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Non possiamo pretendere che le cose cambino se non cambiamo il modo con cui le affrontiamo. La condizione attuale, che una conseguenza e non la causa dello stato delle cose, ci dice che il modello di citt che si costruito nel mezzo secolo precedente ormai inservibile. Ci dice che la tecnologia dell ha portato enormi cambiamenti negli ultimi decenni, che l supera in rapidit ogni possibile immaginazione.Tuttavia il 70% del patrimonio immobiliare italiano ormai prossimo a fine vita per ragioni di obsolescenza o, ancor peggio, per errori di programmazione urbanistica. Prima di recuperarlo definitivamente trascorreranno anni, forse decenni se lo scenario economico attuale non cambia rotta. Decenni di abbandono, di degrado dello spazio urbano e conseguente degrado sociale. Invece che lasciare i vuoti urbani nella lunga attesa di risorse economiche ed adeguate destinazioni d non pi logico introdurre un nuovo ciclo di vita tra quello che c e quello che ci sarDiviene pertanto necessario rivedere con umilt e intelligenza il nostro modo di progettare la citt utilizzando metodi diversi e strumenti capaci di intervenire sulla modificazione urbana. Croce a Reggio Emilia oggetto del workshop di progettazione per il riuso temporaneoQuesto modo, queste trame, appartengono al riuso temporaneo. Il riuso temporaneo non va confuso con il restauro (dal quale lontano anni luce, per fortuna), n con la riqualificazione o il recupero che hanno come obiettivo un intervento a lungo termine. Il riuso temporaneo un nuovo ciclo di vita di un edificio, una terra di mezzo tra vecchi e nuovi usi, in attesa di risorse economiche che permettano di agire in modo definitivo. Si tratta di una metodologia dai benefici evidenti che consente di rigenerare porzioni di citt dimenticate, recuperare spazi di socialit e innovazione, riattivare processi economici diffusi nel territorio che sono le basi di una migliore uguaglianza sociale su cui regge l di una comunit Ma pu originare rischi, altrettanto evidenti. Il primo, ovvero il pericolo che il riuso temporaneo venga strumentalizzato dalle istituzioni come modo per eludere o procrastinare investimenti e problemi in realt poca cosa rispetto al fatto che questa pratica riguardi esclusivamente le minoranze (religiose, di origine, di cultura) senza intercettare la domanda, dell comunit di riappropriazione degli spazi in abbandono. Per ultimo, il peggiore, l d e di una metodologia di progetto (certamente differente da quella che si utilizza per il progetto dell rischia di generare spazi inospitali o inadeguati. Cambiare il punto di vista dei progettisti sulla metodologia di progetto del riuso temporaneo e provare a generare spazi ad alta qualit di vita a costi limitati era l principale del workshop. Come facilitare, supportare, progettare lo spazio di queste nuove forme dell del lavoro, dello svago con progetti di riuso temporaneo, era il quesito principale a cui rispondere. Che cosa si potesse ottenere con un processo condiviso ponendo al centro il progetto, era la scommessa. Si tratta di progetti semplici, esatti, costruiti con tecniche realizzabili in autocostruzione. Qualit e costo sono i temi principali di un progetto per il riuso temporaneo, condizionati da una serie di fattori quali la durata prevista per il riuso, il programma di riuso, lo stato di manutenzione dello spazio, oltre che, dagli attori del processo. Il modo pi semplice per assegnare la semplicit attraverso una riduzione ragionata. Ridurre il superfluo, usare di meno per ottenere di pi un principio etico a ogni livello di vita. Ridurre significa lavorare sul concetto di minimo, significa concentrare la percezioni sulle cose gerarchicamente pi importanti incorporando le altre, significa evitare di mostrare ci che non utile al raggiungimento dell sviluppo della conoscenza, a tutti i livelli, permette di applicare il concetto di semplicit perch aiuta a selezionare ci che realmente necessario da ci che non lo Semplice in questo caso il contrario di misto, caotico, indefinito, eccessivo: corrisponde all di un ordine complicato, di limite, di esatto.Per esattezza, non s in questo caso solamente il concetto di precisione della misura bench fondamentale per la pratica dell ma quello del servire a una causa ben definita.Esatto in questo modo vuol dire efficace, scelto, definito. La crisi dell e i cambiamenti climatici degli ultimi anni ci hanno fatto capire che la qualit di vita dipende molto di pi dall e dalle risorse disponibili di ci che credevamo in passato. E ovvio che come societ costruiremo macchine pi efficienti, sistemi di mobilit a ridotto impatto ambientale, edifici a consumo zero, ecc. Quest ad aumentare l utile e inevitabile. Tuttavia in questo modo si curano i sintomi piuttosto che la causa dei problemi l di consumo e si antepone il concetto tecnico dell al concetto umano dell Ricerca dell vuol dire in questo caso coniugare l delle scelte con l delle condizioni tecniche. Definire e scegliere ci che utile e ci che inutile al risultato finale. Passare efficacemente dal concetto di possesso al concetto dell dal consumo all delle cose, da un di tipo lineare ad una di tipo circolare, (ovvero riusare le cose prima di trasformarle in rifiuto), dal concetto di provvisoriet al concetto di durata. Rivoluzionare il modo di approccio al progetto per elaborare nuovi modelli di vita.Costruire significa anche dare un ordine tecnico alle cose, sperimentare nuove tecnologie e metodologie costruttive, forzare i limiti della conoscenza per ampliarli e innovarli. Un quarto di secolo fa si costruiva allo stesso modo con cui si costruisce nella condizione attuale. Nel frattempo la tecnologia ha compiuto passi da gigante passando dal computer rudimentale al tablet, dalla tecnologia analogica a quella digitale, mutando profondamente modi di vita, di comunicazione, di evoluzione.L della condizione tecnica dell di evolvere ha limitato anche l e la sperimentazione di nuovi linguaggi di espressione. La tecnica deve riappropriarsi del suo ruolo per rafforzare i concetti di contemporaneo, di durata, di adattabilit e flessibilit di disassemblaggio a fine vita utile.E l di una progettazione per strati, individuati dal progettista e riconoscibili dall Una progettazione per strati ha un carattere semplice e immediato ed concepita per durare ed essere reversibile nel tempo, flessibile perch capace di adattarsi ai diversi mezzi esistenti, coerente perch crea un senso di appartenenza e di riconoscibilit chiara perch nota a tutti gli attori coinvolti. Ogni strato ha una sua funzione, una sua durata nel tempo, una sua incidenza economica.Da questi principi deve passare una nuova metodologia di progetto per il riuso della citt usare il passato per ricostruire il presente guardando al futuro.Gruppo di progetto per spazio temporaneo per praticare l indoorAndrea Rinaldi (coordinatore), Livio Beneventi, Elena Cattani, Laura Credidio, Lucio Iotti, Irene Passerini, Anna Scuteri (coordinatore per l Comunale)Il progetto per il riuso di un manufatto industriale destinato allo stoccaggio delle merci da destinare a spazio temporaneo per praticare l indoor, applica il principio di una progettazione per strati, coniugando la ricomposizione architettonica della staticit dell con la dinamicit dei nuovi usi individuati.Una serie di strati successivi (attrezzature per l i box/container servizi e spogliatoi, le sedute per il pubblico in pallet di recupero, la soffittatura acustica in polistirene di recupero, gli impianti termici ad aria) caratterizzano il riuso dello spazio e possono essere attuati dalla comunit sportiva per gradi anche in funzione dell dello spazio che faranno gli utenti. Ogni strato indipendente, removibile e riutilizzabile in altro luogo o per altre funzioni, costruibile in parte dagli utenti stessi per limitare i costi economici. Il tutto a costi veramente irrisori, se paragonati a spazi per lo sport simili, pari a circa 60 meno di un normale pavimento di legno.Gruppo di progetto per un museo della meccanicaAndrea Zamboni (coordinatore) Giacomo Bassmaji, Giampaolo Bendinelli, Emiliano Davolio, Antonella Forl Alberto Marzi, Manuela SeneseIl progetto per un museo della meccanica reggiana muove da tre principi. Innanzitutto il riciclo di materiali a fine vita, nello spirito del progetto di riuso, che contempla il possibile smontaggio e riadattamento in altri spazi. Poi il principio dell che rientra in pieno nelle capacit della committenza, abituata a questo tipo di sfide, con la possibilit di realizzare il progetto per step in base a disponibilit e risorse. Ultimo, l di utilizzare il fabbricato, le sue attuali condizioni e la sua spazialit come risorse per il progetto, lasciandosi guidare da quel che ispira. L degli spazi avverr in prevalenza con l di materiali di recupero dismessi da allestimenti teatrali.I tre spazi dovranno funzionare in contemporanea per attivit distinte: la produzione degli spettacoli, la scuola di teatro secondo varie fasce d Essi saranno concepiti come involucri leggeri dalla trama tessile che daranno forma agli elementi di separazione e disimpegno.
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