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Altro che donna sexy e ammaliatrice. La Margaret Thatcher di Meryl Streep, raccontata da Phyllida Lloyd (regista) e Abi Morgan (sceneggiatrice) in The Iron Lady, è più che altro il naturale tramonto di una donna che, dopo aver toccato l’apice del potere, anziana, si guarda indietro e fa il punto sulla propria vita.

DIBATTITO PI ETICO CHE POLITICO. Ma questo approccio a molti inglesi non è andato giù, generando un dibattito più etico che politico che ha accompagnato l’uscita del film nelle sale. A lasciare interdetti i più è stata la scelta di mostrare la Thatcher, cui un paio di anni fa è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer, affetta da visioni e perdite di memoria.

I DELIRI DI LADY MARGARET. The Iron Lady copre un arco temporale di soli due giorni, durante i quali la controversa e contestata ex leader del Partito conservatore di Sua Maestà si decide a sbarazzarsi degli effetti personali del marito, Sir Denis Thatcher, scomparso nel 2003.

Un atto tanto semplice è il pretesto per ripercorrere la carriera del primo primo ministro donna della storia inglese. Si tratta di un esame di coscienza effettuato attraverso una serie di flashback che ricostruiscono le tappe più salienti dei suoi tre mandati, dal 1979 al 1990. Il continuo alternarsi tra presente e passato è intervallato dalle visioni del marito che le appare e le parla, scherzando, ma anche giudicandola e mettendone in discussione il suo stacanovismo che ha in parte compromesso i legami e gli affetti con i suoi famigliari.

Un racconto che ne compromette il ricordo

Dalle pagine del Telegraph a quelle del Daily Mail, dal Guardian al Times fino al sito della Bbc, fiumi di inchiostro sono stati versati da chi ha trovato inaccettabile rappresentare una personalità di tale portata, per lo più ancora in vita, come se fosse una povera vecchietta in preda a demenza senile.

UNA RAPPRESENTAZIONE APOLITICA. In realtà The Iron Lady è un rispettoso e onesto biopic (film biografico, ndr) che guarda al controverso personaggio della Thatcher in modo apolitico. Non c’è nessuna presa di posizione da parte degli autori su questioni scomode come la guerra della isole Falkland (1982), la “Poll tax” imposta ai cittadini britannici nel 1990, la politica di tagli alla spesa pubblica nonostante la recessione e l’elevato tasso di disoccupazione dei primi Anni 80.

A emergere, infatti, è più che altro la figura di una donna che sceglie di mettere in primo piano la propria carriera sacrificando la famiglia, ma prima che sia troppo tardi si guarda indietro e fa un’esame di coscienza.

IL FRUTTO DI FANTASIE DI SINISTRA. Già poco prima della sua uscita, il film è stato oggetto di critiche prevenute. A cominciare dai parenti più stretti dell’ex primo ministro. Attraverso il loro portavoce, i figli Mark e Carol si sono dichiarati sconcertati dall’apprendere il taglio che gli autori hanno voluto dare al film. Sostengono si tratti del frutto di fantasie di sinistra, ma non hanno intenzione di intervenire pubblicamente per evitare di dare al film ulteriore pubblicità.

LA DIFESA DI REGISTA E SCENEGGIATRICE. Alle critiche, regista, sceneggiatrice e attrice protagonista hanno replicato in difesa del film. Lloyd, alla sua seconda esperienza con Meryl Streep dopo Mamma Mia! Ha dichiarato che non si tratta di un film politico,
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ma di un film quasi scespiriano.

Non si tratta di condividere o meno un programma politico, ha affermato, ma di saggiare il fervore delle sue convinzioni e la sua inflessibile ferocia, senza che sia richiesto di giudicare la sua politica. Abbiamo avuto un’attenzione meticolosa ai dettagli politici e quando abbiamo deciso di mostrare un evento che in realtà non è avvenuto è stata una scelta consapevole nell’ottica di chiarire la storia. Ma da subito è più che evidente al pubblico che si tratta del frutto dell’immaginazione di Abi Morgan.

Fra odio, rispetto e memoria: una leadership forte

Non è da meno Abi Morgan, artefice della sceneggiatura: Frequentavo l’università nel 1990, quando lei lasciò il potere, e ricordo che la gente danzò per le strade. Dunque conosco il suo lascito e so quanto è stata odiata. stato interssante per me rettificare, rivedere e riconsiderare l’opinione che avevo di lei. Dopo aver lavorato a questo film, non posso fare a meno di provare un incredibile rispetto nei suoi confronti, avendo compreso che è stata una leader straordinariamente forte. Come figura pubblica la Thatcher era un’icona, ma la figura privata e intima della donna era molto diversa. Per me è un approccio creativo alla sua vita.

L’OPINIONE DI MERYL STREEP. Non ho iniziato a lavorare al film con un’opinione politica su Margareth Thatcher. In tutta sincerità, sapevo scandalosamente poco dei suoi programmi politici. Sapevo che erano in linea con molti dei programmi del presidente Reagan, che conoscevo meglio, ma non con tutti. Quindi non mi interessava tanto approfondire gli obiettivi che ha perseguito quanto il costo che le sue scelte politiche hanno avuto su di lei come persona.

LA FILMOGRAFIA SU LADY THATCHER. The Iron Lady non è il primo film a trattare la figura di Margaret Thatcher. In passato il leader dei Tory è apparso in altre pellicole, a cominciare da Agente 007, solo per i tuoi occhi (1981) dov’era interpretata da Janet Brown. Più al centro, la Thatcher, è stata invece in alcuni recenti film televisivi come Pinochet in Suburbia di Richard Curson Smith (2006); Margaret Thatcher: The Long Walk to Finchley di Niall MacCormick (2008), ambientato negli Anni 50, quando Margaret è ancora una ricercatrice chimica, inizia a interessarsi di politica e conosce il futuro marito Denis; Margaret di James Kent (2009), sui suoi ultimi giorni da primo ministro; e The Queen di Steven Mackintosh (2009), dove rimane impressa l’interpretazione di Leslie Manville.

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