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Si chiama Foresteria lombarda il nuovo format dell’accoglienza milanese. Tra i primi esempi c’è la villetta Liberty ristrutturata dall’architetto Nicola Gisonda nel quartiere Città Studi: sei stanze d’atmosfera e un living con giardino da condividere

Moda, design, arte e un alto tasso di qualità della vita. Una metropoli internazionale a misura d’uomo. Per questo Milano è una meta turistica sempre più ambita: se nel 2016 il New York Times la collocava addirittura al primo posto nel mondo, la classifica European Best Destination 2017 le regala una seconda posizione nel continente, dopo Porto. Ovvio che per stare al passo con le aspettative la città cerchi di diventare sempre più accogliente. E infatti sono tanti i nuovi alberghi di design inaugurati negli ultimi cinque anni, che si vanno ad aggiungere ai super stellati degli stilisti, dai noti Armani e Bulgari al brand hotel di Dolce apertura attesa a breve in piazza Cordusio. Sempre più numerosi anche i milanesi che affittano appartamenti e piccoli immobili. il motivo per cui la Legge Regionale n. 27 del 2015 ha coniato la nuova definizione Foresteria lombarda: affittacamere di medie dimensioni sei stanze al massimo, ciascuna con bagno che possono provvedere anche a colazione, pasti pronti e postazioni di lavoro. Uno dei primi esempi è la Conti Guesthouse di via Tiepolo, di proprietà di una famiglia che ha già alberghi a Milano, Roma, Napoli, Viareggio e Praga. Qui l’architetto Nicola Gisonda ha saputo trasformare i 180 metri quadrati di una villetta unifamiliare con giardino del primo Novecento in un ricercato micro hotel che trasmette l’intimità e il calore di una vera casa.

Per compensare gli spazi non generosissimi ho lavorato sulla cura estrema dei particolari, spiega. E la cosa salta agli occhi appena si varca il portoncino (nero) di questa candida villetta Liberty per trovarsi in un luminoso atrio (bianco) attraversato dalla scala: colore nero anche per la balaustra di ferro battuto e per il “cielo” un poco ribassato, punteggiato da tre sospensioni d’ottone. Ho scelto bianco, nero e grigio in diverse gamme per gli spazi comuni, continua Gisonda. Nelle stanze invece fa capolino il colore, ciascuna ha il suo, a partire dal soffitto: rosa, azzurro, rubino, ruggine, viola, cipria. Tonalità ricche, declinate attraverso rivestimenti di velluto e tavolini di legno decorati con stampe digitali.

Velluti, pattern e stampe digitali declinano in ciascuna camera il colore dominante. (Foto Andrea Martiradonna)

Sei in tutto le camere (tre al piano terreno e altrettante al primo piano, quattro matrimoniali da 14 metri quadrati e due singole da nove appena), in cui è stato compiuto il piccolo miracolo di garantire la massima ariosità senza penalizzare il bagno, anzi, valorizzandolo come fondale prezioso. Dal letto lo sguardo attraversa una vetrata a tutta altezza e larga quanto l’intera stanza che separa la camera dal bagno. Satinato con effetto fumé fino a due metri d’altezza, il vetro sopra quella quota torna trasparente e lascia vedere lo sfondo di Bianco Carrara, con delicati intarsi di nero e ottone. Così l’ambiente guadagna respiro e il bagno può offrire il massimo comfort.

L’attenzione estrema per la vivibilità e la ricerca di un’atmosfera stimolante si leggono in tante altre scelte del progettista, dai pavimenti (pietra grigia con insolito taglio geometrico a grandi campiture negli ambienti comuni, rovere con posa classica a lisca di pesce nelle stanze), alle testate dei letti (un tessuto con motivi optical nelle sfumature del grigio disegnato e prodotto appositamente), ai contenitori su misura che sfruttano ogni angolo (al posto del classico armadio), allo specchio con lame di luce che dà prospettiva al corridoio (un pezzo di Lando firmato da Gisonda). E la stessa cura si ritrova nel living al piano terra. Questo ambiente luminoso si raggiunge dall’ingresso scendendo una rampa e risulta poi al livello del giardino, circa 70 metri quadrati di verde ribassato rispetto alla strada. Qui è stato ricavato un piccolo angolo reception: un separé, due poltroncine di velluto, un tavolino, tutto sulle gradazioni del blu.

L’angolo reception chiuso dal paravento su disegno e ricavato nel living che affaccia sul giardino. (Foto Andrea Martiradonna)

Ma il fulcro del locale è il grande tavolo quadrato di rovere naturale al centro dello spazio, proprio di fronte alla parete cucina. Attorno a questa mensa conviviale gli ospiti si trovano per la colazione o la cena (si può cucinare e la casa mette a disposizione un freezer con pasti pronti da scongelare), e volendo è possibile lavorare in rete, perché il tavolo è cablato. Oltre le vetrate la piccola oasi verde triangolare, con area verandata utilizzabile in ogni stagione, è un perfetto luogo di pace.
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