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SCELTI E RIVISITATI Dopo aver selezionati gli imballaggi “più significativi” tra quelli che rappresentano i prodotti nazionali nel mercato contemporaneo, gli studenti di Laurea Magistrale del Corso di Packaging Design (Scuola del Design del Politecnico di Milano) li hanno riprogettati e reintepretati.

Le proposte migliorative verranno giudicate da esperti del settore nel corso della fiera Emballage.

Come anticipato sullo scorso numero di ItaliaImballaggio, la Scuola del Design del Politecnico di Milano, con un gruppo di studenti di Laurea Magistrale del Corso di Packaging Design coordinati dai docenti Valeria Bucchetti ed Erik Ciravegna con il supporto di Deborah Dal Degan, parteciperà all’evento “Packagings et Alternatives Remarquables”; si tratta del concorso internazionale organizzato nell’ambito della fiera di Emballage 2012 dal Dipartimento di Packaging, Branding Retail dello Strate Collège di Parigi, che ha l’obiettivo di rappresentare a livello internazionale il progetto di packaging, coinvolgendo una selezione di università e scuole da Canada, Francia, Finlandia, Germania, Italia e Spagna.

Per la prima fase, conclusa di recente, lo Strate Collège aveva chiesto a ciascuna delle diverse istituzioni coinvolte di individuare, per il proprio Paese, gli imballaggi ritenuti maggiormente significativi tra quelli attualmente sul mercato, tre per ciascuna delle categorie merceologiche rappresentate in fiera: beauty, beverage liquids, food, health, luxury, multi industry.

Per la seconda fase i diversi gruppi di lavoro sono stati invitati a proporre delle “Alternatives Remarquables” agli imballaggi individuati, ossia a progettare, partendo dalla soluzione esistente, alcune alternative caratterizzate da elementi di innovazione e originalità, per arrivare a proporre sei progetti, uno per categoria merceologica.

In questo numero presentiamo una selezione dei lavori sviluppati nel Corso di Packaging Design della Scuola del Design del Politecnico di Milano e, tra questi, segnaliamo le “Alternatives Remarquables” che saranno inviate per essere esposte in fiera a Parigi e partecipare al concorso che premierà, attraverso una giuria composta da professionisti ed esperti del settore, il miglior progetto tra quelli presentati da ogni università e scuola ed eleggerà la migliore “Alternative Remarquable” dell’anno.

L’asterisco indica i progetti selezionati per essere esposti in fiera e sottoposti al giudizio della giuria

Progetto di Francesca Pettegoli, Attilio Rebuglio

Confezioni monodose di bagno schiuma, ispirate ai raffinati “macarons” della pasticceria francese. Il prodotto è idrosolubile: le cialde esterne, da usare come piccole spugne grazie alla particolare texture superficiale, si sciolgono in tempi più lunghi rispetto alla cialda interna, che contiene il detergente. Oltre a richiamare l’elemento grafico dell’identità Acquolina, una fascia nera svolge una funzione protettiva sigillando la struttura esterna e proteggendo la cialda interna dall’umidità. Il principale materiale utilizzato è il Mater bi, ottenuto da materie prime rinnovabili, di derivazione organica e biodegradabile, opportunamente modificato.

Progetto di Luisa Battistella, Andrea Lombardini, Simon Louaza, Daniela Villafuerte

Il progetto intende migliorare l’applicazione dello smalto Madina intervenendo sull’ergonomia del prodotto, agevolando la presa della confezione per ottenere un’applicazione accurata e un dosaggio corretto. La soluzione proposta si basa su un nuovo meccanismo interno che regola la quantità di prodotto per ogni unghia premendo un pulsante collegato a una molla interna. Il pennello all’estremità della penna consente di applicare con facilità lo smalto. Il tappo è dotato di una piccola cavità che contiene acetone, che impedisce al pennello di seccarsi, facilitando così eventuali ritocchi. La penna applicatore può essere ricaricata con refill di vari colori, da acquistare separatamente.

Progetto di Simona Bonafini, Luca Lanotte, Chiara Leonardi, Brbara Souto

L’obiettivo è quello di migliorare la percezione del Chianti, un vino della tradizione italiana a volte sottostimato dai consumatori. Il progetto intende dunque evidenziare l’eleganza e la raffinatezza di questo prodotto, attraverso l’ibridazione di un fiasco tradizionale con un decanter: il fondo della bottiglia è modellato in modo da consentirne la rotazione e favorire, proprio come un decanter, l’aerazione naturale del vino. Le bottiglie, confezionate in gruppi di 6 in un imballaggio shelf ready di cartone, sono mantenute in verticale durante il trasporto e poi presentate inclinate sul punto vendita.

Progetto di Matteo di Donato, Ibai Lazkano, Giulia Ruffino, Vanessa Saporito

Il progetto propone nuove modalità di consumo della crema alle nocciole. Traendo ispirazione dal mondo dei colori e del gioco, ma soprattutto dalle gestualità a essi associate, Nutella è stata confezionata nei tre packaging caratteristici di tempere, colori a dita e vernici. Il rimando alle tre modalità è accentuato dalla grafica, che suggerisce come il prodotto possa essere utilizzato, spalmandolo in vario modo e “colorando” a piacere la fetta di pane. Dal processo di risemantizzazione derivano sinestesie gusto visive che inducono il consumatore a entrare in contatto con lo spirito giocoso del progetto.

Progetto di Maria Camilla Pardo, Stefania Picchio, Lara Porro, Laura Spirito

La confezione di blister è progettata per un consumo on the go: il packaging è a “portafoglio”, compatto e facile da maneggiare. La struttura pieghevole incorpora e protegge 4 blister da 10 compresse ciascuno; realizzata in cartoncino, presenta delle pieghe perforate che consentono all’utente, man mano che il prodotto viene consumato, di rimuovere con uno strappo i blister vuoti. Dal punto di vista grafico, il prodotto mantiene l’identità distintiva di Digestivo Antonetto, intervenendo sull’accessibilità e su una maggiore chiarezza delle informazioni.

Progetto di Federico Biraghi, Ania Blasiak, Donato Filannino, Interior Design, Cristina Palamini

Considerate le modalità di consumo e le quantità di medicinale da assumere in funzione delle necessità, il concept si basa sul concetto di “doppio monodose”, ossia consente di assumere una dose di prodotto, con la possibilità di raddoppiarla in caso di necessità. Ogni packaging, di formato tascabile, contiene dunque due dosi separate che possono essere assunte, grazie al particolare doppio sistema di apertura, una alla volta o insieme a seconda delle esigenze. Il packaging può essere venduto come singola unità di vendita o in multi pack da dieci elementi.

Progetto di Marco Escher, Giulia Poli, Federica Sciuto

Il concept si propone di facilitare l’assunzione corretta del prodotto grazie a un sistema di dosaggio integrato, che consente di erogare la giusta quantità di Amaro Giuliani senza errori o sprechi.

L’incremento di servizio deriva da un meccanismo a pressione che controlla la fuoriuscita della dose corretta di liquido, che si raccoglie all’interno di un bicchierino posto sulla sommità della confezione: asportabile, il bicchiere può essere impiegato per assumere il prodotto e poi lavato prima di venir ricollocato nella posizione originaria.

Progetto di Pietro Bonura, Alice Brovelli, Francesca Guerinoni, Michela Locatelli

Sei piccole fiale di aceto balsamico di Modena, prodotto tipico della migliore tradizione italiana, comunicano il valore di un contenuto unico e prezioso. Le fiale contengono diverse tipologie di aceto, con gusto e profumo che mutano in funzione della varietà di legno delle botti in cui sono invecchiate: la diversità è indicata sul tappo e sul fianco di ogni fiala con un pittogramma che indica l’albero da cui è stato ottenuto il legno. La confezione esterna è essenziale e intende esprimere eleganza.

Progetto di Iandara De Lanteuil, Micol Polon, Carlotta Serri

Il progetto si centra sulla rilevanza della relazione tra contenuto e contenitore, così come sull’ergonomia della confezione. Sia l’aceto balsamico sia i diamanti sono infatti ottenuti tramite processi lenti, che li trasformano in qualcosa di molto prezioso. L’astuccio esterno è strutturato in modo da disvelare il prodotto, contenuto in una bottiglia a forma di diamante che sottolinea l’eleganza, la preziosità e l’unicità dell’aceto balsamico.

Progetto di Viviana Ferro, Claudia Sbarra, Elisa Zamarian

Il concept attribuisce alla confezione primaria delle scarpe anche la funzione di trasporto, riducendo così l’impatto complessivo del sistema packaging. La confezione è dotata di un laccio allungabile, che ne consente il trasporto e ne facilita l’estrazione dagli scaffali. La forma della tradizionale scatola da scarpe, un parallelepipedo a spigoli vivi, è stata “ammorbidita” optando per delle superfici curve, ottenute sostituendo il cartone con polpa di cellulosa biodegradabile, che può essere stampata a iniezione. Con l’intento di prolungare la vita della confezione, la “scocca” ottenuta è dotata di un cassetto interno contenente le scarpe: scocca e cassetto costituiscono un ottimo sistema per proteggere e stoccare le scarpe in magazzino, sul punto vendita ma anche in ambito domestico.
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