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Marzo pazzerello, marzo solstizio di primavera, marzo: appuntamento con Cartoomics! L’evento fieristico meneghino, indubbiamente e prepotentemente uno dei più importanti a livello italiano per tutto quanto riguarda direttamente o indirettamente l’universo dei fumetti, dei cartoons, dei giochi di ruolo, della fantascienza e naturalmente del cosplay; ha accolto quasi 50.000 visitatori nell’arco di tre giorni, nella cornice dei nuovi spazi espositivi di Rho.

E se buona parte del successo della manifestazione va riconosciuto al fascino dei due splendidi cinquantenni a cui erano dedicate le due mostre principali Eva Kant e Iron Man non si può negare che anche i due cosplay contest abbiano avuto il proprio peso nel calamitare l’attenzione di curiosi, pubblico ed appassionati. Gara classica la domenica, nuovissimo contest aperto ai cosplayer europei il sabato (ne abbiamo parlato anche qui). In tutto, più di 600 ragazzi hanno sfilato sul palco di Cosplay City.

Fra i tantissimi, superbi, costumi in gara, alcuni ci hanno colpito in maniera particolare. Per esempio l’imponente armatura indossata da Giulia Meda, protagonista questo mese della nostra rubrica. Buona lettura!

Come hai iniziato a fare cosplay?

La mia introduzione al Cosplay è avvenuta per puro caso, a dire il vero. In fumetteria io e mia cugina chiacchieravamo del più e del meno quando, non ricordo bene il motivo, una di noi due ha detto “E se quest’anno andassimo a Lucca Comics?” Era il 2007, e giuro che non sapevo nemmeno cosa fossero i cosplayers. Sapevo del Lucca Comics per sentito dire e tutti mi suggerivano di andarci, perchè era un’esperienza da provare. Beh, dopo aver sperimentato la fiera, mi è piaciuto tutto da morire e mi è venuta una voglia matta di provare pure io! Un anno dopo, dunque, ho acquistato su ebay il mio primo cosplay, ho costruito gli accessori e così ho mosso i primi passi.

Si trattava di Yuna da Final Fantasy X. In quel periodo ci stavo giocando e l’adoravo!

E com’è andata la tua prima esperienza in cosplay?

Devo dire che è andata discretamente. Mi sentivo un po’ impacciata a dire il vero, per via della novità; e in termini di “quantità di foto scattate dai passanti” non ero proprio l’eccellenza. ma le poche foto che mi hanno fatto, e sentirmi chiamare con il nome della mia beniamina, mi hanno dato un’emozione quasi indescrivibile.

Sì, lo capisco bene. E così hai deciso di continuare. Qual’è stato il passo successivo?

Dunque, essendo una grande amante della saga Final Fantasy, scelsi di provare a realizzare un altro cosplay: questa volta optai per Vincent Valentine, uno dei protagonisti maschili che preferisco. Ancora una volta la base del costume la acquistai su ebay. Però il dettaglio dei costumi realizzati su commissione in vendita su questo particolare sito è spesso molto bassa. Quindi, una volta arrivato, ho cominciato a modificarlo un pezzettino alla volta. E poi ho provato per la prima volta a costruire la Cerberus, l’arma di Vincent, utilizzando i materiali di riciclo che trovavo per casa. Stesso dicasi per l’armatura al braccio sinistro e le scarpe. Frequentando i forum di Cosplay ho conosciuto la Craft Foam ed è stata quella la prima volta che l’ho utilizzata. Certo, il risultato finale essendo quello il mio secondo cosplay in assoluto era ancora un po’ raffazzonato, ma a Lucca ho notato un numero di consensi superiore all’anno precedente. Un buon segno dopotutto! Più recentemente ho realizzato anche la versione chaos di Valentine,
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ispirata ad un artwork, la metamorfosi. E a Lucca ho vestito i panni di Floralia. Si tratta di una forma speciale di Yuna di Final Fantasy X2, una looksfera speciale. Comunque non mi ci vedrei mai con abitoni tutti frufru (per quanto io adori vederli indossati da altri cosplayers). Inoltre passata la prima fase Final Fantasy all’inizio del mio hobby, ho iniziato a scegliermi personaggi cupi. Chi è, da che serie è tratto, come mai lo hai scelto. Confesso in tutta onestà di aver tifato un sacco per te. Speravo vincessi tu come Miglior Maschile. Il Dio Creatore della Luce Horakhty (nome altisonante, lo so, ma è pari pari a quello che c’è scritto sulla carta) è un personaggio di Yu Gi oh!, altra serie che ho amato alla follia. In Yu Gi oh! ci sono tre carte divine, rappresentanti entità egizie uniche e potentissime: Slifer il Drago del Cielo, Il Drago Alato di Ra e L’Obelisco del Tiranno. Quando il protagonista Yugi, da sempre alla ricerca dell’identità del suo Alter Ego, entra in possesso di queste tre carte, si ritrova ad affrontare un nemico terribile: il Signore dell’Oscurità Zork. Alla fine l’unione di queste tre carte genera l’entità Horakhty che riesce a distruggere il male e inoltre rivela a Yugi il suo passato. In sostanza Horakhty è la fusione di due divinità egizie (Horus e Amon Ra) e si suppone abbia creato l’universo e controlli il moto del sole nel cielo. Ho sempre amato il design delle carte di Duel Monsters e ne collezionavo tante qualche anno fa. Qualche mese fa però ho visto per puro caso questa carta da gioco appena rilasciata in Giappone, e sono rimasta folgorata dalla bellezza del design!

E hai subito deciso di realizzare il costume?

In verità ho passato molto, molto tempo, a scervellarmi su come farlo. Non avevo mai realizzato un’armatura completa e decisamente non è stata la scelta più semplice da cui partire. Comunque viste le mie finanze limitate mi sono detta: materassina!

Ormai utilizzo la materassina in qualsiasi mio cosplay, e qui non ho fatto eccezione. Ero piuttosto giù di morale perchè non avevo idea di come fare, poi un giorno di colpo mi è venuto un mezzo delirio artistico e, strappando via un work in progress di un altro progetto accantonato, ho iniziato a lavorare l’elmo. Vedendolo prendere forma piano piano ho deciso di continuare e lavorare l’armatura per il corpo. Quando hanno aperto il negozio della Decathlon nella mia città sono andata fuori di testa! Per restare nei termini di bassa spesa, uso sempre la vinavil, meglio ancora se dotata di plastificante nella formula. Si possono stendere quante mani si desidera: di norma per regolarmi guardo il riflesso della materassina: quando riflette bene la mia mano, allora può andare. Beninteso, dipende molto dal gusto personale. All’occorrenza si possono dare mani su mani anche dopo e riverniciare. Per Horakhty ho dovuto velocizzare un po’ i tempi o non sarei riuscita a finire in tempo!

Solitamente come procedi? Fai prima un cartamodello e poi tagli il materassino? O usi un programma tipo pepakura?

Per Horakhty in verità sono andata quasi del tutto ad occhio, osservando sempre l’immagine. Lo ammetto, sono un po’ capra per quanto riguarda i cartamodelli. Ho comunque preso dei fogli di acetato trasparenti e ritagliato così la materassina per mantenere il più possibile la simmetria. Pepakura l’ho visto usare per delle grandi cose e un giorno vorrei proprio imparare ad usarlo, ma nessuno m’ha mai spiegato bene come si fa e dove si piglia! Le sfere sul petto, sull’elmo, sulle mani e sulle spalle sono delle palline di natale segate più o meno a metà! Me le sono prese lo scorso gennaio nell’emporio di quartiere ad un prezzo stracciato e mi sono sbizzarrita con il seghetto manuale!

Per la colorazione ho utilizzato una tecnica mista. La base è uno smalto metallizzato. Poi per i dettagli e le sfumature ho usato colori specifici per la seta mischiati ad acrilici brillanti, il tutto dato a pennello. A quanto sembra, la mistura sotto certe luci crea un riflesso che simula più o meno la cromatura del metallo. Anche il make up è metallizzato, oro e argento.

Ti devo fare i complimenti, oltre che per la meraviglia che hai realizzato, anche per il coraggio di camminare su quei trampoli! Io avrei avuto il sacro terrore di schiantarmi sul palco!
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Come li hai realizzati, a proposito?