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Ho teso i piedi oltre la coperta. Perché la coperta si era sollevata, e i piedi freddi sono qualcosa che la notte mi sveglia. Come i rumori, come un lamento di Viola, come certi sogni. Ho il sonno leggero, io. E una sensazione prima che una luminosità. Un respiro diverso dell che cambia con l Ti soffia addosso, ti dice che c

Avrei potuto tentare di riaddomentarmi. O alzarmi e lavorare. Andare a correre. Uscire a fare colazione fuori, che è una cosa che amo. Ma poi ho pensato: tutto sta ancora dormendo. Devo andare a vedere com Voglio salire sulla collina, vedere il sole che nasce su Londra.

Poetico. Assurdo. E, quando mi sono alzata ho anche scoperto: freddo, sonnolento, poco pratico.

Ma poi mi sono messa quei jeans, e sì: ho infilato la felpa sulla maglietta del pigiama e sono uscita così, stropicciata di sonno, con addosso il giaccone, qualche pound, la Canon. Io e me, sospese in un angolo di giorno che non era ancora giorno ma non era più notte. Ed era tutto mio.

Nessuno a casa era sveglio. Nessuno nel palazzo, nessuno per le strade.

Londra era vuota e lucida di mattina. Le luci dei lampioni ancora accese.

Qualche passo tra le case silenziosee poi mi sono addentrata nel parco con una luce spettrale e le grida di qualche uccello.

Una nebbiolina opaca saliva dalla terra, ferma a mezz fra prato e cielo.

La brina rendeva l gelata croccante certo, ti potevi mettere delle scarpe più adatte che con queste di tela hai i piedi bagnati dopo due minuti.

Il prato, i fantasmi della notte che lo lasciano per entrare nel bosco.

Gli alberi con i rami come spettri.

I cigni che si svegliano c la nidiata, guardali come escono tutti in fila.

E poi su per la collina, provo a far svelta per non perdere il sole che sorge ma qui sta sorgendo tutto le fronde degli alberi, gli animali, la terra e il su odore. Impossibile non fermarsi ad ogni passo.

La luce che abbaglia e mi fa tirare su il cappuccio non ho portato occhiali da sole perché era notte e allora

Una nuvola di vapore appena sotto la città e appena sopra il bosco. La skyline con i grattacieli e lo Shard e i tetti delle case.

Le gocce di brina che si sciolgono, le prime persone che fanno jogging e portano fuori il cane.

Sono le 7.15 di un Sabato e la città si scongela dal sonno Dio che motivazione per correre a quest

E poi indietro. Indietro mentre la luce adesso è un manto dorato che rende amabile quello che prima era spettrale, caldo quello che prima era gelato, promette. Sorride.

Mi salutano, quelli con il cane.

Non sapevo questa cosa: che la mattina si saluta. Tutti dicono un goodmorning, lo schioccano in aria allegro mentre inspirano l fragrante dalle narici.
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