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La Stagione 7 della Pro League di Tom Clancy’s Rainbow Six è iniziataArriviamo un po’ in ritardo con la recensione di NBA 2K17, ce ne rendiamo conto, ma questo tempo ci è servito per testare a fondo il titolo e giudicarlo nella maniera più serena possibile. Quando si devono seguire delle scadenze si cade inevitabilmente o in semplificazioni o in giudizi affrettati, quindi quello che vogliamo fare è quello che abbiamo realizzato anche con Cossacks 3: testare un titolo discusso, cercando di sviscerarlo nella maniera più articolata, al fine di fornire un parere oggettivo.

Prima di iniziare con la recensione, comunque, ci tengo a sottolineare che non sono un fan sfegatato dei giochi di basket (o di calcio), in quanto preferisco giocare in prima persona su un campo reale. Quanto andrete a leggere, quindi, si basa sul giudizio di un videogiocatore poco innamorato di questo genere di giochi, che fornirà principalmente un’opinione da esterno. 😉

Bando agli indugi, e vediamo cosa ci offre questo nuovo capitolo della 2K.

NBA 2K17 è disponibile su Steam al prezzo di 49.99 Euro nella versione base.

Prima di addentrarci nel gameplay, voglio parlare della componente grafica del titolo, in quanto è ormai assodato che molti videogiocatori cerchino un foto realismo sempre più marcato, a costo di limitare le risorse delle software house per le altre componenti del gioco (Ottimizzazione, gameplay, trama, ecc).

Sicuramente 2K17 ha fatto un buon passo avanti rispetto a 2K16 da questo punto di vista, in quanto la fisionomia dei giocatori più famosi è stata riprodotta in maniera fedele, ed anche le animazioni risultano più realistiche, grazie probabilmente a tecniche di motion capture più raffinate (Sebbene i movimenti a volte risultino ancora un po’ scattosi).

I dettagli sono maniacali: volti, tatuaggi e perfino i peli sotto le ascelle!

Il problema principale risiede nelle richieste hardware necessarie a muovere il motore grafico, a quanto pare decisamente esigente. Lasciata la gestione delle ventole in modalità Automatica (Possiedo una Sapphire Radeon RX480 Nitro+ 4GB), con TotalWar: Warhammer o altri videogiochi recenti riesco a giocare senza che la ventole diventino eccessivamente rumorose, e quindi fastidiose. Quando però gioco a NBA2K17, le ventole dopo qualche secondo raggiungono la massima velocità di rotazione, rovinando di fatto l’esperienza ludica. NBA 2K17 sembra quasi uno stress test! Mi sono quindi trovato costretto ad impostare manualmente la velocità di rotazione delle ventole per testare questo gioco.

Leggendo online, sui forum, ho controllato se non fosse solo un mio problema, ma ho notato che diversi altri utenti hanno constatato una certa pesantezza nel motore grafico. A parte questo difetto (Probabilmente dovuto al pubblico sugli spalti, eccezionalmente dettagliato), la grafica risulta più che buona, rendendo di fatto l’immedesimazione del videogiocatore decisamente profonda.

Partiamo subito con il dire che NBA 2K17 migliora alcune caratteristiche di NBA 2K16, ma al contempo ne peggiora altre.

Partendo proprio da queste ultime, non possiamo non citare una IA ai limiti della mediocrità quando si gioca a difficoltà elevata. Solitamente più si alza la difficoltà più l’IA dell’avversario è “smaliziata”. In questo caso accade l’opposto: l’IA dei nostri giocatori regredisce, soprattutto quando si è in fase difensiva. Sembra quasi che i propri giocatori vadano a farfalle! Dall’altra parte,
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invece, i giocatori avversari spesso tenderanno ad effettuare azioni piuttosto suicide: tireranno da tre quando vi è un corridoio per inserirsi ed appoggiare al tabellone o schiacciare, oppure al contrario tenderanno a inserirsi a testa bassa in una difesa già posizionata invece di portare a termine un’azione pensata, come ad esempio un pick and roll.

Una sola immagine per mostrare due cose: il menù della funzionalità “Replay”, e gli enormi spazi che l’IA dei nostri giocatori lascerà alla squadra avversaria

Altro difetto, almeno per me, è il gameplay eccessivamente arcade. Personalmente avrei preferito una maggiore attenzione simulativa, attraverso cui ci si potesse realmente immedesimare giocando con il proprio alter ego (Più avanti parleremo della modalità Carriera). In questo caso la comunità di NBA 2K17 si è spaccata in due fazioni: c’è che appoggia il gioco così com’è, affermando che “essendo un videogioco è bello fare qualcosa che nella realtà non si sarebbe in grado di fare”, e c’è chi vorrebbe vedere gesti atletici più vicini alla realtà in pieno stile simulativo (Ad esempio, in questo video su YouTube viene evidenziato un recupero irreale!).

Ricollegandoci al video citato, possiamo allo stesso modo affermare che le ankle breaker sono decisamente facili da portare a termine, divenendo di fatto una di quelle tecniche che più utilizzerete, sebbene nelle partite reali non sia tra le tecniche più semplici o efficaci (Bisogna essere un buon giocatore per sfruittarle, oppure bisogna incontrare un difensore proprio scarso!).

Non solo i giocatori, ma anche gli arbitri ed i loro gesti sono stati resi benissimo: notate le mani di questo arbitro dopo un mio tiro da 3

Essendo sparito NBA Live di EA, per 2K è effettivamente difficile accontentare entrambe queste tipologie di videogiocatori. In precedenza i due titoli su dividevano la platea, come hanno fatto per anni PES e FIFA, quindi ora ci sarà necessariamente qualche scontento. Quest’anno sono i fan delle simulazioni. Ma di questo non si può certamente incolpare 2K. Una scelta doveva essere fatta, ed è stato priviliegiato lo spirito arcade.

Oltre ai difetti qui citati (Alcuni dei quali in realtà non lo sono per alcuni videogiocatori), vi sono comunque anche numerosi pregi, e non da poco: NBA 2K17 ci trasporta nitidamente nel mondo del basket statunitense, con i suoi colori, il suo gioco veloce e spettacolare, ed i suoi nomi.

Le azioni, una volta padroneggiato il sofisticato sistema di controllo, potranno essere veloci e spettacolari allo stesso tempo, con schiacciate, ankle breaker, pick and roll, stoppate e contropiedi fulminanti (Sono stati aggiunti anche i passaggi schiacciati, finalmente). Da questo punto di vista NBA 2K17 garantisce al giocatore una libertà incredibile. Su YouTube sono numerossimi i filmati pubblicati relativi alle azioni spettacolari che i videogiocatori di tutto il mondo sono stati in grado di portare a termine, e come detto in precedenza questo è quello che cercano moltissimi videogiocatori.

La modalità di gioco più interessante è sicuramente la MyCareer, la quale ci permetterà di impersonare un nostro alter ego e di farlo crescere nel mondo della NBA. Un po’ come accade nei giochi di ruolo, anche qui dovremo scegliere un archetipo di giocatore (Come in D ad esempio, ci sono le classi base), il quale avrà caratteristiche migliori per certe giocate: ci sarà quello forte fisicamente, quello bravo nei tiri da 3, e via di questo passo.
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