new ugg boots Ma se il bigattino puzza molto può compromettere la pescata

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Ciao a tutti, ieri sono stato a pesca tutto gasato poiché c le migliori condizioni meteo/marine.

Per guadagnare tempo ho comprato i bigattini venerdì alle 14 e li ho usati ieri mattina. Non potendoli mettere in frigo (rischio il linciaggio della mia fidanzata), li ho lasciati sul balcone, tempetatura esterna della notte circa 14 gradi. Alla mattina tutto il secchio puzzava di ammoniaca, sembrava di aprire una bottiglia di candeggina.

Ciao,
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i bigattini, se non adeguatamente conservati, producono, come hai potuto constatare, ammoniaca che,
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oltre all li rende anche difficili da impiegare. La temperatura notturna poteva anche andar bene ma quella diurna di quanto era? Acquistando i bigattini devi cospargerli subito con della farina di mais (la polenta) in modo che assorba l in eccesso. Il contenitore dovrebbe essere lasciato aperto in modo che si arieggino ed eventualmente chiuso con una rete molto fitta in modo che le larvette non fuoriescano. Il problema non è tanto l ma la difficoltà ad usarli in quanto se provi a lanciarne una fiondata si sparpaglieranno in ogni direzione meno che in quella voluta. Prova comunque a mettere la suddetta farina di mais in quantità sufficiente a farli asciugare.

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Ciao a tutti gli amici del forum. Mi sono appena iscritto. Desidero rispondere in merito alla guida con le infradito. Come è stato detto,dal 1992 con l’entrata in vigore del nuovo codice Europeo,non è più vietato guidare indossando le infradito,come pure indossando le classiche ciabatte da mare,e neppure gli zoccoli. In pratica,come dice appunto il regolamento,il conducente,deve autoregolarsi sulle calzature che ritiene più consone alla guida,affinchè possa compiere tutte manovre,in sicurezza. Io ho chiesto espressamente informazioni ad un poliziotto,che mi ha confermato quanto detto. Anche quì,giocano differenti punti di vista. E di esperienze personali. Io ho provato a guidare sia in infradito che scalzo,e personalmente,mi trovo molto più agevolato nella seconda opzione che ho detto. Trovo che guidare a piedi scalzi sia del tutto sicuro,e spiego il perchè:innanzitutto senza alcuna calzatura,i movimenti dei piedi sono liberi da ogni inpedimento,quindi non c’è il rischio che nulla ostacoli l’azionamento dei pedali. Se prendo in esame il pedale della frizione,premuto col piede scalzo,ovviamente premerò con la parte anteriore del piede,di solito abbastanza robusta per natura,quindi abituata ad una certa pressione. Vengono in aiuto poi le dita,
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che arricciandosi attorno al pedale,fanno sì che il piede nudo diventi prensile,quindi si evita in modo assoluto ogni scivolamento. Un’altro aspetto a mio avviso molto importante è il fattore di sensibilità totale della guida a piedi scalzi. Il motore,si sente per lo più attraverso i piedi,quindi (sempre per esperienza personale),ottengo una guida più morbida e omogenea appunto a piedi nudi. Anche dal punto di vista dei consumi. Scalzo,ho la netta percezione della pressione sull’acceleratore,quindi la cosa mi permette di avere anche un esatto dosaggio del gas,facendomi ottenere un lieve risparmio sul carburante. Potrete avere conferme se,per esempio guardate su internet,i corsi di “hypermiling”. Una gara di lungo percorso,dove si deve compiere il maggior numero di chilometri,consumando meno carburante. Una regola di questi piloti è appunto guidare scalzi. Che per ultimo,la legge lo permette. Chicco.

Riguardo alla guida con i piedi scalzi sono sicuramente d’accordo con te, il piede è più libero ed è direttamente a contatto fisico con i pedali, quindi la sensibilità è maggiore. Non sapevo e non riesco a capire invece che si può guidare con calzature come ciabatte e infradito e il motivo è quello che dici tu, cioè il tallone non è ben fermo e i movimenti del piede potrebbero portare le scarpe a mettersi in mezzo ai pedali con relativa impossibilità di azionarli. Lasciare all’automobilista la facoltà di capire cosa indossare ai piedi per guidare direi che come scelta è molto insensata e pericolosa.

Gli infradito poi sono pericolosissimi, perchè il piede è trattenuto solo da una unica sottile striscia e in caso di frenate violente, il piede non può sopportare una forza considerevole senza sentirsi “tagliare” in due. Ergo, non si può applicare la forza necessaria alla frenata. Ergo, l’infradito è strutturalmente dannoso per la sicurezza.
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ugg insoles Ma mancano un paio di leader a centrocampo

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Intervistato da Vavel, il giornalista e telecronista Sky Maurizio Compagnoni ha parlato anche dell partendo dalla scelta di affidare la panchina a Luciano Spalletti: “Credo che sia una buona scelta. E un tecnico esperto, bravo e conosce bene il nostro calcio. Sa che questa la sua grande occasione, anche se ha allenato squadre importanti come Roma e Zenit. E consapevole che l pu portarlo a raggiungere dei traguardi che non ha mai raggiunto prima. L ha una squadra che per nomi meriterebbe di giocarsela per i vertici del campionato. Purtroppo, per non sempre le cosiddette ti portano a dei risultati, e a testimoniarlo sono stati proprio i cugini rossoneri che hanno centrato l con una rosa nettamente inferiore dal punto di vista tecnico. Questa squadra ha bisogno di un paio di leader soprattutto a centrocampo, non necessariamente un regista, ma uno di grande personalit come nell del Triplete era Cambiasso. SUNING VUOLE LA CL, A GENNAIO OPERAZIONI ALLA GAGLIARDINI 11:00 TS INTER, L’ARRIVO DI BASTONI ANTICIPATO A GENNAIO 10:45 ODDO: “INTER SQUADRA FISICA CHE VIVE SULLE INDIVIDUALIT. JANKTO? NON ANCORA PRONTO PER UNA BIG” 10:30 CDS INTER, DE VRIJ E GORETZKA OBIETTIVI PER GIUGNO 10:15 TS MERCATO INTER,
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PASSA TUTTO DA J. MARIO: SI LAVORA A UNO SCAMBIO CON PASTORE. MATA MKHITARYAN ALTERNATIVE 10:00 GDS VERSO SASSUOLO INTER, SPALLETTI PENSA A QUALCHE CAMBIO: DENTRO JOAO CANCELO E NAGATOMO? 09:45 TS BORSINO INTER: SCENDE RAMIRES, SALE ALEX TEIXEIRA 09:30 CDS JOAO MARIO RISTABILITO: ORA PUNTA IL SASSUOLO 09:15 TS INTER, OBIETTIVO ESTERNO D’ATTACCO: DA VERDI A DEULOFEU, PASSANDO PER DI FRANCESCO: TUTTI I NOMI

EDITORIALE di Gabriele Borzillo

SALI SUL CARRO, SCENDI DAL CARRO

Finalmente, mi viene da dire. Finalmente siamo inciampati, con buona pace di quelli che il VAR vi aiuta, quelli che siete in alto solo per fortuna, quelli che ritiro la squadra dal campionato, c un complotto per far andare avanti l quelli che abbiamo p.
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ugg china Ma le scarpe da running che misura devono avere

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Ho preso da poco delle Skechers, un po per correre in palestra e un po per le normali uscite, mi sono accorto però che la mia normale misura (46) calzava ben TROPPO larga, mandando avanti il piede, tra tallone e la scarpa ci passa comodamente un dito, mandandolo indietro c’è chiaramente un bello spazio avanti. Leggendo in giro dicono tutti che “le scarpe da running vanno prese di 1 misura in più perchè correndo il piede si gonfia” :look: può essere che la Skechers ha già provveduto ? :asd:secondo alcuni vanno prese un numero più grandi proprio per il motivo che tu hai citato, ma è vero anche che la cosa varia da caso a caso, da come calzano quelle scarpe e da come tu te le senti.Cioè, a me è capitato di comprare scarpe più grandi del normale, ma la cosa ovviamente non si avvertiva durante la corsa. Se correndo senti che il piede si muove avanti e indietro io le cambierei.Comunque devi per forza provarle, è vero che non devono essere strettissime (ma voi quotidianamente usate scarpe strettissime? :look:), ma devono comunque fasciarti sufficientemente il piede. Poi da una casa all’altra cambia tutto a parità di misura, per cui ragionamenti a priori non se ne possono fare troppi, secondo me.Y e fortunatamente c’è reso gratuito e cambio con altre di taglia minore, comunque no che meschino figurati, io quando vado nei MediaWorld/Saturn uso i pc con internet per andare a vedere su trovaprezzi i prodotti di li :rotfl:le scarpe devono essere di una taglia in piu’, ma i piedi non devono ballarci dentro perche’ senno’ poi rischi di farti venire le vesciche ad ogni corsa.Da quel che ho capito:Troppo grandi = vesciche o scivoli e ti ammazziTroppo piccole= male alle dita mentre si corre45 o 46, ci fossero le 45.5 sarebbero perfette >_>Ma le hai comprate online? In linea di massima va benissimo visto che si risparmia anche parecchio, ma solo se conosci già il modello che vuoi acquistare, quindi se non lo conosci prima vai da decathlon, te le provi e poi le ordini a casa, un po’ meschino forse, ma amen.Comunque devi per forza provarle, è vero che non devono essere strettissime (ma voi quotidianamente usate scarpe strettissime? :look:), ma devono comunque fasciarti sufficientemente il piede. Poi da una casa all’altra cambia tutto a parità di misura, per cui ragionamenti a priori non se ne possono fare troppi, secondo me.
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harrods ugg boots Ma il tempo gioca a suo favore

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Conte abbraccia Quagliarella dopo il gol al Galatasaray. Reuters

Cosa succede alla Juve? Il sofferto pareggio con il Galatasaray in Champions League ?il sintomo di un malessere inatteso? Mille interrogativi sorgono attorno alla squadra di Antonio Conte. Molti si chiedono perch?faccia tanta fatica anche tra le mura amiche del suo stadio. Andiamo con ordine. E vero, i bianconeri quest non brillano come l scorso. Ma se frughiamo nella nostra memoria, l della stagione 2012 13 non fu diverso. La Juve vinse cinque partite su sei in campionato (unico pareggio a Firenze). Quest ne ha vinte cinque su sei. In Champions League port?a casa tre pari in tre partite: 2 2 a Londra col Chelsea, 1 1 in casa con lo Shakthar Donetsk, 1 1 con i danesi del Nordsjaelland. Quest siamo a due punti in altrettanti match contro i danesi del Copenhagen e il Galatarasay (avversari pi?deboli rispetto a Chelsea e Shakhtar). Inoltre ha vinto, come nel 2012,
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la Supercoppa italiana. Se dovessimo fare un esame dei risultati non ci sono grandi differenze rispetto al passato. Ma sul gioco s? I motivi sono diversi. Tutti conoscono meglio la Juventus e l nella propria trequarti per infilarla con le ripartenze. E la tattica ha portato buoni frutti visto che la difesa subisce pi?gol.

Sul piano fisico la squadra sconta gli arrivi ritardati di chi ha partecipato alla Confederation Cup. Eravamo abituati a vedere una Juve aggressiva sin dall del gioco, invece i primi tempi dei bianconeri spesso sono lenti e poco convincenti. Cambiare modulo? Conte l gi?spiegato. Per passare dal 3 5 2 al 4 3 3 ha bisogno di ali ma l in grado di svolgere quel ruolo (Pepe)?infortunato da un anno. Dunque, il coach deve arrangiarsi con i giocatori messi a disposizione dalla societ? Non mi pare che siamo di fronte a una crisi. I risultati dicono il contrario e la partita contro il Milan in campionato domenica sera costituir?un ulteriore test. Poi la pausa della serie A consentir?di tirare il fiato anche se una decina di giocatori juventini saranno impegnati in azzurro (ma l ?gi?qualificata) e con le maglie di altri paesi. Il tempo gioca a favore della Juventus. Se non perder?terreno in questa fase, il rischio (per le avversarie) ?di ritrovarsi una squadra brillante e aggressiva nel giro di un mese.

Il match del Bernabeu col Real Madrid sar?importantissimo perch? a questo punto, uscire imbattuti da quel catino farebbe svoltare anche la situazione in Champions League. Antonio Conte avverte i pericoli e annuncia che bisogner?arrotolarsi le maniche per ritrovare lo smalto. Soprattutto in difesa dove Bonucci e Chiellini sono in ritardo rispetto a Barzagli. E Buffon ha perso qualche colpo. Tevez potr?recuperare in pieno dall e Llorente avr?tempo per capire meglio gli schemi tattici del suo allenatore. Dunque, non ?crisi ma solo ruggine nel motore.
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sbagliatissima, serve solo per giustificare ad esempio le infinite aberrazioni ai vostri piedi a cui vengo continuamente sottoposta ogni giorno senza la bench minima piet

Una di queste, senza ombra di dubbio, riguarda tutta quella quantit incredibile di persone che vedo beatamente andare al lavoro ogni mattina con addosso le scarpe da trekking. A meno che non stiate scarpinando verso il rifugio del Mongioie o non stiate andando per funghi, quale strano motivo vi spinge a girare per Genova con delle scarpe perfette solo per scalare una montagna? Questo uno dei tanti misteri che forse non risolver mai.

C tutto un mondo l fuori che mi lascia perplessa: parlo di tutta quella schiera di replicanti che indossano qualcosa non perch sia effettivamente di loro gusto, ma perch lo vedono addosso a mezza citt e quindi si sentono in un certo qual modo parte di una grande famiglia.

Mi ha sempre incuriosito questa uniformit generale, ci sono stagioni in cui puoi contare uno stesso modello di giacca addosso ad almeno cinquanta ragazze ragazze facendo una vasca in via SanVi, o must genovesi che inspiegabilmente non passano mai di moda (la borsa Musto, una su tutte, che mi sconcerta profondamente su questo in futuro sar il caso di aprire un nuovo post).

Ma visto che stiamo parlando di scarpe, ricordo che quando facevo il liceo scoppi il boom delle sneaker di Prada: Dio, che incubo, ogni tanto quando le rivedo addosso a qualche nostalgico ho ancora i brividi. Per fortuna, facendo un liceo abbastanza proletario di Sampi, all le vedevo indosso solo alle future avvocatesse che a quindici anni avevano gi le facce delle loro madri.

Adesso la stessa cosa succede con le brutture per eccellenza, quelle scarpe con l Celestine, fucsia,
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dorate, di pelle, bicolor, un arcobaleno di disagio ai vostri piedi mi ferisce nel profondo dell cosa vi spinge a indossare calzature di foggia cos orribile e spendere tutta quella quantit incredibile di soldi per qualsiasi paio di scarpe, ma soprattutto per quelle?

E poi, meglio ancora, le mie preferite, le finte scarpe con l adoro vedere le wannabe albarine che comprano le finte scarpe con l nei banchetti improvvisati dei mercati. Andiamo avanti, che ce n da dire: l scorso e quello appena passato hanno portato in auge un modello che poteva tranquillamente rimanere nascosto: le scarpe da ginnastica con la zeppa dentro. Ossignore, speriamo passi in fretta questa moda a quanto pare fin troppo contagiosa: com possibile che abbiano avuto tutto questo successo? Le originali sono di Isabelle Marant, le ha poi rifatte la Nike, ma chi se ne importa se ce l anche la Beyonc Non riesco proprio a farmele piacere. Le imitazioni dei cinesi, poi, sono il meglio del meglio, soprattutto indosso a chi ha trenta centimetri di gambe e polpacci da calciatore.

Per fortuna l finito, perch i vostri Ugg sbilenchi (e sicuramente puzzolenti) mi provocano ancora profondo smarrimento.

Finir mai questo periodo terribile? Ma magari sono io che ho gusti difficili. Anche se rimango dell comunque, che ognuno abbia le scarpe che si merita.
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ugg boots short Ma che ha l’American Express di cosi’ fashion

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Oh, quindi, in teoria, si potrebbe avere una carta con limite di spesa sostanzialmente infinito senza pagare le altissime spese di una mastercard black o il corrispettivo visa?

si, ma perdi il vantaggio della carta di CREDITO, ovvero di pagare dai 30 ai 60 giorni dopo (o a rate se proprio, ma allora non ti fai la carta da 50000 euro/mese di limite )Ad ogni modo, non so se già la Visa Gold abbia un limite di spesa massimo. penso che dipenda solo da quanto la banca (o il gestore della carta, che spesso non è la banca stessa) è disposta a darti

La Visa Gold e’ solo una presa per il culo in merito al plafond. Nel senso che ho se ho soldi in banca posso arrivare ad avere una normalissima visa con plafond superiore ad una visa gold. Il plafond di una gold parte da 3000 euro tipo. Quello di una visa (non cartasi’) 2500.

Appena richiesta l’amex chiesi una gold (alla fine dichiaro piu’ dei 23,000 euro lordi richiesti) ma poi la cambiai in favore di una normalissima verde mantenendo il plafond concordato.

La mia utenza telefonica era intestata a mia nonna perchè nel 1955, quando l’ha richiesta,
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io non ero ancora nato.

Certo che sei peggiorato eh? Passano gli anni e sei sempre più coglione

Sogna, a te, che saresti capace di rubare anche ai tuoi parenti non faccio una scansione manco del cazzoOh, Luvietto . dunque tu tipo 5 anni fa abitavi con la nonnina?

Ma ti ho detto appunto. a numeri coperti

No, imbecille, 10 anni fa, ma il numero è rimasto intestato a lei. Ora piantala, che sei su una brutta china.

Ogni carta di credito è legata comunque ad un conto (quello che vedi sulla cedola quando fai il versamento), però sono solitamente conti senza interessi e con fortissime limitazioni, mentre se hai la carta di “debito” su un conto normale benefici dei vantaggi di un conto normale legati a quelli dei circuiti VISA/mastercard.

Qua da noi quasi tutte le banche lo offrono.

Qui no Cioe’. pero’ aspetta. sul bancomat Unicredit ho Verified by Visa ma non credo c’entri molto!

il bancopostaclick lo fa. carta di debito con 16 cifre e circuito mastercard.

Awesum conto da barbone is awesum

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ugg australia originali online ma c’è un giallo irrisolto Una notte degli oscar meno politicizzata di quanto previsto ma non senza colpi di scena

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A fare da protagonisti nelle giornate pre oscar quest’anno La La Land e le proteste anti Trump, in realtà poi si sà, non sempre le aspettative vengono rispettate, infatti gli Oscar 2017 hanno visto trionfare come miglior film il drammatico Moonlight e la cerimonia è stata anche poco politicizzata. Ma anche il musical di Damien Chazelle non può certo dire di essere stato un flop, era candidato a 14 premi e ne ha portati a casa 6, compreso miglior regia e miglior attrice Emma Stone. Ed in più è stato al centro di un giallo sulle buste che negli ultimi minuti ha creato il panico sul palco del Dolby Theater.

The Winner is, letto da Warren Beatty e Faye Dunaway, aveva decretato la vittoria del film di Chazelle e, mentre già il produttore Jordan Horowitz parlava e ringraziava, ecco che si scopre l’errore. Scuse, spiegazioni, passaggio della statuetta con grande imbarazzo di tutti via si ricomincia con Berry Jenkins, regista di Moonlight che dice “Oh mio Dio. Devo dire che è vero, non è falso. così tanto che sto sulla strada con questi ragazzi, tutto il mio amore per ‘La La Land’, il mio amore a tutti” ma nessuno lo ascolta, è il caos più totale.

Moolight: Il film che racconta le tre età di un ragazzo nero nei sobborghi di Miami nel giro di pochi secondi è diventato il trionfatore della serata, dopo che aveva già portato a casa l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista Mahershala Ali. Il quale ha scelto un ringraziamento piuttosto privato e una dedica alla moglie “che quattro giorni fa mi ha dato la mia bella bambina” ricordando i suoi “insegnanti fantastici e quello che mi hanno sempre ripetuto: devi essere al servizio dei tuoi personaggi”.

Il film di Chazelle, il musical dei record (soltanto altri due film avevano conquistato 14 nomination, Titanic e Eva contro Eva) ha conquistato alla fine sei riconoscimenti che non sono certo pochi ma possiamo immaginare l’amaro in bocca del cast che era già tutto sul palco per il discorso finale. La storia di due sognatori a Hollywood, la cameriera aspirante attrice che serve cappuccini alle star tra un provino e l’altro e il pianista di jazz che sogna di aprire un locale, ha comunque conquistato i membri dell’Academy laureando anche il suo regista, 32 anni da pochi giorni, il più giovane a vincere un Oscar. “Sono onorato di essere nella stessa cinquina con voi aòtro candidati ha detto Chazelle riferendosi ai colleghi registi voglio ringraziare chi ha creduto in me e in particolare Justin Hurwitz (compositore delle musiche, ndr), ci conosciamo da quando avevamo 18 anni. Questo film parla d’amore e io sono stato così fortunato da trovare l’amore durante le riprese del film, mia moglie Olivia”.

Emma, miglior attrice afferma: “Ho ancora da crescere”. Ha ringraziato le colleghe “siete state stroardinarie vi guardo e vi ammiro più di quanto riesca ad esprimere” e una lunga lista di familiari e amici. “In un momento come questo, una confluenza di fortuna e opportunità, voglio ringraziare chi mi ha offerto un progetto così speciale che capita una volta nella vita”. L’attrice poi ha ricordato Ryan Gosling “che mi ha fatto ridere e sempre alzato l’asticella, il partner ideale per questa folle avventura. Ho ancora tanto da crescere e da imparare e prendo questo ragazzo alludendo alla statuetta come segno di questo”.

Il miglior attore protagonista è Casey Affleck per la sua sofferta interpretazione in Manchester by the sea che sul palco ha detto: “Questo significa tantissimo per me grazie, una delle prime persone che mi ha insegnato a recitare è Denzel Washington che incontro oggi la prima volta. Sono qui grazie al talento e la buona volontà di molte persone che, chiaramente, non posso citare ma in particolare voglio ringraziare Kenneth Lonergan che ci ha diretto. Sono orgoglioso di fare pare di questa comunità, grazie a Matt Damon per avermi dato questa opportunità, alla mia famiglia e rivolgendosi al fratello ha concluso Ben ti voglio bene”.

La miglior sceneggiatura originale è andata a Manchester by the sea di Kenneth Lonergan, la storia di un uomo che a seguito della morte del fratello ritorna nella città della sua infanzia che ha lasciato dopo una tragedia che lo ha colpito per occuparsi del nipote. Il regista ha ringraziato soprattutto “Casey Affleck, Casey Affleck, Casey Affleck” e ha ricordato che questo film parla “del prendersi cura gli uni degli altri, io sono stato preso in cura dalle persone che mi sono state vicino tutta la vita, voglio ricordare Cameron mia moglie, non potrei amarti di più ma proverò a farlo, il mio patrigno che si è occupato di mia mamma negli ultimi anni della sua vita e mio padre che mi ha lasciato quest’anno”.

Come miglior film non in lingua inglese è stato premiato l’iraniano Il cliente di Asghar Farhadi, assente sul palco del Dolby Theater per protestare contro il “Muslim Ban” di Donald Trump. Al suo posto è stata letta una lettera: ” un onore per me ricevere questo prezioso premio per la seconda volta, mi dispiace non essere con voi la mia assenza è dovuta al rispetto per i miei concittadini e per quelli di altri sei paesi che hanno subito una mancanza di rispetto per via di una legge disumana che divide il mondo tra noi e gli altri creando paure che diventano una giustifizione ingannevole per la guerra. Il cinema può usare le sue macchine da presa per abbattere gli stereotipi creando empatia che oggi ci serve più che mai”.

L’Oscar come miglior attrice non protagonista è andato a Viola Davis per il film “teatrale” di Denzel Washington Barriere. L’emozionatissima attrice ha fatto un discorso a braccio, molto sentito: “C’è un luogo in cui tutti quelli che hanno il massimo potenziale vengono riuniti: ed è il cimitero. Mi chiedono sempre che tipo di storie vuoi raccontare, ecco andate a esumare queste storie, le storie delle persone che hanno sognato in grande e non sono riuscite a realizzare i propri sogni. Sono riuscita ad essere artista che è l’unica professione che ci permette di celebrare la vita vissuta. Voglio ringraziare August Wilson per essere stato in grado di esumare la vita quotidiana delle persone e voglio ringraziare, oh capitano mio capitano, Denzel Washington”.

Il Miglior trucco è andato ad un trio di truccatori tra cui due make up artist italiani: Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini che insieme a Christopher Nelson sono stati premiati per l’incredibile lavoro fatto su Suicide Squad. Sul palco Bertolazzi ha detto: “Ho aspettato cinquant’anni per avere questo premio e oggi voglio ringraziare tutti del sostegno al nostro cinema e in particolare ringraziare mia moglie, Giovanna. Io vengo dall’Italia, questo premio è per tutti gli immgirati”. Anche l’altro truccatore italiano, Giorgio Gregorini, ha dedicato la statuetta “a mia moglie che non è più con me”. Bertolazzi, piemontese, ha un lungo curriculum di lavori importanti dall’incontro con Monica Belluci sul set di Malena fino alle esperienze internazionali come Skyfall o Fury. In sala stampa, dopo la cerimonia, è tornato sulla sua dedica: “Certo, dedico questo Oscar a tutti immigrati, i sogni non hanno frontiere, noi facciamo film, facciamo sogni che non hanno limiti, nei set cinematografici ci sono persone che lavorano e queste persone provengono da tutto il mondo, ecco perché mi sono sentito in dovere di fare questa dedica”.

Cartoon Disney e Pixar. Sul fronte dell’animazione il cartoon corto Piper, gioiello Pixar mentre l’Oscar per il miglior lungometraggio d’animazione è andato a Zootropolis di Rich Moore e Byron Howard.

Migliori costumi. A Colleen Atwood è andata una quarta statuetta per il suo lavoro nella nuova saga di J. K. Rowling Animali fantastici e dove trovarli. Circondata dai suoi bellissimi abiti, in un grande capannone pieno di centinaia di accessori per le comparse sul set londinese ci aveva raccontate: “Per questo film ambientato nella New York del 1926 ho fatto delle ricerche approfondite e ho lavorato molto per distinguere bene le classi sociali: i poveri, i borghesi e i ricchi per creare il mio guardaroba ho lavorato in due modi: da un lato ho cominciato a raccogliere pezzi originali da tutto il mondo: scarpe, guanti, cappelli, abiti, cappotti da destinare alle comparse e ai ruoli secondari mentre per i protagonisti io insieme al mio dipartimento ho creato gli abiti. Ognuno di loro doveva avere uno stile unico e inconfondibile anche se perfettamente in linea con la moda dell’epoca”.

Miglior suono e montaggio sonoro. Due riconoscimenti tecnici legati al sonoro sono andati a due film differenti: miglior montaggio sonoro è andato a Sylvain Bellemare per il fantascientifico Arrival di Denis Villeneuve mentre l’Oscar per il miglior sonoro è andato a Kevin O’Connell (alla sua ventunesima nomination), Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace per La battaglia di Hacksaw Ridge, il film bellico pacifista di Mel Gibson, a cui è andato anche l’Oscar per il miglior montaggio a John Gilbert.
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ugg chestnut ma alcuni difetti si potevano evitare

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La Stagione 7 della Pro League di Tom Clancy’s Rainbow Six è iniziataArriviamo un po’ in ritardo con la recensione di NBA 2K17, ce ne rendiamo conto, ma questo tempo ci è servito per testare a fondo il titolo e giudicarlo nella maniera più serena possibile. Quando si devono seguire delle scadenze si cade inevitabilmente o in semplificazioni o in giudizi affrettati, quindi quello che vogliamo fare è quello che abbiamo realizzato anche con Cossacks 3: testare un titolo discusso, cercando di sviscerarlo nella maniera più articolata, al fine di fornire un parere oggettivo.

Prima di iniziare con la recensione, comunque, ci tengo a sottolineare che non sono un fan sfegatato dei giochi di basket (o di calcio), in quanto preferisco giocare in prima persona su un campo reale. Quanto andrete a leggere, quindi, si basa sul giudizio di un videogiocatore poco innamorato di questo genere di giochi, che fornirà principalmente un’opinione da esterno. 😉

Bando agli indugi, e vediamo cosa ci offre questo nuovo capitolo della 2K.

NBA 2K17 è disponibile su Steam al prezzo di 49.99 Euro nella versione base.

Prima di addentrarci nel gameplay, voglio parlare della componente grafica del titolo, in quanto è ormai assodato che molti videogiocatori cerchino un foto realismo sempre più marcato, a costo di limitare le risorse delle software house per le altre componenti del gioco (Ottimizzazione, gameplay, trama, ecc).

Sicuramente 2K17 ha fatto un buon passo avanti rispetto a 2K16 da questo punto di vista, in quanto la fisionomia dei giocatori più famosi è stata riprodotta in maniera fedele, ed anche le animazioni risultano più realistiche, grazie probabilmente a tecniche di motion capture più raffinate (Sebbene i movimenti a volte risultino ancora un po’ scattosi).

I dettagli sono maniacali: volti, tatuaggi e perfino i peli sotto le ascelle!

Il problema principale risiede nelle richieste hardware necessarie a muovere il motore grafico, a quanto pare decisamente esigente. Lasciata la gestione delle ventole in modalità Automatica (Possiedo una Sapphire Radeon RX480 Nitro+ 4GB), con TotalWar: Warhammer o altri videogiochi recenti riesco a giocare senza che la ventole diventino eccessivamente rumorose, e quindi fastidiose. Quando però gioco a NBA2K17, le ventole dopo qualche secondo raggiungono la massima velocità di rotazione, rovinando di fatto l’esperienza ludica. NBA 2K17 sembra quasi uno stress test! Mi sono quindi trovato costretto ad impostare manualmente la velocità di rotazione delle ventole per testare questo gioco.

Leggendo online, sui forum, ho controllato se non fosse solo un mio problema, ma ho notato che diversi altri utenti hanno constatato una certa pesantezza nel motore grafico. A parte questo difetto (Probabilmente dovuto al pubblico sugli spalti, eccezionalmente dettagliato), la grafica risulta più che buona, rendendo di fatto l’immedesimazione del videogiocatore decisamente profonda.

Partiamo subito con il dire che NBA 2K17 migliora alcune caratteristiche di NBA 2K16, ma al contempo ne peggiora altre.

Partendo proprio da queste ultime, non possiamo non citare una IA ai limiti della mediocrità quando si gioca a difficoltà elevata. Solitamente più si alza la difficoltà più l’IA dell’avversario è “smaliziata”. In questo caso accade l’opposto: l’IA dei nostri giocatori regredisce, soprattutto quando si è in fase difensiva. Sembra quasi che i propri giocatori vadano a farfalle! Dall’altra parte,
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invece, i giocatori avversari spesso tenderanno ad effettuare azioni piuttosto suicide: tireranno da tre quando vi è un corridoio per inserirsi ed appoggiare al tabellone o schiacciare, oppure al contrario tenderanno a inserirsi a testa bassa in una difesa già posizionata invece di portare a termine un’azione pensata, come ad esempio un pick and roll.

Una sola immagine per mostrare due cose: il menù della funzionalità “Replay”, e gli enormi spazi che l’IA dei nostri giocatori lascerà alla squadra avversaria

Altro difetto, almeno per me, è il gameplay eccessivamente arcade. Personalmente avrei preferito una maggiore attenzione simulativa, attraverso cui ci si potesse realmente immedesimare giocando con il proprio alter ego (Più avanti parleremo della modalità Carriera). In questo caso la comunità di NBA 2K17 si è spaccata in due fazioni: c’è che appoggia il gioco così com’è, affermando che “essendo un videogioco è bello fare qualcosa che nella realtà non si sarebbe in grado di fare”, e c’è chi vorrebbe vedere gesti atletici più vicini alla realtà in pieno stile simulativo (Ad esempio, in questo video su YouTube viene evidenziato un recupero irreale!).

Ricollegandoci al video citato, possiamo allo stesso modo affermare che le ankle breaker sono decisamente facili da portare a termine, divenendo di fatto una di quelle tecniche che più utilizzerete, sebbene nelle partite reali non sia tra le tecniche più semplici o efficaci (Bisogna essere un buon giocatore per sfruittarle, oppure bisogna incontrare un difensore proprio scarso!).

Non solo i giocatori, ma anche gli arbitri ed i loro gesti sono stati resi benissimo: notate le mani di questo arbitro dopo un mio tiro da 3

Essendo sparito NBA Live di EA, per 2K è effettivamente difficile accontentare entrambe queste tipologie di videogiocatori. In precedenza i due titoli su dividevano la platea, come hanno fatto per anni PES e FIFA, quindi ora ci sarà necessariamente qualche scontento. Quest’anno sono i fan delle simulazioni. Ma di questo non si può certamente incolpare 2K. Una scelta doveva essere fatta, ed è stato priviliegiato lo spirito arcade.

Oltre ai difetti qui citati (Alcuni dei quali in realtà non lo sono per alcuni videogiocatori), vi sono comunque anche numerosi pregi, e non da poco: NBA 2K17 ci trasporta nitidamente nel mondo del basket statunitense, con i suoi colori, il suo gioco veloce e spettacolare, ed i suoi nomi.

Le azioni, una volta padroneggiato il sofisticato sistema di controllo, potranno essere veloci e spettacolari allo stesso tempo, con schiacciate, ankle breaker, pick and roll, stoppate e contropiedi fulminanti (Sono stati aggiunti anche i passaggi schiacciati, finalmente). Da questo punto di vista NBA 2K17 garantisce al giocatore una libertà incredibile. Su YouTube sono numerossimi i filmati pubblicati relativi alle azioni spettacolari che i videogiocatori di tutto il mondo sono stati in grado di portare a termine, e come detto in precedenza questo è quello che cercano moltissimi videogiocatori.

La modalità di gioco più interessante è sicuramente la MyCareer, la quale ci permetterà di impersonare un nostro alter ego e di farlo crescere nel mondo della NBA. Un po’ come accade nei giochi di ruolo, anche qui dovremo scegliere un archetipo di giocatore (Come in D ad esempio, ci sono le classi base), il quale avrà caratteristiche migliori per certe giocate: ci sarà quello forte fisicamente, quello bravo nei tiri da 3, e via di questo passo.
ugg chestnut ma alcuni difetti si potevano evitare

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Alla guida di questo inedito show, una padrona di casa d’eccezione: Cristina Chiabotto (voto: 5).

La rete ha deciso di far vivere alle sue telespettatrici una vera e propria favola. sui tacchi. Un’unica regola: il buon gusto.

In ogni puntata tre donne, accumunate non soltanto dalla passione per le calzature ma anche dalla partecipazione alla stessa tipologia di evento, dovranno scegliere il paio di scarpe perfette per l’occasione. L’abbinamento più riuscito verrà premiato con il modello di calzatura scelto dalla vincitrice.

Ad assistere le tre protagoniste, altrettante personal advisor che le seguiranno in una prima fase di preparazione: dal make up all’acconciatura, fino all’abito, fra quelli che le tre partecipanti hanno portato dal loro guardaroba. La scelta della calzatura perfetta sarà invece interamente responsabilità delle tre concorrenti che vivranno il sogno di poter scegliere,
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in una stanza colma di bellissime scarpe, quali indossare per l’occasione stabilita.

Alle tre personal advisor il compito di valutare l’abbinamento migliore. Chi delle tre concorrenti riuscirà ad aggiudicarsi la scarpa dei suoi sogni tanto desiderata?

“Ogni volta dichiara la conduttrice a Tgcom24 aspetterò le concorrenti in un hotel di Milano in abiti casual, leggins o jeans, e anche io subirò una trasformazione. vivremo insieme questa esperienza, in versione fashion. E’ un programma bellissimo perché si ispira ai grandi show americani, dove è tutto in divenire, pieno di luce. Vi stupiremo.”.
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