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Dopo quattro vittorie consecutive al di auto con motori posteriori fuoribordo (1968 Porsche 911 e 1971 Alpine Renault A110) si pensava che il periodo delle trazioni anteriori nei rally fosse definitivamente tramontato. In altre parole, che il vantaggio di avere la direzionalit facilitata dalle ruote motrici collegate al volante fosse stato soppiantato da quello derivante dalla trazione dovuta al peso del motore sulle ruote motrici in uscita di curva. Alla direzionalit avrebbero pensato gli pneumatici continuamente evoluti sia nelle mescole sia nelle chiodature in caso di ghiaccio.

Come si vede, nulla di dimesso ma una compagine forte per quanto non favorita e quindi priva di dannose pressioni psicologiche; molto decisa, tuttavia, a ben figurare guadagnando pi punti possibile per l della specialit Come andata a finire, tutti gli appassionati di automobili lo sanno bene e quelli con i capelli grigi possono ancora ricordare le emozioni che percorsero tutto l dopo la spettacolare vittoria della (aggettivo che usiamo di rado ma che qui ci pare sia d Fulvia n. 14 di Munari e Mannucci, che si mise dietro tutta la pi quotata concorrenza mondiale.

Dove invece le infedelt all si riducono quasi a zero nell esteriore; le uniche tre, veramente piccolissime, le elenchiamo subito onde evitare ai lettori un esercizio tipo la vista la mancanza (per la sicurezza dei pedoni) dei ferma cofani rapidi, la diversa foggia dei cappellotti al centro delle ruote che qui sono esteticamente pi pregevoli dotati come sono del marchio Lancia rispetto ai posticci tappi lucidi della versione originale e infine il posizionamento della targa posteriore del Rally di Monte Carlo che non poteva essere applicata al lunotto, come appare nell foto dell della n. 14 vista di coda, perch non concesso dal Codice della Strada.

Per il resto la fedelt totale e questo grazie, in primis, alla determinazione del proprietario ma anche a un paio di colpi di fortuna: il primo dei quali il ritrovamento, presso un ricambista, di un muso completo di una 1600 HF I serie che (secondo colpo di fortuna) il carrozzaio incaricato dei lavori ha adattato alla scocca della seconda serie cos bene che anche chi al corrente del non riesce a individuarne i segni. Anche la verniciatura perfetta e, considerando che si cambiato colore alla scocca (la vettura di partenza era Grigio Escoli metallizzato), non si tratta di un risultato cos scontato; le parti in nero opaco, poi, sono state realizzate, dopo lunghi studi di ingrandimenti di foto dell seguendo i contorni originali anche quando incongrui come appaiono nella parte bassa della vettura; in questa fase risultata impagabile la disponibilit del Museo Lancia che, in via straordinaria, ha concesso al proprietario di fotografare l in possesso della collezione della Casa.

Un discorso a parte meritano le ruote: molte fotografie di quella stagione di gare (il 1972) mostrano le Fulvia ufficiali con le ruote da 14 verniciate in color alluminio; in effetti esse erano montate sulle auto per la maggior parte del tempo essendo l prescelto per i lunghi tratti di trasferimento. Quelle da 13 della Campagnolo color bronzo che vediamo sulla vettura del servizio, e che sono presenti anche sulla 14 originale, erano usate in prova speciale su asfalto perch la vettura si abbassa leggermente e,
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essendo esse a canale pi largo (7 anzich 6 consentono il montaggio di una gommatura pi larga ed aderente.

La soluzione mista (13 davanti e 14 dietro) che si vede nella storica foto della 14 su un tornante durante la notte del Turini, pare dovuta al desiderio di accorciare velocemente i rapporti in funzione di quella serie di prove speciali tutte montane: sistema ma che ha avuto, come si sa, la sua efficacia; d allora si correva cos le sofisticatezze attuali erano di l da venire (ipotesi peraltro smentita dall direttore del Reparto Corse, Gianni Tonti, che ipotizza la necessit di avere una chiodatura pi abbondante al posteriore; cosa che pare confermata dagli stessi appunti di Tonti, che trovate in stesse pagine, dai quali risulta che tutti i piloti Lancia si fossero lamentati della sospensione posteriore ndr).

Il completo set di ruote Campagnolo fu poi montato per la passerella finale sulle strade del Principato ed per questo che la Fulvia rossa e nera rimasta nel cuore di tutti con le color oro e Mattia Losi non ha saputo esimersi dal loro montaggio stabile pur avendo anche le pi adatte (alla circolazione stradale) in garage.

Il progetto, ancor prima dell di questa operazione, era quello di usare poi la Fulvia ogni volta fosse stato possibile, compreso il classico casa ufficio, cos da moltiplicare le occasioni per far vedere alla gente questo manifesto viaggiante di amore per la Lancia (testimoniato anche da una targhetta con dedica posizionata sulla plancia davanti agli occhi del passeggero) ricordando a tutti ci che ha significato questa Casa per la storia dell ecco spiegata la ragione dell dell di alimentazione a GPL, l modo per poter circolare liberamente a Milano con un d

Nel montaggio si cercato di salvaguardarne la sua reversibilit il pi possibile tranne nell della bocchetta di rifornimento sotto il finto tappo rapido del serbatoio (quello della Fiat Coup posizionato sul parafango posteriore destro ad imitazione di quello presente sulle HF ufficiali; la tentazione di occultarlo l sotto, dando oltretutto una funzione pratica al tappo, stata troppo forte.

In conclusione, trovatosi di fronte al finito, l di rischiarne l giornalmente nel traffico di Milano dapprima non sembrata accettabile e quindi la Fulvia sarebbe dovuta diventare, come merita, un pezzo da collezione, come un modellino in scala naturale; ma poi il desiderio viscerale di usarla, oltre che possederla, ha trovato scappatoia in numerose eccezioni. E poi c la missione in programma per la prossima primavera: un viaggio sul de Turini dove si concretizz la vittoria del 1972, per un bel servizio fotografico e forse anche qualche lacrimuccia di commozione.

Nel frattempo, Mattia si ritrovato senza mezzo di locomozione per i suoi spostamenti quotidiani e, siccome in lui il virus dell d ha gi sviluppato la malattia, l di acquistare una nuova vetturetta adatta alla bisogna lo ha neppure sfiorato: gi in cantiere una Range Rover del 1984.
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