ugg svizzera Risponde la psicologa Elisabetta Rotriquenz stivali

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Le donne amano fare shopping, comprare vestiti, borse, accessori ed in particolare scarpe! Perché le donne amano così tanto lo scarpe da riempirne armadi e scarpiere, fino a non sapere dove metterle tutte? Le scarpe rispecchiano la personalità di chi le indossa, il modo di affrontare la giornata e gli impegni quotidiani. Talvolta la passione nelle calzature può sfociare nel feticismo sia per quanto vengono amate le scarpe sia per quanto vengono adorati i piedi. Sia il piede che la scarpa sono due emblemi del feticismo e possono sedurre molto più di una scollatura.

Uomini e donne sono affascinati dalle scarpe, ma in modo diverso. Per le donne sono un irresistibile oggetto del desiderio e uno strumento di seduzione, per gli uomini sono un fattore di attrazione erotica. Allora largo alle moltissime possibilità di scelta: stivali, ballerine, sneakers, mocassini, tronchetti, zoccoli, zeppe, sandali, con tacco a spillo, ecc. La scelta della scarpa non è cosa da poco, anche perché è legata alla postura, per cui una donna che avanza con i tacchi alti avrà movenze molto diverse da colei che cammina con scarpe sportive.

La scelta della scarpapuò rivelare tanto di chi la possiede. Ad esempio la donna che sceglie di indossare scarpe con il tacco a spillo solitamente punta alla raffinatezza, a mostrarsi sensuale, non vuole mai rinunciare alla sua femminilità. D’altra parte il modo di camminare su un paio di tacchi alti è molto più sexy rispetto a chi passeggia con un paio di scarpe senza tacco. La scelta di indossare solo e sempre scarpe con il tacco può indicare una certa insicurezza che la scarpa va a colmare, data la consapevolezza che l’universo maschile è sempre attratto dallo stiletto.

Le donne che scelgono le ballerinesono piuttosto sicure di se stesse, non sentono il bisogno di indossare scarpe con il tacco per sentirsi femminili ed in grado di conquistare un uomo, non guardano solo all’aspetto esteriore delle cose, ma puntano alla praticità senza dimenticare lo stile. Altre optano per scarpe particolari, che danno nell’occhio: queste donne amano essere sempre sopra la righe, distinguersi dalla massa e farsi notare. Hanno molta fiducia in se stesse e non tengono in considerazione cosa pensano le persone del loro look audace.

Molte scelgono la scarpa sportiva: sono amanti della praticità e della comodità, sono molto attive, adorano il look casual e amano sentirsi giovani. Stanno comunque attente alla moda, magari scegliendo scarpe pratiche, ma trendy, ricche di colori e tecnologiche. Solitamente sono donne molto pragmatiche e dirette nel rapporto con gli altri. Le donne che scelgono i mocassini amano le cose classiche, tradizionali e comode. Questa scelta tende a rivelare una mancanza di fantasia e il desiderio di manifestare sempre serietà e sobrietà.

Coloro che indossano le zeppeamano il tacco anche se in una versione più stabile che permette di camminare a lungo e con maggiore comodità. Questo stile indica la necessità di coniugare la femminilità con il desiderio di rimanere attive, dinamiche e indipendenti. possibile anche fare qualche collegamento con il mondo onirico ed il suo significato nell’ambito delle scarpe. Ad esempio, sognare di cercare senza successo una scarpa può essere indice di un periodo difficile della propria vita, dovuto ad un lutto o ad una separazione; sognare di camminare indossando scarpe strette può significare che si sta vivendo una relazione sentimentale soffocante o insoddisfacente; al contrario sognare di camminare con scarpe troppo larghe potrebbe indicare una eccessiva fiducia in se stessi. Infine, andare in giro con scarpe rotte o a piedi scalzi denoterebbe un periodo complicato che non si riesce a risolvere.

Le scarpe sono quindi collegateal rapporto uomo donna, alla seduzione, alla personalità, allo stile, al modo di affrontare la vita e anche al tipo di partner che si desidera. Infatti nel telefilmSex and the City, la protagonista Carrie, personaggio amante della moda e in particolare delle scarpe, dice: “gli uomini sono come le scarpe col tacco. Ci sono quelli belli che fanno male, quelli che non ti piacciono fin dall’inizio, quelli irraggiungibili che non potranno mai essere tuoi, quelli che affascinano in partenza ma poi capisci che non sono niente di speciale e infine quelli che non ti stancherai mai di avere con te”. Allora si potrebbe azzardare nell’affermare: dimmi che scarpa indossi e ti dirò, non solo chi sei, ma anche che partner avrai.

Domanda Buongiorno Dottoressa, mi chiamo Giorgio e ho 42 anni, la disturbo per un problema che mi affligge da qualche anno. Mia moglie 45 anni, da qualche anno, è molto restia a fare l con me, non per una colpa del sottoscritto, ma al calo del desiderio sessuale sopraggiunto dopo la nascita del 2 figlio. Sin dall del nostro rapporto ho sempre dimostrato un nei confronti delle sue estremità, accessori compresi, calze velate, tacchi, stivali, si figuri che la prima notte di nozze, per lo stress accumulato durante il giorno, non ha voluto fare l’amore, e io mi sono “accontentato” di sdraiarmi a terra e lei vestita ancora da sposa, mi ha calpestato i capezzoli con i tacchi. All mi piaceva farmi solleticare i capezzoli con le unghie, sdraiarmi a terra e massaggiare i suoi piedi o essere usato come poggia piedi con tacchi annessi, pensare alla cura delle sue scarpe, ecc. Questo “gioco”, veniva chiesto da me abbastanza di rado, più o meno ogni 15 giorni. Sapendo che non prova piacere a fare l ho smesso di chiederglielo e purtroppo venendo a mancare la parte sessuale del nostro rapporto, mi si è accentuata molto quella che oramai è la parte di me che io giudico “perversa”. Penso che essendo stato adottato, io mi faccia una colpa nel mio subconscio per quello che è accaduto, e mi lego ad un feticcio (calze, piedi) per poi essere da lui sgridato e punito (tacchi sui capezzoli umiliazione). Poi il non riuscire a soddisfare mia moglie mi fa accettare l’astinenza ai rapporti sessuali, come una forma di punizione e la cosa mi piace, non mi fa cercare in giro avventure occasionali o altro. L’unica cosa è che questa mia sottomissione viene da me esasperata, cerco sempre con lo sguardo i suoi piedi, spero sempre in un suo ordine, spero sempre di essere usato, calpestato, umiliato come un cane, punito se sbaglio, ecc. Secondo Lei c’è possibilità di guarire o perlomeno attenuare questa mia passione/perversione? Non vorrei perdere la mia Regina, perché giustamente stufa dei miei atteggiamenti. Lei mi ha appoggiato in questo mio gioco (forse perché esasperata), per le faccende domestiche, ripagandomi con del cibo per terra, da lei calpestato, e anche se stanco e svogliato mi bastava un ordine per fare quello che lei mi diceva, sperando in un calcio o in uno sputo a terra da leccare e la casa brillava, forse un vantaggio per tutti e due. Ultimamente forse perché ho esagerato con il mio servilismo, vedo una sua insofferenza sulle mie continue attrazioni. Vorrei guarire, ma ho letto che dal feticismo non si può guarire. La prego mi aiuti. Grazie, Giorgio.

Risposta Gentile Giorgio, nel suo caso sono da considerare due disturbi: il feticismo e il masochismo sessuale. Tali disturbi rientrano nelle cosiddette parafilie, nelle quali l sessuale viene suscitata da oggetti inusuali oppure da attività sessuali di natura inusuale. In particolare, il feticismo comporta l di un oggetto inanimato per raggiungere l’eccitazione sessuale. Le persone che manifestano il feticismo sono di solito maschi, con impulsi ricorrenti e intensi nei confronti degli oggetti inanimati, detti feticci (ad esempio, scarpe da donna), e la presenza del feticcio è marcatamente preferita o addirittura necessaria per l sessuale. I feticci più comuni sono capi di vestiario (in particolare biancheria intima), prodotti in gomma (come gli impermeabili) e articoli correlati ai piedi (calze velate, scarpe da donna). C chi manifesta il proprio feticismo in solitudine e in segreto baciando, accarezzando, annusando, succhiando o solo guardando l adorato mentre si masturba. C chi invece ha bisogno che il partner indossi il feticcio come fonte di eccitazione per il rapporto sessuale.

il focus erotico ciò che distingue il feticismo dalla normale attrazione per i tacchi a spillo. Il feticista attratto dagli stivali deve vedere o toccare uno stivale per eccitarsi, e quando il feticcio è presente l è irresistibilmente forte. Il masochismo sessuale invece si definisce dal desiderio intenso e ricorrente di ottenere o accrescere la gratificazione sessuale mediante la sofferenza fisica o l alle quali ci si sottopone. Le manifestazioni di masochismo sessuale sono svariate e includono l (costrizione fisica), il farsi bendare gli occhi (costrizione sensoriale), lo sculacciamento, la fustigazione, le scosse elettriche, le ferite da taglio, le umiliazioni (ad esempio, farsi urinare o defecare addosso, essere costretti a indossare un collare e ad abbaiare come un cane o essere messi in mostra nudi) e l di ruolo di schiavo con la conseguente sottomissione a ordini e comandi. Una forma particolarmente pericolosa di masochismo, detta ipossifilia, può avere come esito la morte o il danno cerebrale; essa implica eccitazione sessuale da deprivazione di ossigeno, la quale può essere ottenuta mediante un cappio, un sacchetto di plastica, una compressione sul petto o una sostanza chimica che provochi una temporanea riduzione dell cerebrale mediante vasodilatazione periferica.

Oltre alla spiegazione dei disturbi, Lei mi chiede se e come è possibile guarire o comunque attenuare questa passione/perversione. Per quanto riguarda il trattamento delle parafilie è necessario seguire una psicoterapia, ad esempio di tipo cognitivo comportamentale. Per quanto riguarda il trattamento comportamentale il terapeuta potrebbe focalizzarsi sul condizionamento aversivo, mentre per l cognitivo potrebbe utilizzare interventi cognitivi con obiettivi a più ampio spettro. La terapia aversiva si basa sull di sensazioni negative a stimoli che in precedenza producono attrattiva. Lo scopo è quello di sostituire una precedente risposta positiva allo stimolo con una risposta d o una reazione d elicitata. Di seguito proverò a farle qualche esempio, ma ci tengo a sottolineare che queste tecniche fanno parte di un percorso terapeutico ben preciso e che sarà il suo terapeuta a decidere quali tecniche utilizzare. Un esempio di terapia aversiva è quello della cosiddetta saturazione (satiation), nella quale l si masturba a lungo, di solito dopo aver eiaculato, mentre fantastica ad alta voce sulla sua attività deviante. L è che la masturbazione continuerà tanto a lungo da diventare aversiva. Anche se la terapia aversiva a volte non elimina completamente l in alcuni casi essa conferisce al paziente una maggiore capacità di controllo sul suo comportamento manifesto. Una variante della tecnica aversiva utilizza solo l dello stimolo negativo: si tratta della sensibilizzazione nascosta (covert sensitization), per mezzo della quale la persona immagina situazioni inappropriate che trova eccitanti e immagina anche di provare nausea o vergogna nei confronti di ciò che sente e agisce. Della sensibilizzazione nascosta sono state sviluppate versioni che abbinano fantasie aversive a un cattivo odore. Studi condotti su questa tecnica hanno dimostrato che essa riduce l deviante, ma queste tecniche da sole non sono in grado di modificare il comportamento. Per questo motivo alla terapia comportamentale si abbinano interventi cognitivi (volti ad individuare pensieri ricorrenti, schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà per correggerli e renderli funzionali al benessere della persona), che hanno come scopo l delle abilità sociali e l’addestramento al controllo degli impulsi sessuali (Kring, Davison, Neale e Johnson, 2007).

Vorrei concludere con un considerazione per Giorgio e per tutti i lettori che soffrono di tali disturbi. Prima di tutto è necessario che vi sia una consapevolezza del problema che porti ad iniziare una psicoterapia. Il percorso potrebbe rivelarsi lungo e complesso, perché talvolta alla parafilia si associano anche altre forme psicopatologiche, ma ciò non deve far desistere dal desiderare una qualità di vita migliore.
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