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Non la stella sul lato e neppure la scritta Chuck Taylor. Ma sono la punta, la forma, il tipo di suola a rendere Converse All Star un’icona. Tanto importante da valer una causa contro 31 gruppi e rivenditori che in qualche modo hanno messo sul mercato un prodotto simile a quel monumento dello stile americano. avvenuto oggi a New York, dove Converse marchio sportivo con pi di cento anni di storia, controllato da Nike ha accusato marchi come Fila e Skechers di avere infranto un loro brevetto. Non solo. Perch ha anche portato il caso davanti alla International Trade Commission: se dovesse spuntarla tutte le scarpe che copieranno lo stile All Star non potranno pi essere vendute negli Stati Uniti.

Fantascienza, visti i volumi di imitazioni e prodotti simili (ma non troppo) alle famose Chuck Taylor. Di certo una questione di denaro, visto che la macchina All Star produce introiti milionari all’interno di Converse che ha chiuso il primo trimestre fiscale 2015 con ricavi da 575 milioni di dollari, il 16% in pi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un buon risultato. Ma la societ vuole di pi tentando di evitare che le centinaia di altre versioni possano mangiarsi una parte consistente della torta. “Il vero obiettivo quello di fermare questa pratica”, ha detto l’amministratore delegato di Converse, Jim Calhoun, al New York Times. “Siamo abbastanza fortunati visto che possediamo quella che potremmo considerare una icona americana”.

Converse inizi a produrre scarpe e vestiti per sportivi nel febbraio 1908 a Malden, Massachusetts. Le All Star arriveranno sul mercato nel 1917, anche se il vero colpo lo fecero nel 1923 quando furono rinominate Chuck Taylor, con il nome del giocatore di basket che divenne ambasciatore del gruppo. Dall’inizio della loro storia a oggi ne sono state vendute pi di un miliardo. E i numeri si moltiplicherebbero se si considerassero tutte le imitazioni.

Nella causa Converse sostiene che i 31 gruppi in questione abbiano violato uno o pi marchi depositati: la doppia riga nera intorno alla suola, ma soprattutto la punta in plastica bianca. Il produttore americano sostiene anche di avere inviato oltre 160 ingiunzioni affinch le aziende interessate cessassero di vendere scarpe simili alle loro. La legge non permette infatti alle societ di proteggere parti del design che siano funzionali. Inoltre il gruppo che fa causa deve provare che i consumatori associno una forma particolare al produttore. Di fatto non baster la popolarit internazionale (peraltro riconosciuta a Converse) per fermare l’esercito di repliche.

“Non puoi solo dire che i consumatori apprezzano il design del tuo prodotto. E neppure limitarti a dire che il tuo design sia diverso o innovativo. I consumatori devono associarlo con la fonte del design”, ha detto al quotidiano di New York R. Polk Wagner, professore di legge alla Law School della University of Pennsylvania. A questo punto Converse dovr provare che le sue scarpe siano riconosciute universalmente come sue e non di altri. Far passare attraverso i tribunali il concetto ben noto a coloro che comprano scarpe simili alle All Star e che tutti gli amici almeno una volta hanno criticato, bollandole come “tarocche”.

Dopo il passaggio di Mike Pompeo alla guida del dipartimento di Stato, la Cia sarà guidata da Gina Haspel, fino ad oggi vice di Pompeo e adesso la prima donna a capo dell’agenzia d’intelligence americana. Ma Haspel, 61 anni, ha una lunga carriera come agente e soprattutto un passato indissolubilmente legato a diversi episodi di tortura. Nel 2002 aveva guidato diverse sessioni in cui due sospetti terroristi erano stati torturati all’interno di una prigione segreta in Thailandia. Le registrazioni di quegli interrogatori, scrive il New York Times in un profilo della donna pubblicato nel febbraio del 2017, sono state distrutte, su ordine di Haspel. Facevano riferimento a un periodo compreso tra il 2002 e il 2005.

Ennesimo colpo di scena nella saga che vede protagonisti Qualcomm e Broadcom. In una mossa piuttosto insolita, il presidente americano Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo con cui ha bloccato l’acquisizione del produttore americano di microprocessori da parte dell’azienda rivale con sede a Singapore (ma intenzionata a trasferire il suo domicilio in Usa). L’Opa ostile lanciata da Broadcom e rifiutata da Qualcomm in più occasioni avrebbe ridisegnato la prossima generazione delle tecnologie mobile, in primis la rete 5G.

La Russia avrà anche interferito nelle elezioni presidenziali americane del 2016 e magari continuerà a farlo in altre occasioni ma non ci sono prove che Donald Trump o persone a lui associate si siano macchiati di collusione con Mosca. E’ questa la conclusione a cui sono giunti i repubblicani parte della commissione Intelligence della Camera, e che è destinata a sollevare le critiche dell’opposizione democratica. Non solo perché intendono chiudere cos” l’inchiesta ma anche perché quei repubblicani sono convinti che le azioni del Cremlino non siano state pensate per favorire il miliardario di New York nella sfida contro la democratica Hillary Clinton nella corsa verso la Casa Bianca, tesi opposta a quella sostenuta dall’intelligence Usa.

Gli elettori del diciottesimo collegio della Pennsylvania eleggeranno domani un nuovo membro della Camera degli Stati Uniti. A sorpresa, si tratta di un confronto senza un chiaro favorito, nonostante si tratti di una zona di elettori bianchi e appartenenti alla classe operaia,
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in mano repubblicana dal 2002 e che ha votato massicciamente per Trump e Romney alle ultime due presidenziali; di fronte, il democratico Conor Lamb, 33 anni, ex procuratore, e Rick Saccone, 60 anni, parlamentare statale che una volta si è descritto come “un Trump prima che Trump fosse Trump”.

L’era travagliata di Rex Tillerson al dipartimento di Stato è finita. L’ex Ceo di Exxon Mobil va ad aggiungersi al lungo elenco di persone silurate dal presidente americano. In un tweet, Donald Trump ha scritto che Mike Pompeo, il direttore della Cia, diventerà il nuovo numero uno della diplomazia americana. “Farà un lavoro fantastico! Grazie a Rex Tillerson per il suo servizio! Gina Haspel diventerà il nuovo direttore della Cia, la prima donna a essere scelta [per questo incarico]. Congratulazioni a tutti!”, recita il cinguettio del leader Usa.

Leonardo vuole crescere ancora di più nei servizi spaziali della geoinformazione, un mercato mondiale da 8,3 miliardi di euro che nel giro di al massimo un decennio è visto raddoppiare in valore. Per farlo, il colosso italiano dell’aerospazio ha deciso di puntare su una costellazione speciale di mini satelliti per l’osservazione della Terra con cui arrivare a distinguersi come “global data operator”. Perché ormai, l’obiettivo non è quello di fornire alla clientela immagini satellitari ma informazioni da esse estratte attraverso la capacità di elaborazione dei dati.

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E adesso inziano le intense attività di lobby. In vista dell’introduzione, dal 23 marzo, di dazi del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio in arrivo negli Stati Uniti da “tutti i Paesi fatta eccezione per il Messico e il Canada”, i governi stranieri si preparano a fare nuovamente pressione. L’obiettivo è uno solo: essere esentati dalla misura controversa voluta da Donald Trump. In prima fila potrebbero esserci Brasile, Cina, Corea del Sud, Giappone, Germania e Turchia,
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i cui ordini potrebbero subire il colpo più duro visto che la prima economia al mondo importa da loro l’acciaio di cui necessita.