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Mercoledì 18 novembre, l’Area Welfare ha partecipato, presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica, in Roma, alla presentazione dell’Atlante Infanzia (a rischio) in Italia 2015 di Save the Children “Bambini senza. Coordinate e cause delle povertà minorili”, nell’ambito della Campagna “Illuminiamo il Futuro”, avviata dalla Ong con l’obiettivo di debellare la povertà educativa in Italia entro il 2030.

A presentare il 6Atlante Save the Children: Pietro Grasso, Presidente del Senato, Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children, Raffaella Milano, Direttore dei programmi Italia Europa di Save the Children Italia, Giulio Cederna, curatore dell’Atlante dell’infanzia (a rischio) di Save the Children, Tito Boeri, Presidente INPS, Linda Laura Sabbadini, Direttrice del Dipartimetno delle Statistiche Sociali e Ambientali ISTAT, I ragazzi del progetto SottoSopra di Save the Children, Federica Roccisano, Assessore alla Scuola, lavoro, welfare e politiche giovanili della Regione Calabria, Alessandra Clemente, Assessore ai Giovani del Comune di Napoli e Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children Italia.

L’Atlante, parla di “bambini senza Stato”, perché a fronte di queste forti difficoltà economiche, “continuano a essere esigue le risorse stanziate per l’infanzia: la spesa sociale nell’area famiglia e minori è molto più bassa della media europea, con 313 euro pro capite, a fronte di 506 euro in media in Europa e dei 952 euro pro capite della Germania”.

Infatti, come ci ha mostrato la mappa dei bambini senza, nel nostro Paese l’incidenza della povertà assoluta nelle famiglie con almeno un minore è triplicata tra il 2005 e il 2014, passando dal 2,8 per cento all’8,5 per cento, per un totale di oltre 1 milione di bambini colpiti.

Nel Mezzogiorno la povertà assoluta è più estesa pari al 9,3 per cento contro l’8,3 per cento di famiglie povere assolute al Nord e riguarda soprattutto famiglie italiane a differenza della povertà al Nord, in crescita nell’ultimo anno, alla quale contribuisce in gran parte il fenomeno migratorio.

I dati parlano chiaro: circa 1 bambino su 20 non può contare su due paia di scarpe l’anno (di cui almeno uno utilizzabile in ogni stagione) e non riceve un pasto proteico al giorno. Quasi 1 su 10 vive in famiglie che non possono permettersi di invitare a casa i suoi amici, festeggiare il suo compleanno, comprargli abiti nuovi, libri non scolastici, mandarlo in gita con la sua classe. 1 su 6 non ha la possibilità di frequentare corsi extrascolastici (musica, sport, ecc),
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quasi 1 su 3 di trascorrere almeno una settimana di vacanza lontano da casa.

Se poi si considera l’investimento nei servizi erogati dai comuni emergono allarmanti differenze: si va dai 242 euro pro capite di spesa per l’area famiglia e minori in Trentino ai 20 euro pro capite della Calabria, a fronte di una media nazionale di 113 euro. A livello provinciale, colpiscono le disparità tra i 393 euro pro capite di Trieste e i 350 di Bologna e gli 8 euro a testa di Vibo Valentia, i 18 di Crotone, i 20 di Cosenza e Avellino.

Secondo il rapporto anche la fotografia del sistema scuola presenta molte criticità, a partire dalla penuria del tempo pieno, garantito, in media, solo nel 31,6 per cento delle classi della scuola primaria (ma in Molise, Sicilia, Campania, Abruzzo e Puglia si scende sotto il 20 per cento), e nel 20 per cento di quelle della scuola secondaria di primo grado, dove peraltro in molti casi le attività pomeridiane sono a pagamento. Lo stesso servizio di mensa scolastica risulta essereun bene raro soprattutto negli istituti principali delle regioni del Mezzogiorno Sicilia (49 per cento), Campania (51 per cento) e Puglia (53 per cento).

Valerio Neri, Direttore di Save the Children: “Le carenze dell’offerta educativa emerse dall’Atlante mostrano come il nostro paese abbia creduto in questi anni troppo poco al ruolo strategico della formazione ma è dallo sviluppo del capitale umano, che bisogna partire per dare un futuro a milioni di bambini e strapparli alla violenza e arroganza criminale”, commenta.

Al coro si aggiunge Raffaela Milano, Direttore dei programmi Italia Europa di Save the Children Italia:”Occorre mobilitare su obiettivi comuni il grande patrimonio educativo che comunque fortunatamente c’è nel nostro paese. Allo stesso tempo, occorre dare spazio e fiducia ai bambini, ai ragazzi e alle ragazze, affinché possano essere non i fruitori, ma i protagonisti di questo impegno”.

Tra le numerose ferite che affliggono l’Infanzia in Italia, l’Atlante documenta anche il clima di violenza nel quale crescono troppi bambini e che sicuramente segna il loro rapporto con la città e il quartiere, con i coetanei, la vita in casa: si stimano in circa 4oo mila i minori vittime di violenza assistita dentro le pareti domestiche.

Ma non basta, migliaia di minori pagano un prezzo altissimo all’illegalità e corruzione che pervade i territori in cui vivono: almeno 85 i bambini e adolescenti incolpevoli uccisi dalle mafie dal 1896 ad oggi come racconta la prima mappa realizzata in base ai dati forniti dall’associazione Libera e molti di più coloro che hanno assistito all’uccisione di familiari, ritrovatisi orfani o adescati e arruolati giovanissimi nelle file della criminalità organizzata. 546.000 gli under 18 il 5,4% della popolazione 0 17 anni nati e cresciuti in uno dei 153 comuni sciolti per mafia negli ultimi 17 anni (mappa dei minori senza Consigli e Nascere nella Locride), soprattutto al Sud ma anche al Centro e Nord Italia.

Riassume il tutto il Direttore di Save, Valerio Neri:

“La sesta edizione dell’Atlante documenta le deprivazioni più gravi che colpiscono i bambini in Italia, portando alla luce l’impatto devastante dell’illegalità nelle loro vite. Le mafie e i fenomeni corruttivi esercitano una violenza diretta e indiretta sui minori. Possono causarne la morte ma anche bloccare il loro sano sviluppo coinvolgendoli precocemente in attività criminose e allontanandoli da scuola. Sperperano i soldi pubblici anziché impiegarli in servizi sociali, spazi pubblici e scuole”.

Non dimentichiamo che a supporto dei bambini e adolescenti in condizioni di deprivazione socio culturale, ci sono i 13 Punti Luce di Save the Children presenti in 8 regioni che coinvolgono finora più di 4500 minori in attività culturali, sportive, creative, ludiche. In realtà, ne verranno aperti altri 3: Milano Quarto Oggiaro, Napoli Chiaiano e Sassari Latte Dolce.

I Punti Luce, come il progetto dell’Atlante, dimostrano chiaramente che c’è un’alternativa alla povertà, all’illegalità e che un cambiamento è possibile.

“E’ cruciale che il Governo confermi il suo impegno in questa direzione approvando le misure di contrasto alla povertà minorile per la prima volta inserite nella legge di stabilità, che introduce, anche invia sperimentale, un fondo triennale finalizzato espressamente a contrastare la povertà educativa”, conclude il Direttore Neri.
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