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Amy e Carlotta sono state selezionate per la campagna digitale PomellatoForWomen proprio in virtù della loro audace unicità, del loro modo singolare di affrontare il mondo. Celebrando la diversità e la femminilità, Pomellato punta a promuove l’individualità delle donne e l’accettazione di sé, rifiutando al tempo stesso qualunque forma di oppressione. Con un omaggio al colore e all’originalità, la campagna digitale di Pomellato sottolinea la bellezza naturale di Amy e Carlotta in un gioco di sfumature, luci e contrasti. Il sapiente accostamento di alcuni dei gioielli Pomellato più iconici trasforma i loro colori e volumi arditi in originali sculture preziose, espressione dell’individualità femminile. Audaci e sensuali, le creazioni Pomellato non sono mai mere decorazioni, la loro trionfale freschezza sfida le convenzioni della gioielleria.

Dopo gli studi presso la Graduate School of Arts Sciences della Columbia University, Amy Sall ha conseguito una laurea specialistica in Diritti Umani prima di diventare la fondatrice e direttrice di SUNU: Journal of African Affairs, Critical Thought + Aesthetics, innovativa piattaforma online e rivista cartacea che mira a dare risonanza al punto di vista giovanile su temi inerenti l e la diaspora che sta vivendo. Attualmente, Amy Sall insegna anche a tempo parziale presso il Dipartimento di studi mediatici dello Eugene Lang College, all’interno della prestigiosa New School University.

“La bellezza è un rapporto simbiotico fra interno ed esterno. La bellezza esteriore non è altro che la manifestazione del sentirsi belli dentro, dell’essere sani a livello di mente, corpo e spirito.”

“Non credo nella cosiddetta leadership femminile, credo piuttosto in una leadership forte ed etica. Ho imparato ad essere ferma nelle mie convinzioni e nei miei principi morali, e questo mi dà il coraggio di essere me stessa.

importante per me non dover sacrificare nessuno dei miei interessi, una cosa estremamente difficile in un mondo che ci condiziona a scegliere una scatola e a restarci confinati. Definisco me stessa e il mio lavoro come transdisciplinari: le diverse cose di cui mi occupo e le idee che ho sono in costante dialogo reciproco, c’è sempre una componente olistica.

Le mie esperienze di vita mi hanno reso ciò che sono oggi, ma è tutto riconducibile al mio essere la primogenita di due genitori immigrati in America dall Occidentale. Ho lavorato duramente per essere un esempio per i miei fratelli e per onorare i miei genitori e i loro numerosi sacrifici. Si può dire che debba a loro la mia ambizione”.

Nata e cresciuta a New York, Carlotta Kohl si è laureata all’Accademia di Arti Visive. Caratterizzata da un senso dello stile unico e da una visione artistica del mondo, si divide tra il lavoro di artista, fotografa e modella muovendosi con disinvoltura sia davanti che dietro l’obiettivo.

“Il concetto di bellezza include tante, tantissime cose, ma credo che in cima alla lista debba esserci la bellezza interiore. Essere onesti e generosi è molto più importante di qualsiasi grado di perfezione fisica. L’autenticità è un altro fattore fondamentale per la definizione della bellezza. Quando qualcuno accetta le proprie qualità e non cerca scuse per ciò che è, ecco, lo trovo di una bellezza irresistibile.”

“Il mio lavoro nasce da ciò che mi è più familiare: la mia vita, le mie esperienze. Realizzo dipinti con la cera, una tecnica tradizionalmente nota come pittura a encausto. Le mie opere esplorano le numerose sfaccettature della realtà femminile e ciò che esse rappresentano per me. Utilizzo una varietà di colori pastello e testi evocativi per dare forma alla mia interpretazione di cosa significhi essere donna nel mondo di oggi. Vengo costantemente ispirata da forma e colore. Spesso attingo alla natura, a locandine di film per adulti degli anni ’70, stampe su tessuto, elementi tipografici, film e libri per bambini anni ’50.

Adoro indossare gioielli. Senza mi sentirei fisicamente sbilanciata! I miei gioielli sono una raccolta di ricordi. Raccontano la mia storia.

Cerco di essere onesta e autentica in tutto ciò che faccio nella speranza di riuscire a toccare qualcuno che magari ha una storia simile alla mia, ma per cui è più difficile accettarsi. importante essere se stessi, chi altro potrà mai essere noi?”.

l’effervescente fata madrina del design italiano, che viinvita a tornare nel suo piccolo paradiso in città per confondervi, stupirvi e sorprendervi. Quel paradiso è la sua galleria negozio in una strada laterale dietro Santa Maria delle Grazie: e se la famosa chiesa è meta di pellegrinaggio per i devoti di Leonardo, la galleria di Rossana Orlandi è il tempio del buon gusto.

Sempre al comando, Rossana Orlandi cura da sé lo styling per lo scatto frugando in una scatola di gioielli Pomellato per trovare l’abbinamento migliore con la giacca di velluto nero stampato a tralci di vite di Emilio Pucci acquistata da LaDoubleJ e che indossa per il ritratto: un’infilata di anelli Capri viola e verdi alle dita sottili e una cascata di catene intorno al collo del dolcevita nero d’ordinanza.

Tra le mani di Rossana Orlandi, anche i gioielli più delicati ricevono tutta la considerazione che meritano, studiati per il loro peso e per il loro tono e combinati con occhio esigente. Questa attenzione per i particolari e l’innato senso dello stile sono il toccodistintivo del suo marchio, che rappresenta il design locale per antonomasia.

Durante il Salone del Mobile, la sua galleria diventa l’ambasciata non ufficiale di Milano, dove la congrega cosmopolita che ne varca la soglia trova il gusto tutto milanese per l’eclettismo e la raffinatezza, tanto ricercato quanto difficile da imitare. Lo spazio di Rossana Orlandi è l’esatto contrario del tipico stile white cube di una galleria. La parola più adatta a definire l’ambiente che include un’ex fabbrica di cravatte che accoglie gallerie multiple, un negozio di design, una grande terrazza e un ristorante è senza dubbio “bricolage”.

Spazio espositivo e archivio vivente, dove la storia dell’edificio si stratifica in un exploit di personalità dai molti livelli. I divisori in legno recuperati da una banca quando l’edificio era ancora una fabbrica sono rimasti al loro posto; ogni postazione è della misura giusta per una delle impeccabili mise en scène che Orlandi crea per esporre i nuovi acquisti della galleria. C’è una stanza tutta dipinta di nero, lasciata così da Tom Dixon dopo una mostra e mai riportata alla condizione precedente. Sulle pareti del corridoio al pianterreno si susseguonoschizzi a pennarello nero; molti sono affettuosi ritratti di Rossana Orlandi firmati dai designer che lei conosce e sostiene. Nel negozio al piano di sopra ci sono ancora i cassetti originali a tutta parete che servivano per riporre le stoffe,
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alcuni ancora con il loro contenuto originale.

Il negozio stesso è un pot pourri di tesori: piatti di latta stampati con immagini di Maurizio Cattelan e ceste piene di scarpe con la suola di gomma da dieci euro al paio contendono lo spazio a eleganti mobili disegnati da Nika Zupanc e a lampadari di Rick Tegelaar. “Quando sono entrata qui per la prima volta, non ho avuto dubbi: era il posto che faceva al caso mio”, racconta Rossana Orlandi volteggiando per la galleria e lasciandosi dietro una scia di profumo. Anche se aveva visitato l’ex cravattificio mentre era alla ricerca di una casa per la sua famiglia, ha subito realizzato come la fabbrica potesse diventare uno spazio espositivo.

E infatti, dopo che Rossana Orlandi ha selezionato un paio di prototipi da presentare al Salone del mobile, Nina Zupanc è stata chiamata dalla linea di mobili di lusso Sé London per realizzare una collezione intera, e nuove collaborazioni sono in arrivo. E allora, quali sono le prossime mosse della regina del Mobile?

Dare gli ultimi ritocchi al programma per la fiera del prossimo anno, organizzare uno spazio satellite nell’elegante cornice di Porto Cervo (nel caso spuntasse una location perfetta), aprire una seconda filiale all’estero in un prossimo futuro.

A vederla circondata da una costellazione quasi fissa di collaboratori e assistenti, con il telefono che squilla in continuazione, si ha l’impressione che il ruggito di energia che la accompagna sia un presagio di cose fantastiche in arrivo. La forza trainante dietro a tutto questo? “Il design” dice sbirciando da dietro un paio di occhiali da sole vintage bianco marmo, con la soddisfazione di un gatto che fa le fusa, “è irresistibile”.

Ogni giorno nel nostro lavoro cerchiamo di combinare la poesia, la grazia, l’unicità di un lavoro artigianale con il design, la moda e il gusto contemporanei. La curiosità è ciò che muove verso nuovi orizzonti e nuove scoperte. La scoperta di una tradizione pittorica sofisticata e molto antica ai tempi in cui Marco Polo percorreva la Via della Seta per alimentare gli scambi culturali e commerciali ci ha spinte al desiderio di poterla far conoscere in Occidente, ripercorrendo in senso inverso il percorso e portando un’antica arte figurativa orientale nelle nostre case. La sfida è stata quella di creare una prima, una seconda e poi altre collezioni dove le due sensibilità, il gusto occidentale e la tradizione orientale potessero coesistere. Il tempo però ci ha dato ragione e oggi in molti sentono il bisogno di personalizzare la propria casa o arredare uno spazio pubblico o addirittura un ufficio con bellissime e preziose “wallcoverings” dipinte a mano, per rendere unici gli spazi in cui si vive o si lavora.

Milano e Shanghai rappresentano due culture molto differenti, l’Occidente cattolico cartesiano e l’Oriente taoista confuciano ma sono entrambe città propulsive, dinamiche, sofisticate e operose. Vivere le due culture significa confrontarsi con modalità talvolta diverse nel “modus operandi” e nel comunicare, ma significa anche unire tradizioni, tecniche e modelli figurativi che si completano e che si arricchiscono. Queste due culture coesistono e sono complementari in tutti i prodotti Misha.

Ogni forma di artigianalità esprime creatività, trasmissione di un sapere ed esperienza ed è fortemente legata al luogo fisico e alla tradizione artistica dove è maturata. La grazia e la poesia della tecnica figurativa orientale sono state per noi fonte di ispirazione e combinate al gusto, al sapere e alla tradizione pittorica italiana rappresentano la sfida quotidiana per la realizzazione di ogni nostro prodotto. Un’attenta e continua collaborazione tra gli artisti e disegnatori italiani e gli artigiani cinesi ci permette di creare sempre nuovi progetti e di lavorare a nuove e interessanti sfide.

I gioielli, così come la decorazione e il design, subiscono la moda e il tempo.

A noi piace pensare che anche il gioiello possa esprimere un’eleganza senza tempo, che contiene tradizione e contemporaneità. Il gioiello, come il vestito, come la casa in cui abitiamo, rispecchia la nostra personalità, è una forma di esteriorizzazione del nostro essere e un completamento al vestire. Il gioiello è il dettaglio che ci distingue, che ci fa “sentire a casa”, “sentire noi stessi”, chedistinguele giornate e ne rispecchia l’umore, che ci esprime in ogni occasione, in ogni evento.

Il gioiello è anche un oggetto affettivo è un regalo che indossiamo tutti i giorni, è parte di noi e oggetto di appartenenza, che esprime il nostro legame con le tradizioni.

Quindi indossare i gioielli significa comunicare un proprio modo di essere, uno stato d’animo oltre che un gusto personale.

Oggi il limite tra arte, moda e design è sempre più sottile. Da un lato vengono condivise tendenze, colori e forme, come espressione di un cambiamento e di una ricerca comune; dall’altro ogni disciplina sente il proprio limite e vede la possibilità , attraverso l’esplorazione di altre discipline, di trovare nuovi campi di espressione. Non vi è distinzione tra arte e moda quando la moda è capace di produrre oggetti che tendono al sublime, che esprimono quindi le caratteristiche di ricerca, bellezza e perfezione da essere considerate opere d’arte.

Misha è un marchio italiano creato per portare l di antiche forme artigianali nello stile di vita contemporaneo attraverso l fra tradizione e innovazione. In tutta la gamma dei suoi prodotti pregiate carte da parati in seta, tessuti, ricami e complementi d Misha recupera la bellezza e l dell del fatto a mano.
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