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Dopo il successo del suo ultimo romanzo, L’eco lontana delle onde del nord (Giunti 2015), che l’ha confermata un’autrice bestseller internazionale, fra le più amate nel campo della narrativa femminile, Corina Bomann ritorna con Un’estate magica, un libro romantico e divertente da leggere tutto d’un fiato.

un po’ di tempo che le cose per Wiebke non vanno per il verso giusto. Non ha passato uno degli esami più importanti del suo corso di laurea in biologia, ha lasciato il fidanzato che la tradiva, e la sua migliore amica passerà delle romantiche vacanze con il nuovo amore, lasciandola sola in città per tutta l’estate: una prospettiva davvero sconfortante. Chissà se la zia Larissa vorrà ospitarla per un paio di settimane nella sua casa in campagna sulle sponde del lago di Mritz?

Da sempre un mito per Wiebke, Larissa è single, indipendente e creativa; è fuggita dalla città dopo aver tagliato i ponti con la famiglia in maniera turbolenta. Wiebke non conosce il segreto che sta dietro a questa decisione: sa solo che dodici anni prima Larissa ha perso in modo tragico il suo grande amore, e da quel momento si è rifugiata in campagna, dove dipinge magnifiche scarpe da sposa e coltiva more, circondata dai suoi animali.

L’arrivo di Wiebke, con la sua vitalità e il suo affetto, crea scompiglio nella vita di Larissa e del piccolo paesino in cui vive, mettendo alle strette la zia: è giunto il momento di imprimere una svolta alla sua esistenza, complice anche il nuovo, misterioso vicino di casa Ma riusciranno le due donne a reagire agli imprevisti che ogni trasformazione porta con sé?
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Moda e accessori online, idealo: un settore dove le donne decidono anche per “lui”

Per gli amanti del fashion, l’inizio dell’anno è un periodo “caldo”. Complici i saldi invernali e le grandi manifestazioni internazionali, come Milano Moda Uomo e Milano Moda Donna, gennaio è il momento perfetto sia per acquistare qualcosa di particolare, sia per aggiornarsi sulle tendenze che verranno. Il web, da qualche tempo a questa parte, è diventato il canale principale per informarsi e anche per acquistare. Secondo ricerche recenti, il settore “abbigliamento e affini” è uno dei primi, secondo solo all’elettronica di consumo, per un valore di circa 2,5 miliardi e un incremento, nel solo 2017, del 28%.

L’identikit di chi si informa online su moda e accessori riporta l’immagine di una donna tra i 35 e i 44 anni che usa lo smartphone nell’80% dei casi. Una passione tra mondo maschile e femminile, dove le scarpe sono l’oggetto più desiderato e le donne decidono e si informano di più, anche quando si tratta di scegliere per “lui”.

Secondo idealo il portale internazionale per la comparazione prezzi online l’attenzione dei consumatori digitali alla ricerca di informazioni, prezzi e opinioni sul tema registra oggi una crescita del 48,7% rispetto agli anni precedenti, un dato in linea con l’incremento degli acquisti.

Grazie ai dati analizzati da idealo, si scopre anche dove si concentra la passione per la moda nel nostro Paese. I “fashion addicted” più attivi online sono in Lazio (al 22,8%), in Lombardia (per il 17%) e in Toscana (all’8,8%). In fondo alla classifica si posizionano invece Trentino Alto Adige (al 1,2%), Friuli Venezia Giulia (con lo 0,7%) e Umbria (solo allo 0,2%).

Ma su quali articoli si concentrano principalmente le ricerche di coloro che usano il web come canale principale per coniugare il desiderio di fare shopping con le esigenze di risparmio? Da inizio 2016 ad oggi oltre la metà delle intenzioni di acquisto è stata focalizzata sul mondo “unisex” (per il 61,6%) che comprende tanti prodotti tra loro diversi (per lo più accessori, come cappelli, sciarpe, portafogli, cinture, guanti, ma soprattutto un “oggetto del desiderio” diventato ormai a tutti gli effetti un “must have” da usare in moltissime occasioni: le sneakers).

Tutto ciò che riguarda la moda strettamente femminile raggiunge il 23,2% del totale delle ricerche (tra capi d’abbigliamento formali, casual, ma anche borse, scarpe e intimo), sul fronte abbigliamento e accessori maschili, invece, siamo fermi al 15,2%.

Indagando ulteriormente sulle tipologie di prodotto più amate, cercate e desiderate per le donne online, troviamo la conferma di alcuni cliché: se le borse impattano per l’8,8%, l’intimo per il 6,4%, come tutto ciò che rimanda all’abbigliamento casual e al tempo libero (anche questo al 6,4%), la categoria “moda” in genere (dagli abiti da sera e vestiti alle camicette, dalle giacche alle gonne, dai pantaloni ai tailleur e blazer) raggiunge il 13,5% ma il boom è rappresentato in maniera netta dalle scarpe (64,7%), una vera e propria ossessione in comune, o quasi, con i maschi, fermi però al 47,8%, e tre volte più affascinati rispetto alle donne dal mondo casual (al 16,8%).

Un aspetto curioso che riguarda il tema delle ricerche online nel settore “Moda” è relativo al fatto che sono sempre le donne a scegliere e decidere sia che si tratti dell’acquisto di prodotti femminili, sia che si tratti di abiti o accessori per “lui”.

“Sembra quasi ovvio il fatto che “Moda Accessori” sia un settore di interesse per l’universo femminile”, commenta Fabio Plebani, Country Manager di idealo per l’Itali, “ma bisogna tenere presente che nell’e commerce, e online in generale, gli utenti in maggioranza sono di solito gli uomini. L’abitudine delle donne a fare riferimento al web per questo tipo di prodotti potrà in futuro favorire il loro approccio allo shopping online e alla comparazione prezzi anche per altri settori.”

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Cesario, un santo tra Arles e Roma

Ai Musei Vaticani, fino al 25 giugno, una mostra dedicata al vescovo della città francese

Città del Vaticano. I Musei Vaticani, come è ben noto, racchiudono al loro interno non un’unica raccolta museale ma un insieme di musei, ciascuno con la propria storia e identità. Fra di essi è il Pio Cristiano che conserva le testimonianze, sarcofagi, sculture ed epigrafi, delle comunità cristiane dei primi secoli. Fino al 25 giugno il Museo ospita la mostra Dilectissimo fratri Caesario Symmachus. Tra Arles e Roma: le reliquie di san Cesario, tesoro della Gallia paleocristiana.

Curata da Umberto Utro, curatore Reparto Antichità Cristiane dei Musei Vaticani, Alessandro Vella, assistente del medesimo Reparto, e Claude Sintès, direttore del Musée départemental Arles antique, l’esposizione, dedicata a Cesario, vescovo di Arles dal 502 al 542, pone in relazione opere delle collezioni vaticane con reperti provenienti dal museo arlesiano. Due pallii, una tunica, scarpe e una cinta con fibbia in avorio ornata a rilievo, sono gli oggetti devozionali, appartenuti a Cesario, che il Musée départemental Arles antique ha concesso in prestito. Intorno ad essi, sviluppando il tema della figura e del culto del santo,
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che fu dotto umanista, esegeta biblico e autore di regole monastiche, si raccolgono reperti tutti di provenienza vaticana. Unica eccezione, la collana in oro con monogramma cristologico concessa in prestito dal Museo Nazionale Romano, mentre dalla Biblioteca Apostolica Vaticana giunge il raro codice carolingio in cui è trascritta una lettera indirizzata da papa Simmaco a Cesario, e dal cui incipit, al dilettissimo fratello Cesario, trae origine il titolo della mostra.

L’esposizione inaugura una collaborazione scientifica fra le istituzioni vaticane e arlesiane, collaborazione che vedrà scambi tra laboratori di restauro, prestiti di opere e studio congiunto delle collezioni museali, segnate dal profondo, millenario legame tra Roma e la città francese.

Dice in proposito Umberto Utro: La mostra nasce dalla volontà di mettere in dialogo e raffrontare le raccolte vaticane e quelle del Musée départemental, che possiede 80 sarcofagi realizzati a Roma nel IV secolo, seconda collezione al mondo, dopo quella dei Musei Vaticani, di sepolcri paleocristiani. Durante un sopralluogo di studio al Musée départemental, venimmo a conoscenza che le reliquie di san Cesario, abitualmente conservate presso la cattedrale di Arles, si trovavamo nel museo per interventi di restauro. Prima del ritorno in cattedrale ci è stata offerta la possibilità di esporle in Vaticano. Accanto ad esse abbiamo selezionato reperti seguendo criteri tipologici e iconografici. Ad esempio, il pallio che papa Simmaco donò a san Cesario nel 513, quale simbolo di autorità pastorale, presenta il ricamo di un monogramma costantiniano, e ad esso abbiamo accostato oggetti anch’essi contraddistinti dal Chi Rho: una lucerna in bronzo, una in terracotta, fino alla straordinaria collana in oro dal Museo Nazionale Romano, ritrovata in una basilica paleocristiana.
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