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Flavio Insinna (voto: 6,5) è un fiume in piena. Il conduttore concede un’intervista all’AdnKronos il giorno dopo aver terminato le registrazioni di questa stagione di Affari tuoi (6) e con queste il suo contratto.

E si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Nel mirino Antonio Ricci e Striscia la notizia (6,5): “Sono sbigottito. La mia unica sfortuna è di andare in onda nello stesso orario di Antonio Ricci, nel cui vocabolario non esiste il verbo perdere. Io pretendo rispetto. Lo devo a tutte le persone Rai ed Endemol che fanno questo programma. Non intendo vivere strisciando. E non mi faccio mettere paura da Ricci”.

“Io ho imparato che nella vita si vince e si perde. Ed uno che ha il talento di Ricci e che fa tv da quando io avevo i calzoni corti non dovrebbe avere davvero nulla da invidiare a nessuno. E dovrebbe imparare che a volte può perdere anche lui. E che l’avversario non può essere preso a secchiate di fango. Ci sono stati periodi in cui era un continuo insinuare, quotidiano, su imbrogli, inciuci. Tutto fatto in maniera piuttosto vigliacca, nascondendosi dietro la satira, così in tribunale ti danno sempre ragione. Mandano in onda ancora le immagini di una vecchietta con i numeri scritti sulla mano di non so quanti anni fa: ma ragazzi, Affari tuoi è registrato, se ci fossero scene scomode e fossimo delinquenti le taglieremmo, invece facciamo solo in modo che le parti musicali siano ben sincronizzate. E se questo e le statistiche sui rossi e sui blu sono il massimo che riescono a dire di male, va benissimo. Anche se non ne abbiamo bisogno”.

Insinna lancia un ‘guanto di sfida’ al papà del tg satirico di Canale 5: “Perchè non manda in onda integralmente il filmato del Tapiro che mi è venuto a consegnare due anni fa e che non è mai stato trasmesso?”. Cosa conteneva? “Ve lo può dire lui o lo può mandare in onda”. Poi aggiunge: “Mi chiedo anche perchè se nutre da così tanti anni così tanti dubbi su questa trasmissione, fin dal primo sorpasso d’ascolti di Affari tuoi su Striscia ad opera di Paolo Bonolis, perchè Ricci non ha mai mandato uno dei suoi intraprendenti inviati a vedere come lavoriamo?”.

“L’unica spiegazione plausibile di questo accanimento è che non sopporta di perdere. Se andassimo in onda alle 19 non saprebbe nemmeno il titolo del nostro programma. Ma io mi sono stufato di vedere i miei collaboratori nei corridoi chiedersi il perché di questa croce. Il perché è semplicemente l’orario di messa in onda, purtroppo lo stesso di Ricci. Ma non si può campare così: per non parlare del fatto che se a me facessero una multa per divieto di sosta mi farebbero nero, dovrei emigrare. Se mi succedesse quello che è successo a Fabio e Mingo o a Ezio Greggio mi avrebbero crocifisso”.

Come se non bastasse la conclusione delle registrazioni di Affari tuoi è coincisa con la consegna degli Oscar tv della Rai, il Premio Regia Televisiva su Rai1: Affari tuoi è rimasto fuori dal palmares al contrario di Striscia la notizia che è stato premiato. Lui commenta: “Mi piacerebbe sapere la causa del perché siamo scomparsi dalla lista dei premi dal momento che siamo il programma più visto di Rai1 e spesso dell’intera giornata televisiva. Ci potrebbero dire di essere beceri? Francamente non credo che questo si possa dire del nostro programma. Ci sono stati concorrenti con le storie più disparate, sempre all’insegna della tolleranza e dell’inclusione”.

Nonostante tutto, assicura che i suoi rapporti con i vertici di Rai1 e della Rai sono ottimi (“almeno fino a questa intervista”, dice ridendo). E in attesa di sapere cosa farà nella prossima stagione televisiva quest’estate girerà il nuovo film di Leonardo Pieraccioni.

Ricci replicherà con uno dei suoi “soliti servizi”, con un comunicato stampa, con un’intervista? E chi condurrà il gioco dei pacchi il prossimo anno? All’Ansa dice: “Non so se lo rifarò ma possono anche chiudere il programma, però tenevo a dire quello che ho detto oggi per rispetto a tutta la squadra che ci lavora. Ci vogliamo bene ed è per questo che ci riesce il nostro lavoro”. Non resta che attendere i prossimi sviluppi.
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