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Finalmente. Finalmente, grazie allacume ed alla sensibilit del collega Vescovi, si apre il dibattito, da me pi volte auspicato, sulla Facolt di Medicina e Chirurgia di Parma.

Lanalisi e le considerazioni fatte dal dottor Vescovi sullo stato attuale della Facolt di Medicina del nostro Ateneo e della nostra citt sono in parte condivisibili e mi inducono ad un approfondimento pubblico di questo tema che spero possa diventare un interesse di molti.

Parlo subito della parte che non condivido della sua opinione e che riguarda soprattutto il titolo Linarrestabile declino della Facolt di medicina che parrebbe evocare unineluttabilit ben lungi da quanto intendiamo mettere in essere, come spiegher meglio, per invertire la rotta ed innescare una sorta di rinascimento su presupposti nuovi, moderni e propulsivi.

Per quanto riguarda il riferimento agli anni 70, come non condividere il ricordo dellatmosfera di quellepoca, di quellintrodursi in punta di piedi nei reparti per poi sentirsi orgogliosamente parte di una scuola diretta da grandi Maestri in cui poteva e doveva svilupparsi lintelligenza individuale e collettiva volta alla cura del paziente, alla crescita dello studente ed alla curiosit per la ricerca?

Certo, questo habitat virtuoso si in gran parte perduto.; oggi c un clima diverso, meno sereno e molto pi complesso; gli studenti e i giovani medici spesso appaiono distratti e stanchi, con una concezione del loro tempo, dei loro studi e persino della loro persona pi vicina ad uno studente liceale che ad uno studente universitario.

Ma questo fenomeno non peculiare del mondo accademico della Medicina di Parma; esso riguarda lorizzonte vasto del nostro vivere attuale e ha cause profonde di carattere socio economico culturale, che toccano fattori filosofici e antropologici non certamente analizzabili in questa sede.

Comunque sia, questo clima quello che oggi abbiamo e con esso dobbiamo confrontarci. Negli anni 70 ogni singola clinica contava alcune decine di docenti e giovani allievi con unesigenza di produttivit assistenziale e incombenze burocratico organizzative nemmeno lontanamente paragonabili a quelle odierne; oggi alla pletora medica si sostituita la penuria medica. Negli anni 70 la crescita delle conoscenze degli allievi passava attraverso la mediazione epistemologica del Capo Scuola, del Maestro; oggi la vastit delle informazioni e lavanzamento rapido delle tecnologie che spesso non sono pi al servizio della scienza ma considerate di per se scienza, rischiano di fornire agli allievi miriadi di informazioni nascondendo loro luniversalit dei concetti.

Dobbiamo dunque arrenderci, rassegnarci, assistere impotenti a tale declino? La mia risposta ferma: assolutamente no.

Latteggiamento mentale deve essere quello del medico che si trova di fronte ad un malato grave: fatta lanamnesi e la diagnosi, capite ed analizzate le cause e le concause, occorre trovare la terapia e credere nel suo successo, infondendo fiducia al paziente.

Ha fatto bene il collega Vescovi a ricordare che lattuale Preside della Facolt medica gi da anni lancia allarmi su questo tema, per il quale, se lasciato solo agli addetti ai lavori, non ci sar soluzione. Lultimo allarme stato lanciato proprio recentemente (16 marzo 2011) attraverso la convocazione di un Consiglio di Facolt Straordinario interamente dedicato alla malattia del paziente Facolt di Medicina e Chirurgia dellUniversit degli Studi di Parma.

Ma questa volta non si trattato di un semplice allarme, pur basato su dati oggettivi, su numeri ed indicatori veramente preoccupanti. Questa volta la Facolt, oggi costituita da circa 200 docenti tra ordinari, associati e ricercatori, verso circa i 300 di 8 anni fa, non stata pervasa da nostalgia, rassegnazione, autoreferenzialit o conservatorismo. Sono emersi con forza il senso di responsabilit, lammissione delle nostre colpe, i limiti delle scelte del passato, la voglia di reagire e la consapevolezza che da soli non ce la possiamo fare. Questa volta non ci siamo limitati allanamnesi, alla diagnosi, alla prognosi, alle cause e alle concause. Questa volta abbiamo posto le basi anche per la terapia e per la guarigione del paziente. Abbiamo fatto un progetto di rinascita della Facolt medica basato sui criteri della forte innovazione, della razionalizzazione, della responsabilit, delleconomicit e della competitivit.

In quella sede questo progetto stato concretamente delineato dal Preside e condiviso dalla Facolt esso prender forma definitiva nei prossimi mesi attraverso un lavoro collegiale iniziato subito e che ha comportato, tra laltro, anche un autofinanziamento dei docenti di Medicina per la realizzazione di strumenti di comunicazione e sensibilizzazione utili allo scopo. Chiederemo anche la collaborazione del Rettore e del Direttore Generale dellAzienda Ospedaliero Universitaria per venire in possesso di dati utili ed ufficiali. Questa volta sar la Facolt medica stessa a presentarsi, proporre le proprie idee e a metterle a disposizione di tutta la citt, aprendo un confronto che vogliamo sereno e privo di elementi di parte; un confronto con tutte le persone interessate, in primo luogo le Autorit istituzionali pubbliche e private del nostro territorio.

Siamo coscienti di una grande responsabilit che vogliamo condividere: continuando cos la Facolt di Medicina di Parma destinata a spegnersi nel giro di pochi anni. Noi non lo vogliamo perch riteniamo che questa Facolt, pur un po arrugginita come ha detto il collega Vescovi, ma affatto disorientata, sia un patrimonio prezioso non solo per lAteneo, ma anche per i tre Direttori Generali delle Aziende Sanitarie con cui essa ha rapporti diretti (Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma, Azienda USL di Parma e Azienda USL di Piacenza), per il Presidente della Provincia, per il Sindaco di Parma, per tutti i Sindaci della Provincia, per le Fondazioni Bancarie, per le forze produttive ed economiche, per i nostri studenti, per le loro famiglie, per tutti i cittadini della nostra comunit e, per ultimo, ma certamente non per importanza, per la nostra Regione Emilia Romagna. Non possiamo assumerci da soli questa responsabilit: siamo pronti a fare la nostra parte e ad aprire un nuovo scenario di forte coinvolgimento del nostro territorio regionale. Per questo, nellambito del convegno Lospedale del futuro tenutosi a Piacenza il 9 aprile scorso, ho proposto un nuovo progetto che vogliamo chiamare Nuova Facolt di Medicina e Chirurgia di Parma e Piacenza. Questo significa che la Facolt di Medicina di Parma non pu pi limitarsi ad essere una semplice interfaccia del mondo sanitario che la circonda, ma deve mirare allintegrazione e alla reciprocit.

Tornando sul progetto, al fine di evitare equivoci fin dallinizio, desidero chiarire che esso non concepito a scapito delle altre Facolt dellAteneo n tantomeno dellAzienda Ospedaliero Universitaria di riferimento. Negli ultimi anni la Facolt di Medicina ha accettato con alto senso di responsabilit il suo forte ridimensionamento in termini di ruoli accademici spesso a favore di altre Facolt dellAteneo maggiormente bisognose per mantenere il loro potenziale formativo: questa collaborazione fattiva proseguir anche nel futuro. Allo stesso modo, nei confronti della nostra Azienda Sanitaria di riferimento, la Facolt, con i suoi 160 docenti (98% a tempo pieno) impegnati anche nelle attivit assistenziali e con i suoi 580 specializzandi, ha fornito un importante contributo quantitativo e qualitativo a favore dei livelli diagnostici, terapeutici e riabilitativi dei pazienti che accedono alle strutture del Servizio Sanitario Regionale. Peraltro, da anni abbiamo assunto in pieno le medesime responsabilit, pratiche di lavoro, logiche di budget e metodologie di controllo degli altri 400 colleghi ospedalieri. A questo proposito tutto si pu dire della Facolt medica di Parma, ma non che essa non abbia costantemente, pervicacemente e seriamente utilizzato la logica dellintegrazione e della leale collaborazione con il Servizio Sanitario, mettendo a disposizione tutto ci che aveva sul piano assistenziale e continuando a mantenere, riuscendoci, tutti i suoi impegni sul piano didattico e della ricerca anche grazie al grande lavoro, alla seriet e alla qualificazione degli altri suoi 60 docenti non in assistenza. Fino ad ora infatti, nonostante le difficolt, limpegno dei docenti ha consentito di mantenere attivi e vivaci 16 corsi di laurea, 40 scuole di specializzazione, 12 corsi di dottorato, 10 corsi di master, 8 corsi di alta specializzazione garantendo la formazione di 4700 studenti pre laurea e post laurea a tempo pieno, oltre 50000 ore di lezione/anno e 25000 esami/anno. Sul piano della ricerca, il Comitato Italiano per la Valutazione della Ricerca (CIVR) ha assegnato alla nostra Facolt un punteggio pari a 0.80, perfettamente uguale alla media delle Facolt mediche italiane di pari dimensioni.

Il nostro progetto sulla nuova Facolt di Medicina e Chirurgia ha bisogno di alcuni mesi per essere concretamente presentato alla citt nelle espressioni concettuali sopra menzionate, ma da subito il Preside disponibile, per chiunque sia interessato, a fornire ulteriori elementi ed approfondimenti sia in sedi non ufficiali che in sedi ufficiali.

Questo progetto non un sogno; esso si nutre di idealit ma ha radici profonde nella nostra realt storica, sociale ed economica. E sfidante ma al contempo sostenibile, a condizione che esso trovi tutti alleati per una Facolt, un Ateneo, una Citt uniti al di sopra delle posizioni di parte e senza strumentalizzazioni.
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