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Realizzata da Filippo Lubrano

La concezione di tempo nietzschiana si scontra aspramente con quella tradizionale dell’Occidente. Infatti, nella societ cristiana occidentale il tempo lineare, cos come lo d’altra parte lo vedono tendenzialmente le scienze. Friedrich Wilhelm Nietzsche scardina rivoluzionariamente questa visione, parlando di una circolarit del tempo, funzionale alla sua teoria del SuperUomo o, pi letteralmente, OltreUomo ( quella stessa teoria che nel corso della storia tanto si prestata anche a distorcimenti da parte di chi ha frainteso, pi o meno volontariamente, il messaggio del filosofo tedesco (prima tra questi fu la sorella stessa del filosofo, che diventer non a caso una musa del nazismo). Perch il SuperUomo nietzschiano possa esplicarsi pienamente, non tollerabile che esso sostenga sulle spalle il peso della storia (vd. la “malattia della storia” contro cui polemizza l’autore): ogni istante deve essere svincolato dagli altri, deve essere a s stante, istante come tale. Solo cos si pu esplicare la creativit Ogni singolo uomo, per Nietzsche, un in potenza: per diventarlo in atto, deve solo volerlo. Il suo habitat naturale dunque un tempo circolare, in cui ogni attimo pu essere inizio e fine, la sintesi che raccoglie in s l’eternit del passato e del futuro, in cui l’uomo possa esercitare finalmente un Nichilismo attivo, termini considerati ossimorici fino all’elaborazione del pensiero nietzschiano. Nel tempo dell’eterno ritorno (in cui l’idea del ritorno sarebbe solo opprimente se l’uomo non fosse creatore), quello che ha come termine di riferimento la “filosofia del mattino”, l’uomo non deve opporsi al destino, ma volerlo ponendosi sulla sua scia, diventare uomo fatale, esercitare un “amor fati”.

Il Tempo Lineare contro il quale polemizza il “distruttore par excellence”, come lui si autodefinisce, un tempo che prevede un inizio ed una fine, come nel Cristianesimo, che ha il suo punto d’approdo nel Giudizio Universale. Prima del Cristianesimo, invece, per gli antichi greci il tempo era tendenzialmente privo di direzione a causa della sua circolarit Una teoria che si basa complessivamente sul concetto di fine del tempo e perci direzionalit di esso quella storicista. Vico e, dopo di lui, l’Illuminismo (Voltaire, Turgot, Condorcet), il Romanticismo in generale e, specificamente, GWF Hegel, in cui la storia del mondo viene ricondotta al divenire dialettico della coscienza, K. Marx, che riprende e trasforma la dialettica hegeliana in un vero e proprio materialismo storico, e il Positivismo che con Augusto Comte enuncia la legge dei tre stadi.

Una visione molto pi recente, anch’essa da collocare nell’ambito della storicismo, quella dello studioso statunitense Francis Fukuyama, non a caso autore del libro “La Fine della Storia e l’Ultimo Uomo”, secondo cui la storia inevitabilmente destinata a finire, non nel senso che terminano gli eventi, ma nel senso che, oltre questo modello, non si andr e il modello esattamente quello della liberaldemocrazia, che si affermato grazie al progresso scientifico occidentale e al desiderio tipicamente umano di gareggiare gli uni con gli altri per essere riconosciuti (si pensi all’antecedente posto da Hegel nella Fenomenologia e nelle vicende del riconoscimento, ad esempio quella del servo padrone). E’ chiaro quindi che per Fukuyama la Globalizzazione viene ad essere l’esito unico e migliore della storia stessa. Se opinione diffusa tra i critici individuare le radici della globalizzazione addirittura nel ‘500, a seguito della scoperta dell’America, si converr altrettanto che negli ultimi secoli la rivoluzione industriale prima, quella elettrica poi, e per finire quella informatica, hanno contribuito ad una progressiva accelerazione del processo. Proprio l’ultima, quella informatica, ha portato ad un’unificazione veramente “globale” dei mercati, trascinando con s inevitabilmente, con il settore economico, quello sociale. Seppur una vera e propria cultura globale, come auspicherebbero le multinazionali, un mondo in cui tutti mangino hamburgers da Mc Donald’s, indossino scarpe Nike, vestano capi Benetton lavorati ben lontano dalla sede centrale trevigiana in luoghi quali Indonesia, Taiwan, Hong Kong, dove la manodopera costa pochissimo, sia ancora ben lontana dalla realt altres vero che in molti cominciano a temere la perdita delle identit nazionali, delle culture locali. Ma per adesso questo rimane un sogno nel cassetto di General Motors, Coca Cola C., e di questo le multinazionali sono comunque coscienti, visto che pilastro della loro filosofia di mercato “Think global”, ma anche “act local”. (Nell’omologazione mondiale un ruolo da protagonista lo giocher certamente l’economia, in un mondo in cui, grazie anche ad Internet, vi un’economia mondiale senza uno stato mondiale, e dove anzi proprio quest’ultimo quasi privato di qualsiasi potere, incapace di controllare la grande rete, impotente davanti alla delocalizzazione del lavoro sviluppata dalle multinazionali. Ma) se la globalizzazione ha bisogno di un ammodernamento delle vie di comunicazione per potersi sviluppare pienamente, tra queste la “strada maestra” sicuramente il Web, la ragnatela a cui tutti possono contribuire ad aggiungere fili, e in cui tutti possono sfruttare quelli gi tessuti da altri. La rete, in cui facilmente si possono far perdere le proprie tracce, in un certo senso, parallela alle multinazionali: lo Stato non riesce ad esercitare un controllo su nessuna delle due, perdendo cos il potere e l’autoreferenzialit che lo avevano caratterizzato precedentemente. In questi “giochi” apparentemente “senza frontiere”, il contrasto tra paesi ricchi e poveri aumenta invece sempre pi Se vero che quasi tutti I dati di cui disponiamo si prestano a diverse chiavi di lettura, anche vero che nel ristretto novero dei dati che non danno adito ad interpretazione contrastanti, vi per quello che le multinazionali non incrementano l’occupazione: il rapporto tra produzione e occupazione fornita da queste 1 a 100: il 30% della produzione mondiale da loro garantita mal compensata dallo 0,30 della forza lavoro del globo che vi lavora (per non parlare poi delle condizioni in cui vi lavora). La globalizzazione comunque, in definitiva, un processo molto complesso, in cui gli stessi dati, di per s oggettivi, sono interpretabili. Un’analisi limpida ed esaustiva perci assai difficile da compiere, se non impossibile, dato che si tratta di un processo storico ancora in piena fase di sviluppo e, rispetto al quale, addirittura, alcuni autori come Wallerstein, studioso del “lungo periodo”, avanzano perfino l’ipotesi che la categoria globalizzazione sia solo il nuovo nome di un vecchio fenomeno, quello capitalistico.

Nella storia della riflessione sul tempo, un capitolo fondamentale sicuramente quello scritto da Sant’Agostino, la cui riflessione trover insigni prosecutori anche in epoca moderna, basti pensare al tempo durata di Bergson. Tra gli oltre mille titoli di sua produzione giuntici particolarmente suggestiva quella che in molti considerano la sua opera maggiore: le “Confessiones”. Le Confessioni agostiniane sono tre cose in una: un’esaltazione della grandezza e della bont di Dio, una biografia interiore che Agostino fa di se stesso ed una meditazione su entrambi, cio su Dio e su se stesso. Nel libro XI delle “Confessiones” Agostino, partendo dall’analisi dei primi versetti della Genesi (“In principio Dio cre il cielo e la terra”), pu riprendere e riesaminare dalle radici la tripartizione aristotelica e senecana del tempo. A differenza di Seneca, che si sofferma sul tempo per meditare sulla sua brevit e l’incombere della morte, Agostino tratta questo argomento per definirne ogni aspetto ad esaltazione di Dio. Il viaggio che l’autore intraprende non come in Seneca, mirato ad esorcizzare le paure sottese alla necessit di dominio, di controllo del tempo che ineluttabilmente, anche se noi non lo vogliamo, scorre “come un fiume”, ma si sviluppa interamente nella mente, per prendere coscienza che nella mente stessa che misuriamo il tempo, e che da questa condizione non ci dato uscire in questa vita, ma solo alla fine della nostra esistenza terrena potremo sperare di uscire dai vincoli del tempo ed entrare nella felicit senza tempo dell’amore di Dio. In un dialogo diretto con Dio che non ha precedenti nella storia della letteratura, Agostino si rivolge al creatore spontaneamente: “Tu precedi tutto il passato dalle vette dell’eterno presente e sovrasti tutto il futuro, perch verr nel futuro, e quando verr passer tu invece sei sempre lo stesso, e I tuoi anni non finiranno. I tuoi anni non vanno n vengono, son questi nostri che vanno e vengono, finch tutti non son venuti”. Della visione ansiosa ed angosciata del tempo, del disperato bisogno di controllarlo che trovavamo in Seneca, qui non v’ traccia alcuna. Agostino non pu in sostanza, concepire il tempo come slegato da Dio: solo in funzione di Dio il tempo pu assumere un significato. Ma quando poi si trova davanti alla domanda diretta che si autopone: “Cos’ dunque il tempo?”, Agostino deve ammettere che “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so”. Tuttavia, poche righe dopo nel capitolo arriva uno dei passi pi affascinanti della sua opera e forse della letteratura latina tutta. Agostino arriva a porre uno degli interrogativi pi suggestivi mai posti, riflettendo sul tempo presente: “se dunque il presente, per essere tempo, deve diventare passato, come possiamo dire di lui che esiste, se l’unica ragione del suo esistere che non esister non potendo cio realmente dire che il tempo esiste se non in quanto tende a non esistere?”. Alla teorizzazione di una figura umana superiore il “saggio stoico”, capace di farsi da dominato a dominatore del tempo, che avevamo in Seneca, si sostituisce qui invece il completo affidamento a Dio, sostenuto dalla fede cristiana che traspare in controluce in tutte le pagine delle Confessioni. Ancora, in Seneca, torna la concezione del “carpe diem” oraziano, seppur rivista in un “protinus vive” (“vivi subito”) che alle venature epicuree del poeta di Venosa sostituisce quello di un platonismo di fondo, cosa inimmaginabile invece nell’esperienza cristiana di Sant’Agostino.

Einstein’s critic attitude towards the simultaneity concept bases its roots on a supposed situation: if considering a railway dock and a train, we will observe an interesting fact in case two thunderbolts do strike simultaneously on the dock. In fact, as we can easily see in figure 1, when the thunderbolts hit the dock simultaneously, their rays of light, as a consequence, do meet each other in a middle point, called M. This point has its correspondance on the train in the point M’. But this point is continuously moving towards the point B, because of the speed v of the train. That’s why we can certainly state that the ray B reaches it before the ray emitted by the thunderbolt A. As a matter of fact, we have now proved that every reference body has its own particular time. Time is not absolute any longer, as we had thought since Galileo’s theories. Poich per la radiazione elettromagnetica emessa dal sole impiega circa 8 minuti per raggiungere la terra, sono nel nostro attuale passato tutte le tempeste solari avvenute prima di 8 minuti fa, ma, ad esempio, una tempesta avvenuta 5 minuti fa non si pu ragionevolmente inscrivere n nel nostro passato, n nel nostro futuro, in quanto non pu avere alcuna influenza attuale sulla terra, n noi possiamo ovviamente averne su di essa. Fra questo evento e il punto O, dunque, non pu esserci alcun rapporto di causa/effetto.

Da un punto di vista scientifico, ha senso iniziare a parlare propriamente di “tempo” solo a partire dalla nascita dell’Universo, ovverosia da ci che pi largamente conosciuto come “Big Bang”. La teoria del “Big Bang” nasce dalla constatazione che l’universo in espansione. A sua volta questa constatazione scaturita dal cosiddetto “Paradosso di Olbers”. Quest’astronomo tedesco intu che l’oscurit del cielo notturno non affatto scontata e anzi porta ad una considerazione paradossale. Olbers partiva dall’ipotesi che l’universo fosse omogeneo, cio che le stelle avessero ovunque la stessa luminosit media e fossero distribuite uniformemente nello spazio. Olbers afferm poi che, dato l’enorme numero di stelle presenti nell’universo, in qualsiasi direzione si fissi lo sguardo si finirebbe con l’intercettare la superficie di una stella. Dunque il cielo notturno dovrebbe apparirci luminoso e splendente. A questo punto, questo paradosso pu essere superato in due modi: o l’universo molto giovane, oppure l’universo si espande. Dato che sappiamo che l’universo non molto giovane, ma la sua et di svariati miliardi di anni, non resta che ritenere che l’universo sia in espansione. Nell’universo in espansione la distanza tra due galassie aumenta con velocit tanto maggiore quanto maggiore la distanza che le separa. La galassie pi lontane si allontanano dalla nostra con velocit cos elevata che, per l’effetto Doppler, si ha aumento della lunghezza d’onda e spostamento della loro luce oltre il rosso. Si spiega cos il buio del cielo notturno. Si pu anche istituire cos una relazione tra velocit di allontanamento (v) e distanza dall’osservatore (r). La relazione v=Hr prende il nome di Legge di Hubble, in cui H una costante detta costante di Hubble. Una volta dimostrata l’espansione dell’universo, per risalire invece alle sue origini bisogna procedere in senso inverso: c’ stato dunque un momento in cui le galassie e tutto l’universo erano concentrate in uno spazio piccolissimo. Questo momento, secondo i calcoli degli astronomi, compreso tra 15 e 20 miliardi di anni fa. La teoria del “Big Bang” afferma che tra 15 e 20 miliardi di anni fa si verific l’esplosione di una sorta di atomo primordiale, nel quale erano contenute tutta la materia e tutta l’energia dell’universo. Questo atomo primordiale avrebbe avuto volume nullo, densit temperatura e forza di gravit infinite. La situazione caotica e incerta dei primi istanti scomparve per rapidamente. La massa si suddivise sotto forma di nube di gas in espansione. Parte dell’enorme quantit di energia liberata si trasform in materia. In tempi incredibilmente brevi si formarono le particelle subatomiche. La rapida espansione dell’universo determin un forte abbassamento della temperatura. Circa 100.000 anni dopo il “Big Bang” la temperatura raggiunse i 3000 K. In quelle condizioni gli elettroni si poterono unire ai nuclei e si originarono gli atomi degli elementi pi leggeri: idrogeno e elio. Aggregandosi per effetto dell’attrazione gravitazionale, la materia diede origine alle galassie e a tutti gli altri corpi celesti. Sulla spinta dell’esplosione iniziale, i corpi prodotti dal “Big Bang” stanno ancora allentandosi gli uni dagli altri. Secondo questa teoria, dunque, l’universo dovrebbe gradualmente diminuire la sua densit al passare del tempo.
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ugg classic tall Il Tempo L’ultima vigilia di Totti e Spalletti

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(A. Austini) Uno va via sicuro, l’altro gioca l’ultima partita e poi non sa che fare. Chi l’avrebbe mai detto: Totti e Spalletti che salutano insieme la Roma. La gara di domani contro il Genoa entrerà nella storia giallorossa per tanti motivi e la possibile qualificazione in Champions, con record di punti annesso, rischia di diventare un dettaglio. Non certo per la società, si spera non per i giocatori, che non si sono fatti scrupoli giovedì notte a proseguire la festa per Totti in discoteca a via Veneto, ma la gente romanista ha ben altro in mente. I granelli residui nella clessidra iniziano a scendere oggi alle 17, orario fissato per l’ultimo allenamento di sempre del capitano a Trigoria. Dal 1989, quando è arrivato nelle giovanili giallorosse, fino ad oggi fanno 28 anni su quei campi diventati casa sua. Domani, gioca dall’inizio? Difficile. E quando entra allora? Dipenderà dal risultato e da quanta voglia abbia il Genoa (a cui il Napoli chiede aiuto) di guastare la festa dell’Olimpico. Spalletti manderà in campo la stessa formazione di Verona con Nainggolan al posto di Paredes, ma è chiaro che si augura di poter regalare quanti più minuti possibile a Totti. Altrimenti chi li sente i 60 mila dell’Olimpico? Al fischio finale partirà in ogni caso il tributo al campione. Sarà premiato da Pallotta in campo, parlerà alla sua gente col microfono, poi giro di campo, video con i suoi gol proiettati sugli schermi, fuochi d’artificio e tante sorprese. A quel punto sarà finita la sua carriera da calciatore in giallorosso, mentre il futuro è ancora tutto da scrivere. Pallotta arriva direttamente domani e riparte martedì, chissà se avrà il tempo e la voglia di incontrarlo come Francesco spera. Ma per il presidente non c’è granché da chiarire,
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se non il ruolo di Totti nell’area tecnica da concordare con gli altri dirigenti italiani.

Sei anni di contratto parlano chiaro, ma il capitano ha lasciato aperti i dubbi nel post su Facebook di giovedì in cui traspare il suo desiderio di continuare a giocare. Ora vuole capire se e dove può farlo, valutare con calma insieme alla famiglia. Per adesso si diverte a confondere le acque, vedi ieri, quando al Salone d’Onore del Coni ha ricevuto il diploma Honoris Causa del Master SBS. Che faccio lunedì? Me ne vado a pesca. Maradona dice che sono il migliore che ha mai visto? Ora posso anche smettere. Letta così, sembra smentire se stesso a poche ore di distanza, ma era solo una delle tante battute alla Totti. Alla moglie Ilary è toccato ritirare l’ennesimo Tapiro d’Oro. Il pensionamento di Francesco? Sarà pesante scherza la showgirl non so come farò, lo scopriremo vivendo. Sull’altro lato della barricata Spalletti ha già deciso: ripartirà quasi certamente dall’Inter, Sabatini lo aspetta per ricostituire una coppia che ha potuto lavorare troppo poco insieme. Il toscano si toglierà altri sassolini dalle scarpe tra oggi e domani, c’è da giurarci, ma vuole lasciare il palcoscenico a Totti com’è giusto che sia. Con Pallotta si sono già detti tutto, mentre De Rossi è in attesa del rinnovo. Dopo una lunga contrattazione pare che ci siamo: Daniele resterà giallorosso e diventerà capitanpresente a 34 anni. Salutano invece Szczesny, Vermaelen e molto probabilmente Grenier, tutti e tre sbarcati in prestito, di sicuro ci saranno altre partenze in estate e dipenderà dalle offerte. Manolas, ad esempio, continua a dire voglio restare ma dipende dalla società. I giocatori si saluteranno direttamente domani prima di andare in vacanza e chi resta andrà in ritiro a Pinzolo dal 7 al 14 luglio. Non ci saranno più il team manager Zubiria, il medico Riepenhof e gli uomini dello staff di Spalletti. L’ennesima rivoluzione affidata a Monchi. Dopo Totti.
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ugg torino Il Telese Terme presenta assetto societario e squadra

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Serie C1 Femminile, il punto sulla tredicesima giornata. Il Marcianise vince e lancia la sfida alla Bisaccese, Calvi retrocesso in C2. Successo Koine e testa al match con il Progetto Sarno

Virtus Libera, patron Giovanni Castagliuolo: “Felice per la prestazione ed il risultato”

Continua senza interruzioni il progetto dell Telese Terme Calcio a 5 che anche quest militer nel campionato di serie C2. Importanti cambiamenti si presentano nella pianta societaria che, grazie alle nuove adesioni, ha allargato notevolmente i consensi. Le nuove adesioni e la nuova assemblea dei soci hanno permesso il naturale rinnovamento delle cariche nel consiglio direttivo. Eletto nuovo presidente Carlo Carafa che succede a Giovanni Di Gioia; la carica di Vice Presidente viene assegnata a Francesco Calavitta, mentre Giovanni di Gioia svolger il ruolo di segretario. Armando Rinaldi sar il nuovo tesoriere, mentre il ruolo di Direttore Sportivo nelle mani di Paolo Pacelli con vice Amedeo Ceniccola. Nuovo, in parte, il consiglio direttivo composto dall Lello Alfano affiancato, per la prima volta, da Giuseppe Sansari e da Giuseppe Cermola che avr il compito di curare L Sponsor e la promozione delle attivit della squadra.

Alla guida della squadra ci sar ancora Mister Alfonso Iuorio che ha creduto sin dall in questo progetto. Il tecnico, che lo scorso anno ha guidato i telesini ai play off, commenta: l dello scorso anno ha fatto crescere tutti e sarebbe stato un peccato non continuare questo percorso; Telese Terme sta diventando una delle piazze pi importanti per la crescita e lo sviluppo del calcio a 5 in provincia di Benevento e anche per questo sono felicissimo ed onorato per la conferma. Il suo vice sar Maurizio Acero che ha deciso di appendere le scarpe al chiodo e di provare questa nuova avventura: volevo iniziare questo nuovo percorso subito e sono felice di poterlo fare a Telese Terme con una dirigenza che ha programmi ambiziosi.

Tra i giocatori sono stati confermati il capitano Antonio Malgieri e il gladiatore Stefano Marocco insieme a Angelo Giordano e ai portieri Massimo D e Mario Girardi. Per il Direttore Sportivo Pacelli e per il suo vice Ceniccola stata una estate senza tregua per dar vita ad un gruppo all delle aspirazioni della dirigenza. Immediato l di Tony Barbato, jolly del Futsal Gladiator, e di Marcello Scialla (classe 1986) ex nazionale Under 21 convocato da Paolo Minicucci. Ma nella calda estate telesina si susseguono i colpi di mercato con l di Carlo Esposito, centrale laterale, proveniente dalla C1, che vanta importanti esperienze anche in B con il Marigliano e del bomber di razza Paolo Iervolino che ha militato nel campionato di serie A2 con la Barrese e che ha sempre giocato tra la serie B e C1: bomber da 50 goal a campionato, vecchia conoscenza del calcio a 5 campano. Avviate da tempo le trattative per portare nella valle telesina anche Vito Aprile talento della C1. Il veterano dirigente Alfano afferma: la dirigenza ha sin dall avuto l di costruire un gruppo in grado di reggere il confronto con le grandi del campionato di C2; abbiamo costruito una squadra per essere competitivi in questo campionato; vogliamo migliorare rispetto allo scorso anno e per ora la campagna acquisti termina qui, ma siamo pronti ancora a qualche piccolo sforzo se necessario.

Raggiante il nuovo Presidente Carafa: sono contento del lavoro fin qui svolto e penso che oltre ad una bella squadra, abbiamo creato una eterogenea ma coesa compagine societaria. La voglia di far crescere questo sport ha spinto i vecchi dirigenti ad accettare senza remore chiunque fosse interessato a partecipare attivamente a questa esperienza per il bene del paese e dello sport. Il nostro interesse non personale ma per il sociale, per la comunit telesina e per questo colgo l per ringraziare tutta l Comunale di Telese Terme, gli sponsors che hanno confermato la loro fiducia, i nuovi che da quest faranno parte della nostra Area Sponsor e ringrazio anticipatamente quelli che verranno, che crederanno nel nostro programma serio, trasparente e ambizioso, offrendoci il loro sostegno. Infine mi auguro che i tifosi riempiranno il palazzetto Foschino premiando i nostri sforzi perch per raggiungere grandi traguardi adesso abbiamo bisogno di loro.

Il Direttore Sportivo Pacelli: una buona squadra, senza dubbio, quella che abbiamo costruito fino ad ora. Questo anno vogliamo il massimo della professionalit da parte di tutti e chiederemo allo staff tecnico e agli atleti il massimo impegno e la massima seriet I nostri ragazzi devono lottare ogni partita sentendosi onorati di indossare la maglia de Telese Terme.

Un programma ambizioso quello della rinnovata societ telesina che non nasconde obiettivi importanti e soprattutto una programmazione triennale che attende l di uno sponsor che lo affianchi in questo percorso. il caso di dire: chi crede in questo progetto si faccia avanti!.
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Sono andato a Bristol nell occidentale, di recente, e sono rimasto colpito dal gran numero di hipster/hippy borderline che, invece di aspirare sigarette elettroniche, utilizzavano i nuovi vaporizzatori miniaturizzati per tabacco. La pipa è di ritorno: ne ho preso atto con sorpresa. Se è possibile reinventare la pipa per le nuove generazioni, che successo ci si potrebbe mai attendere da chi reinventasse il suo tradizionale e immancabile compagno, la pantofola, e la vendesse a 69 sterline al paio, versione elegante di quella che da Marks and Spencer si potrebbe acquistare per 7,50 sterline?

Un discreto utile, secondo un imprenditore londinese di 35 anni, Ankur Shah. Le Mahabis, le sue pantofole per hipster, si vendono al ritmo di 500 paia al giorno. Nel primo anno di attività l’azienda di Shah ha avuto un giro d’affari di 1,5 milioni di sterline, nel secondo di 10 milioni di sterline e si avvia quest’anno, il terzo, a toccare i 18 milioni di sterline. Shah aggiunge che l’azienda è stata redditizia fin dall’inizio. Mahabis: il nome vi dice qualcosa? Vi sembra familiare? così perché la campagna online mirata a popolarizzare le babbucce da casa è stata incalzante e incessante. Da mesi ormai sugli schermi dei miei dispositivi elettronici compaiono le pubblicità di questo ibrido tra sneaker, pantofola e pianella.

Ankur Shah non ha proprio nulla del magnate della pantofola: figlio di una coppia di medici del Lancashire, nell’Inghilterra settentrionale, ha studiato giurisprudenza, ha lavorato per il Dalai Lama a Dharamsala in India, è stato un avvocato penalista, ha creato un’agenzia pubblicitaria per social media e l’ha venduta a Experian.

La storia delle Mahabis fino a questo momento è interessante ed esemplificativa della velocità con la quale la tecnologia consente di dar vita a un’azienda. Tre anni fa l’idea di creare babbucce non aveva sfiorato Shah neanche lontanamente, benché ne indossasse tutti i giorni un paio, essendo costretto in casa per un grave problema alla schiena. Era pieno di capitali grazie ai proventi della vendita a Experian, ma non aveva granché di cui occuparsi. Shah sostiene che oggi indossano le sue babbucce almeno duecentomila persone in oltre 40 paesi, e pensa che questo possa essere considerato l’inizio di un fenomeno assai simile a quello di Ugg, che ha reso popolari gli stivaletti in pelle di pecora, o Havaianas, l’azienda brasiliana che produce infradito di gomma, o forse addirittura Nike.

Mi racconta che tutto ha avuto inizio per la sua ossessione per i dati: Ho iniziato a dare un’occhiata in giro per divertimento, per capire che cosa cercasse e comprasse online la gente. E ho studiato le infradito. Poi ho provato a digitare e i risultati della ricerca sono stati superiori del 60 per cento. Il volume d complessivo era di ben quattro miliardi di sterline, e ciò nonostante non mi è venuto in mente neppure un marchio che produce pantofole. Shah ha quindi pensato dove potesse procurarsi pantofole da vendere online, trovando però soltanto prodotti grossolani, lanuginosi, di tessuto scozzese che nessuno si sognerebbe di indossare. E infine si è chiesto se non avrebbe potuto creare egli stesso un marchio iconico ed elegante. A quel punto era solo questione di poco prima che trovasse il design giusto, stampasse prototipi di modelli tridimensionali a iosa, prendesse aerei avanti e indietro per Cracovia, in Polonia, paese tra i principali produttori di pantofole, e alla fine aprisse stabilimenti di produzione in Portogallo e in Italia. Il lancio delle Mahabis è avvenuto nel 2014 e Shah ha capito di avere fatto centro e che centro! quando il primo giorno online il suo sito web ha ricevuto diecimila ordini.

Immagino che a nessuno verrebbe mai in mente di fare affari con le pantofole, ma a ben pensarci per la generazione di freelancer, che lavora da casa, sono un articolo molto importante perché sono indossate tutto il giorno, sette giorni alla settimana ha detto, anche se ammette di non avere una spiegazione valida sufficiente per un successo di tale portata. Certo, le sue babbucce sono estremamente comode, ma a monte delle Mahabis in sostanza c’è un marketing online fenomenale. Shah ha detto che l’azienda spende milioni l’anno con Facebook e altri network vetrina che garantiscono che le immagini del prodotto compaiano dal nulla a margine della schermata anche su altri siti web. Con le Mahabis, che nel frattempo sono spedite a getto continuo dai magazzini di Swindon nell’Inghilterra occidentale, il team di dodici persone che a Shoreditch dirige l’azienda non ha certo tempo di starsene in pantofole e tutti si concentrano su altri aspetti fondamentali del marketing, analizzando chi compra, quando, dove e così via.

Si tratta di duro lavoro ma, contrariamente a ciò che se ne potrebbe dedurre, lo staff dei dirigenti lavora quattro giorni alla settimana e Shah sta vagliando la possibilità di avere giornate lavorative di sole quattro ore. Affrancati in buona parte dall’obbligo di lavorare in ufficio in modo tradizionale, i suoi collaboratori sono più produttivi e perfino più creativi. Non resta quindi che prepararsi: in arrivo c’è un’intera linea di accessori per una vita comoda tutti i giorni. Non aspettatevi una pipa Mahabis, però. 2016

(Traduzione di Anna Bissanti)

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Ferrara Tra arcani personaggi e inusuali strumenti musicali dal poetico suono, possenti voci liriche, bossanova e sinuosi movimenti di danzatori, La Moda in Castello 2016 si è confermata come grande multiforme spettacolo, capace di accattivarsi il successo del suo pubblico, intervenuto più che mai numeroso all’appuntamento lanciato da Cna, al termine di una intensa giornata di festa e iniziative diverse, che hanno coinvolto imprenditori, cittadini e intere famiglie con i loro bambini.Alla mattina l’inaugurazione della Mostra dell’Artigianato Creativo e innovativo, in piazza Municipale, vetrina di imprese (22) di eccellenza dei più diversi settori, e poi, nel pomeriggio, dimostrazioni e workshop, animazione con i bambini, fino alla serata in piazza Castello, con oltre un migliaio di spettatori, pronti a rinnovare il loro entusiasmo per questo appuntamento ormai più che decennale di moda, musica e spettacolo.Ma quest’anno è stato un po’ speciale. L’anniversario del 70 Cna ha costituito l’occasione per accendere i fari sul lavoro e la passione che stanno dietro, non solo ai bellissimi eleganti capi di moda protagonisti della passerella che, come sempre, non hanno mancato di ottenere gli applausi e l’ammirazione degli spettatori, ma sulla realtà più ampia del mondo delle imprese rappresentato da Cna.Così, l’edizione del 70, dopo le magiche note della “Voce del silenzio”, interpretata dal tenore Matino Laterza e il soprano Tiziana Guglielmi, ha dato la parola a quegli artigiani e imprenditori, che con il loro impegno hanno reso viva e forte la storia stessa dell’Associazione, prima con il bel video realizzato da Telestense, poi attraverso le brevi parole di emozionati soci Cna, rappresentativi, simbolicamente, del susseguirsi dei decenni, dal 1946 ad oggi.”Per noi questo 70 ha assicurato il presidente nazionale della Cna Daniele Vaccarino, portando il proprio saluto sul palco ai piedi del Castello Estense rappresenta, insieme, un traguardo e un punto di partenza, di speranza. Ce lo chiedono le nostre imprese, impegnate, con tutte le loro forze, a tenere in piedi l’economia e il lavoro nel nostro Paese. Bisogna credere in loro, sarà possibile superare questo momento solo puntando su questa parte fondamentale del nostro tessuto economico. Per parte nostra, ci impegneremo sempre di più nel rappresentare i loro progetti, il loro lavoro e, perche no?, i sogni”. Il trucco è a cura di Niveho Estetica Benessere di Ro Ferrarese.La serata, presentata da Alessandro Pasetti, di Made Eventi (cui è stata affidata la direzione artistica), e Alessia Ventura, con la regia di Sandra Baggio, ha seguito un ritmo incalzante con le esibizioni dei ballerini Massimo Sansottera e Jessica Falceri, del musicista ferrarese Ettore Poggipolini, l’hang player Andrea Benny e la performance della Compagnia dei folli.Tra i momenti di impatto, la sfilata degli abiti 3D dei giovani stilisti Elisabetta Bragaglia, Valentina Minia e Pasquale Montoro, realizzati grazie a Tryeco 2.0, Confezioni Grazia e Sartoria Laura Mode. La manifestazione è tata organizzata grazie al contributo della Camera di Commercio e con il patrocinio del Comune di Ferrara.
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Il legno un materiale largamente utilizzato nella costruzione di coperture in quanto ha innumerevoli vantaggi rispetto ai materiali tradizionali. Grazie all di legno lamellare i travi non subiscono pi la deformazione e la fessurazione dei tetti in legno di una volta.Peso specifico basso, un solaio in legno pesa mediamente 1/5 di un un solaio in latero cemento pertanto andr a gravare sulle pareti portanti in misura assai ridotta.Ottimo isolante termico, il legno un isolante termico naturale pertanto la sua struttura non costituisce ponte termico.Resistenza al fuoco, a differenza di altri materiali il legno lamellare carbonizza ma non brucia di conseguenza si annerisce senza cedere per molto tempo.Costruzione a secco, la cantierizzazione veloce ed il cantiere risulta pi pulito.Costruire una copertura in legno prevede un progettazione pi attenta e mirata rispetto ad un normale solaio. Per rendere la copertura assai durevole necessario che alcune condizioni vengano mantenute:Evitare infiltrazioni d fondamentale che la copertura venga impermeabilizzata dall con guaine ad incollaggio garantendo i necessari sormonti. Tutti i punti in cui sono presenti gli ancoraggi metallici devono essere adeguatamente protetti con guaine speciali sempre ad incollaggio.Rendere il pacchetto traspirante, il legno un materiale che non perde le proprie qualit sott (basta pensare a Venezia, tutti i palazzi della laguna sono sorretti da palificate in legno) a differenza di quando il legno bagnato, rimane per lungo tempo al contatto con l tende ad infradiciare. Per questo motivo necessario che utilizzare materiali isolanti naturali e guaine altamente traspiranti cos da evitare fenomeni di ristagno di condensa. Cos facendo il legno sar sempre asciutto e duraturo nel tempo.Eseguire controlli periodici, gli agenti atmosferici possono talvolta danneggiare la copertura. E buona norma eseguire un controllo almeno annuale ma purtroppo salire in copertura sempre una pratica noiosa e pericolosa. Per lo meno dopo eventi particolarmente disastrosi necessario ispezionare il tetto e verificare che non vi siano infiltrazioni. Nelle nuove coperture obbligo l degli ancoraggi per effettuare la successiva manutenzione. Quindi indispensabile controllarli ogni volta che una persona sale sul tetto. Magari a nostra insaputa la persona scivolata creando una forte sollecitazione sull Gli ancoraggi sono e getta ovvero dopo una forte sollecitazione devono essere sostituiti perch non sono garantiti a resistere ad altri eventi simili. E obbligo di legge la verifica annuale ma che nella maggior parte dei casi non viene fatta. Sappiate per che, nel caso dovesse avvenire un incidente, sarete i diretti responsabili se non avete effettuato le dovute precauzioni.Costruire un tetto in legno ad alta efficienza energetica sicuramente pi economico di una copertura tradizionale garantendo un risparmio sa sul riscaldamento che sul raffrescamento estivo. Alle nostre latitudini infatti molto frequente lamentarsi dal caldo estivo e spesso ricorriamo all di condizionatori. Ci preoccupiamo sempre di risparmiare metano in inverno ma non di consumare corrente in estate. E necessario realizzare quindi una copertura che ci protegga dal freddo invernale e dal caldo estivo. Solitamente progetto i miei tetti cosOrditura in legno lamellare di abete, possibile eseguire lavorazioni e applicare impregnanti colorati da renderla molto simile alle caratteristiche travi in castagnoImpalcato, ovvero perlinato d oppure mezzane faccia vistaFreno vapore, uno speciale telo che frena la condensa verso l naturale, a seconda del tipo copertura scelgo lo spessore pi adatto (di solito compreso tra i 12 ed i 20 cm). Utilizzo prevalentemente fibra di legno perch oltre ad essere un ottimo isolante invernale, riesce a trattenere efficacemente il calore estivoGuaina traspirante, questo speciale telo funziona come le scarpe ovvero fa uscire condensa ma non permette l in caso di infiltrazioni dalla copertura. Tutti i teli devono essere nastrati e sigillati per garantire la tenuta del tetto.Ventilazione naturale, di solito la realizzo in listelli di abete KVH sez. 40×50 mm. Tutti i listelli devono essere impermeabilizzati in basso in quanto con la vite di fissaggio buchiamo inevitabilmente la guaina traspirante. Queste guaine speciali fanno presa sulla vite evitando il passaggio di possibili gocce d Anche le viti sono speciali, a doppio filetto, cio fanno presa soltanto sul trave portante e sul listello in KVH. Sopra al listello deve essere posato un successivo tavolato sempre in legno, di solito faccio installare l in quanto resistente all economico e duraturo. La camera di ventilazione contribuisce al raffrescamento estivo della copertura.Guaina impermeabilizzante, questa la vera protezione del tetto e deve essere incollata curando i sormonti e facendola sbordare verso il canale di gronda.Manto di copertura, la prima fila di tegole viene fissata con le viti sul pannello in OSB mentre le altre incastrate l a l per evitare di forare la guaina sottostante. Questo sistema di fissaggio, che non prevede l di schiume o malte, garantisce una successiva micro ventilazione. Come sappiamo in estate il sole punta sulle tegole scaldandole e nel tempo pu provocare la rottura. La micro ventilazione permette il corretto ricambio d sul coppo aumentando la durata del manto di copertura.
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Il giardino come opera d’arte, come impegno e cura delle cose amate, come realizzazione di un sogno, il giardino come metafora della vita. ”Nel corso della mia vita, nei momenti difficili, mi sono spesso rifugiata in giardino. Il contatto con la natura, con la pianta viva,mi è stato e continua a essermi di grande conforto”, spiega Marella Agnelli. Da tutta questa passione e calma ritrovata nasce Ho coltivato il mio giardino, un volume biografico scritto con la nipote Marella Caracciolo Chia, dalla straordinaria illustrazione fotografica che esce in Italia il 14 ottobre per Adelphi (304 pagine, 55 euro), in contemporanea con l’edizione Americana, edita da Rizzoli US e intitolata The Last Swan, dopo tre anni di lavoro.

Ma la bellezza di queste pagine, è la stessa che colpisce ed ha sempre colpito nella donna Marella, la sua estrema eleganza, il suo sapere essere quasi eterea, ma nella grande semplicità che appartiene a tutte le cose dotate di un’anima bella. Questa sua anima di ragazza un po’ ribelle, ha cercato di metterla tutta la vita nella cura delle cose che circondavano lei, ma anche e soprattutto la sua famiglia e quella figura, così ingombrante, di suo marito Gianni Agnelli.

Il punto focale del libro sono quindi le case e i giardini, che siano ville, appartamenti o chalet, sempre comunque da sogno, che ha creato un po’ ovunque a partire dal suo matrimonio avvenuto nel 1953. Ma prima c’è il giardino de I Cancelli, la villa dell’infanzia della famiglia Caracciolo, dove il padre Filippo e la madre americana Margareth l’avevano cresciuta. Una famiglia di ”anglobeceri”, scrive Marella che ad un certo punto incontra il glamour della famiglia da jet set degli Agnelli. Conosce prima la madre Vittoria ma per lei è amore già a distanza per Gianni, che incontra in Svizzera quando ha appena 18 anni e sposa, dopo una relazione contrastata, otto anni dopo, quando lui ne ha 32 ed ha perso entrambe i genitori troppo presto. Marella in Svizzera, dove la sua famiglia dava rifugio ai partigiani, conosce anche la sorella di Gianni Maria Sole e sarà lei a regalarle il suo primo paio di scarpe rosse ”da donna”. Un segno del destino quindi,per una ragazza che prima di diventare Agnelli studia belle arti a Parigi e va poi a New York, amatissima città, a fare prima la modella e poi la fotografa scambiata da Erwin Blumenfeld per una rifugiata ebrea.

Dal 1953 inizia la sua avventura che negli anni Sessanta si dividerà tra la vecchia residenza di Corso Matteotti a Torino, nel centro storico, e la ipertecnologica Villa Bona. Una villa hollywoodiana vetro e cemento, nata anche per ospitare la crescente passione dei due padroni di casa per l’arte contemporanea che diventava sempre più una collezione. Passione, come quella per i cani di grande taglia, che Marella ha sempre diviso con Gianni, tra arte e tenerezza quindi. Poi arriva l’appartamento di Via Brera a Milano, ristrutturata da Gae Aulenti e che vede in salotto un tavolo di metallo che viene da una fabbrica Fiat e alla parete Car di Roy Lichtenstein del 1963. Nasce qui anche l’amicizia tra Marella e Gae, una delle tante amicizie di una vita, come quella finita male con Truman Capote, che trascinava per case e barche degli Agnelli i suoi bauli Louis Vuitton riempiti alla rinfusa. O ancora quello con i Kennedy, con cui Gianni divideva la passione per la vela.

Viene poi Villa Frescot, alle porte di Torino per cercare una privacy che in centro città non era più possibile. E ancora lo chalet da sogno di Chesa Alcyon a Saint Mortiz, arredato in stile primi Novecento, con i quadri di Egon Schiele. La casa di 770 Park Avenue, a New York; il convento, di Alzipratu, in Corsica, regalatole da Gianni per farla felice ed invece da lei non così amato. Così come la quasi odiata Leopolda in Costa Azzurra, che le ricordava troppo gli anni della giovinezza scapestrata di lui e poi quelle sorprese del marito da lei poco amate, come portare i bambini senza preavviso a fare il bagno in Costa Azzurra con l’elicottero, a buttarsi direttamente in mare. Poi gli anni Novanta, gli anni difficili dopo la morte di Edoardo prima e di Gianni dopo, fino ai giorni nostri quando torna a dedicarsi ad un progetto che l’accoglie e la pacifica, quello della casa di An Kassimou, a Marrakesh. Colori e giardino da sogno in cui perdersi.
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Sono finiti i tempi delle trattative tra acquirenti e spacciatori nei vicoli angusti delle citt del mercato della droga all aperta. Adesso baster sedersi davanti uno schermo di computer per acquistare e vendere droghe online come fossero lampadine o libri. arrivato Silk Road.

Tre settimane fa, le poste americane hanno recapitato un pacco contenente 10 dosi di Lsd a casa di Mark. qualcuno l aperta senza sapere cosa cercare, non avrebbe notato nulla di strano ha detto il programmatore di software al network di blog, Gawker. Mark aveva ordinato 100 microgrammi di da un post sul mercato virtuale, Silk Road. Sul sito ha trovato dozzine di commenti di clienti soddisfatti e si convinto ad aggiungere l al suo carrello della spesa virtuale. Inserendo il suo recapito, ha acquistato il prodotto per 50 Bitcoins elettronica, non rintracciabile, creata nel 2009 da Satoshi Nakatomo l di circa 150 dollari. Quattro giorni dopo la droga, inviata dal Canada, stata recapitata al programmatore di software.

Silk Road (letteralmente, via della seta) un mercato nero digitale che sembra uscito da un romanzo fantascientifico. Utilizzando una combinazione di tecnologia che garantisce l e un sofisticato sistema di resoconti degli utenti, Silk Road rende l e vendita di sostanze illegali facile come comprare un paio di scarpe sul web. Sarebbe come Amazon, se Amazon vendesse stupefacenti.

I rivenditori di droghe provengono da tutto il mondo, la maggior parte dagli Stati Uniti e dal Canada. Ma anche Silk Road ha i suoi limiti. Per esempio, non si possono acquistare o vendere armi. I termini per il suo utilizzo sono chiari: vietata la vendita di qualsiasi cosa possa fare del male o defraudare altre persone, come carte di credito rubate, omicidi o armi di distruzione di massa Silk Road non per cos semplice. L Url sembra essere stato creato per essere dimenticato ed accessibile solo tramite Tor (The Onion Router) sistema di comunicazione anonima che richiede un minimo di conoscenza informatica per attivare. Una volta sul sito, difficile credere che Silk Road non sia solo l truffa. La sua sfacciataggine pari solo a quella delle false virtuali che ingannano i creduloni e i sempliciotti.

Il sito combatte le frodi facendo affidamento su un sistema incentrato sulla reputazione dei rivenditori simile a quelli adottati da Amazon ed eBay. Anche se i truffatori utilizzano il sito, gran parte degli annunci sono validi. L di Mark ha funzionato regolarmente: stato piacevole E anche un ingegnere del Connecticut intervistato da Gawker conferma la bont del prodotto, nel suo caso, una tipologia particolare di cannabis, di qualsiasi altra cosa abbia mai provato nostra comunit di utenti incredibile afferma l anonimo del sito in una e mail, genere, sono persone brillanti, oneste, corrette, tolleranti e collaborative. I rivenditori si sentono al sicuro perch le loro identit sono completamente velate. Se la polizia volesse utilizzare degli esperti informatici per risalire alle identit questi non saprebbero da dove iniziare le loro indagini. Tor nasconde tutte le tracce dell sito poi, chiede ai propri utenti di astutamente le proprie spedizioni e mettere sotto vuoto le sostanze per evitare che le unit cinofile della polizia possano accorgersene. Per fare acquisti su Silk Road poi necessario utilizzare Bitcoins,
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valuta elettronica creata per non essere rintracciabile, acquistabile solo attraverso l di alcuni servizi come, Mt. Gox Bitcoin Exchange. Un Bitcoin, vale 8,67 dollari se la quotazione fluttua come quella di qualsiasi altra valuta.

Da quando stato lanciato lo scorso febbraio, Silk Road l pi completa della filosofia dietro Bitcoin. Diversi suoi utenti condividono le stesse origini dei che hanno ideato Bitcoin e considerano il sito molto pi che un posto dove poter acquistare droghe.

L di Silk Road cita l liberista di area anarco capitalista che vorrebbe una societ dove tutte le relazioni tra persone sono scambi volontari basati sul libero mercato: Stato la fonte primaria della violenza, l e tutte le forme di coercizione. Smettetela di finanziarie lo Stato con le vostre tasse e indirizzate la vostra energia al mercato nero Anche Mark di simili vedute: un liberista anarchico, credo che se una cosa non violenta non debba essere bandita Fortunatamente, non tutti gli entusiasti di Bitcoin sono equamente esaltati da Silk Road. Alcuni credono che lo stretto legame con le droghe possa essere dannoso per la giovane tecnologia o attirare attenzioni

“Proteggere e rafforzare” il settore metallurgico americano ma allo stesso tempo mostrare “grande flessibilità e cooperazione a coloro che sono davvero nostri amici, tenuto conto di questioni militari e di sicurezza nazionale”. Così il presidente americano Donald Trump ha ufficializzato dazi del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio in arrivo in Usa dall’estero. Le controverse tariffe per Trump “una necessità, non una scelta” entreranno in vigore tra 15 giorni, lo stesso arco temporale servito per l’introduzione dei dazi annunciati a gennaio su lavatrici e pannelli solari.

La novantesima edizione degli Academy Awards si è aperta con un lungo monologo di Jimmy Kimmel in cui il comico ha parlato del caso di Harvey Weinstein e delle molestie sessuali all’interno dell’industria del cinema e di Donald Trump. “Quest’anno quando senti il tuo nome chiamato, non alzarti subito. Dacci solo un minuto. Non vogliamo un’altra ‘cosa’”, ha detto Kimmel riferendosi a Weinstein. “Gli Oscar compiono 90 anni stanotte, che significa che molto probabilmente a casa in questo momento sta guardango Fox News”, ha scherzato Kimmel.

Negli Stati Uniti, la data del 5 marzo era stata cerchiata in rosso dai parlamentari. Era, infatti, la data fissata da Donald Trump entro la quale il Congresso avrebbe dovuto trovare una soluzione per i quasi 700.000 Dreamers protetti dal Daca, il programma di Barack Obama per gli immigrati arrivati da bambini senza documenti, cancellato dall’attuale presidente il 5 settembre. La giornata di ieri è però trascorsa nell’indifferenza generale, anche perché la riforma dell’immigrazione è stata scavalcata da una nuova esigenza, quella di agire sul controllo delle armi, altro tema su cui il Paese si divide.

I dettagli ancora mancano ma Donald Trump si prepara a formalizzare il lancio dei tanto contestati dazi su acciaio e alluminio. L’appuntamento, secondo indiscrezioni del New York Times, è previsto giovedì 8 marzo alle 18 italiane. Da qui ad allora le aziende, gli investitori e i legislatori di tutto il mondo scottati dall’addio annunciato del consigliere economico alla Casa Bianca, Gary Cohn,
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sperano in un mezzo miracolo: che il presidente americano eviti il peggiore degli scenari da lui stesso paventato ossia l’introduzione di tariffe del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio in arrivo da tutto il mondo. Senza eccezioni.

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Charlie Price eredita dal padre l produttrice di scarpe, tipicamente inglesi, sobrie e classiche. A breve si rende per conto che l sull del fallimento. A Londra s in Lola, una prorompente drag queen che gli dar l per salvare l fabbricare scarpe per uomini che si vestono da donna, fabbricare scarpe con tacchi anche a spillo che riescano a sopportare il peso di un uomo. E’ questo lo spunto del film “Decisamente diversi”, titolo italiano per “Kinky Boots” da cui nel 2013 venne tratto un musical di grande successo prima a Broadway e poi a Londra. Ora il musical verr prodotto dal Teatro Nuovo di Milano anche in Italia per la stagione 2018/2019 con la regia di Claudio Insegno. La musica e i testi sono della pop star Cyndi Lauper e libretto firmato da Harvey Fierstein, autore anche di Newsies e La Cage Aux Folles oltre che interprete originale del personaggio di Edna in Hairspray. Kinky Boots una celebrazione musicale dell e della convinzione che si pu cambiare il mondo, se si cambia idea e si riesce a vedere tutto con altri occhi. A breve sar comunicato il team creativo e la data delle audizioni.
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