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Nei boschi di Montaione, a 45 km circa da Gello, un cercatore di funghi ha trovato alcuni indumenti abbandonati; l è che possano essere ricondotti alla sparizione di Roberta Ragusa. Si tratta di un paio di slip, un reggiseno, un asciugamano, un paio di scarpe, una maglia e un paio di pantaloni rosa a righe, appartenenti a un pigiama o a una tuta. Insieme a questi abiti, anche una cravatta. Requisiti dai carabinieri, gli abiti sono stati analizzati, e si attendono ora i risultati della comparazione del Dna.

Nel frattempo, nei giorni scorsi è stata nuovamente interrogata Sara Calzolaio, ex baby sitter per Roberta Ragusa nonché amante del marito Antonio Logli. La Calzolaio ha ammesso un paio di telefonate tra lei e Logli la notte della scomparsa di Roberta, intorno alla mezzanotte. Tra le due chiamate c stato un intervallo di qualche minuto: potrebbe quell essere stata causata da Roberta?

Le ricerche di Roberta Ragusa continuano: i sub dei carabinieri hanno iniziato ad esplorare il pozzo che si trova nel giardino della villetta dove la donna abitava con la sua famiglia. Nel frattempo, si procede nuovamente alla perquisizione della casa, sperando di trovare qualcosa sfuggito durante la prima investigazione (che essendo avvenuta però alcuni giorni dopo la sparizione della Ragusa avrebbe potuto essere stata falsata dall cancellazione di prove). stata di nuovo interrogata la segretaria dell’autoscuola di famiglia Sara Calzolaio, ventottenne ex baby sitter e amante di Antonio Logli, il marito di Roberta. La versione della donna non è cambiata: ha confermato di amare Logli, con il quale aveva una relazione da sette anni all della moglie di lui, che pure nutriva dei sospetti.

possibile, secondo alcuni, che sia stata proprio la scoperta della relazione extraconiugale del marito la causa della repentina sparizione di Roberta. Logli nega questa possibilità, parlando invece di una scatola che la donna stava ritirando in soffitta e che le sarebbe caduta in testa, ferendola: l dell è che il colpo in testa abbia fatto perdere la memoria alla moglie.

I carabinieri stanno perquisendo nuovamente anche la scuola guida e hanno iniziato a scandagliare i fondali del vicino lago di Massaciuccoli.

17 maggio 2012 La donna vista in Liguria non era Roberta

La donna vista a Pietra Ligure da alcuni testimoni non era Roberta Ragusa. Ennesimo falso allarme, quindi, in questo caso che diventa ogni giorno più intricato e misterioso. I Carabinieri di Pietra Ligure e di Albenga, infatti, hanno individuato la donna che secondo alcune testimonianze sarebbe stata molto somigliante a Roberta e hanno accertato che in realtà non si trattava della donna scomparsa ma di una persona senza fissa dimora. La speranza di trovare Roberta Ragusa viva, quindi, se si era accesa dopo il presunto ennesimo avvistamento, ora si è di nuovo spenta. E le indagini tornano al punto di partenza. Le ricerche continuano. Decine di Carabinieri del primo reggimento Tuscania e della compagnia di Pisa stanno passando al setaccio il territorio nei pressi dell della donna scomparsa e, in particolar modo, la zona delle cave di pietra sui monti pisani sopra San Giuliano Terme e si stanno calando in ogni anfratto anche in aree assai impervie. Nei prossimi giorni le ricerche continueranno anche nei corsi d e sul lago di Massaciuccoli, i cui fondali saranno scandagliati palmo a palmo da subacquei.

16 maggio 2012 Nuovi avvistamenti in Liguria

Nuove segnalazioni su presunti avvistamenti di Roberta Ragusa parrebbero avvalorare la tesi che la donna si trovi in Liguria: dopo la testimonianza di Rosanna Di Marziano, titolare di una scuola guida di Pietra Ligure, in provincia di Savona, altre persone dei dintorni hanno affermato di aver visto una donna somigliante con la scomparsa. Ieri infatti è stato un albergatore di Borghetto Santo Spirito, che avrebbe riconosciuto la Ragusa in una donna che gli avrebbe chiesto una camera, al prezzo più basso possibile, chiedendo anche se nel prezzo erano compresi i pasti. Alla risposta negativa dell la donna avrebbe risposto che non le era possibile sforare il budget previsto. La donna, che aveva un aspetto trasandato e l toscano, è stata in albergo quattro giorni fa, ma solo ieri l si è reso conto della somiglianza con la Ragusa.

La segnalazione dell non è però l arrivata dalla provincia di Savona: anche una parrucchiera di Pietra Ligure ha infatti dichiarato di aver visto una donna somigliante a Roberta entrare nel suo negozio per domandare qualche soldo.

I carabinieri sono già al lavoro sulle immagini delle telecamere di sorveglianza per confermare o smentire queste segnalazioni; stanno anche interrogando le persone al lavoro presso la Caritas di Pietra Ligure, ma al momento pare che da queste testimonianze non sia emerso nulla di utile per le indagini.

14 maggio 2012 Avvistata a Pietra Ligure una donna che potrebbe essere lei

Una nuova segnalazione su Roberta Ragusa è stata resa nota dagli inquirenti: la donna potrebbe essere stata vista il 27 aprile scorso a Pietra Ligure, in provincia di Savona, presso un di pratiche auto. La segnalazione è stata fatta al comando locale dei carabinieri da parte della titolare della scuola guida, che è stato ascoltata già due volte: secondo quanto riferito, la presunta Roberta portava i capelli raccolti, e indossava una maglia gialla a disegni marroni e dei jeans.

La testimone ha raccontato di aver creduto di riconoscere Roberta in base alle immagini che aveva visto sui giornali e in tv; la donna era entrata nella scuola guida per chiedere l raccontando alla titolare della scuola che si era allontanata dalla sua famiglia, ed era arrivata a Pietra Ligure dalla Sardegna. Un nuovo particolare è stato rivelato, particolare che si spera possa trasformarsi in un indizio per capire che cosa è successo quella sera del 13 gennaio: si rtatta di una lista della spesa scritta dalla Ragusa. visibilmente in fretta e lasciata incompiuta. Nella lista si nota come la scrittura della donna cambi all come se fosse stata interrotta di colpo. Insieme a ciò, emergono nuove incongruenze nei racconti del marito Antonio Logli.

L ha raccontato come Roberta stesse appunto compilando la nota della spesa quando lui era andato a dormire. Ciò che non torna è il fatto che la lista, come detto, sia stata trovata incompiuta, con quella misteriosa accelerazione della grafia, come se Roberta fosse stata distratta da qualcosa. Altro particolare che non torna, la dichiarazione di Logli, l ad aver visto la Ragusa alle 23 di quella sera: la moglie indossava una maglietta bianca e dei pantaloni. Ma la figlia ha invece riferito agli inquirenti di aver visto sua madre molto prima delle 23 di quella sera, e che Roberta indossava già il pigiama rosa, quello che attualmente risulta irreperibile.

189 aprile 2012 Un incendio per far sparire le tracce? Altri dubbi sul marito

Se le indagini non sembrano fare decisivi passi avanti, alcune novità arrivano dal programma di Raitre l visto che si è occupato fin dai primi giorni del giallo della scomparsa di Roberta Ragusa. Uno degli eventi più strani accaduti dopo la scomparsa della quarantaquattrenne di San Giuliano Terme, soprattutto se effettivamente collegato al caso di Roberta, è costituito da un incendio, di natura chiaramente dolosa, che il 30 marzo scorso è divampato in un bosco vicino al paese di San Giuliano. Un sospetto si fa avanti nella mente degli inquirenti e non solo. E se l fosse stato appiccato con lo scopo di occultare indizi o tracce inerenti alla scomparsa di Roberta? Ad aumentare il mistero, come raccontato dal programma condotto da Federica Sciarelli, c il fatto che le fiamme siano divampate proprio nel giorno in cui dovevano ripartire le ricerche.

Un stranezza, che alimenta i dubbi sul marito di Roberta Antonio Logli, indagato con l di omicidio, è costituita dalla circostanza che Logli, il giorno dopo la scomparsa della moglie, avrebbe chiesto tre mesi di aspettativa all per cui lavora, la Geste. Perchè un periodo così lungo? Logli non si aspettava, fin da subito, un ritorno della moglie? Insomma, il giallo diventa sempre più intricato.

13 aprile 2012 In partenza per Gello i volontari raccolti su Facebook

I volontari raccolti dalla pagina Facebook Roberta Ragusa sono pronti a partire: a quanto pare è dunque arrivata finalmente l che avrebbe permesso a questo gruppo di civili di recarsi nelle campagne nei dintorni di Gello per aiutare i carabinieri dei Ris a cercare tracce di Roberta Ragusa. L cosa che manca prima che il gruppo possa muoversi, ha spiegato l del gruppo Facebook Piero Civalleri, è il termine della mappatura che gli inquirenti stanno eseguendo; entro una decina di giorni, comunque, i volontari (almeno una cinquantina, la maggioranza di provenienza piemontese) potrà partire per le campagne pisane nei dintorni di San Giuliano Terme. L dei volontari era inizialmente stato fissato per questa domenica, ma gli organizzatori hanno preferito rimandare ancora di qualche giorno per poter definire meglio programmi e percorsi da battere. Al loro arrivo, i volontari saranno divisi in piccoli gruppi di una decina di persone ciascuno, ognuno sotto il coordinamento di un carabiniere, per poter battere la zona nella maniera più estesa e al contempo mirata possibile.

12 aprile 2012 Su Facebook petizione per riprendere le ricerche

Dopo due mesi e mezzo dalla sua scomparsa, ancora non si è scoperto nessuna pista concreta per ritrovare Roberta Ragusa, sparita dal piccolo paese di Gello, in provincia di Pisa. Come spesso accade in quest di social network, su Facebook è nato un gruppo, Roberta Ragusa che conta 2.718 iscritti e che cerca di contribuire in qualche modo alla ricerca della donna. L iniziativa varata sulla pagina è la petizione perché le ricerche non si fermino, firmata finora da 242 persone.

Ma gli iscritti alla pagina vogliono anche fornire un aiuto pratico e concreto: un gruppo di volontari si è offerto di raggiungere Gello per aiutare i carabinieri dei Ris a perlustrare tutte le campagne nelle prossimità del paesino, arrivando anche nelle zone non ancora setacciate dagli investigatori. Al momento però non è ancora arrivata l a questa spedizione, dunque i volontari non possono muoversi.

10 aprile 2012 Tabulati telefonici dimostrano che Logli non si mosse da Gello la notte della scomparsa

Le investigazioni sulla scomparsa di Roberta Ragusa, della quale non si hanno notizie da metà gennaio, non si sono fermate nemmeno durante le festività pasquali. Le ultime indagini hanno confermato che, nel corso della notte della scomparsa di Roberta, le utenze telefoniche appartenenti a tutti i membri della famiglia Logli non si sono mosse dalla cittadina di Gello di San Giuliano Terme, dove abitano. Esaminando i tabulati telefonici e le tracciature delle cella telefoniche agganciate dai cellulari gli inquirenti hanno notato che anche i due telefonini utilizzati dal marito della Ragusa e dalla sua amante Sara Calzolaio sono rimasti sempre all delle rispettive abitazioni. Tutto ciò sembra una prova della versione dei fatti fornita da Logli. Le investigazioni, in ogni caso, proseguono.
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