

Forse anche perché Altra Running non è una “fabbrica” di scarpe sportive, come tante ne esistono, ma è prima di tutto un un modo di fare scarpe da running unico e distinto; insomma una filosofia che non nasce dall dello sport, ma da un semplice negozio di scarpe.

Altra Running, è stata pensata già oltre un decennio fa dalle esperienze legate alla tecnica di corsa, che si sono compiute in un negozio di articoli sportivi immerso tra le Rocky Mountains americane. Fondata nel 2009, da quest è approdata anche in Italia, con una piccola distribuzione affidata, guarda caso, non a un commerciale, bensì a studio milanese, il Soi Sport Solution, che si occupa di trovare soluzioni ortopediche per gli ambiti sportivi.

Ogni storia americana ha una sua morale che nasce dalla casualità, dall di tutti i giorni. Altra non fa eccezione, come raccontano i fondatori Brian Beckstead, Jeremy Howlett and GoldenHarper che fin dalla metà degli anni 2000 avevano cominciato a tagliare “selvaggiamente” le talloniere delle scarpe da running tradizionali, dopo averle riscaldate in un forno o su un tostapane per rendere le gomme più morbide. Tutto avveniva nel retro del negozio Corner di Orem, nello Stato dello Utah, dove in un solo anno le richieste di dare un taglio allo spessore del tallone delle scarpe da parte dei runners ha superato il numero di mille. Un successo La loro teoria è stata fin da subito chiara e precisa: Zero drop. Nessun differenziale tra lo spessore della suola nell e nel tallone. Proprio come se ci si trovasse a correre a piedi nudi.

anni, abbiamo tagliato i talloni delle scarpe da running tradizionali per verificare la nostra teoria Zero Drop. E tornato a gareggiare, grazie alle modifiche prodotte alle sue scarpe, alle quali tagliava parte dell nella zona posteriore per promuovere un appoggio più avanzato sull che non influisse sulle ginocchia.

Questa filosofia in tempi più recenti è diventata nota con il nome di Natural Running ed è oggetto di studi, esperimenti di laboratorio, ma soprattutto di un movimento di runners ampio e alternativo. Una nicchia di runners per lo più esperti ed efficienti che qualche anno fa si era distinta sotto l del minimalismo o addirittura del barefoot running (corsa a piedi nudi), e che oggi ha trovato nuove ispirazioni in un concetto più ampio di corsa Natural che, in alcuni casi, non disdegna concetti come ammortizzazione e protezione, a patto che si corra con calzature con differenziali ridotti o pari a zero.

Il drop zero indica esattamente lo stesso spessore dell sia nella zona del tallone che nell dunque la possibilità di avere i piedi perfettamente paralleli al suolo, come se si stesse a piedi nudi. Molti ricercatori attribuiscono a questo assetto uno stile di corsa davvero naturale, ossia nel quale il piede è in grado di muoversi in modo corretto, promuovendo un appoggio più avanzato tra il mesopiede e l permettendo di ridurre le forze di impatto e di spinta che si scaricano sulle articolazioni e sul corpo. Altra ha compiuto un mettendo a punto una scarpa dal drop nullo, ma dotata d intersuole comunque molto ammortizzate. Dunque non ci si aspetti di correre a piedi nudi, ma in scarpe che raggiungono livelli di ammortizzazione in alcuni casi vicini ai modelli Maxi. Il tutto, però rispettando lo Zero Drop che è il principale brevetto di Altra.

A differenza di altre Zero drop esistenti sul mercato che hanno un assetto decisamente minimalista, Altra ha scelto la strada Natural, ma ammortizzato.

Dunque i modelli si distinguono innanzitutto per la loro diversa ammortizzazione, più ridotta per i modelli veloci e reattivi, più corposa per le scarpe da lunghe distanze.

Altra ha realizzato una intersuola in mescola A Bound, composto ecologico (fatto con materiali riciclati), che sembra garantire un buon ritorno di energia. Le normali schiume in Eva arrivano a comprimersi fino al 70 90%, mentre questo materiale si comprime 2 o 3 volte meno (dati forniti da Altra Running), promettendo una durata e un maggiore. Altra propone diversi livelli per ammortizzare l’impatto con la strada (leggero, moderato, forte e maximal) che si adatta alla loro specifica morfologia e tecnica di corsa.

Gran parte delle calzature da running più tradizionali hanno una costruzione dell molto affusolata per garantire una linea più scattante e avvolgente, ma questo in qualche caso finisce per compromettere la posizione del piede favorendo calli, dita a martello, e nei casi estremi anche fasciti plantari. Altra Running ha preferito puntare su un puntale ampio e arrotondato che accoglie le dita del piede in modo rilassante, permettendo la naturale espansione delle dita durante la fase di contatto prima della spinta. L rimane più diritto permettendo un buono slancio in fase di spinta.

Fino a qualche anno fa le scarpe da running femminili si differenziavano da quelle maschili essenzialmente per specifici colori e taglie. Da qualche tempo tutti i produttori più attenti propongono modelli disegnati appositamente per la donna, con geometrie e tagli differenti. Altra Running ha individuato ben 9 specifici punti disegnati appositamente per il pubblico delle runners in rosa. Tra questi spiccano una talloniera più stretta, un a densità diversa, un arco plantare più lungo e un mesopiede più stretto, un diverso posizionamento degli inserti metatarsali e persino una suola differente. Io corro con il modello Torin ma presto acquisterò le Paradigm per godere della massima ammortizzazione nelle distanze più lunghe. Provale, ne vale la pena.

Ciao. Quello che mi fai è un domandone medico!

problemi di schiena è un termine molto generico. Ma soprattutto è un ambito medico che deve essere valutato da professionsit. Ti posso dire in generale che utilizzando un modello molto più ammortizzato, molti runners hanno trovato benefici anche muscolo scheletrici. Devi inoltre tenere conto che si tratta di scarpe con drop zero, che inevitabilmente ti condurranno a cambiare il tuo stile di corsa, con passi molto più piccoli e frequenti. Il consiglio che ti do è quello di verificare prima con chiarezza la natura dei tuoi problemi di schiena e poi magari intraprendere delle prove con modelli che ti portano a cambiare il tuo stile di corsa.

Difficile dare un consiglio, su modello che oltretutto sono molto nuovi per il nsotor mercato. La Repetiotion è sicuramente la scarpa più stabile, dotata anche di un inserto antipronazione. La Paradigm si candida a divnetare la scarpa più venduta. Perché è molto ammortizzata e dunque adatta a fare molti chilometri. L difetto che le trovo è il fatto che rischia di essere un po poco flessibile, visto lo spessore di una suola praticamente piatta. Questo potrebbe infastidire il tuo alluce. Il consiglio che ti do è di rivolgersi a un negozio specializzato e provarle. Tieni conto che questa scarpa hauna struttura e una geometria completamente diversa dalle altre scarpe, dunque sonop da provare e riprovare per capire se fanno proprio per te!. l dei negozi affiliati lo trovi su fb dei negozi affiliati lo trovi su fb

Ciao, sinceramente la tua è una domanda che non ha una risposta. Stai parlando di due modelli estremamente diversi. La Inspire è un modello stabile (dunque devo dedurre che tu sia un iperpronatore), ma molto veloce e scatante. Sopratutto ha un differenziale (drop) di 12 mm. Alta è una scarpa con drop zero, dunque ha un assetto radicalmente oppoosto. Ci sono modelli Altra Running creati per i pronatori come la Repetition, ma è molto morbida e ammortizzata, l è spessa 30 mm. Negli Usa esiste anche la Prevision (con intersuola di 25 mm). Dunque, come vedi si tratta di calzature estremamente diverse. Ti consiglio di recarti in un negozio che vende Altra e provarle ai piedi, per capire se è la scarpa che fa per te. In ogni caso, ti consiglio di approcciare in modo progressivo le Altra, per abituare i tendini d a lavorare con drop zero. Ti confermo che Altra ha in generale suole molto alte, dunque non difettano in quanto a capacità di ammortizzare. Tuttavia, come tu dici, non tutti possono correre con un drop zero. Sul fatto che una scuola piatta possa dare fastidio, non lo credo in assoluto. certo, la scelta di non arrotondare l nella parte anteriore, nonsotante sia così spessa, può dare una sensazione d inon rotondità. In generale, credo che il mercato è così ampio da offrire la scarpa più adatta ad ognuno di noi. La cosa importate è non farsi catturare dalle mode, dai colori e dai marchi che fanno tendenza. A ognuno il suo

sinceramente non in assoluto. Altra Running rappresent auna nicchia di scarpe che si chiama Natural Running. Una delle caratteristiche è quela che ha un differenziale dell pari a 0, ossia non ha il tallone rialzato come le normali scarpe. Questo per te potrebbe andare benissimo, come potrebbe portare dei problemi. Comincerei da un modello più tradizionale.
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La Guardia di Finanza di Pescara ha sgominato un criminale composta da italiani, senegalesi e da un marocchino, specializzata nel mercato del falso, con basi operative a Pescara e molto attiva in Abruzzo e in diverse altre aree del territorio nazionale.

Quindici le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale dell sono state eseguite nei confronti di un gruppo di italiani, senegalesi e un marocchino. Dalle prime luci dell oltre 80 militari sono intervenuti a Pescara, Montesilvano, Orsogna, Napoli, Acerra, San Giuseppe Vesuviano, Porto Sant e Bugnara. Le misure restrittive di oggi si inseriscono nel contesto di un indagine che ha portato complessivamente alla denuncia di 41 persone per reati legati alla contraffazione.

Le indagini, durate circa due anni, sono partite dal monitoraggio di alcuni venditori ambulanti che offrivano i loro prodotti in un mercatale nei ressi della stazione ferroviaria di Pescara, ora sgomberata, della merce contraffatta. Le stesse hanno permesso di ricostruire l catena logistica, organizzativa e strutturale della filiera illecita.

Nello specifico sono stati individuati due diversi di approvvigionamento veri e propri industriali del falso il primo composto esclusivamente da soggetti campani,
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operanti su tutto il territorio nazionale attraverso la produzione e la distribuzione di merce contraffatta capi di abbigliamento e scarpe riproducenti marchi di famose griffe (Hogan, Nike, Adidas). Il secondo, costituito prevalentemente da senegalesi, supportati e in associazione con i predetti campani, dediti alla fabbricazione di etichette da applicare su capi di abbigliamento ed accessori moda, per il confezionamento di capi destinati ad alimentare il mercato del falso sull litorale adriatico. L ispirata a criteri imprenditoriali, era in grado di approvvigionare grosse quantit sia di prodotti gi confezionati, pronti per la vendita, sia di etichette ed accessori vari che poi dovevano essere assemblati in piccoli laboratori abusivi, anche casalinghi, dislocati sul territorio. Sul mercato erano introdotti beni di diversa finitura che alimentavano non solo la rete dell ma anche regolari esercizi commerciali.

Efficiente e capillare la rete distributiva che, grazie alle svariate tipologie di trasporto studiate ad hoc per eludere i controlli delle forze dell permetteva di alimentare e rifornire di merce contraffatta tutte le basi logistiche. stato accertato anche l da parte di uno degli associati del sistema pooling per il trasporto di campionari di prodotti falsi. Le investigazioni hanno consentito di appurare, altres che i prodotti erano spediti da Napoli mediante corrieri espressi, mezzi a noleggio, mezzi pubblici (treni e autobus di linea), in alcuni casi trasportati anche grazie alla disponibilit di autisti compiacenti di autobus che operano sulle tratte Napoli Pescara e Roma Pescara.
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Doveva essere inaugurato la notte di Capodanno ma il “Santorini” di Monforte San Giorgio non ha mai aperto. Colpa del 24enne Luca Bertè e del 19enne Mirko Lupo, entrambi di Venetico, che, la sera dello scorso 29 dicembre, hanno pensato bene di appiccare il fuoco al locale per vendicarsi di essere stati allontanati, qualche sera prima, dalla discoteca “Manila”, gestita dagli stessi proprietari.

Distrutti tutti gli arredi e le vetrate, gravissimi danni alle pareti. In sopralluogo, i carabinieri avevano trovato e sequestrato all due taniche da 25 litri contenenti residui di liquido infiammabile, una mazza probabilmente usata per rompere una porta di accesso, un guanto e un accendino e, all un passamontagna,
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due paia di scarpe parzialmente bruciate e vestiti con tracce ematiche, tutti elementi che avvaloravano la natura dolosa dell stessa notte, al Policlinico era stato ricoverato un giovane, poi identificato in Luca Bertè, con diverse ustioni alle braccia e alle gambe. Le indagini hanno accertato che, quella sera, Bertè ha sparso benzina prima all e poi all del locale mentre Lupo, rimasto all ha appiccato il fuoco, provocando subito l quando Bertè era ancora dentro. Il 24enne è stato così costretto a scappare attraverso le fiamme, poi si è spogliato, lasciando i vestiti bruciati, ed ha avuto bisogno di cure mediche al Policlinico.

Dopo poco più di un mese di indagini da parte dei carabinieri (titolari il procuratore Emanuele Crescenti e la sostituta Sara Caiazzo), i due sono stati arrestati per incendio aggravato in concorso. Sono ora rinchiusi nel carcere di Gazzi,
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a disposizione dell Giudiziaria barcellonese.

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In sintesi, tre giovani con il volto parzialmente travisato da sciarpa o “scalda collo” accedevano all’interno dell’attività commerciale e uno di loro, armato di fucile da caccia con canne mozzate per facilitarne il trasporto e l’occultamento, minacciava i presenti. Al momento, oltre alla cassiera era presente il titolare ed un cliente.I tre giovani, entrati nell’attività commerciale si suddividevano i compiti. Il primo, armato di fucile, minacciava i presenti, un secondo rovistava nel registratore di cassa impossessandosi della somma di denaro custodita, il terzo rovistava in un ufficio e asportava una borsa da donna contenente documenti e denaro.Durante le fasi della rapina anche il cliente un noto architetto di San Pancrazio veniva fatto oggetto di minaccia con il fucile ed obbligato a consegnare il proprio portafogli. L’anziano sebbene prelevava il portafogli dalla tasca del pantalone, si rifiutava di consegnarlo ai malviventi poiché si ricordava che all’interno custodiva un’ingente somma di denaro. Per questo lo stesso veniva picchiato selvaggiamente con pugni al volto e alla testa e anche mediante l’utilizzo del fucile che uno dei rapinatori impugnava. Durante il “pestaggio” uno dei malviventi, per la violenza dei colpi inferti, è arrivato a ferirsi gravemente alla mano.Prima di abbandonare il luogo della rapina, uno dei rapinatori si impossessava del secondo registratore di cassa ancora non svuotato e si dava alla fuga con l’apparecchio. Il titolare del supermercato, ripresosi dallo shock, forniva una sommaria descrizione dei tre rapinatori suffragata però da nitide riprese video estratte dal sistema di videosorveglianza dell’attività commerciale.Le immediate indagini permettevano di appurare come i tre rapinatori si erano dati alla fuga su di una autovettura Lancia Y, vecchio modello, che veniva indicata di colore verde bottiglia scuro con fanalino posteriore destro rotto. I connotati somatici e le descrizioni desunte dal servizio di sorveglianza permettevano di diramare alcuni preliminari fotogrammi in tutte le Centrali Operative delle province di Brindisi, Taranto e Lecce per le ricerche dei tre malfattori. Venivano acquisite, inoltre, centinaia di ore di filmati di altri sistemi di video sorveglianza, tutto allo scopo di rilevare se i tre, prima del colpo a volto “coperto”, avessero commesso qualche errore nella fase di “avvicinamento”.Effettivamente la pervicacia investigativa ha dato ragione ai militari impegnati nelle indagini e, grazie alla capillarità con cui l’Arma dei Carabinieri è diffusa sul territorio, è stato possibile risalire ad un importante “passo falso” dei tre : un paio di ore prima della rapina, a Guagnano (LE), circa 10 km da San Pancrazio, tre individui, a volto scoperto,
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con le fattezze segnalate, avevano destato sospetto ad un gioielliere del luogo che ritenendosi in pericolo aveva segnalato un probabile “sopralluogo”. L’episodio, che di per sé aveva poca valenza investigativa in quanto i tre si erano poi allontanati senza commettere nulla, collegato alla rapina, invece, ha fatto immediatamente scattare serrate indagini volte alla loro identificazione.Tutti e tre i giovani indossano gli stessi abiti sia nel “sopralluogo” alla gioielleria sia nelle fasi della rapina all’EUROSPIN di San Pancrazio, anche se, forse nel tentativo di sviare eventuali indagini, si erano scambiati fra di loro giacche e giacconi, inutilmente. Le indagini finalizzate all’identificazione dei tre malfattori permettevano, ad appena 24 h dalla rapina, di acquisire elementi che portavano alla verosimile identificazione di uno di loro nel DE FAZIO Alfredo, ma mancavano ancora conferme valide, soprattutto sugli altri due.Il filmato girato presso la gioielleriaPer questo motivo, nonostante la difficoltà operative derivanti dai luoghi di residenza dello stesso, si riuscivano ad attuare servizi di osservazione che si protraevano per quasi tutta la notte del 22 sia nei pressi della abitazione sia nei circoli e nei locali da questi abitualmente frequentati. Solo alle prime ore di domenica mattina il DE FAZIO faceva ritorno presso l’abitazione a Manduria, dove, con il supporto di altri militari, alle ore 08.30 si accedeva nell’abitazione per effettuare una perquisizione. Le operazioni consentivano il rinvenimento di oggetti di abbigliamento coincidenti con quelli indossati da uno dei malviventi nelle fasi della rapina e, quindi, il DE FAZIO veniva condotto in Caserma al fine di comparare a vista le sue fattezze fisiche con quelle impresse sui due filmati acquisiti, sia quello del “sopralluogo” alla gioielleria di Guagnano sia quelli della rapina in San Pancrazio.Nel frattempo il prosieguo delle indagini permetteva di identificare anche il secondo malfattore (anche lui presente al sopralluogo della gioielleria) in GALLONE Giuliano, di Latiano, quest’ultimo ripreso perfettamente durante il “sopralluogo ” e durante le fasi della rapina in San Pancrazio. In quest’ultimo episodio delittuoso l’attenzione degli operatori ricadeva su un particolare paio di scarpe indossate dal GALLONE marca BIKKEMBERGS di colore marrone e bianco: le stesse verranno poi sequestrate durante la perquisizione effettuata a casa dello stesso, nel frattempo raggiunto da ulteriore personale attivato nelle ricerche. L’autovettura in uso a quest’ultimo, inoltre, consta effettivamente in una Lancia Y di colore scuro e presenta la rottura del fanalino posteriore destro come indicato da un teste che notava i rapinatori fuggire con ancora il registratore di cassa in mano.Un solo complice manca all’appello, sulla cui identità i due non hanno fornito particolari rilevanti, ma lo stesso è ricercato attivamente con la collaborazione di tutti i Comandi Arma la cui sinergia operativa, anche in questo caso,
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ha permesso un decisivo successo investigativo.

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Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, i due sono accusati di aver ucciso in concorso con il terzo albanese ora latitnate Taurino per una vendetta personale. L di Taurino sarebbe legata, secondo le ipotesi investigative dei carabinieri del Reparto Operativo di Ancona, ad una vendetta “in difesa dell della ragazza albanese. Secondo l la ragazza, sposata con due bambini, avrebbe chiesto al fratello di raggiungerla dall insieme ad un suo connazionale per “regolare i conti con Taurino”. Dopo il delitto per il fratello di lei sarebbe scappato in Albania.

Al momento i due albanesi sono fermati con l di concorso in omicidio volontario. Si tratta di Suela Arifaj, 23 anni, e un suo connazionale e amico, Marku Jatmir, 24 anni, mentre il fratello di lei, Myrteza Arifaj, 34, riuscito a scappare. Tanto pi che non c nemmeno lavoro per italiani e stranieri regolari. Non ne possiamo accogliere ancora. Non potendo dargli lavoro, come farebbero a tirare avanti senza uno stipendio? C anche da dire che alcuni stranieri dediti al crimine vengono in italia perch sanno che trovano terreno fertile per le loro attivit dato che non vengono puniti come al paese loro. Con questo, non possiamo fare di un erba un fascio. Ci sono tante famiglie di stranieri ben radicate, che sono persone assolutamente rispettose ed educate.

Gambthest, c differenza fra moralismo e morale, tu sei una moralista, sempre schematica, che c straniero o non staniero o il lavoro con questo episodio e cosa sono le famiglie straniere, delle specie aliene?Cio deve essere strano se sono rispettose educate?Che vuol dire straniero o non straniero. Sai che ti dico io, che questa comunit comprensoriale non mi pare straniera, ma estranea e la cosa peggiore essere estranei, a tutto, non avere la percezione delle cose N impegnarsi ad averla , delimentare tutto in una piazza, in un cerchio , di luoghi comuni, non certo di idee empiriche , platoniche. I luoghi comuni possono essere di bene o di male, ma vivendo di luoghi comuni non si d alcun contributo, bisogna eveolversi ed evolversi significa mettersi umilmente in discussione ogni giorno umlt equivale a responsabilit consapevoilezza non ad essere dimessi. Una societ si ordina autonomamente, ognuno prende il suo posto, a Parigi in metro ero straniero, forse, ma, fossero bianchi o neri, mi portavano la massa di valigie che avevo da Londra. Il mondo non nemmeno la terra, visto poi che fenomeni astrali come le tempeste solari o gli asteroidi o i meteroriti o l della luna influiscono sulla terra, e io lego pensieri come se si stesse al largo del borgo, che producono solo negativit l schematici come andare dritti su una strada ce a curve e tutte ne han no. Alla fine a cosa sono serviti tutti questi commenti?C la facolt6 di commentare che non lafacolt di dire ci che ha uno capita, non ci deve essere un libertinismo verso se stessi, che si utilizzi meglio questa facolt di esprimere pensieri.

Ancona: 61enne sviene in piscina, salvata da i bagnini, ma grave a TorretteJesi: lavori in un appartamento, operai minacciati da un vicino con il fucileRegione Marche, politiche del lavoro: 779 milioni per favorire occupazione, formazione e sviluppoAncona: vittime della strada e incidenti. Cinture allacciate, arrivano i controlli della Polizia StradaleAscoli: guida contromano sulla Ascoli Mare, 3 feriti graviOsimo: Teatro La Nuova Fenice, presentazione ufficiale del Giro d ad Osimo. Rivelato il percorso della 11^ tappa Assisi OsimoVolley: Champions League, mercoled a Lodz l dei Playoffs 12 con lo SkraFondi regionali per impianti sportivi, 32 progetti sostenuti nella provincia di Pesaro e UrbinoAscoli: aggrediti dopo la sconfitta a Venezia, i giocatori dell Perlati e VendittiCamerano: 45 episodi di spaccio.
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Da Rimini a Brescia la truffa (finanziaria) servita. Calzature Valleverde, un marchio arcinoto in Italia ma anche all negli anni d a cavallo tra il e il 2000. Erano le scarpe (ufficiali o quasi) della Ferrari, tra i testimonial storici impossibile non ricordare il Kevin Kostner dei suoi film migliori, da coi lupi a Ora il marchio c ancora, salvato da un emiliana (la Silver1, completamente estranea ai fatti).

Ma della societ originale rimane solo il ricordo: condito da bancarotta fraudolenta, insolvenze finanziarie, titoli spazzatura. Un quadro che ha portato all di sei persone, tre e mezzo sono bresciani, oltre al patron Armando Arcangeli, 71enne di Rimini. E proprio da Rimini partita (e si conclusa) l Con tanto di sequestro di beni per 19 milioni di euro.

Arcangeli ai domiciliari, accusato di bancarotta fraudolenta: fin dal 2007 sapeva che per la Valleverde non c pi niente da fare, eppure ha continuato a spendere i soldi dell contratti anche milionari con societ di consulenza ovviamente a lui riconducibili. Poi, la (s)vendita del 2011, in cui entrano in scena i bresciani.

Questi gli altri cinque tutti ai domiciliari dell Valleverde srl: Ernesto Bertola 61enne di Padenghe, Anna Maria Soncina 51enne di Desenzano, Enrico Visconti 50enne anche lui di Desenzano. E poi David Beruffi di Castiglione delle Stiviere, Antonio Gentili di Pesaro. Insieme a loro altri tre indagati.

Avrebbero acquisito la societ dopo la messa in liquidazione, per ottenere il concordato preventivo e rilevare dunque gli stabilimenti, i crediti e le royalties. Un affare da quasi 20 milioni, ma partito zoppo in partenza: come garanzia infatti circa 4 milioni di euro, il capitale (in titoli) di una societ lussemburghese.
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Una mappa degli Aromuni ( Vlachs) nei Balcani. In verde si vedono i Romeni ed in rosato i Vlachs veri e propri ( a cavallo dell’Albania, Grecia, Macedonia e Bulgaria). It was located 11 kms from [[Merca]]. Aerial view of some “banana farms”].

In 1929 was created in the city a special processing building (called “sgranatoio” in [[Italian languageItalian]]) where the [[cotton]] produced in the concessions was selected before the shipping to Italy. Given the importance of the area it was created, from the administrative point of view, the ”Vicecommissariato di Genale” with Vittorio d’Africa as capital, where some industrial activities were focused also for the processing shipping of agricultural products. Foto of “sgranatoio” building in Vittorio d’Africa]

During [[WW2]] in Vittorio d’Africa was done by the Italians the last battle against the British army before the Allied attacked [[Mogadiscio]] in 1941: because of this fight the small city suffered heavy damages. After the war all the Italians moved away and the farm production dwindled, reducing the city to a kind of [[ghost town]].

Actually is growing in the area of the disappeared Vittorio d’Africa a small village of Somalis, called ”Shalam boot”.

”’Romans and Nubia”’ was a relationship and interaction that lasted nearly seven centuries, from the first century BC to the sixth century AD.

Nubia is an historical region around the [[Nile]] river, just south of Egypt, that actually is called [[Sudan]]. Timothy E. They are believed to have been one of several well armed bands of horse and camel borne warriors who sold their vagility to the Meroitic Population for protection; eventually they intermarried and established themselves among the Meroitic people as a military aristocracy. Until nearly the 5th century, Rome subsidized the Nobatae and used Meroe as a buffer between Egypt and the Blemmyes. Meanwhile, the old Meroitic kingdom contracted because of the expansion of the powerful [[Ethiopic]] [[Kingdom of Aksum]] to the east. By AD350, King [[Ezana of Axum]] had captured and destroyed Meroe city, ending the kingdom’s independent existence, and conquering its territory into modern day northern Sudan.

Nubia was never dominated by the Romans, but in [[Augustus]] times there was a possible “Client State” of Rome in northern Nubia.
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DIARIO DI LAVORO Appunti dalle prove 12 23 dicembre

Vi vedo per la prima volta tutti insieme; mi sembrate molto disciplinati, molto seri, per gi intuisco che fra di voi ci siano dei rapporti fraterni, che sia possibile creare un gruppo. Un gruppo, non prima e seconda compagnia. Semplicemente, necessariamente, prima canteranno alcuni di voi e poi gli altri. L sapere che ognuno, pur con la sua individualit intercambiabile, deve sapere fare le stesse cose. Perch l che sta sotto quel sorriso, quel gesto identica. Prima di cominciare le prove con voi ho accarezzato per un momento il sogno che voi non aveste mai n cantato n visto “Cos fan tutte”. Che la vostra “prima volta” fosse proprio con questo vecchio signore che ha in mente un “Cos fan tutte” molto diverso dal solito, per certi aspetti rivoluzionario .

Vi dico subito che non sar facile farlo, ma che non dovete avere paura. Occorre essere freschi, spontanei, felici, avere dentro la voglia di giocare, ma anche essere sereni, questo si, perch quest cosi cara al mio cuore e mi sembra cosi grande. cos grande quello che ha fatto il genio di Mozart sul libretto di Da Ponte, un simpatico avventuriero che per sapeva molto sulla vita e sull sulla loro vanit E ha scritto quest pensandola come un “giochetto”, da vecchio libertino. E invece ecco la grandissima musica di Mozart anche se nella trilogia che comprende “Don Giovanni”, “Le nozze di Figaro”, accade che “Cos fan tutte” sia spesso considerata un E invece solo l della trilogia delle passioni: “Le nozze di Figaro”, sulla variabilit dell “Don Giovanni”: la tragicit delle passioni e delle non passioni in contatto continuo. E poi, ecco “Cos fan tutte”: un “giochetto”? Ma no, un meravigliosa, piena di musica semplice, naturale. Anch vi chieder semplicit naturalezza, che la cosa fondamentale in tutte le arti meno si appare e pi si grandi anche se non una storia realistica sembra che nascesse da una vicenda accaduta a Trieste, di cui avevano parlato le gazzette dell “Cos fan tutte” vero teatro musicale nel senso che attraverso la musica Mozart “vedeva” l ne suggeriva gli sviluppi in una concatenazione perfetta, ma semplice. In ogni gesto noi dovremo ribadire tutto questo e saremo molto aiutati se seguiremo la verit della sua musica. Quello che dobbiamo fare tutti noi comporta delle enormi difficolt stilistiche perch ci troviamo di fronte a un oscillante, misteriosa. Come i sentimenti: le due sorelle di Ferrara, Dorabella e Fiordiligi amano o forse no. I due ufficialetti eleganti, nella loro bella divisa candida, amano o forse no. O forse si. vero o falso quello che succede? impossibile direte voi, a meno che non lo si veda come una parabola Ma, ragazzi, ve lo ripeto ancora: o ce la facciamo a mettere in luce il lato sconosciuto di quest assolutamente ambigua dove l il vero, il falso, la passione, da gioco possono diventare veri o il contrario oppure meglio rinunciare.

Dunque abbiamo queste due ragazze e questi due ufficiali che poi si trasformeranno in albanesi, valacchi, turchi, non importa cosa; quello che importa che sono esotici, che sono “altri”. Alle due ragazze piacciono, perch sono divertenti, sono meno formali e le donne si sa guardano al sodo. Il Guglielmo finto meglio di quello vero; il Ferrando albanese pi eccitante Prima sono due giovanotti ingenui, con qualche difficolt Improvvisamente un vecchiaccio che la sa lunga, don Alfonso, gli dice: “attenzione ragazzi che le donne sono tutte uguali, tutte pronte a tradire se occorre”. Loro no, loro credono che l sia eterno, che non si tradisce. Anche noi quando eravamo giovani l pensato. Poi ci siamo accorti che la vita pi complessa soffrendo come cani, magari.

Ecco, all siamo in un caff C questo signore che la sa lunga, un po smagato, un po corruttore, un po intellettuale, un signore dei lumi, scettico e scalcagnato che beve caff legge giornali, e d lezioni di erotismo perch un libertino. Ragazzi, dovete mettervelo bene in testa: questa un erotica, piena di desiderio e di sesso. Non una storia edificante di ragazzine e ragazzini un po stupidi: la storia di persone che si amano, che si desiderano, che desiderano scambiarsi, come succede nella vita. Cos fan tutte? Ma no, cos fan tutti, piuttosto. Mica un contro le donne: figurarsi Mozart e Da Ponte. No, qui tutti si desiderano, tutti tradiscono, tutti mentono Il pubblico capisce subito che quei personaggi si comportano come succede anche a noi. E allora perdoniamoci perch tutti siamo capaci di sbagliare un po di piet e di bont uno per l perch non solo noi personaggi, non solo noi che cantiamo, non solo noi che facciamo il teatro, ma anche quelli che ci ascoltano e ci vedono possono sbagliarsi

Adesso mi guardate cos come se dicessi chiss cosa; ma quando sarete pi maturi vi ricorderete di quello che vi ha detto questo vecchio signore, di quello che vi ha chiesto. Ragazzi la vita questo. Tutto in movimento nella vita, niente fermo, inerte, freddo. La coppia un fatto provvisorio, pu sempre rompersi e rovesciarsi. Le passioni non sono mai definitive, ma momentanee. L sempre al di l delle convenienze. Se ci sono convenienze si superano con trucchi, commedie, finzioni teatrali, scuse o altro. Ma bisogna avere comprensione perch tutti siamo pieni di colpe. Voi mi direte ma noi no, noi siamo diversi. Ma no, magari non l ancora fatto, ma lo farete perch siamo fragili Mozart ci raccomanda di non farne una tragedia; bisogna tenere presente che la realt della vita complessa e terribile. A Mozart piacevano le ragazze; ma sapeva che anche Costanza non se ne stava quieta ad aspettarlo e con indulgenza le scriveva “comportati con discrezione ai bagni di Baden Baden Un uomo che conosceva il bene e il male e che con un sorriso ironico e perfino un po cattivo, ma anche con una certa piet ci diceva che l e la donna sono esseri ben fragili Pensate a “Cos fan tutte”: quando le coppie si sono scompaginate, quando c stato l quando c stato il tradimento, ecco le due ragazze dire “perdono, perdono non lo faremo pi Sar vero? Non importa, non prendiamocela tanto. Ragioniamoci su, si pu cambiare umore e comportamento con rapidit e dove c da piangere si pu ridere In “Cosi fan tutte” c tanto sorriso dolce, farsesco , ma c anche, alla fine, piet per noi povere marionette che recitiamo con relativa sincerit l Alla fine ci si scambia sempre le parti.

Questo gioco che proprio della vita umana Mozart l colto e messo in una luce crudele, ridicola e pietosa al tempo stesso. “Che povere e ridicole cose siamo noi umani quando amiamo”. Le due sorelle Dorabella pi carnale, Fiordiligi potrebbe essere pi tenera, pi romantica. Alcuni registi le hanno fatte quasi uguali per fare capire che sono due sorelle. Una sciocchezza. Per me Fiordiligi mora e Dorabella bionda o comunque pi chiara. Sarete un po nude, fa tanto caldo a Napoli, piacevole. Un po di seno fuori, le ascelle che si intravvedono, come le gambe, le mutandine, magari. Mutandine del Settecento certo, ma pur sempre mutandine.

La platea deve capire che certo vi volete bene, che certo siete sorelle, ma che siete diverse . E se Fiordiligi sogna, almeno all l romantico, Dorabella non fa mistero del suo eros. pi disponibile a divertirsi. Certo non va con tutti, ma si pone meno problemi. Fiordiligi no, lei ha un vero dramma quando si sente attratta dagli albanesi e la musica ce lo fa capire. “Posso tradire il mio amore oppure no? Posso amare due uomini nello stesso tempo?” Si chiede. Dorabella no, pi libera, pi allegra, pi scopertamente sensuale. Le due ragazze non sono quasi mai vestite eleganti. Sono quasi sempre in sottoveste, con corsetti sensuali, capelli non completamente pettinati, che spesso pettinano. Braccia nude, ascelle erotiche. Hanno vestaglie comode e morbide che si legano facilmente e “diventano” vestiti. Stanno a piedi nudi o portano pianelle italiche con tacco o senza . Solo una volta indossano zoccoli alti da bagno turco, per ridere una dell Hanno ventagli. Quando sono sole sono libere, quasi poeticamente nude. Quando stanno con i loro amanti albanesi portano anche loro qualche cosa di esotico, ma possono levarsi in fretta la sopravveste quando ritornano i loro innamorati e restano molto scoperte, un po nude sotto. Ferrando e Guglielmo Anche loro non sono uguali. Sono simili solo nell storditi, sono tanto giovani e inesperti e si trovano presto invischiati in un gioco pericoloso. Forse Ferrando pi sensibile, canta l Ci crede, ci spera. Crede nella dolcezza e nella fedelt lui! Ma in astratto. Quell che con un po di leggerezza e spinti da don Alfonso hanno messo in moto, non si pu fermare.

C una scommessa, anche, di mezzo. Guglielmo si innamorer avvero di Dorabella, faranno davvero l in una barca e lei si alzer tutta stordita. Tutti e quattro hanno voglia di peccato. Un essere nuovo da amare, un bel ragazzo, una bella ragazza nuovi Quando si travestono da albanesi, non sono dei clown, non sono comici a tutti i costi. Sono due bei ragazzi vestiti da orientali e una donna pu ben innamorarsi di un bel ragazzo cos Ricordatevi sempre: credibilit Eccome se ci si pu innamorare. I due ufficialini sono cos formali, cos per bene. Qui invece tutto pi esotico c molto sud, molto caldo, poco formalismo.

Nella scena finale i due ufficiali italiani corrono dentro la stanza in cui sono nascosti i vestiti esotici, con le spade in mano. Naturalmente non trovano nessuno Ma uscendo fanno uno scherzo alle donne: fanno credere che stanno spingendo fuori di spalle i due amanti albanesi, si vedono le loro vesti poi le lasciano cadere e restano solo loro. Le due ragazze all sono terrorizzate. Ma allora? Despina Per me un personaggio difficilissimo. Convenzionale in un certo senso (viene dalla commedia dell messa l per confondere e far procedere il gioco della vita che assomiglia perfettamente al mondo finto della commedia dell finta come cameriera, come dottore, come notaio. una maschera, ma nella tradizione non esistono maschere cos Smeraldina e Colombina sono un cosa. E allora? Come appare? Forse l personaggio maturo, l che riesce a cantare “Niente pi breve della vita. D non t quasi”. Don Alfonso Don Alfonso come il Restif de la Bretonne che ho visto fare a Jean Louis Barrault. Una specie di Casanova in disarmo con le scarpe scalcagnate, sporche. Vizioso e anche laido, ma intelligente. un godereccio burlone, disincantato. Lui sa come va la vita. Funge da regista voyeur, spesso sta alla ribalta di schiena, seduto su di una sedia o da parte, di lato. Qualche problema

La luce estiva, sempre. Ma morbida. Fa caldo. Penombra di persiane chiuse. Fuori c molta luce che filtra in scena da invisibili finestre. La persiana invisibile, se non come traccia di luce a terra o su di un personaggio, immaginandola appena appena alzata la chiave che dar per le luci. Il tramonto per l dei soldati. Mare azzurro verso notte, che tremola. Vero/non vero. Notte fantastica per la festa della seduzione, con lumi o fiaccole: una festa all Che non ci sia anche una mezzaluna lass Molto alta, molto lontana. E alberi, mare blu, con un po di vento che fa increspare l verso sera. Letti di ferro, alla “napoletana” magari con santini, con copriletto bianco, che devono dare una sensazione erotica, lenzuola usate, roba buttata per terra, in disordine. I mobili devono essere fragili, come visti in filigrana. Per questo mi pare che le sedie tipo canna, tipo bamb siano l giusta. Anche le due dormeuses, la panca sul davanti: tutto lieve, anche se concreto, che si pu portare via senza problemi, con cambi veloci gioco di bambini grandi.

Lo spettacolo che voglio fare con voi Dunque: nella sala illuminata dolcemente con gli ottoni che brillano con una luce quieta, di attesa, un grande boccascena un po trasparente e un po no, un sipario che brilla dietro al quale si intravvede qualcosa. Un golfo mistico, rosso e oro, con i leggii pronti e gli spartiti aperti, aspetta. Cominciano ad apparire, da destra e da sinistra, ma anche dal centro, con calma, a gruppi, signori in frac, signore in abito da sera, tutti giovani, per fare musica. La luce si abbassa adagio mentre i giovani accordano gli strumenti, l si fa viva. Poi buio in sala ed entra un giovane solo, va al centro, apre lo spartito, si inchina serio, ma non severo. Silenzio. A un suo gesto comincia l di “Cos fan tutte” di Wolfgang Amadeus Mozart. Ecco che il sipario comincia a palpitare e ad alzarsi verso l sparendo. Come nel vento. Appare la scena. Tre tavoli, tre sedie, tre personaggi. Due “uffiziali” come dice il libretto e un signore “vecchio” e un po strano che legge gazzette, beve caff Il suo tavolo pieno di libri, carte, giornali. Sullo sfondo l del Teatro San Carlo di Napoli. il caff del teatro? Forse. Si incomincia: si canta, si parla, si scommette. Alla fine i tre escono dal centro del palco, il vecchio signore che parla e ride, davanti a tutti. Subito dopo sale verso l l del Grande Teatro San Carlo e appare un palcoscenico buio. Qua e l due o tre ceste, pochi coristi, comparse aspettano. Sono vestiti da soldati, giovani, donne, qualche turco, due pasci in turbante. Il vecchio saluta e indica, ridendo, la gente agli ufficiali, tira via un turbante a un corista, per metterlo in testa a un ufficiale al posto del tricorno militare.

Ecco che davanti scende un fondale brillante e mosso. Due muri bianchi con portali delimitano lo spazio mentre tre giovani portano via rapidamente tavoli, sedie ed altri posano due agrippine , una panca al centro. Entrano due donne giovani una chiara di capelli, l scura, una si siede di lato sulla dormeuse, con la testa sulle ginocchia dell Guardano i medaglioni che portano al collo mostrandoli l all con i ritratti dei loro amanti. Aspettano i loro amori, che non arrivano. Arriva invece un vecchio signore che spasima, piange e si chiama don Alfonso. Terribili notizie! Gli amanti di Dorabella e di Fiordiligi non verranno: devono partire per la guerra. Ma poi i due arrivano, tristissimi, vacillanti per il commiato con scene di strazio e di amore. Suona un tamburo militare, si sente una marcia e poi un coro di soldati e di donne. La scena si apre, si alzano i veli, le due giovani si mettono i capellini di paglia e le scarpine, prendono i due ombrellini e tirano fuori fazzoletti per le lacrime. Gli addii vanno fatti ben vestiti!

Sul fondo appare la barca con i soldati che devono partire, si fa festa. Dorabella e Fiordiligi non vogliono abbandonare Gugliemo e Ferrando, che devono partire. Nel tramonto i soldati e gli ufficiali partono. Addio, addio amore mio! Invece corrono a travestirsi per ingannare e tentare le loro donne. Mentre scende la sera le due sorelle e don Alfonso cantano sulla riva del male un augurio di buon ritorno. Grande malinconia. Invece il vecchio ride, malvagio, cinico e anche un po laido. Legge da un libro che trae fuori dalla tasca alcune strofe di un poeta, che parla della disonest di ogni cuore di femmina. contento per come va il mondo.

Rapidissimo cambio di scena. Si ricrea lo spazio con le due dormeuses, la panca, ecc. Despina donna tuttofare ancora piacente prepara la colazione per le due sorelle. Che maledizione essere cameriera e lavorare tutto il giorno per quelle che non lavorano mai! Eccole arrivare finalmente le due in lacrime, mettendo tutto sossopra, come in una tragedia. Despina le rincuora: sono partiti i due amanti? Ma se ne trovano cento altri. Cantano e ballano e la malinconia se ne va. C penombra perch Dorabella ha ordinato di chiudere tutto e di fare buio per marcare la tristezza. Arriva il vecchio e chiede che cosa successo. Poi chiama Despina che racconta tutto. Don Alfonso la paga e le racconta che due albanesi ricchissimi e belli si sono innamorati delle sue padrone. Se lo aiuta, ci sono soldi. Ma dove sono e, soprattutto, come sono questi albanesi? Bellissimi e stanno gi di l Don Alfonso propone di farli entrare. Arrivano i due nuovi innamorati con servi, profumi, regali, tappeti. Sono giovani, senza barba e sono velati almeno all Si inginocchiano davanti a Despina e cantano il loro amore. Ma come, si sono sbagliati? No, giocano solo a fare gli orientali pazzi d Gli cade il velo dal viso, ma Despina non sembra riconoscerli. Neppure Dorabella e Fiordiligi li riconoscono: come osano entrare cos in casa di due ragazze per bene? Don Alfonso dice che sono figli di amici, ma le ragazze non gli danno retta. I due innamorati sono contenti: le loro ragazze sono fedeli! Ma ecco pronta un trappola: i due innamorati fingeranno di suicidarsi sotto gli occhi delle due donne.

La scena cambia. Appare un giardino sul mare. Non ancora notte. Le ragazze cantano l guardando la notte che arriva. Non sono felici, ma turbate. Improvvisamente si sentono le grida dei due albanesi che vogliono uccidersi con due boccette d e cadono in agonia al suolo. Don Alfonso consiglia le due sorelle, sconvolte, di chiamare un medico. Anzi ci penser lui. Le due ragazze si avvicinano, prendono sulle loro ginocchia le teste dei due ragazzi: come sono carini, giovani e poi hanno tentato di morire per amore. Potranno salvarsi? Ecco qui il dottore che ci penser (ma Despina travestita). I due “resuscitano” sotto le sue cure e il loro primo gesto quello di abbracciare le ginocchia delle ragazze, di baciare loro le mani. Ma perch solo quelle? Dateci la bocca! E fanno per baciarle. Le due sorelle li respingono. quasi notte e Dorabella e Fiordiligi cantano il loro amore per gli sposi; Guglielmo e Ferrando sono un po preoccupati per tanta eccessiva dedizione. Don Alfonso e Despina decidono di tentare ancora qualcosa. il sestetto che chiude il primo atto. Un sestetto d e d Il sipario, come un presagio, cala nel vento.

All del secondo atto, il sipario si alza sulla casa delle due ragazze. notte e ci sono i letti sfatti, gran disordine. Le due sorelle in camicia da notte, spettinate, inquiete, ascoltano Despina che canta un cinica, viziosa su come una donna deve stare al mondo. Pi amanti ha meglio Alla luce delle candele, nei loro letti, le due sorelle sono sconvolte. Despina avr ragione? Gli uomini tradiscono sempre? E allora? Allora ci si pu divertire, basta che nessuno lo sappia. Le due sorelle si dividono gli amanti: una sceglie il bruno, l il biondo, invertendo le coppie di prima. Arriva don Alfonso: i due albanesi hanno organizzato una festa con serenata al mare. Mentre le ragazze si vestono di corsa la scena cambia a vista attorno a loro. Sale il velo scintillante e in lontananza appare una barca illuminata con suonatori. In cielo c una bella mezzaluna. Ci sono anche Gugliemo e Ferrando travestiti e ragazze e ragazzi turchi che portano alle due sorelle abiti di foggia orientale da indossare. I due albanesi cantano una serenata, gli altri si allontanano e restano solo i sei. Che fare? Despina e don Alfonso insegnano agli uomini e alle donne come ci si deve comportare. Adesso arrangiatevi, dicono. I quattro restano soli e mentre Fiordiligi e Ferrando se ne vanno a passeggiare fra Dorabella e Guglielmo scoppia una scena di autentica passione e spariscono nella barca. Tutto vero o tutto finzione? Intanto Ferrando dichiara la sua passione a Fiordiligi che sente attrazione per lui, ma si controlla. Come fare ad amare un altro uomo? Canta il suo dramma Fiordiligi e intanto alle sue spalle Dorabella esce dalla barca trascinando un brandello del suo vestito, ebbra. Siamo di nuovo nella casa delle due ragazze. Ci sono dei paraventi con specchi. Despina si congratula con Dorabella, poi entra Fiordiligi, in pieno dramma: anche lei ama! Decide di travestirsi da uomo per andare al campo a cercare Guglielmo. Si appena travestita che ecco arriva in scena Ferrando. Fiordiligi si difende, ma alla fine cede: “fai di me quello che vuoi”. Buio. Luce di colpo. Non visto Guglielmo ha assistito a quest Amaramente i due cantano sugli scherzi della vita. Ma don Alfonso smorza il dramma: siete pari. Le due ragazze, dice Despina, sembrano ormai intenzionate a sposarsi con gli albanesi. Bisogna portare fino in fondo l

Vuoto con solo un gran tavolo, entra il coro portando i candelabri, entra
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L non quella cosa brutta e cattiva che vi raccontano, ma in realt l del pensiero, la forma mentale del dubbio, l che sempre e comunque vincer sull di moralizzazione, la tremenda porcata che in pratica si attua nella tua cosiddetta educazione! La tua educazione, in realt significa il controllo del tuo pensiero, e la sua conseguente limitazione. Ci che ti viene prospettato come Giusto, dagli insegnanti, dai genitori, dalla politica, dai preti (porci), dalla televisione, non altro che la patetica continuazione della stessa fallimentare mentalit che oggi ti porta ad essere impotente, annoiato, schiavo, stressato, rincoglionito! Tutti ci domandiamo per quale oscura ragione non ci sentiamo mai liberi e felici. Ci insegnano che essere felici un attimo effimero che passa veloce, senza importanza, limitato a momenti, ma peccato che la vita dura Bisogna soffrire, e lavorare: Arbeit macht frei! Certo che la vita dura, se ogni momento di gioia ti viene passato come colpa! Il sesso e le seghe sono una colpa, la voglia di passare a letto le tue giornate una colpa, se vuoi scoparti tua cugina una colpa, se non hai voglia di lavorare per contribuire allo status quo una colpa, se i tuoi genitori ti stanno sulle balle una colpa, se dell unita non te ne sbatte una mazza, una colpa! Bene piccoli figli miei, a scanso di equivoci, sappiate che per me quest sar l del mio viaggio pi lungo. Scelgo una data simbolica, i miei quarant per dirvi che non ho alcun interesse a convincere nessuno, io sto gi pagando. Ma vi prego, miei splendidi e liberi bimbi, non arrendetevi! Giusto ci che vi appaga, nel rispetto per gli altri. Leben macht frei! Vivere rende liberi! Altro che cazzi! Figli miei, amate alla follia e piangete come una cascata di merda, andate a ballare ed alzatevi a mezzogiorno, anche pi tardi, steccate il lavoro, tanto quando lavorate non fate mai i vostri interessi. State solo arricchendo un qualche porco fottuto. Non andate mai a votare, non partecipate al poker sociale, avete solo da perdere, in relazione a ci che investite. Avrei voluto incontrarvi, figli miei, in giro per i locali, per sbronzarci insieme e discutere. E non dico che ci non sia fattibile. Ormai sono completamente assuefatto. Per non parlare del fatto che il corpo umano composto d per il 75% del peso totale. E non l certo deciso io. A me tutto questo ossigeno e tutta quest mi rompono i coglioni. Mi stressano l Mi sento inesorabilmente condannato. Perch non posso respirare, che so, Argon? Elio puro? Cos mi viene anche la vocina da cartone animato e rido di pi Almeno due volte a settimana, cos per variare. La monotonia uccide i rapporti e avvizzisce gli scroti. E poi, mi da fastidio pensare che sono fatto di una cosa che se la metti al sole evapora e fa delle nuvolette antipatiche. Mi immagino mentre passeggio al centro commerciale ad Agosto, si rompe l di condizionamento, evapora il 75% del mio peso e mi riduco ad una patetica larvetta di carne secca, e non trovo camicie della mia misura. Tutto questo per colpa dell Ci non tollerabile. Ne consegue che l nemica della mia eleganza, e l noioso. E voi dall parte del mio monitor, pensate di essere al riparo? No, o stolta progenie d anche voi vagherete anoressici sotto il sole d alla ricerca del capo d che mai indosserete a pennello, sar sempre troppo largo, accompagnati da una sinistra e costante evaporazione che, come un nuvoloso e maligno spirito guida , stroncher la vostra ricerca dell indossare. E mentre raminghi e sottili vi aggirerete inutilmente nei corridoi della vita, rattrappiti come un novantenne messicano essiccato dal sole implacabile, continuerete pallosamente a pompare ossigeno nel vostro corpo ormai disidratato. Svegliamoci! Ribelliamoci! Mostriamo alla biochimica che noi non siamo schiavi! Io, che sono per la cultura del fare, ho gi da tempo preso i miei provvedimenti. Devo respirare ossigeno? Io mi fumo le canne 24 ore su 24, e siccome di notte non posso fumare, mi metto una maschera attaccata ad una bombola di marijuana. Inoltre, sto faticosamente cercando di sostituire l del mio corpo con la Sambuca. Sono arrivato al 60%. Dopo anni di questo training,
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sono la persona pi elegante e meno monotona del sistema solare. Certo ci sono degli effetti collaterali, tipo qualche problemino alla memoria breve. E qualche dannerello al fegato, ma si sa, non si pu avere tutto. Polmonite mortale, secondo il dottor Giangallo. Da allora sono passati tre anni, e Zia Fausta ora ne ha ottantasette. E uscita di senno. Si data all e ho buoni motivi per credere che sniffi cocaina. Tanta cocaina. Da brava anziana, fino a tre anni fa non perdeva una messa domenicale, le carezze ai nipotini, preparare il pranzo allo zio, guardare la tv, tutte le cose che fanno le pie donne anziane, insomma. Ed ora? Ieri sono entrato in casa sua, dopo parecchi mesi: Un campo di battaglia! Bottiglie di Ceres dappertutto, vuote, piene, mezzo vuote, mezzo piene, cicche spente ovunque, tracce di vomito sulle pareti, biancheria sporca, canne non finite, montagne di piatti ammuffiti, tocchi di fumo, righe gi pronte “Zia”, le ho detto, “ma non ti sembra di esagerare? E quello cos Ah, gi non avevo visto il Jack Daniel Non ti reggi in piedi, vuoi che ti porti dal medico? Vuoi che ti accompagni dal caro dottor Giangallo? Forse ti farebbe bene parlarne con qualcuno bravo dopodich non ho compreso bene cosa mi abbia risposto, perch aveva tutta la bocca impastata dagli spinelli ed era ubriaca fradicia, ma mi sembra che pi o meno abbia detto: “No, da Giangallo no che non gli si rizza, me lo faccio gi da dieci anni con la scusa della sciatica, ma poi invecchiato Ora mi sto lavorando Don Mario. Ma poi scusa, che cazzo vuoi? Sei uno stronzetto dei miei coglioni e vieni a rompermi la straminchia a casa mia? Prima di conoscere quel frocio di tuo zio ero una porca fottuta, mi divertivo a scoppio, sempre in extasy, rave a manetta, storie di merda, schizzata scema Poi, per smaltire la vita del cazzo e recuperare un po di salute, ho sposato il succhiacazzi. Adesso mi godo la reversibilit del rottinculo e mi spacco finch crepo! Perch hai qualche problema?”, ” “beh, no!”, ho risposto, “ma ti perdono solo se mi offri una sambuca! “. Si messa l a portarmela, e nel riflesso del frigo l vista che squagliava qualcosa nel mio bicchierino. Ora sono convinto che fossero cristalli di amfetamine. Tu pensi di conoscere le persone Poi le sambuche sono diventate due, tre, quattro, cinque, venti, e poi sinceramente non mi ricordo pi cos successo. Ma oggi sento un po di bruciore proprio l Mi sorge un atroce sospetto.

08E cos tra scleri quantistici, relativismi ed osservazioni astronomiche, assenze e presenze pesanti, e la sabbia del Poetto nelle mie scarpe, Agosto si defila bastardo insieme alle mie ferie. La realt qualora esistesse, fa a pugni con la mia apertura mentale. L impera ancora nelle menti umane parallelamente alla mia inevitabile stanchezza. I sentimenti che provo sono pi immutabili e reali della luce di Sirio, che mi parso di beccare in combutta con la Luna. Noi confondiamo la luce con Sirio, e questo gravissimo. Noi umani sguazziamo nelle stronzate consapevoli di sguazzare nelle stronzate. Quale pochezza ci pari nell Fatico a farmene una ragione. L che ci si possa dare una qualsiasi parvenza di seriet disturba le mie velleit astrattive. Mi son scolato una bottiglia di vino nella piazza di fronte alla chiesa. Sono le sette meno un quarto, e gi qualche miserella bigotta si aggira nei pressi del sacro edificio. Mi fanno crepare dal ridere queste manifestazioni di assurda povert morale. Finch daremo da mangiare a quei loschi personaggi di nome preti non ci dobbiamo lamentare. Sottospecie di uomini inutili, li rispetterei soltanto se fossero dei furbacchioni. Io non rispetto la fede come non rispetto la coerenza. Sono concetti trappola, adatti ai rincoglioniti. Niente scritto, troppo detto, la realt un partorita dalle nostre percezioni. Le nostre percezioni sono come il cazzo che mi tira quando vedo tua sorella bona. Non detto che me la dia. Ed anche se me la desse, rimango nel dubbio, una volta consumato il coito. Viviamo nel dubbio di non vivere, e questo dubbio una probabile certezza. Ammiro le arselle. Hanno due valve e lo scopo di nutrirsi e riprodursi. Io invece non ho neppure uno scopo. Ma se la valva fosse una vulva, non avrei dubbi sullo scopo. E lo scopo, il senso della vulva. E vaffanculo a Sirio.08Gridare non serve se nessuno ascolta. Ma, se qualcuno ascolta, gridare inutile. Le cose pi importanti che ho imparato non avevano un suono, eppure le sentivo chiaramente. Oggi io sento silenzio. Ecco, oggi potrebbe essere importante. Oppure no, ed allora avr imparato che il suono ed il silenzio sono la stessa cosa. E tanto tempo, per che niente suona come vorrei sentire. Ed il silenzio, non poi cos silenzioso. Io vorrei tanto andarmene dove non c desiderio di luce. E diventare un tutt con questo silenzio che non ho mai avuto. Dove sto sbagliando?02.
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