il classico stivale australiano e i suoi rivali

New York (New York, Usa), 19 nov. (LaPresse/AP) Chi non li ama se ne faccia una ragione: gli stivali australiani Ugg vanno ancora forte dopo 35 anni e hanno da poco festeggiato il loro anniversario in tutti i negozi della catena.

Ormai un classico, i goffi stivaletti foderati in lana di pecora sono stati dichiarati ‘in’ e poi ‘out’ un’infinit di volte, sono stati snobbati e derisi dall’industria della moda, ma hanno sempre tenuto un (esteso) zoccolo duro di fan, continuano a vendere e a vantare emulazioni.

Certo, gli Ugg non sono noti per la loro eleganza o sensualit. Nati in Australia per essere indossati come poco pi che pantofole, hanno guadagnato popolarit nei primi anni 2000, diverse star hanno iniziato ad indossarli nella loro quotidianit e non hanno pi smesso. Ultimamente tuttavia non hanno goduto di una buona stampa: in un sondaggio del 2010 commissionato dal sito Msn, sono stati votati tra i dieci capi che gli uomini non apprezzano sulle donne.

In un recente articolo, il quotidiano britannico Guardian li d addirittura per spacciati, raccontando che dopo dieci anni di vendite in crescita, Deckers, il gruppo a capo della marca Ugg Australia, ha avuto un calo del 31%. Segni di debolezza che vengono imputati a pi motivi, tra cui i loro prezzi non proprio abbordabili (si parte da un minimo di 200 euro), la quantit di imitazioni low cost e, al contempo, la concorrenza di altre marche di livello che vendono calzature con gli stessi principi di comodit e isolamento termico, ma spesso pi aggraziate.

Perch non ci sono solo gli Ugg: chi vuole un’alternativa ha solo l’imbarazzo della scelta. Praticamente tutte le marche di calzature che offrono gamme di prodotti diversissimi e trasversali, dalle dcollet agli stivali, dai tacchi alle suole flat contano nelle proprie collezioni almeno un modello che richiama lo stile del noto scarponcino.

Tuttavia, proprio perch si rivolgono ad un preciso segmento di mercato, i prodotti a marca Ugg restano in cima alle vendite rispetto ai loro contendenti: questo grazie all’ampia variet di proposte che ormai includono molti modelli e silhouette pi alla moda, al di l del classico boot originale e altri prodotti come vestaglie, coperte e biancheria per la casa.

La capacit di resistenza della marca australiana, assorbita dal gruppo statunitense Deckers nel 1995 che ne vide il potenziale d’acquisto tra le giovani donne, data soprattutto dai fedelissimi e da coloro che vi si convertono. Quei consumatori, o per meglio dire consumatrici, sostituiscono i prodotti logori con altri nuovi. Lo ha confermato ad Associated Press Tacey Powers, manager delle vendite della catena di grande distribuzione statunitense Nordstrom: dal momento che le linee non sono dettate da trend di stagione ma restano fedeli a se stesse, ha spiegato, gli acquirenti tornano a ricomprare lo stesso prodotto pi volte, cos come si comprano le scarpe da ginnastica preferite.

In altre parole: indossato un Ugg una volta, non lo si lascia pi. “Ne hai mai provato un paio? Se lo avessi fatto lo sapresti. Fanno pare del guardaroba da tutti i giorni. Si possiedono un paio di sneaker, di infradito e di Ugg” ha raccontato Powers. “Devi sentirti a tuo agio con gli Ugg. Il nostro slogan ‘Feels like nothing else’. Vogliamo che siano le scarpe che vanno bene con tutto nell’armadio ha spiegato Connie Rishwain, presidente di Ugg Australia non vogliamo che siano quelle scarpe carine che non si indossano mai”.