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TERMOLI Domenica mattina ho la gradita sorpresa di accorgermi di essere entrato proprio pochi minuti prima che inizi la santa messa. Mi siedo e, dopo le iniziali parole d’introduzione del sacerdote, percepisco uno strano rumore ai miei piedi che subito non comprendo. Guardo verso il basso e vedo accucciato un cane di grossa taglia, dall’aspetto per niente amichevole. La sua padrona, colto il mio gesto di sorpresa, mi sussurra:” Non abbia paura, è tanto tranquillo e bravo, non ha mai fatto male a nessuno.”. Le sorrido ed osservo nuovamente il cane il quale, a sua volta, mi risponde con uno sguardo che pare voglia dirmi:”Si, quello che ha detto la mia padrona è vero, non ho mai morso nessuno. Ma stai attento a come ti muovi e a non urtarmi se no, proprio cominciando da te, potrei decidere di cambiare il mio modo di comportarmi con voi umani!”.

Inutile dire che ho trascorso tutto il tempo, seduto o in piedi, sempre immobile: mani giunte con le dita incrociate, gambe fermissime. Oh fallacia degli umani giudizi! Chi mi avrà osservato avrà pensato: “Quanta devozione in quell’anziano, quanto rispetto per la messa, quanto timor di Dio!”. In realtà, più che il timor di Dio (inizio di ogni autentica sapienza) su di me aveva fatto presa il timore di ricevere una bella morsicata. Durante l’omelia, con lo sguardo colgo un movimento strano provenire dalla borsa di una distinta signora seduta davanti a me. Osservo con attenzione: ma sì, è proprio il muso di un cane, quello che spunta. E’ uno di quei cagnetti di ridottissime dimensioni e con un musetto allungato e stretto. Ma è un cagnetto molto maleducato. Gira in continuazione la testa e si lascia andare a terribili sbadigli. Sembra che le mascelle stiano per slogarsi. Uno sguardo qua, uno là, un terzo al celebrante e di nuovo un orrendo sbadiglio. Ogni tanto guarda il viso della padrona e sembra dirle:” ma perché mi hai portato qui? Io volevo andare a sgambettare ai giardini!”. Dopo l’ennesimo sbadiglio, mi viene voglia di alzarmi, andargli vicino e dirgli:” Ma non ti vergogni? Questo santo sacerdote avrà impiegato ore a preparare la sua predica e tu ti comporti così senza alcun rispetto verso il suo impegno’ metti almeno una zampa davanti al muso, quando sbadigli!”

Nell’uscire mi viene da scambiare alcune frasi con un signore fermo ad un banchetto in fondo alla chiesa e, tra una parola e l’altra, gli racconto dei due cani. “Caro signore” mi risponde, “un tempo tutto ciò non era permesso, ma provi a dire qualcosa a queste sante donne! Sono capaci di fare le offese e di cambiare chiesa! Però debbo anche dirle che sono animali silenziosi, non li ho mai sentiti abbaiare”. Mi risveglio dal sogno ad occhi aperti, e mi riavvio verso casa riflettendo ancora sui rapporti, a volte belli , a volte strani, spesso esagerati, che legano i padroni ai loro amici animali.

Da un recentissimo studio fatto dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Milano è emerso che in città ci sono più cani che bambini: 82 mila contro i 70 mila bimbi da zero a cinque anni. Ed è così anche nella capitale, dove sono 153.472 i cani censiti dall’anagrafe canina e 153.233 i bambini. Pure a Torino c’è stato il sorpasso: 70 mila cani contro 47.638 bambini, così a Palermo dove i bambini sono 40.906 e i cani di proprietà 55 mila.

A Termoli non c’è nessun studio in merito ma di una cosa certa, sicura i Termolesi e non sono consapevoli. La Pupù dei “nostri amici” è aumentata in maniera “esponenziale” e depositata in maniera “artistica”. Dal pubblico marciapiede, alla pubblica panchina, alla pubblica aiuola, alla pubblica fontana, alle pubbliche mura del Castello Svevo, della Cattedrale, della Torretta Belvedere, dell’Arco d’ingresso, di tutta la “passeggiata dei trabucchi” Porto compreso con annesso Mercato Ittico. Nel Centro Storico le soglie delle case dei residenti, delle attività commerciali e turistiche sono le più gettonate.

Avviso per i genitori dei bambini Termolesi e non, almeno per questa estate nel Centro Storico si venderanno “calosche monouso” per scarpe e ciabatte estive. Per l’inverno non si sà.
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